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Quote: vetriolo sugli uomini


Le quote hanno per obiettivo la frantumazione del "soffitto di cristallo". Invisibile sostanza eterea, ma sulla cui esistenza senz'altro si può giurare, che i maschi (in tacito criminale accordo) hanno calato sulle femmine e contro di esse allo scopo di escluderle dai vertici del potere.

Presupposto della politica quotista è la bugia femminista secondo cui non esistono differenze naturali tra i due e perciò laddove e quando le femmine siano minoranza (beninteso, nelle alte sfere) ciò è dovuto solamente agli impedimenti frappostivi dagli uomini.

Non alla diversa predisposizione al rischio, alla diversa direzione degli interessi e quindi al diverso investimento di energie e di tempo, al diverso orientamento nella ricerca del valore agli occhi proprii e altrui. Men che mai ai diversi poteri. Niente di simile.

Non al fatto che le donne trovano il loro valore predeterminato alla nascita in ciò che sono, nel corpo, mentre gli uomini si devono mettere alla prova perché valgono solo in rapporto a ciò che fanno. Non perché le femmine stesse valutano i maschi in relazione alla visibilità sociale, al prestigio, al denaro. Favole.

Non perché gli uomini investono nell'arena pubblica migliaia di ore, affrontano mille battaglie, corrono infiniti rischi e spendono infinite energie per valorizzarsi e venire valorizzati nel solo modo loro possibile. Spreco cui solo un minimo numero di femmine - natura naturans - è propensa e disponibile. Fandonie maschiliste.

Così le quote vanno a "raddrizzare" le cose. A togliere agli uomini il solo spazio che hanno per realizzare la loro pulsione all'azione, a quel fare che è il solo banco di prova del loro valore e il solo modo per dare senso alla vita. L'unica strada per rendersi appetibili alle femmine.

Gettare vetriolo in faccia a una donna significa distruggere il centro del suo valore e della sua identità. Si colpisce il suo corpo. Il suo primo valore. Il suo essere.

Eliminare dall'arena pubblica metà degli uomini attraverso le quote significa distruggere il valore tanto di quelli che ne sono cacciati quanto di quelli - ridicolizzati - che vi restano. Significa distruggere il loro fare. Tutto ciò che sono.

Vetriolo.

R. B. - ottobre '07

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