L'impossibile innocenza e l'Era della Paura Corriere della Sera di martedì 12 Giugno 2001, pag. 19. Abstract: E' stata approvata la direttiva dei Quindici contro le "discriminazioni di lavoro": "Molestie sessuali, l'accusato dimostri l'innocenza".
Le molestie sessuali in ufficio o in fabbrica sono al centro di una direttiva comunitaria approvata ieri a Lussemburgo dal Consiglio dei ministri del Lavoro dei Quindici. Per la prima volta il sexual harassment entra tra le forme di discriminazione come il razzismo o le differenze di religione e di lingua. Con la considerazione che non saranno più le vittime a dover dimostrare di essere state molestate, ma i presunti molestatori a dover dimostrare la loro innocenza. Inoltre il datore di lavoro dovrà garantire le condizioni perché il fenomeno molestie sia punito: dovrà vigilare perché negli uffici non ci siano calendari o che sui computer non si usino salvaschermi erotici. La direttiva deve essere approvata dal Parlamento europeo. Ci siamo!
C'era da aspettarselo: prima o poi doveva arrivare l'ufficializzazione a livello europeo dell'intrinseca superiorità morale e spirituale delle donne sugli uomini, e la sottomissione di questi ultimi sancita per vie legali.
A provvedere al passo avanti (!!) è stato il Consiglio dei Ministri europei riunito a Lussemburgo e presieduto da un'affabile signora greca, che ha decretato che d'ora in poi, sui luoghi di lavoro, toccherà al presunto molestatore dimostrare la propria innocenza, e non alla presunta molestata il fatto d'esser stata importunata. Tradotto in termini concreti: verso l'uomo viene sancita la presunzione di colpevolezza contraria a tutte le norme dello Stato di diritto e vero affronto alla civiltà liberal-democratica. La mia parola contro la tua, ma la mia vale di meno (perché sono maschio). Ci siamo. La decisione è accompagnata da una grottesca ventata di puritanesimo, dato che i datori di lavoro e i direttori d'ufficio dovranno accertarsi che non vengano affissi calendari o foto osé sul luogo di lavoro Ma non finisce qui: la nozione di "molestia sessuale" viene estesa indefinitamente, in quanto non solo palpeggiamenti e pacche, ma anche allusioni verbali o gestuali saranno severamente punibili. Inoltre, la molestia viene equiparata giuridicamente (invero senza il senso del ridicolo) alla discriminzione razziale e religiosa! Insomma, le armi di ricatto in mano alle donne sul luogo di lavoro saranno formidabili: pensate un superiore, che - sotto minaccia di denuncia per molestie - si troverà ad accondiscendere a ogni sorta di richiesta. E via dicendo. Questa decisione mostruosa, razzista e antidemocratica ci deve incitare ad andare avanti nella strada da noi intrapresa, visto che le analisi-shock di Rino e Claudio sullo squilibrio dei rapporti si stanno rivelando, ahimé, pienamente azzeccate.
A. Guglielmo 12.06.01
"Tremate, tremate, le streghe son tornate"
Si, ci siamo. L'affermazione secondo la quale i maschi sono colpevoli a meno che dimostrino di essere innocenti sembrava sin qui un'esagerazione, una provocazione, una boutade da osteria. Una scempiaggine frutto di menti paranoiche, prodotto di una inconfessabile misoginia. Un puerile escamotage adottato dai maschi in "crisi di identità" con lo scopo di farsi passare per vittime (sic!) dell’onda femminista che tutto travolge. Oggi è diventata finalmente una realtà storico-sociale, una verità inoppugnabile; abbiamo infatti in mano la dichiarazione esplicita, la codificazione legale di quel che già si verificava tanto nei tribunali quanto sul piano valutativo pubblico e privato: il maschio è colpevole e deve provare la sua innocenza. Finalmente la colpevolezza è esplicitamente presunta, un dubbio è stato fugato e si è fatta chiarezza. Un principio cardine del diritto, del sistema di protezione del cittadino e condizione dell'umana convivenza, viene buttato alle ortiche. Un caposaldo della civiltà è stato ridicolizzato, una regola fondamentale del vivere civile, fondamento della libertà - perché "la libertà è vivere senza paura" (Machiavelli) - è stato distrutto. E’ vero Alex, era inevitabile, doveva accadere. La ragione di tutto questo risiede nel fatto che non esiste alcun principio di fronte al quale l'ideologia femminista, la Nuova Utopia, intenda fermarsi. Nessun principio, nessun valore, nessuna regola. Nessun limite, nessuna frontiera, nessun confine. Niente ha valore per il femminismo se non ciò che giova, ciò che è strumento del suo unico scopo: la vittoria finale sugli uomini. Una vittoria che noi – per ostinato pudore - non osiamo ancora chiamare vendetta. L'innocenza maschile dunque va provata, ma nessuno sarà mai in grado di provarla, per tre ovvie, banali ragioni: - è molestia ciò che viene definito tale dalla donna, ciò che