Articoli

Approfondimenti

Home   Argomenti principali   Scompaginiamo le carte  

Rifiutare la cura - 1

I - Considerate l'immensità del bene che ci avete costrette a compiere...


Che l'opera femminile sia stata decisiva nello sviluppo dell'umanità e nella vita degli uomini è una verità troppo palese perché sia necessario insistervi. Nondimeno, se deve venir ricordata, essa preferisce uscire dalle labbra di coloro che proclamano anche l'altra verità - sua gemella, l'originaria diversità naturale tra i Due, piuttosto che da quelle tremolanti dei mentitori che la negano. Giacché le verità hanno questo di bello, che preferiscono frequentarsi tra loro piuttosto che accompagnarsi alle menzogne.

Di quell'insostituibile opera femminile - cura e manutenzione - gli  uomini hanno beneficiato per millenni, fatto che viene costantemente ricordato ai medesimi con diversi scopi.

Stabilire l'insostituibilità del ruolo femminile nel mondo e presentare allo sguardo maschile quell'epopea storica di dedizione e di sacrificio affinché nasca finalmente nel cuore degli uomini il sentimento dell'ammirazione e della riconoscenza, ma anche per suscitare in essi il peso della colpa e, se fosse possibile, l'angoscia del rimorso. Un'opera gigantesca realizzata per il bene che ha avuto in contraccambio quasi solamente del male. Attività ciclopica svolta con amore ma che - sin qui - è stata ricompensata quasi solo con l'odio.


Che nell'azione di cura e manutenzione svolta da madri e mogli vi fosse (e possa ancora esservi) amore è cosa che - effettivamente - tutti noi abbiamo creduto.  E' bello sapere che tua madre e la tua partner fanno quel che fanno perché ti vogliono bene. Un sentimento che riscalda il cuore. Credevamo che fosse davvero così.

Ci pensò il femminismo a risvegliarci, a rendere chiaro che ci sbagliavamo. Ci mandò a cozzare contro una verità tanto atroce quanto innegabile. L'immensità di quell'opera non era dovuta ad altro che alla necessità, alla costrizione, alle imposizioni. Un calvario imposto dagli uomini che però, per tacitare la coscienza e ingannare le donne ("La mistica femminile") preferivano chiamarlo amore. Ma era altro.

"La lotta delle donne è contro il quotidiano lavoro domestico: vita come lavoro, sempre. Affetti come lavoro, sessualità come lavoro, sorrisi come lavoro, carezze come lavoro,  toni di voce come lavoro, sogni addirittura faticosamente lavorati. La miseria del quotidiano ha avuto ancora un nome, una causa: il lavoro domestico. La vita come lavoro  domestico dalle donne svolto, dagli uomini vissuto, preteso".*

Non era amore. Era altro.


Si dirà che è capzioso prendere alla lettera e generalizzare un simile proclama giacché si tratta di una verità strumentale. Senonché essa viene confermata - fin troppo - dall'esperienza quotidiana e da una considerazione elementare.

La caduta verticale, in senso sia qualitativo che quantitativo, della cura prestata dalle donne agli uomini è uno dei fatti più appariscenti del nostro tempo, si va accentuando di anno in anno e interessa ormai tutte le classi sociali.  Questo trend viene lodato e celebrato universalmente e se ne auspica la piena maturazione in tempi brevi. Il fare qualcosa per un uomo è descritto e vissuto interiormente come opera da schiave. Sottomissione e cura sono identificate e la seconda è frutto della prima. I servizi li fanno le serve.

Ma vi è qualcosa persino più importante dei fatti. Si tratta della elementare considerazione che non si fanno sacrifici se non si è mossi da un interesse o spinti da un obbligo. E ci si libera di questo per liberarsi di quelli, giacché è legge inviolata che gli umani "...non faccino mai nulla bene se non per necessità".**

L'età della sottomissione femminile, cioè della cura, volge dunque al termine.

Di qui la necessità per gli uomini di prendersi cura di se stessi, di occuparsi di se stessi, ossia di pensare a se stessi, da una parte, e, dall'altra, di rifiutare ogni tipo/forma di gesto/azione loro favorevole da parte delle donne.

Devono fare da sé e rifiutare ogni tipo di servizio, di cura, di manutenzione.

Si dirà: "Che senso ha rifiutare quel che comunque non ti verrà dato?"

 

II - ...e pagatene il prezzo...

Segue

.

.

.

________________________________________________


* Da un manifesto femminista degli anni '70
** N. Machiavelli,  Discorsi I - V, 5

 

  Home | L'associazione | I principi | Collabora | La Mailig List | Il Forum | Contattaci ©2005 Uomini3000 - Marchio registrato - All right reserved