Affinché si sappia... Lo scrivente, maschio in forza del caso, di maggiore età, cittadino titolare di sufficiente dignità e diritti, affinché lo si sappia diffusamente ed affinché giovi alla causa della libertà, della giustizia e del progresso dell’umanità, composta tanto da donne che da uomini, dichiara e asserisce con pieno rispetto e ferma determinazione al tempo stesso, come esige e consente la vita in democrazia:
- che si sente pienamente fiero della sua condizione di maschio e che desidera vivere con i suoi simili in condizioni di eguaglianza e parità, senza pretendere alcun indebito privilegio basato su questa sua condizione, ma al tempo stesso senza consentirne alcuna erosione in nome di quale che sia prassi “politicamente corretta” o agenda politica o utopia o progetto rivendicativo.
- che riconosce tutte le specificità riconducibili a detta condizione, siano esse fisiche, psicologiche, storiche, sociali o di qualsivoglia altra natura, senza negare o occultare quelle che ne rappresentano gli aspetti negativi e senza esagerarne quelli positivi.
- che respinge radicalmente ogni dottrina che abbia per base l’ipotesi della prevalenza del sesso maschile su quello femminile, si fondi essa su ventilate radici antropologiche, economiche, psicologiche, storiche, giuridiche, sociali, professionali, militari, politiche o familiari. Parimenti, e per le stesse ragioni, respinge ogni teoria che attribuisca al genere femminile caratteristiche tali da collocarlo, oggi o nel prossimo futuro, al di sopra di quello maschile. Respingendo poi ogni tipo di violenza, rigetta in quanto priva di fondamento, aberrante ed esiziale, la pretesa di ricondurre e limitare il problema della violenza domestica alle sole aggressioni dei maschi contro le femmine. Denuncia quindi senza riserve l’uso mistificatorio, fraudolento e sessista del concetto di “violenza di genere” in quanto riferita esclusivamente a quella che subiscono le donne, ignorando gli innumerevoli episodi che vedono colpiti gli uomini.
- che si oppone frontalmente a qualsiasi pretesa di promuovere o favorire disposizioni miranti a condizionare il presente ed il futuro degli individui e delle relazioni tra i sessi a favore di uno e a discapito dell’altro, con il pretesto di ventilate discriminazioni passate o presenti. In breve, si oppone radicalmente alle c.d. “discriminazioni positive” in quale che sia delle infinite varianti proposte dalle femministe o dai loro compagni di viaggio insediati al potere.
- che è nauseato dall’attuale trend mediatico con riferimento al trattamento riservato al maschio; condizione virile sistematicamente soggetta alla pressione femminista e delle innumerevoli lobby e organizzazioni femminili, sostenute da fondi pubblici, linea pedissequamente ed acriticamente fatta propria dalla maggioranza degli scrittori, dei giornalisti e dei mezzi di comunicazione. Condizione naturale degradata davanti alla pubblica opinione e svalutata agli occhi dei ragazzi e dei giovani nell’età in cui si avviano a diventare donne e uomini maturi sotto la zavorra di una interpretazione delle relazioni tra i sessi che è parziale, settaria, antistorica, pessimista, gretta e anacronistica, ricomprendendo ovviamente nell’insieme dei maschi anche quegli omosessuali che difendono la loro condizione mascolina e che fanno propria la problematica e le rivendicazioni di questo Collettivo.
- che protesta duramente contro la criminalizzazione del maschio e della sua immagine attraverso la pretesa di renderlo debitore di errori storici e di squilibri passati e presenti che colpiscono le donne, in linea con l’ossessione femminista di convertirlo in capro espiatorio di ogni problema che nasca nelle relazioni intersessuali. Denuncia poi l’inqualificabile prassi giudiziaria attuale, la quale, con il pretesto di specifici delitti perpetrati da una minoranza di maschi, soprassiede a molti altri nei quali essi vi figurano vittime, nei loro ruoli di mariti, padri, figli, amici e colleghi di lavoro.
- che si dichiara disposto a contribuire a costruire un futuro in tutti i suoi aspetti basato sull’equità, nonché alla miglior concretizzazione delle qualità personali e culturali proprie del carattere maschile, restando evidente che in nessun modo queste vanno intese come esclusive, bensì connesse alla contingenza storica e sociale, e ciò dicasi per l’aggressività bene intesa, la competitività, lo spirito di avventura, l’individualismo etc..
- che, considerando impellente, improcrastinabile ed irrinunciabile la necessità di essere e di svilupparsi come uomo, sbarrerà con decisione il passo a chiunque intenda impedirglielo, frenandolo o deviandolo dal percorso che, in limpida coscienza, ritiene di dover seguire nelle attuali contingenze storiche, fino al giorno in cui lascerà questo mondo nelle mani di coloro per i quali lavora e lotta ed ai quali spera di lasciare una società più giusta, equilibrata e confacente, in particolar modo per quanto attiene a quell’aspetto che maggiormente può gratificare una persona, ossia la relazione con l’altro sesso.
Solamente valorizzando con intelligenza le differenze tra individui e personalità, anziché appianandole, si potrà stabilire un livello comunicativo e di interscambio stimolante e fecondo, tale da collocare la specie umana nelle migliori condizioni per liberarsi delle sfide che sono sul campo e per affrontare infine quelle della fame, delle malattie, dell’ingiustizia, fino a lanciarla alla conquista dello spazio. Colectivo AzulfuerteSpagna
Traduz. redazionale autorizzata della versione on line.
|