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Roma 15 dicembre 2007

INCONTRO DI ROMA TRA UOMINI DI DIVERSI MOVIMENTI

15 DICEMBRE 2007

Resoconto di V. Spavone

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Un saluto a tutti gli Uomini.

Come vi avevo anticipato, ieri pomeriggio*io ed Elvia** abbiamo partecipato all'incontro nazionale di diversi gruppi di uomini tra cui Maschile Plurale, Uomini in Cammino, ed altre sigle per lo più sconosciute .

Essendomi qualificato come  rappresentante di U3000 del Lazio, possiamo affermare che ufficialmente anche noi abbiamo partecipato all'incontro.

C'erano 25 persone, le cui sedie erano disposte ad U;  provenienti da Bari, Orvieto, Bari, Parma. Il rappresentante di UiC da Pinerolo, mentre il gruppo più numeroso di Maschile Plurale giocava in casa, essendo romano. La sede ospitante: ARCI in zona Pietralata, quartiere popolare di Roma. Sono arrivato un pò in ritardo rispetto all'inizio dei lavori, ma stavano ancora facendo le presentazioni.

Ed è andata avanti così  fino a prima serata: una sorta di autocoscienza liberatoria dove ognuno parlava del proprio vissuto, da dove veniva, e della difficoltà di sentirsi uomini in una società come la nostra.

Tutti hanno concordato (tranne i gay per cui aprirò successivamente una specifica parentesi) che non sentivano assolutamente il bisogno di uscire dai vari gruppi che si erano formati nel loro territorio (cinque, o sei persone) e che si riunivano anche una volta a settimana; qualcuno addirittura chiuso o comunque molto selettivo rispetto a nuove entrate.

Tutti questi racconti, conditi da una forte sofferenza interna, (depressiva, angosciante: sì, sono queste  le sensazioni che io ed Elvia abbiamo rilevato!), hanno tenuto banco tutto il pomeriggio, facendo saltare il programma  che prevedeva alle 16,30 la costituzione di gruppi di lavoro.

Gli unici ad essere chiari, espliciti, con un forte malessere circa la partecipazione a gruppi misti di etero e gay, sono stati proprio quest'ultimi, che rappresentavano il gruppo più consistente dei Maschile Plurale. Gli unici ad avere un'identità chiara e definita, gli unici a parlare senza angoscia e depressione.


A cercare di condurre la riunione (con lunghissimi silenzi di tutta la platea ogni qualvolta qualcuno finiva il proprio racconto), erano alcuni tizi dell'associazione Grecam, tre autentiche mummie.

Riguardo l'età: a parte un trentenne, la media era 50 anni. Tutti provengono da esperienze politiche riconducibili al vecchio PCI o
Rifondazione Comunista. Alcuni fanno volontariato presso i Centri Antiviolenza. Il tema violenza alle donne è stato solo incidentalmente accennato e sfiorato: i racconti e le esperienze  personali facevano emergere  le problematiche identitarie e relazionali in rapporto agli altri uomini (padre, fratelli, amici, colleghi) piuttosto che i conflitti di genere o l'autocritica circa la mascolinità violenta come percepita dalle donne.

Il dibattito si è acceso intorno al tentativo di convincere i gay a non abbandonare i gruppi misti - sottolineando il loro valido apporto - scadendo in domande inquisitorie e invadenti.

Non mi sono apparsi maschi pentiti quanto invece ...smarriti, alla ricerca di una identità che non riconosce l'omosessualità latente, e che si orienta alla dipendenza dal gruppo, dal guru di turno, dallo psicoterapeuta.

Probabile conseguenza di una fragilità indotta o amplificata dalla militanza politica nella Sinistra, che dopo aver negativizzato l'intraprendenza individuale (caratteristica maschile) a vantaggio di un livellamento sociale e dipendenza sindacale, ha operato il livellamento di genere a vantaggio della preminenza materna/femminile.

Quando è arrivato il mio turno mi sono presentato come Gesef e rapp. di U3000 Lazio di cui ho portato i saluti, esplicitando come le nostre posizioni fossero distanti anni luce da quanto ascoltato, che in particolare come uomini/padri abbiamo scelto la piazza ed il confronto, non temiamo lo scontro,  non abbiamo problemi d'identità maschile, e combattiamo le mistificazioni femministe in merito alla relazione tra i sessi.

Anche se con modi garbati, ma decisi, la risposta è stata: "Sei un violernto, un provocatore, hai voluto mostrare a tutti noi che tu ce l'hai più lungo ! "

Ho replicato all'intelocutore, che doveva trattarsi di uno psicologo, che quando non sa come replicare utilizza stereopiti lessicali obsoleti, che nulla hanno a che fare con quanto da me detto. Il dibattito è stato stoppato da un gay di Maschile Plurale, sostenendo l'utilità e l'interesse per la mia diversa posizione.

Dopo innumerevoli altre presentazioni, saluto i convenuti scusandomi per i successivi impegni e chiedo lumi per l'ordine dei lavori del giorno successivo, evidentemente interessato a partecipare. Una delle mummie mi ha risposto: "Ma ti rendi conto che hai fatto? Ti rendi conto di cosa hai detto?"

Ed io stupito:  ho fatto solo una domanda, quindi so benissimo cosa ho fatto e cosa vi ho detto.

E la mummia di nuovo: "Ma ti rendi conto di cosa hai fatto?"

Evitando un ulteriore battibecco, ho deciso di abbandonare la riunione! Era per me incomprensibile quello che dicevano, e io lo ero per loro.

Ritengo queste persone estremamente  problematiche: sul piano personale innocui e senza identità, sul piano politico pericolosi poiché facile preda della sinistra inquisitoria e del femminismo manipolatore.

Non sappiamo cosa si sono detti stamattina, resto comunque disponibile al contatto ed al confronto.

Vincenzo Spavone.

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* Sabato 15 dicembre 2007

** Elvia Ficarra - Gesef - Roma 

 

 

 

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