Articoli

Home   In primo piano  

Due maschere, un volto

Esistono, in Occidente, due diverse e quasi antitetiche versioni del femminismo. Avremmo cioè il c.d. "Femminismo di Genere" e quello "della Differenza". Con il primo si fa riferimento al femminismo anglosassone, il secondo sarebbe quello dell'Europa continentale ed in particolare dell'area latina.

Il primo è il femminismo "cattivo" che nega radicalmente ogni diversità naturale e si pone, con diversa radicalità, in posizione apertamente conflittuale  con gli uomini. Il secondo invece è un femminismo "semibuono" che non intende far la guerra agli uomini ma solo al "maschilismo" e soprattutto che si fonda sulla differenza.

Pensiero della differenza, etica della differenza, prospettiva della differenza, pedagogia della differenza, filosofia della differenza sessuale. Sono queste le espressioni che ritornano costantemente. Trattandosi di femminismi dai caratteri così estranei, per certi versi opposti, si immagina che le rispettive politiche siano profondamente differenti. Ed è qui la sorpresa.

Autocrazia femminile nella riproduzione, monopolio sulla via sessuale e sulla relazione di coppia tanto da una parte quanto dall'altra. Assegnazione dei figli alla divorziata, assegni di mantenimento, "azioni positive", quote assembleari, egemonia educativa, sentenze a senso unico  tanto qui quanto là. Lo stesso racconto di colpevolizzazione degli uomini, gli stessi proclami di superiorità morale e intellettuale della donna.
La stessa centralità del vissuto femminile, la stessa censura del racconto maschile, la stessa negazione degli istinti e della naturalità. Lo stesso occultamento dei privilegi acquisiti, la stessa pretesa di ulteriori vessazioni a carico del Genere colpevole.
Qui come là, la medesima requisitoria contro ciò che è maschile, la stessa condanna della storia (il patriarcato)  ed una uguale pretesa di risarcimenti senza limiti, di  espiazione morale, di confessione e di pentimento. Lo stesso spirito di rivalsa, lo stesso sentimento.

Lo stesso risentimento?

Qual è dunque la differenza tra il femminismo-della-differenza e l'altro? Chi è in grado di presentare un solo fatto che manifesti la frattura tra il femminismo cattivo e quello semibuono? Chi può indicare un solo carattere della decantata differenza che sia mai stato indicato dal femminismo-della-differenza?
Di quale differenza parla il femminismo che ne porta il nome?  Di quale differenza si può parlare quando si nega la natura?

Che esista un solo femminismo ma con due etichette? Lo stesso prodotto in due confezioni?

Chi non si lascia confondere dalle due maschere non ha difficoltà a scorgere l'unico volto.

R. B.

 

  Home | L'associazione | I principi | Collabora | La Mailig List | Il Forum | Contattaci ©2005 Uomini3000 - Marchio registrato - All right reserved