lei percepisce molesto - il comportamento maschile non ha alcuna importanza perché diventa molesto oggi quel che non lo era ieri, molesto per Anna quel che non è tale per Franca, molesto per Gianna il gesto di Marco ma non quello di Mario - le intenzioni che stanno a monte del comportamento maschile non hanno alcuna importanza. E’ l’applicazione del principio della "centralità del vissuto" femminile secondo il quale la sola cosa che conta è la percezione che la donna ha di ogni relazione e di ogni contatto con gli uomini. A seconda di quel che essa sente e prova il maschio diventa buono o cattivo, galantuomo o maramaldo, bravo ragazzo o canaglia. Quel che lei prova è il centro del mondo, quel che lei sente è la misura del bene e del male cui devono seguire – proprio per questo - premi o punizioni, lodi o condanne, onore o vergogna. Una volta stabilito che il parametro dell’etica è il sentire femminile, il comportamento maschile non ha più rilevanza e men che meno può averne – ovviamente - l’intenzione che lo anima. La tua intenzione? Sarà ricostruita a posteriori, sarà la collega a dirti quale fosse la tua vera intenzione: se si sentirà molestata vorrà dire che la tua intenzione era cattiva, altrimenti era buona. Tu non possiedi le tue intenzioni, le possiede lei (ce n'eravamo accorti?). La millenaria separazione tra dolo e colpa è scomparsa. La prova d'innocenza consisterebbe dunque nel dimostrare che la donna non si è sentita molestata. Ma la denuncia stessa dimostra, appunto, che così si è sentita. Perciò non possono esistere false accuse di molestia e una volta subita la denuncia non si può dimostrare la propria innocenza. Come si può provare che l'altra non ha provato ciò che ha provato? E’ dunque accaduto qualcosa di straordinario e che sarebbe sconvolgente se fossimo in grado di sconvolgerci per quel che sta maturando contro gli uomini. "Il terribile è già accaduto" suggeriva Heidegger. Vien quasi da ridere. Ma bisogna riconoscere che queste considerazioni (elementari deduzioni derivanti dal novello ‘diritto’ europeo) lasciano fuori la cosa più importante perché ne rimane oscuro lo scopo.
L’ERA DELLA PAURA
Siamo dunque alla domanda centrale: con quale scopo? Lo scopo si vede dall’effetto (e da che altro?) e l'effetto sugli uomini è la costituzione del sistema di intimidazione permanente, l’istituzionalizzazione della paura, la creazione formale del Clima Ostile contro la presenza maschile in ogni luogo di interazione. La paura: la creazione, il mantenimento e l’accrescimento della paura, questo è lo scopo e lo è perché la guerra dei sessi non viene combattuta con fucili o cannoni ma con la colpevolizzazione universale (la Colpa collettiva), il dispregio (la vergogna collettiva), la svalorizzazione di genere e – appunto - la paura. Non esistono altre armi. La guerra contro gli uomini si combatte nel solo modo possibile, con la criminalizzazione senza fine, il saccheggio del loro valore, il grido sprezzante e beffardo: "Inutili, inutili, siete inutili!" e l'intimidazione permanente. Queste sono le armi. Armi che si aggiungono all'eterno potere della Matrice e della Porta Celeste, usate senza pudore nella più solare 'innocenza', in limpida buona fede, quella di tutti coloro che "lottano per salvare il mondo", la buona fede delle vittime, quella dei ‘martiri’ della storia. Senza pietà e senza confini, senza scrupoli e senza coscienza fino alla vittoria finale. La costituzione del regime della paura (di quale che sia sistema di terrore, indifferentemente) richiede l’abolizione di ogni regola, l’indeterminazione assoluta del lecito e dell’illecito, la cancellazione di ogni confine in modo che l’altro non sappia mai se sarà lodato o condannato, se sia innocente o colpevole e non preveda mai la gravità della pena, in tal modo egli saprà di essere sempre colpevole, di essere finalmente in balia del potente che si riserva di volta in volta – e sempre dopo - di decretarne l’innocenza. Questo è il nucleo di ogni regime di paura e per questo Orwell scrisse che nell’Eden del Grande Fratello ogni legge era stata abolita, non solo quelle scritte, ma anche quelle non scritte. Solo quando ogni regola di comportamento è stata abolita e rimane all’arbitrio del potente la definizione del bene e del male, solo allora è fondato il potere assoluto di quel potente. Di questa potente. Tra Colpa e vergogna, Insenso e paura oggi sentiamo bruciare quest'ultima, ma, nonostante ciò, ci ostiniamo a credere che si tratti di un’esagerazione, di un errore. "Ah, la solita americanata!". L'abolizione di ogni definizione di molestia (come anche di oltraggio, di maltrattamento e di stupro) è cosa di vecchia data (ce n’eravamo accorti?). A questo si aggiunge oggi la presunzione del reato, la presunzione della