E' veramente un martellamento mediatico la campagna criminalizzatrice maschile. Oggi vado ad accendere la Tv per vedere i risultati delle partite e su raiuno alle 17 circa all'interno di "Domenica In..." si parla della violenza sulle donne. Oltre alla presentatrice (quella che conduceva a sua immagine) 5 femministe incallite tra cui anche Alba Parietti e una del Centro Violenza contro le donne e la capa della polizia sulla violenza contro i minori. Poi è arrivato Piero Angela che ne ha detta una dietro l'altra contro il patriarcato e la donna costretta ad essere sottomessa in passato. Il filo conduttore di tutto il tempo è stato il discorso dell'uomo che sottomette la donna in base alla sua forza fisica e alla sua volontà di dominio, il tutto condito da numeri e statistiche che lasciavano ben capire che chi sta con una donna è facile che sia un violentatore e un criminale. Poi è arrivato Pippo Baudo ed altro maschiopentitismo si è aggiunto alla propaganda. C'è da dire che Piero Angela ha cercato di difendere il genere maschile quando, rispondendo a Simona Izzo che sosteneva che le donne non fanno violenza agli uomini, ha detto che anche le donne uccidono gli uomini con una frequenza minore ma presente. Su 100 donne uccise ha detto che ci sono 65 uomini uccisi dalle donne (questo suo debole tentativo di difendere il genere maschile non è stato altrettanto sostenuto da statistiche credibili). Questo continuo dilagare di trasmissioni (sull'onda di fatti di cronaca) o spazi televisivi sulla violenza contro le donne lo trovo negativo, molto piu negativo della carta stampata perché queste (o questi) tizi vanno in Tv per decine di minuti a sparare numeri e teorie di fronte a milioni di spettatori e tutto questo non fa altro che aumentare l'odio tra le donne verso gli uomini (come cresce una bambina di 11 o 12 anni che sente certe cose?) e soprattutto diffonde odio e sconcerto (o convince sempre più all'odio) tra gli uomini. La statistica è la principale arma di convincimento e la televisione diventa una imponente cassa di risonanza delle teorie femministe perché non esiste nessun tipo di controparte. Proprio un Regime Femminista degno di quello nazista o sovietico. Poi queste cose si ripercuotono nel quotidiano dove cresce l'isteria femminile per qualsiasi atto in cui trovano una violenza sessuale. Telefonano al centro violenza contro le donne e ricomincia il ciclo della propaganda che si autoalimenta. Renato - MI - 11 Nov. 07 ______________
Di tutto ciò che esiste il 95% è opera degli uomini. Nel bene e nel male. Creazione e distruzione sono opera maschile e sono entrambe visibilissime. Manutenzione e cura sono (per dir meglio, erano) opera femminile. Fattività scarsamente visibili (o invisibili del tutto agli occhi della massa ...e dei nostri cattivi maestri) quando ci sono (quando c'erano). Visibili invece, sin troppo, nel lungo termine, quando mancano. Naturale: la mancanza di manutenzione conduce alla rovina. In questa banalità si cela la spiegazione di tutto. Se non la si coglie più ciò non deriva da un degrado dell'intelligenza ma dalla corruzione del cuore. La benevolenza è scomparsa. Ad essa si é sostituito il rancore contro gli uomini, perciò di essi si vede solo il male. La visibilità dell'azione maschile viene usata contro gli uomini parlando solo del male che provocano. Non si fa cenno al bene. Così si parla delle 150 assassinate, non delle migliaia salvate dal loro sacrificio. Non si capisce nemmeno di cosa si stia parlando. Né si parla dei miliardi che oggi sono vive perché gli uomini hanno trasformato la terra e l'hanno resa capace di nutrire un numero immenso di umani a prezzo di sacrifici assoluti. A prezzo della vita. Quando si parla solo male del prossimo, solo male del vicino, vuol dire che il cuore è malato. Che non vi è benevolenza ma risentimento. Allora diventa inutile portare controstatistiche, controdati, controfatti. Non serve a nulla. Gli occhi non vedono e gli orecchi non sentono perché il cuore è avvelenato. La causa è quella. Allora non si teme di raccontare ciò che è impossibile ad essere. Che ne uccide più la violenza maschile che ogni altra causa, ossia che 150 è un numero più grande di 280.000 (fonte UE). Che sessanta milioni di donne sono assassinate ogni anno nel mondo, 600.000 in Italia su 560.000 morti complessivi (fonte Unicef). Che le stuprate sono 7 milioni (fonte Istat). Stuprate, ossia quelle che hanno risposto "sì" alla domanda: "Hai mai fatto sesso controvoglia?". Che non sono 7 milioni, ma più di 20, perché ogni donna di questo paese (dell'intero mondo) almeno una volta in vita ha fatto sesso controvoglia. Su questo non ci sono dubbi. Sono state tutte violate e quelle che lo negano mentono. Una volta nella vita è accaduto a tutte. Siamo tutti stupratori. Lo siamo davvero perché così veniamo giudicati e condannati. Come è possibile questa follia? Da dove questo delirio? Nel cuore intossicato giace la fonte. Da esso trae origine l'era della vendetta e questa è la cattiva novella che siamo costretti ad annunciare. Cari amici lettori, se distogliete lo sguardo vi capiamo, se scrollate la testa vi comprendiamo. In fondo, se qualcun altro ci raccontasse tutto questo, noi stessi non gli crederemmo. Meravigliose infatti sono le creazioni dell'invidia, incantevoli i frutti del risentimento, mirabili le opere dell'odio. Chi potrebbe prevederle? Chi mai prefigurarle? Odissea del rancore. R. B. - Nov. 07 |