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Questa guerra è uno sfacelo

Cari Uomini3000,
sono una ragazza di 23 anni che sta cercando di laurearsi,  ho scoperto il vostro sito nell'ottobre 2007 con il fine di raccogliere informazioni sulla sfera maschile, le vostre opinioni, le vostre sofferenze perché sto dedicando la stesura della mia umile ricerca sia al Femminile che al Maschile.

Ho letto alcuni dei vostri forum e capisco la vostra esasperazione. Il mio proposito è quello di "sentire tutte e due le due campane" perché, nel mio piccolo mi sto rendendo conto che in parte se gli uomini hanno ammesso alcune colpe del Passato, da un altra parte c'è un certo tipo di femminismo che sta veramente toccando il fondo.

Esiste come dite voi una perdita di quel senso di virilità e, allo stesso tempo, un’aggressività sconcertante da parte del genere femminile; questo sfacelo delle parti secondo me sta distruggendo quel delicato equilibrio tra l'Uomo e la Donna. Insomma viviamo in una società dove sempre più dilaga questa "guerra tra i sessi".

Sono d'accordo con voi quando gli stessi mass-media si scagliano contro il genere maschile o lo dipingono in maniera del tutto fuorviante. A questo proposito, non so se la mia è ingenuità o cos'altro, ma quando nel Piccolo Schermo vedo la pubblicità di un noto chewing gum; ecco che Adamo è descritto come il solito maschio idiota che pensa solo al calcio ed Eva la solita bionda cretina che fa i capricci perché non è al centro delle attenzioni del compagno ma basta la gomma da masticare per risolvere i problemi... Sarà che sto leggendo documenti sui generi, sui dibattiti e sulle polemiche in corso, ma questo spot dipinge stereotipi A DISCAPITO  DI ENTRAMBI; perché a mio avviso denigrano sia l'uno che l'altro o perlomeno danno una connotazione banale.

Lo so che dovrei tacere in quanto sono una giovane donna e finora il mio genere ha parlato per trenta e passa anni, lo so che ora è il vostro momento facendo sentire la vostra amarezza, ma ci sono persone secondo me indipendentemente dal sesso che sperano come la sottoscritta che questo astio si attenui per poi essere dimenticato. E' brutto che tra uomini e donne ci sia tanto antagonismo, perché?

In fondo abbiamo l’uno bisogno dell'altro e come ho scritto in una bozza della mia tesi, ogni rivoluzione culturale porta a delle conseguenze positive e negative; dopo tanti litigi e polemiche credete sia possibile (mi rivolgo in generale) smorzare i toni o si continuerà ad alimentare questo circolo vizioso?

Vi porgo i miei più cordiali saluti.

Molly - 8 Genn 08
 
P. S. : Non tutte le donne vi odiano, c’è chi ha ancora del rispetto verso il genere maschile e che ama sentirsi dire dal proprio uomo "Ti proteggo io", che ama la cavalleria ritenuta da alcune una virtù maschile apprezzata.


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Gentile Molly,
è interessante osservare che anche nelle tesi di laurea fa capolino, pur se  timidamente,  la questione maschile e che si incomincia ad ascoltare anche l’altra campana, dopo che per decenni si è finto che nemmeno esistesse.

La tua lettera è pervasa da una profonda amarezza e con fondati motivi. Da decenni ormai quella che va sotto il nome di “lotta delle donne contro il maschilismo” si è tramutata in lotta contro gli uomini, collocati in massa, e con la bocca cucita, sul banco degli imputati. Ed è ormai chiaro che quel processo è animato non più dal desiderio di conquistarsi un posto nel mondo, ma che è generato dalla fiamma del risentimento e dallo spirito di rivalsa.

Una lacerazione sempre più profonda separa di giorno in giorno le due parti del mondo in una deriva alla quale è giunta l’ora di porre termine, prima che la distanza diventi incolmabile.

Il rapporto tra uomini e donne, inevitabilmente difficile e problematico per molti aspetti, data la profonda diversità naturale, rimane pur sempre la relazione più intrigante ed affascinante della vita, piena di sorprese  e carica di doni, ricca di promesse e generosa di significati per entrambi.  Ciò che può e deve tornare ad essere.

Dove c’è benevolenza, umile e intelligente riconoscimento del reciproco bisogno, ossia della propria incompletezza, c’è anche la sensibilità nel percepire la gravità della condizione attuale. E i nefasti esiti possibili.

Dove invece il rancore ha spento la luce della coscienza, non vi è che lotta senza fine e senza quartiere contro colui che ormai è considerato il nemico da abbattere.

Viviamo davvero un momento nuovo nella storia umana. Un'intera Civiltà è preda di una nuova malattia che esige la ricerca di nuove risorse interiori, morali e intellettuali, per poterla sentire, capire e curare.


R. B. - Genn. ‘08

 

 

 

 

 

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