colpa. La nostra presenza nel mondo è diventata molesta perciò è bene che viviamo finalmente nella paura. Tutto ciò è necessario. Niente infatti ci conforta e ci ristora quanto la paura che il nemico ha di noi. Niente ci dà maggior sicurezza, niente esprime in modo più chiaro la nostra potenza. Finché non siamo certi che egli tremi, siamo noi a tremare. Che tremi, dunque, il nemico. Ma abbiamo capito? Stiamo incominciando a capire? No assolutamente. Si apre l'Era dell'intimidazione permanente che conduce al timore, all'inquietudine quotidiana. Una paura sorda, cieca e silenziosa, che gli uomini negano di fronte a se stessi, ma ancora non basta. Anche questa volta non si capirà che dietro i frutti ci sta una pianta e che la pianta è l'ideologia femminista il cui scopo è l'eliminazione della maschilità dal mondo. Non lo capiamo perché una simile enormità ci suona inconcepibile. Così, ancora una volta, ce la prenderemo con i legislatori e i burocrati, ancora una volta - come sempre - parleremo di singoli idioti, di parlamentari e ministri pazzi e venduti e così via. Ancora una volta cercheremo di salvarci da una prospettiva inaudita, inconcepibile ed angosciante. Ancora una volta daremo libero corso alla nostra stupidità mascolina, originaria e senza fondo: "Ah, la solita americanata!". Poiché tutto questo non è ancora sufficiente, ancora una volta negheremo la terribile verità e la negheremo proprio perché è terribile: "Non può essere, non può essere!" così grida il nostro cuore. Non può essere che coloro che parlano di amore siano mossi dall'odio, che coloro che parlano di ' cura ' siano spinti dal rancore, che coloro che parlano di ' rispetto ' siano volti alla devastazione dell'Altro. Non può essere che ancora una volta la giustizia sia la maschera della vendetta. Non può essere che questa Nuova Utopia, l'ultima, la neonata, quella che viene dopo le altre e che "ha imparato la lezione della storia", sia uguale a tutte le altre. Non può essere che ancora una volta il bene si trasformi in male e che l'Eden promesso diventi un inferno. Non può essere che Orwell avesse ragione. Una Grande Sorella? Non è possibile. Ma se tutto questo non basta, cosa dovrebbe dunque accadere, cosa ci aspettiamo che accada prima di tacitare il nostro cuore che nega, che nega ogni evidenza perché non può reggere la verità? E quanto male dobbiamo ancora subire prima di dire, di dirci e di gridare finalmente la nostra prima vera verità? La verità è che adesso sappiamo cosa voglia per noi Colei che ci "ama" senza pietà: "Fuori, andate fuori dal mondo!". Sembra eccessivo? Eppure un giorno fu gridato: "Tremate, tremate, le streghe son tornate"; son tornate con la Colpa, il disprezzo, lo spregio e la paura. Che siano tornate a saldare il conto? Oggi le molestie e domani lo stupro. Lo stupro presunto. Vi sembra troppo? Datemi allora una ragione, anche solo una piccolissima ragione per la quale quel che è accaduto per le molestie non debba accadere per lo stupro: "Perché sarebbe inaudito, sarebbe terribile, un delirio, una follia!". Vi pare una buona ragione? Vi pare sufficiente? Datemi una ragione, amici, anche solo una piccola ragione... E’ vero, qui qualcuno è impazzito. O siamo impazziti noi o sta impazzendo l’Occidente. Perciò muoviamo guerra alla Nuova Utopia. Ad altiora semper. Rino Barnart 14.06.01
Non finirà mai...
La guerra contro gli uomini non finirà mai: calunniare, accusare, insinuare utilizzando il sesso, il desiderio, il pensiero, l'intenzione è la nuova frontiera del potere. Sono le prove generali di un nuovo modo di governare ed amministrare, quel che rimane delle vestigia infangate della giustizia. L'avventura Illuminista è finita per sempre, non è rimasto più niente né delle illusioni di Jefferson, né dello spirito delle leggi, né di Cesare Beccaria né di quanti con la penna e con la spada hanno combattuto il tempo dello spionaggio, dei sicari del re, delle polizie segrete, dei processi a porte chiuse, delle gogne sulle piazze, del disonore, dell'annullamento dell'io e della sudditanza per introdurre il concetto di cittadino, di uguaglianza, di verità, di giustizia. La democrazia sta morendo. Una nuova subdola aristocrazia ne sta prendendo il posto, il suo potere è il pregiudizio, l'accusa infamante, il gioco dei malintesi, i doppi sensi delle parole. C'è chi ha capito che la guerra dei sessi è la nuova frontiera della governabilità, sono loro stessi che la cercano e la rinfocolano con leggi devastanti e inquisitorie. Restare a guardare impotenti lo scempio che stanno facendo di tutte le cose in cui abbiamo creduto aumenta la nostra vergogna e la nostra incapacità di agire e questo li rende più forti. E' tempo di agire politicamente. Così non si può più andare avanti. Giacinto Lombardi 13.06.01 |