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Basta la sola deposizione della vittima

le nuove vittime "a priori"

 

SUPREMA CORTE
Martedì, 7 Marzo 2006


ROMA
- Per condannare il responsabile di molestie o di abusi sessuali può bastare la sola deposizione della vittima, una volta che il giudice ne abbia accertato la credibilità. È quanto ha ribadito la Cassazione rigettando il ricorso di un uomo di 58 anni a Trieste a nove mesi di reclusione per aver molestato più volte una collega di lavoro, anche di fronte ad altre persone. L'imputato, assolto in primo grado, aveva sostenuto che la motivazione della sentenza era «insufficiente» e «contraddittoria» perchè si fondava soltanto sulla testimonianza della collega che aveva raccontato di essere stata palpeggiata «nonostante che nessun altro dei testi presenti avesse confermato tale fatto». La Cassazione ha ritenuto infondato il ricorso perchè, alla luce della giurisprudenza della Suprema Corte in tema di valutazione probatoria, «la deposizione della persona offesa dal reato nonostante la diversità di posizione di questa rispetto a quella di un qualunque estraneo, può essere assunta anche da sola a base del convincimento del giudice ove venga sottoposta ad una indagine positiva sulla credibilità soggettiva e oggettiva di chi l'ha resa».


 

Vi fu un tempo, in una società oggi definita "Patriarcale", sinonimo di antica ma anche in rima con medievale, in cui l'accusato disponeva del "privilegio" della presunzione d'innocenza, se ne doveva dimostrare la colpa, e gli veniva (addirittura) concesso il diritto alla difesa.

Principio arcaico e conseguenza ontologica del maschile, del valore per l'Altro, e oggi palesemente antitetico in un mondo al femminile, in cui lo stesso Diritto, non poteva che evidenziarne la natura autoreferenziale del valore più alto, quello per se stessa.

Dispensatrice di vita (e di morte), matrice dell'umanità a venire, dimora assoluta del Bene, per verificare la verità delle parole della Liberata non si necessitano testimoni, in quanto nella sua testimonianza vi è, per definizione, la Giustizia e dunque la sua accusa è prova inequivocabile di colpevolezza.

Testimoni, diritto alla difesa, prove a sostegno, tutti inutili orpelli di un passato "Patriarcale" e soppiantati ormai dalla mirabile efficienza e Giustizia al femminile.

Coraggio, il nuovo medioevo è appena cominciato.

Animus

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