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Povero maschio, io femminista
ora lotto per il tuo riscatto

Ottobre 96
Articolo di Antonello Caporale
Commento a parti dell'articolo apparso su
"La repubblica"
del 29 luglio 1996


L'articolo comincia con la presentazione della persona: Antonello Caporale ci informa che la signora Alberta De Simone e' femminista, quarantenne, in carriera. Prima assessore, poi sindaco, ora deputato.
Leggiamo anche uno degli slogan piu' fortunati:
mettiamo al mondo un mondo.
La signora propone un comitato di tutela del maschio e spiega: i ragazzi oramai non si riconoscono piu', hanno perso identita', sono in crisi. E gli uomini, purtroppo, non sono in grado di rialzare la schiena.
Che cosa induce questa signora a istituire tale comitato? Dopo una breve esposizione che riporto di seguito, si chiarisce il problema degli uomini e il perche' la preoccupazione tale da prendere questo provvedimento.
Le donne tra i quaranta e i cinquant'anni, quelle della mia eta', hanno scarpinato tanto ma hanno completato il tragitto che stava loro davanti. Noi avevamo di fronte un muro, una societa' fondata sul potere, sul dominio dell'uomo:
il patriarcato. Oggi non c'e'praticamente piu'. Abbattuto. Qualcosa di quei sassi ancora resta, ma sono piccoli cumuli di macerie che non fermeranno piu' nessuno. Il patriarcato e' una logica di dominio, ma anche un ordine delle cose. Noi siamo la generazione che lo ha sconfitto e che lo ha tolto non solo dalla testa degli uomini ma anche da quella delle donne. Guardi dove siamo arrivate: siamo nella scuola, nell'universita', nella magistratura, nella sanita', nella ricerca. Stiamo per raggiungere anche i piani alti della burocrazia statale. Le donne poliziotto sono una realta', tra poco lo sara' anche per le soldatesse. L'emancipazione e' totale, irreversibile. Si', conosco l'obiezione: la politica. Certo, era meglio che Anna Finocchiaro fosse ministro della Giustizia, e Rosy Bindi dell'industria. Ma questa nostra marginalita' non e' destinata a durare ancora per molto. Gia' le scelte delle presidenze delle commissioni, o anche le funzioni affidate alle sottosegretarie, segnano una robusta inversione di tendenza. Tempo qualche anno, e le ministre con portafoglio pesante si vedranno, che dubbio c'e'? La mia generazione ha compiuto fino in fondo il suo dovere. Ha preso coscienza delle sue forze e poi ha avvistato il potere. Infine lo ha agguantato. Oggi si guarda allo specchio, finalmente sazia, e non si cura d'altro.
Cosi' finalmente le donne sono al potere. Tanta lotta, secondo queste parole, non per ottenere di essere considerate pari, ma per raggiungere il potere. E a quanto pare il sogno segreto della signora Alberta e' vedere le donne tutte come primi ministri. Forse un giorno si avverera'. Quel giorno bisognera' preoccuparsi seriamente per la sottomissione dell'uomo alla donna e dare il via a battaglie di maschilismo per essere considerati esseri umani anche noi.
Si parla anche di donne poliziotto e soldatesse. Io non riesco a capire come possa la signora pensare che (in generale) una donna possa essere al livello fisico di potenza di un uomo. Non e' merito dell'uomo, ma di natura siamo cosi'. La donna e' leggermente piu' deboluccia e l'uomo leggermente piu' forte. In piu' c'e' quell'arroganza tipica dell'uomo, a volte chiamata virilita', che in guerra puo' riuscire molto utile, e che le donne non hanno e non possono avere per un semplice fatto di chimica.
Ma continuiamo e veniamo al nocciolo del discorso:
E qui iniziano i problemi. E' mai stato in una scuola? Ha visto come si comportano le ragazze, e soprattutto, ha notato in quale stato di soggezione sono confinati i maschi?
