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La violenza maschile

Salve.
Ho scoperto da pochi mesi il vostro sito, nonche' il forum, che seguo attentamente, pur non essendovi iscritto. Devo dire che su alcuni punti mi trovo molto d'accordo, su altri, invece, dissento.


Dissento soprattutto per quanto riguarda la questione della violenza.
Per esempio, proprio ieri, un admin (tale Scienziato Apocrifo) ha scritto:

"Prima di parlarne però vorrei far presente a RudeBad che non è affatto vero che le maggiori vittime di violenza sono le donne.
Le maggiori vittime di violenza - di tutti i tipi di violenza - sono gli uomini... e questi sono i dati Eures e ISTAT.
Gli uomini sono vittime di omicidio l'80,4% delle volte e sono vittime di pestaggi, furti, rapine, ferimenti intorno al 90% delle volte.
Se contiamo il numero di stupri che avvengono nelle carceri, gli uomini sono più a rischio delle donne anche in questo campo, con l'aggravante che questi uomini vengono violentati non solo contro la loro volontà ma anche contro il loro istinto sessuale, cioè violenza carnale di stampo omosessuale".

Ora, che le maggiori vittime di violenza siano uomini è vero, ma vi chiedo: ad opera di chi?  Forse delle donne? Oppure di altri uomini? Mi permetto di fare notare che nell'80-90% dei casi, gli uomini vengono uccisi, pestati, feriti e rapinati da altri uomini.
Anche per quanto riguarda le carceri i detenuti non sono mica violentati dalle donne!, bensi' dagli stessi uomini!
Scusate se ve lo faccio notare, ma questo e' un vittimismo di stampo femminista che non vi portera'
da nessuna parte.

Marco C. - Marzo 08

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Caro amico, dici bene.
Gli uomini sono le maggiori vittime della violenza ma sono essi stessi ad infliggersela. Verissimo.
Qui tre cose sono da notare. Mi limito a segnalare le prime due, sulla terza mi allungo un po'.

1- Stiamo parlando di violenza visibile, quella che è innegabile e che rende chi la compie responsabile di fronte agli altri, alla legge e a se stessi. Di quella invisibile, che  troppo spesso sta alla base di quella visibile, non si parla mai. O meglio, se ne parla solo  nei casi in  cui ad esercitare quella visibile è la donna (infanticidi, omicidi, mutilazioni dei genitali maschili etc.). Allora si corre subito a descrivere la sicura violenza invisibile/occulta che la donna ha precedentemente subìto. Strategia il cui fine è troppo evidente per doverlo chiarire.

2- Se gli uomini sono le maggiori vittime della violenza (ancorché autoinflitta) diventa necessariamente falso il proclama femminista secondo cui le donne ne sarebbero invece le prime vittime, come ad esempio si usa dire nella guerra.
Già queste sono considerazioni pesanti che però non si fanno mai.

E veniamo al punto.
3- La visibilità appartiene al maschile. Considerata la simbologia e la valenza dei genitali maschili comparati a quelli femminili, non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro. La violenza (visibile) maschile è espressione negativa di quella medesima energia che nel lato positivo ha creato la quasi totalità di ciò che si vede nel mondo.

Questa energia ha una proiezione esterna che può andare nella direzione della costruzione o della distruzione ma che proviene dalla medesima fonte. A questa pulsione verso l'esterno sono correlati il coraggio (spinto sino alla temerarietà), la percezione strumentale del corpo (una cosa che si può perdere per uno scopo) ed una straordinaria carica energetica (più altri caratteri che tralascio). Ad essa pulsione è stato dato il nome di aggressività. Termine fuorviante perché  ne dà una connotazione esclusivamente negativa. (K. Lorenz , che ne colse l'unicità della fonte e al tempo stesso la duplice valenza, la definì "Il cosiddetto male"). Creazione e distruzione sono modi specifici di espressione della maschilità. Va da sé che noi tutti ammiriamo la prima e detestiamo la seconda.

Il punto essenziale della nostra denuncia è che degli uomini si vede solo la seconda e mai la prima. La distruzione  operata dagli uomini è il solo aspetto della loro opera di cui si parla. Si parla delle 150 donne assassinate ogni anno. Non si parla delle  1200/1400 che ogni anno vengono salvate, non al mare dai bagnini, ma sul lavoro, dove  muoiono i maschi per conto di tutti. Sembra che i morti sul lavoro siano tanti, ma ancora negli anni 60 quelli che ne morivano erano circa 4.000 ogni anno. Lasciamo stare quel che avveniva ancor prima e lasciamo stare il resto: hai mai visto una donna mutilata del lavoro? Né si parla mai, perché nemmeno lo si vede, di tutte quelle che sono state salvate (e sono miliardi) dalla cornucopia di invenzioni e creazioni che hanno permesso all'umanità di crescere sino alle dimensioni attuali. Senza la parte luminosa, creatrice del "cosiddetto male" di cui è portatore il genere maschile, l'umanità conterebbe oggi  lo stesso numero di  persone dei  tempi preistorici.  Non lo si è mai neppure pensato. Invenzioni, creazioni, realizzazioni che si originano dalla stessa fonte e che sono state pagate da un numero immenso di maschi con infiniti sacrifici e spesso con la vita.

La predisposizione al rischio è un'altra manifestazione della stessa pulsione. Dove ci sono rischi là ci sono gli uomini e chi è in pericolo e chiede aiuto sa che lo avrà dagli uomini. Uomini o donne che siano.

Detta in altro modo, la maschilità è il sole dell'umanità. Ma il sole produce luce e ombra. Preferiremmo non aver a che fare con l'ombra, sarebbe bellissimo, ma per eliminarla dal mondo bisogna spegnere la luce. Spegnere il sole.

Noi non ci siamo messi in azione per propagandare l'idea che i maschi siano buoni o che le violenze maschili non esistano o per minimizzarle, ma per denunciare il fatto che si parla solo di quelle e che ormai si vedono solo quelle. Che vengono moltiplicate per 100 e per 1000. Che vengono rievocate dal passato o importate dall'estero. Ora, quando di qualcuno si vede solo il male vuol dire che il cuore di chi guarda è avvelenato. Intossicato dal rancore. Noi denunciamo l'esistenza da tutti negata dell'odio antimaschile e denunciamo anche il fatto che gli uomini stessi non sono più capaci di vedere l'immensità del bene che hanno prodotto e che producono. E se lo vedono  si vergognano di  gettarlo sull'altro piatto della bilancia.

I maschi sono il Genere che crea e che distrugge a  nome dell’intera umanità ma è quasi esclusivamente su di loro che grava il peso delle conseguenze di questa tragica ambivalenza.

Concludendo, faccio notare che le osservazioni presentate nella sua email possono tranquillamente essere pubblicate sul forum.

Con cordialità.

R. B.

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