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Trascendenza

Luce degli uomini e luce dagli uomini


La parola data a se stessi

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Una cosa che mi ha sempre riempito di ammirazione è l'esistenza di uomini che stanno in prigione per anni, talvolta per decenni pur di non confessare colpe che non hanno. Come nel caso di Parlanti che non volle riconoscersi colpevole. Per non dire di quelli che ci hanno rimesso la vita.

Li elessi a modello sin dalla giovinezza, giurando a me stesso che anch'io avrei fatto come loro, pur temendo di non essere all'altezza del compito il giorno disgraziato in cui mi fosse accaduta simile sciagura e fossi stato messo alla prova.

Ricordo con invariato stupore, che giunge sino ai brividi, e con umiliata ammirazione quel che il Manzoni racconta nella
"Storia della Colonna infame". Un giovane popolano, analfabeta e ignaro di tutto, viene coinvolto nelle accuse e ovviamente torturato. Alla promessa di aver salva la vita se confesserà il crimine mai compiuto, dice: "No, non tradirò la mia anima!". Lo impiccheranno.

C'è qualcosa di sovrumano in questo. Qualcosa di trascendente.

Ci vollero alcune indicazioni di quel pazzo di Otto Weininger per fornirmi una prima spiegazione del come questo sia possibile.
Sono cose da maschi queste, connesse e derivanti dal rapporto vitale che gli uomini hanno con la parola, con la parola data.

Domandiamocelo apertamente: perché non venir meno alla parola data? Cosa c'è di male nel tradire la propria anima? Per quale motivo non mentire a se stessi?

Quando si sacrifica la vita per la parola data, non solo per le promesse fatte agli altri, ma a se stessi nella silenziosa interiorità, vuol dire che non si appartiene più alla dimensione materiale, allo spazio, al tempo.

Vuol dire che la vera condizione di esistenza è diventata la coerenza, la lealtà, al di fuori della quale non c'è più vita. Manca l'ossigeno.  Vuol dire che conservarsi in vita nel tempo ma morti rispetto a quel rapporto essenziale, diventa privo di senso. Anzi un'onta. Un vegetare che rende indegno un uomo di fronte a se stesso. Vuol dire che si è passati ad un'altra dimensione.


Comunque la si voglia vedere, quella dimensione trascende la materia. Per questo, q
uando si dice Logos (la Parola, il Verbo) non si parla a vanvera. Il Logos non è un fantasma, è l'anima degli uomini.

Perciò, giustamente, è stato scritto: "In principio fu il Logos e il Logos era presso Dio e il Logos era Dio".

Certo non tutti i maschi giungono a tanto, ma resta il fatto che queste sono davvero cose da uomini.


R. B. - Sett. 08

 

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