Io sono stato nelle scuole, e quello che la signora chiama "stato di soggezione" secondo me non e' altro che la tanto aspirata parita' fra i sessi. I ragazzi sono diventati meno violenti e dominatori e le ragazze sono piu' libere e anche un po' piu' violente.
Le giovani donne, le ventenni, ma anche le quindicenni, quelle nostre figlie a cui abbiamo spalato, si' proprio spalato, le macerie maschiliste, non hanno percezione alcuna di quella forma odiosa di schiavitu' morale. Le ventenni, ma anche le trentenni non hanno memoria, sono abituate alla parita' dei sessi, alla ricerca legittima della propria affermazione alla tutela rigorosa dei propri interessi. Sono cosi', e' giusto, lo abbiamo voluto, ci siamo riuscite finalmente.
E' interessante notare quale calore questa donna abbia messo nel discorso sopra esposto. Ma e' ancora piu' interessante notare che quasi le da' fastidio, le rosica il fatto che le nuove generazioni non abbiano coscienza dello stato della donna che fu. In una societa' che evolve sempre piu' rapidamente la signora De Simone non pensa che lei ha utilizzato probabilmente da sempre la lavatrice, mentre sua madre lavava i vestiti a mano. Eppure ne' sua madre ne' suo padre le hanno mai fatto pesare questo. Semplicemente Prima la lavatrice non c'era, ora c'e'. La signora, come anche io, mia madre e tutte le persone con meno di cinquant'anni, abbiamo solo la vaga percezione che prima queste comodita' non c'erano, ma non possiamo renderci effettivamente conto di come potesse essere la vita senza.
Dopo aver esposto la forza delle donne oggi la signora espone la debolezza del maschio:
I maschi, invece. Oddio, che strazio! Abbiamo tolto loro il dominio e adesso sono senza identita'. L'uomo oggi e' impaurito perche' ha perso i suoi punti di riferimento, che erano quelli della societa' patriarcale. E con la bioetica e' espropriato anche della sua capacita' biologica di fecondare. E' come se gli mandassimo un messaggio del tipo "Tu, caro mio, sei inutile, perche' io donna non soltanto ho il potere di decidere il mio futuro, ma ho anche quello di generare senza di te".
La limitatezza di questa veduta e' lampante. Gli scienziati (e in questo caso intendo proprio GLI scienziati e non LE scienziate) hanno elaborato le metodologie e gli ambienti per la riproduzione artificiale e come al solito l'uomo ha studiato e creato e la donna usufruisce senza capire (o a sproposito).
Ma il fatto e' che la signora non si rende conto che la tecnologia non si ferma qui e oggi. Domani, qualcuno creera' un sistema per mettere al mondo bambini senza l'aiuto dell'utero femminile (escludiamo il fatto che l'uomo E' in grado di partorire artificialmente), ma in calde incubatrici artificiali. Non credo che nessuna donna interpreterebbe questo fatto come un "Tu donna non ci servi perche' i figli noi uomini ce li facciamo da noi". Ma proseguiamo:
Avete mai chiesto a un ragazzo se ha fatto una dichiarazione d'amore, un corteggiamento? Beh, temo che molte mamme che lo hanno fatto si saranno sentite rispondere cosi': "Ma io le ricevo le dichiarazioni. Sono le mie amiche che mi corteggiano..."
Non so voi, ma io, in classe ero parecchio imbranato, in fatto di donne, e non mi sarebbe affatto dispiaciuto ricevere qualche dichiarazione.
Bene, ora, con la liberta' sessuale cosi' sviluppatasi, le femmine, molto piu' libere di esprimersi di quanto fossero prima, si permettono di proporsi, di scegliere il ragazzo che piace loro. E' scientifico che lo sviluppo fisico e psichico tende ad arrivare un po' prima (anche 2 o 3 anni) nelle femmine che nei maschi. Mi ricordo che quando noi maschietti non pensavamo ancora al sesso, in classe, le ragazze gia' andavano in giro parlando di questo o quel ragazzo. Ed ora che alcune barriere sono cadute non solo le ragazze parlano dei ragazzi, ma si propongono, anche. La cosa non mi dispiace affatto, e anzi, trovo attraente la sfacciataggine in una donna.
