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LA RIVISTA INTERATTIVA,
MULTIMEDIALE, VIRTUALE E CYBERPUNK PER SOLI UOMINI |
| Fin dal titolo si esprime in tutta la sua drammaticita' il
complesso di inferiorita' delle donne rispetto agli uomini: Bisogna
preoccuparsi del fatto che Internet non venga scambiato per maschio! Non
e' assolutamente cosi', anche se alcune sue caratteristiche che potete qui
leggere Internet e' una dimensione incorporea e silenziosa. Non c'e' fisicita' ne' voce, ne' altre tracce della presenza,... ne fanno un "oggetto" che a prima vista sembrerebbe "maschile". Pur non essendo detto esplicitamente, il fatto che queste caratteristiche non siano femminili le fanno ovviamente cadere dal lato maschile. Ci ritroviamo cosi', noi uomini, insensibili, incorporei e privi di senso della fisicita', almeno secondo la descrizione sopra fatta (e si' che siamo spesso tacciati di essere materiali e troppo concreti). Piu' avanti si va sulla statistica: Negli Stati Uniti le donne rappresentano oggi gia' il 33% circa degli utenti. Nell'Europa del Sud (Italia, Spagna e Grecia) una recente rilevazione quantifica in un 9% la quota di navigatrici in rete. Ma c'e' chi sostiene che la componente femminile, in futuro, potrebbe diventare dominante (e qui torna fuori il complesso di inferiorita') proprio in funzione dei vantaggi concreti che Internet offre, a dispetto della sua "virtualita'". Insomma Internet offrira' dei vantaggi, in futuro, e la componente femminile diventera' dominante perche' sapra' sfruttare al meglio questi vantaggi. Da qui possiamo tranquillamente dedurre che gli uomini non capiranno (e non capiscono) le qualita' della Rete e lasceranno tutto lo spazio alle donne (o saranno miseramente turlupinati). Facendo due conti sulle statistiche sopra riportate, e che si riferiscono alla percentuale di utenza in ci accorgiamo che se le donne sono 2/3 della popolazione mondiale (e cio' significa che sono in numero doppio degli uomini) soltanto se la loro percentuale in Rete fosse del 66% avremmo un interesse al media uguale per entrambe i sessi. Essendo invece la loro percentuale di presenza in rete del 33% otteniamo che mettendo di fronte 100 uomini e 100 donne 66 uomini andrebbero a "navigare" e solo 33 donne farebbero altrettanto. Ergo: le donne non gradiscono la rete quanto gli uomini e basta. Queste considerazioni, che a prima vista potrebbero rispecchiare un complesso di inferiorita' rispetto alle donne da parte mia, sono in realta' solo una correzione alle dichiarazioni fatte forse un po' frettolosamente nell'articolo ed una premessa alla considerazione del fatto che su giornali come Max o Penthouse nessun articolo (che io abbia letto, almeno) e' mai stato scritto per comprovare la virile presenza dominante dell'uomo nella Rete o nella televisione. Continuiamo: Internet porta la tecnologia al servizio diretto della vita quotidiana e puo' essere veicolo di un'evoluzione culturale, con una potenzialita' che nessun'altra innovazione ha mai avuto. Anche questo richiede la capacita', propria delle donne, di sentire che una tecnologia ha valore solo se si lega alla vita della gente, non se crea una comunita' elitaria di detentori di un sapere specifico. A quanto pare l'uomo non ha ancora capito le potenzialita' di Internet e sulla Rete sta solo sviluppando siti pornografici e quant'altro non procura conoscenza diffusa. Inoltre, dalle ultime parole, possiamo dedurre che secondo le donne non c'e' bisogno di una "comunita' elitaria detentrice di un sapere specifico", la Rete va avanti da sola e i tecnici che la curano sono superflui. Il mio pensiero, sicuramente molto maschile, e' questo: come al solito, l'uomo costruisce tecnicamente e la donna usufruisce senza nemmeno capire il funzionamento. Qualcuno pero', dovra' pure occuparsi dei computer, dei siti, del software e di tutto cio' che serve alla Rete per andare avanti. Passiamo all'amore, l'argomento principe della vita delle donne (o almeno questa e' la conoscenza diffusa): questo testo Gli amori in Internet? "Incantesimi che si spezzano non appena si cede alla tentazione di incontrarsi nella vita reale e questo A Valeria e' capitato di intrecciare conversazioni di grande fascino con un uomo misterioso. E quando vi siete incontrati? "Abbiamo mangiato una pizza commentando i risultati delle elezioni. L'incantesimo si era spezzato." rivela che la donna di oggi cerca ancora il mistero, il principe azzurro. Immaginate la scena: Una donna e un uomo si scrivono per mesi fino ad arrivare ad una conoscenza reciproca abbastanza intima, poi si incontrano e si sa, le descrizioni testuali, tranne che se fatte da bravi scrittori, non rendono mai la giusta idea. E' come se una persona qualunque provasse a fare l'autoritratto. Se sa disegnare riesce, altrimenti no. Cosi' Valeria e l'uomo dei suoi sogni si sono incontrati e lei ha scoperto che lui non era poi quel fascinoso uomo che si era costruita nella mente, non si e' trovata davanti un bel tipo dagli occhi profondi, ne' con le spalle larghe, e magari un po' impacciato a causa del primo incontro con una sconosciuta. Lei invece si era immaginata uno Sean Connery, ritto, virile e gentleman, misterioso almeno quanto 007. Strane pretese. In realta' non e' questo loro sognare che ci infastidisce, quanto il fatto che facciano di tutto per dichiarare che "sognare e' meglio" e che la propensione al tecnico dell'uomo e', se non inutile, grama e comunque meno "spirituale" (qualunque cosa questo "spirituale" possa voler dire). Pero', ogni giorno, le donne leggono anche questi articoli, su queste riviste che sembrano gli avamposti della prossima rivoluzione femminista. Non credo sia salutare per la societa'. I mariti delle donne che si identificano nel "fronte" rappresentato da queste riviste non hanno vita facile, e probabilmente si trovano a doversi difendere ogni giorno dagli attacchi della loro moglie non sapendo perche' vengono attaccati. Voglio dare un consiglio a tutti gli uomini: leggetele, a volte, queste riviste. Alcuni articoli potranno adirarvi, altri farvi sorridere per le ingenuita' e i controsensi, e sicuramente troverete sempre qualcosa di interessante per capire meglio l'universo femminile. |