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Zapatero, i gay, la famiglia

Ciao a tutti, sono Marco da Milano
 
Ho visto questo sito internet, e lo sto man mano consultando.

Ho appena visto che nel sito c'è una sezione ("La realtà") che include in tutta evidenza un articolo del quotidiano cattolico Avvenire contro la legalizzazione dei Matrimoni Civili tra persone dello stesso sesso avvenuta in Spagna tramite la famosa riforma che ha reso le norme nuziali applicabili a coppie di qualunque composizione sessuale*
. Chi consulta quella sezione è spinto a dedurre che il Movimento appoggia quanto scritto da Avvenire, deduce che il Movimento percepisce la riforma zapateriana come anti-famiglia, e non invece come anti-discriminazione, pro-famiglia, pro giustizia.
 
Vorrei quindi chiedere: che posizione ha il Movimento maschile sui diritti dei gay (uomini attratti sentimentalmente da altri uomini)? Credete forse che impedire a due uomini di unirsi in Matrimonio Civile (laico, non cattolico) sia giusto? Insomma, vi pare giusto che solo la donna sia possibilitata a sposare "l'uomo della propria vita"?

Marco - studente - MI - 3/10/07

* http://www.uomini3000.it/263.htm


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Cortese Marco, grazie della email.

U3000 è una componente del movimento maschile, non ne rappresenta la totalità ed al suo interno, come è ovvio, esiste unanimità di consenso sui temi di fondo ma non sull'intero spettro dell'analisi e delle prospettive. Ciò si riverbera negli interventi pubblicati in sito che sono tutti compatibili con i princìpi fondanti ma non necessariamente monocordi. E così deve essere.

Nel merito, è vero quel che dici: noi percepiamo la politica zapateriana come anti famigliare e nulla avente a che fare con la giustizia. Non è in discussione il diritto degli omo di mettersi insieme e di vedere regolati i loro rapporti (economici e di altro genere) anche attraverso una codificazione nel diritto civile.

Per far questo però non vi è la minima necessità di assimilare la relazione gay al matrimonio, né di evocare questa istituzione nel momento in cui si codifica il ménage omosessuale, né di cancellare paternità e maternità naturali. Nessuna necessità. Se lo si fa, ciò indica che lo scopo è un altro.

Giacché si parla della Spagna, tagliamo subito la testa al toro: la linea zapateriana rappresenta uno stadio molto avanzato di realizzazione del programma femminista che prevede la distruzione del valore degli uomini, l'espulsione dei maschi dal processo educativo e dalla relazione con i figli, la criminalizzazione della sessualità maschile etero, la riduzione al rango di minorità civile dell'intero genere.

In questo quadro si inserisce l'attacco alla famiglia. Zapatero è uomo di Sinistra, la quale, da quando è nata, ha fatto della sua distruzione un obiettivo esplicito, benché non realizzato. Esso è anche uno degli scopi - apertamente rivendicati - del femminismo che ha sostituito nella Sinistra il marxismo, così come il genere femminile vi ha sostituito il proletariato. Zapatero realizza l'agenda femminista.

Ma parlare di attacco alla famiglia può essere fuorviante, giacché in verità la sua distruzione non consiste in altro che nella cacciata del maschio dal suo nucleo. Quel che si intende distruggere infatti non è la relazione madre-figli, ma cancellare la presenza maschile. Per distruggere l'atomo basta espellerne il protone. Questo è il vero "nemico".

Strumento ideologico di questo processo è la negazione delle differenze naturali tra i due.
Differenze psico-emotive-mentali fondamentali che costituiscono la ragione dell'esistenza storica del rapporto di coppia etero durevole e della indispensabilità del padre nell'educazione dei figli.

La possibilità per coppie gay di adottare bambini - reale altrove, ventilata in Italia - suggella quel dogma in modo irridente e beffardo.

Quello della guerra alla famiglia è un fronte della guerra antimaschile. Istituire il matrimonio tra omosex è un modo potente e patente di svuotare alla radice il senso ed il valore di quello etero.

Di qui la battuta: "Perché dovrei sposarmi? ...non sono mica gay".
Dozzinale, certo, ma carica di significati sinistri.


R. B. ott - '07

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