E' risaputo che l'uomo e' un po' piu' pigro della donna. Cosi', prima, quando la donna era tutta pudica e riservata, l'uomo per forza doveva intraprendere azioni di corteggiamento, ora che le donne si possono permettere di dichiararsi tranquillamente, ci sono uomini che amano cacciare e uomini che si abbandonano alla loro "pigrizia" e aspettano magari che arrivi "quella giusta" a chiedere di lui.
Bene, io questi non li chiamerei scemi. Con tutte le fisime e le lune che notoriamente affliggono le donne (e ora anche il rischio di venire denunciati per molestie o importuni) perche' darsi la pena di corteggiare? Io lo farei solo se mi fossi veramente fissato con una persona. Dopo tutto le donne nel mondo sono piu' degli uomini, quindi qualche persona interessante si fara' vedere...
Riguardo le fisime e le lune racconto di seguito un aneddoto (anche abbastanza recente) riguardante alcune mie amiche:
Una domenica di quest'estate le ragazze dei miei amici sono andate al mare da sole, prima dei ragazzi (c'era il Gran Premio di Formula 1). Io mi sono scocciato prima degli altri e sono andato al mare poco dopo l'inizio del GP. Le ho trovate li', tre belle ragazze a prendere il sole. Mi sono messo giu' sull'asciugamano e per scherzo ho chiesto se avessero fatto conquiste. La risposta e' stata che c'era qualcuno che ogni tanto le guardava ma che fortunatamente non si erano alzati per andare a fare conoscenza e che loro (le donne) non avevano alcuna voglia di essere importunate dai ragazzi e che li avrebbero mandati a cagare, se fossero andati a disturbarle. E questo perche' "non avevano proprio voglia di stare a parlare con dei corteggiatori".
Beh, a parte il fatto che e' tutto un dire e che bisognerebbe vedere che tipo di ragazzi va' (!), io, anziche' sentirmi un "Va a cagare che voglio leggere in pace il mio libro", preferisco non rischiare e stare a vedere. E' molto meglio se viene lei da me o se mi da' qualche segnale di richiamo. Perche' cercare donne introverse che non sai se reagiranno malamente (e poi ti metti di malumore anche tu) o accetteranno di fare quattro chiacchiere?
Alcune donne, poi, vedono nell'approccio dell'uomo soltanto la ricerca del sesso. Chi cerca di conoscere da solo queste donne trovera' un muro. Questo tipo di donna risponde sulla difensiva, con aria annoiata e/o arrabbiata, e in genere ha una percezione viziata dell'uomo in generale.
Se una donna guarda insistentemente o ha degli atteggiamente abbastanza espliciti io penso che qualunque uomo andrebbe da lei anziche' da una che se ne sta da una parte (magari leggendo ostinatamente il suo libro). Ma continuiamo nel discorso della De Simone:
Ecco, il problema e' quello di far rivivere la mascolinita', l'essere maschile, in tutta la sua interezza ma fuori dalla logica di dominio. Per questo io provoco le mie compagne, dico loro che adesso bisogna aprire una nuova frontiera: battersi per i diritti dei maschi. I nostri collettivi devono aprirsi, e' venuto il momento di invitarli alle nostre discussioni. La nostra ambizione era quella di generare una societa' migliore, non creare una supremazia delle donne. Per questo l'angoscia che oggi vivono i maschi appartiene anche a noi. Perche' non c'e' nulla da fare: noi siamo madri anche degli uomini.
Io sono giovane e non ho ancora figli, ma penso che non sia difficile pensare banalmente "Noi siamo padri anche delle donne", e non ci sarebbe proprio piu' nulla da replicare.