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GUANTANAMO FEMMINISTA

 

Come distruggere l'autovalore dei maschi di due Civiltà

 

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Che ci sia una guerra in corso… ?

 

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Corriere della Sera - Venerdì 11 febbraio 2005, pag. 15.

 

"Guantanamo, soldatesse in tanga interrogano e umiliano i detenuti"

 

"All'inizio non volevo crederci", ha detto l'avvocato Marc Falkoff: "Un mix tra un porno di John Water e una pellicola dell'orrore". Il serial sulla galera americana di Guantanamo Bay, ultima puntata: la cella degli interrogatori sado-maso, una squadra di donne aguzzine che usano il sesso come arma per umiliare i prigionieri musulmani, agenti in tanga e reggiseno che si spogliano e si strusciano sui detenuti inorriditi che urlano e si divincolano, uomini per cui ogni contato con una donna che non sia la propria moglie è un peccato grave contro Allah. Non ci credeva l'avvocato: "Quando poi uno dei miei clienti, uno yemenita, mi ha confessato a occhi bassi che la donna che lo interrogava lo aveva imbrattato di sangue mestruale, ho pensato: non è possibile. Non riuscivo nemmeno a scriverlo nell'esposto alla magistratura". Sono donne il 20% delle guardie di Guantanamo. Non è ancora chiaro se le poliziotte sadiche fossero militari, agenti della Cia o personale civile, "contractors".

 

 Dunque le ricerche psicologiche sull'impiego delle donne per individuare protocolli di tortura psicologica, e non, da imporre ai prigionieri maschi, la loro applicazione nella guerra attuale nonché la manifesta efficacia di queste pratiche, confermano che l'imposizione della presenza di un genere all’altro e l'eliminazione di ogni spazio comportamentale, psicologico e fisico tra i due generi induce uno stato di sofferenza psicologica insopportabile. In questo caso agli appartenenti al genere maschile.

A ben vedere questa negazione di ogni spazio e separatezza specifico del proprio genere, si configura come negazione della identità di genere della persona cui questa presenza è imposta, tanto più se si tratta di una presenza che è scientificamente mirata a eliminare questo spazio, operando sistematicamente contro ogni dimensione culturale, ogni vissuto psichico ed emotivo, tramite il quale il soggetto si sente di appartenere al proprio genere.

In pratica si persegue l'annientamento di una parte fondamentale della personalità, ovvero l'insieme di elementi culturali, comportamentali, religiosi ecc., su cui poggia la possibilità di definire la propria identità di genere e di conseguenza la possibilità di definire concretamente l'unità della propria coscienza e l'esistenza concreta della persona. La tortura ha sempre come finalità la distruzione della capacità del torturato di mantenersi in uno stato di autonomia, di libertà e di intimità con se stesso. E' il demoniaco obiettivo del torturatore di possedere l'anima del torturato dimostrando che ha perso l'anima, il proprio io.

C'è da domandarsi quanto di queste dinamiche non siano presenti ed attivate, volontariamente e non, dalle attuali legislazioni che intendono imporre in Occidente l'eliminazione di ogni spazio maschile e colpevolizzare ogni richiesta di spazi che garantiscano l'autonomia e l'intimità del maschile. E c'è da domandarsi quanto nella teorizzazione e nell'agire femminista sia consapevole o meno questa finalità distruttiva del maschile. In realtà viene da pensarlo: dal gruppo gondolieri ai paracadutisti, dal club maschile all'arbitraggio delle partite di calcio, non c'è aspetto dell’autonomia del maschile che non sia oggetto di una sistematica denigrazione, di un pianificato assalto da parte della legislazione e da parte del pensiero e della prassi ispirati dal femminismo.

Situazione tanto più grave se si considera che l’imposizione della presenza di un genere all’altro genere e la negazione di ogni separatezza è accompagnata da due opposti ordini di prescrizioni: dal lato del genere femminile il diritto tutelato per legge di far uso della propria forza istintiva di provocazione seduttiva nei confronti del genere maschile senza alcun limite, dal lato del genere maschile la sistematica e totale inibizione e negazione imposta per legge di ogni simmetrica risposta istintiva alla violenza seduttiva. Ancora una volta l’asimmetria assoluta propria delle dinamiche tra torturatore e torturato. Un esempio? si è giunti ad ipotizzare il reato di violenza da "sguardo maschile intrigante" e forse si arriverà anche recepire nella legislazione anche questa aberrazione orwelliana.

Si impongono con modifiche costituzionali, violando i fondamenti stessi del diritto, quote riservate alle donne anche laddove, evidentemente, non essendoci alcun ostacolo alla presenza femminile ed essendo le donne elettrici in maggioranza, nemmeno le donne ci vogliono andare. Un esempio fra mille, persino fra gli Alpini. Ma che c'entra una donna con la secolare immagine del guerriero umano ed eroico degli Alpini? Perché questa sciocca mimesi ed assurda appropriazione di una storia altrui? Perché non scegliere la strada della costituzione di un corpo tutto al femminile che dia inizio ad una propria storia di cui essere legittimamente eredi?

Una domanda nasce spontanea. A noi maschi occidentali ci stanno rifilando un trattamento alla Guantanamo?

Più esplicitamente: in Occidente è in corso una guerra non dichiarata contro i maschi? con finalità distruttive del maschile?

C. B.

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