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IL VELO E LA COLPA

VELO IMPOSSIBILE E COLPA PRESUNTA

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Sillogismo occidentale: lei vuole il velo,

quindi lui è maschilista
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    Ho un caro amico islamico, rimasto orfano molto presto perché la sua famiglia fu fucilata per presunte cospirazioni politiche. Portato in Europa a 12 anni da una missione umanitaria ha studiato con enorme profitto, si è laureato con lode, ha vinto importanti concorsi internazionali ed ora è un eccellente professionista, con uno studio molto ben avviato.

    In un master di specializzazione conobbe una ragazza, che veniva dal suo stesso paese, che aveva avuto una storia quasi uguale alla sua e che era nata a pochi passi dalla casa dove lui era nato.

    Si sono subito innamorati, sposati felicemente, ora hanno 3 magnifici bambini e lei, pure ottima professionista, lavora con competenza e successo nello studio del marito.

    Ebbene: li ho sentiti discutere mille volte sul fatto del velo, di cui lei è fanatica. Lui è sconsolato: dice che molti clienti scappano inorriditi dal suo studio dandogli del maschilista sfruttatore che impone il velo alla moglie, e questo crea gravi danni economici all'attività dello studio. Lei dice che il velo è l'unica cosa che le è rimasta della sua identità religiosa e nazionale e che non lo toglierebbe per tutto l'oro del mondo; inoltre dice che è anche una rivalsa contro l'eccessivo nudismo ostentato della donna occidentale che per lei rappresenta uno schifo insopportabile.

    Insomma il mio amico viene insultato ogni giorno per le scelte della moglie, trattato come se fosse un torturatore, un padrone feroce, quando è il primo a pregare ogni giorno la moglie di toglierselo, almeno sul lavoro e in pubblico. L'ho visto veramente disperato, per tutta una serie di offese che riceve quotidianamente per il velo della moglie, soprattutto perché lui è molto integrato in Occidente (strappato a 12 anni dalla patria, l'arabo lo parla malissimo mentre la sua lingua è ormai quella di arrivo, che parla perfettamente) e quindi, da quando si è sposato, viene allontanato da amici e conoscenti come un bruto, oppressore della libertà della donna.

    Ma ogni volta che la moglie stessa interviene a difesa del marito, e lo fa sempre perché le critiche sul velo la mandano su tutte le furie, tutti le dicono che è così assuefatta alla violenza del marito che non sa più che cosa sia la libertà, oppure, cosa ancora più tremenda, le dicono "chissà come ti tortura tuo marito se non dici in pubblico queste cose". Io, che li conosco bene, so che sono degli sposi tenerissimi e innamorati. Insomma il mio amico è veramente disperato: vive una situazioe kafkiana in cui proprio per non voler violentare la volontà della moglie, che adora ricambiato, viene considerato come un violentatore della volontà della moglie. Questa è la liberazione della donna in Occidente !!!

    Non può minimamente vestirsi come le pare.

    Ma se infrange i luoghi comuni su come una donna DEVE vestirsi ... allora paga il marito.

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    di A. L. - Settembre '04

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