Che gli uomini agiscano anche in esecuzione delle indicazioni femminili, e talvolta su esclusiva istigazione delle donne, è cosa nota fin dall’antichità. In tempi moderni il ruolo femminile nelle faide mediterranee (e non) è stato ampiamente riconosciuto e che la stessa mafia sia una piovra governata da principi matriarcal-ginecocentrici è fuori discussione. L’invisibile appartiene al femminile, il visibile al maschile, verità elementare che, proprio per questo, oggi deve venir ricordata ad ogni passo. Se poi si ammette che i corpi siano anche portatori di simboli, appare chiaro che la genitalità stessa manifesta in modo eclatante questi due orientamenti. I corpi parlano tacendo. Non appartengono allo specifico del femminile né l’azione diretta, né la propensione al rischio, né la conseguente responsabilizzazione sociale, triade che invece giace tutta sul versante maschile. Propensioni antitetiche che offrono alla malafede del rancore lo spettacolo apparente di una umanità deforme, “dimostrando” ai misogini la nullità del ruolo femminile nella storia e alle misandriche la malvagità esclusiva del “nemico”. Che gli uomini agiscano nel bene anche a nome e per conto delle donne è negato solo dal delirio dei misogini. Che parimenti lo facciano nel male è negato invece dall’universale odio antimaschile di questa epoca. Dalla cecità del rancore misandrico. Ma essi soli subiscono le conseguenze delle azioni che pur compiono come sicari nei 'triangoli diabolici' e nella vasta geometria delle vendette. Le mandanti si salvano a un tempo dalle conseguenze penali e da quelle morali. E’ ora di dirlo. E’ giunta però anche l’ora di porre fine alla canzonatura ed alla condanna irridente di quegli uomini che pur agiscono come acefalo hardware gestito dal software femminile. Non solamente perché già pagano in prima persona i loro gesti, la loro sudditanza, ma perché - prima - è stato loro impedito di ri/conoscere la diversità dei poteri, delle abilità, delle attitudini. Delle forze e delle debolezze. E’ stata loro occultata la verità sulla natura delle due parti del mondo e quindi anche su se stessi. Sono stati accecati e mutilati: noi non li derideremo se non possono più vedere; non li scherniremo perché non possono più camminare. Faremo di meglio: insegneremo alle nuove generazioni le verità antiche e quelle nuove. R. B. - dic. ‘07 |