Articoli

Home   La realtà   Sesso pagato: vittime e colpevoli  

Intervista apocrifa a don Benzelmini


La castità dei preti e quella dei mariti

_______

Intervista choc a don Benzelmini 

 

D. "Cominciamo da lei Reverendo, se permette, dalla sua personale condizione. Lei ha fatto voto di castità. E' giusto dire che il rispetto di quel voto è estremamente difficile, forse l'impegno più difficile della condizione di prete?"

R. "Sì, è così"

D. "Immaginiamo un prete che rispetti per tutta la vita in modo perfetto quel voto, senza scappatelle e senza pratiche autoerotiche. E' esagerato dire che si tratta di una vittoria eroica?"

R. "Forse è un po' retorico ma sostanzialmente corretto"

D. "Ritiene esagerato dire che quel voto comporta una dolorosa rinuncia quotidiana? Un grande sacrificio che talvolta pare ai limiti delle possibilità umane?"

R. "E' così. Lo prova la ristrettezza del numero di coloro che lo rispettano davvero".

D. "Lei pensa, al pari della maggioranza di noi, che condizione necessaria (benché non sufficiente) per rispettare quel voto sia l'evitare quanto più possibile le  "tentazioni", ossia tutto ciò che può attivare e stimolare il desiderio?"

R. "Mi sembra banale. E' necessario evitare gli stimoli e quindi anche quelle situazioni nelle quali, persino contro la volontà dell'interessato, il desiderio possa venire acceso, o peggio, incendiato"

D. "Ritiene dunque sensato dire che oggi la condizione del prete sotto questo aspetto  è più difficile di quella di un tempo, quando non si vedeva pelle di donna né dal vero né in immagini?"

R. "Certamente. E' anche vero che, per fortuna, l'effetto degli stimoli non è diretto ma viene demoltiplicato dalla legge di Weber-Fechner per la quale, in sostanza, per raddoppiare l'effetto bisogna triplicare lo stimolo. Questa ben nota legge certamente ci aiuta. E' lunica alleata che abbiamo...!"*

D. "Una cosa davvero simpatica! Ma secondo lei è vero che in ogni caso non è possibile tenere fede a quell'impegno se non evitando di coltivare pensieri e fantasie erotiche e distogliendosene immediatamente appena sopraggiungono, come insegnavano a fare i parroci di una volta quando la masturbazione era considerata un gravissimo peccato?"

R. "Si può criticare la durezza dell'insegnamento cattolico del passato ma dal punto di vista psicologico quel che era vero ieri lo è sempre: se ci si vuol mantenere casti, o anche solamente continenti, non si può indulgere in fantasie erotiche. E' una banalità."

D. "Cosa penserebbe lei di un consacrato il quale, tappezzata la camera di immagini di donne discinte e di foto di amplessi, giurasse che egli si conserva comunque casto e che tale resterà per sempre?"

R. "E chi può mai bersi una simile panzana?"

D. "Spingiamoci oltre: immaginiamo che esista un consacrato il quale affermi di mantenersi continente pur coricandosi ogni sera al fianco di una donna. Lei come lo definirebbe?"

R. "Non c'è bisogno di definirlo: non può esistere un uomo simile. Ma se esistesse potremo considerarlo un superuomo ...altro che quello di Nietzsche..."

D. "La castità volontaria è dunque un impegno difficilissimo. Che potremmo dire allora di una castità coatta?"

R. "Non vedo perché mai a qualcuno dovrebbe essere imposta la castità, fardello che sarebbe impossibile da sopportare. Su questo punto la Chiesa è scrupolosissima: la scelta di quella strada in salita deve essere autonoma e libera. Ma la Chiesa è anche comprensiva della debolezza umana, o, per meglio dire, della potenza della carne. Perciò ha posto dei rimedi non solo alle cadute ma anche ai ripensamenti nelle scelte di vita. Consente di tornare allo stato laicale"

D: "Ma se a qualcuno - diciamo così ad un marito - accadesse di dover subire una simile imposizione lei ritiene esagerato dire che si tratterebbe di una forma di tortura?"

R. "Credo che la si possa considerare senz'altro una forma di tortura"

D. "Intende dire un crimine?"

R: "Certo: la tortura è un crimine"

D: "Lei giudica dunque opportuno che simili fatti siano proibiti dalla legge, che gli autori ne vengano sanzionati e che le potenziali vittime siano adeguatamente informate sui luoghi e le condizioni in tal senso più pericolose?"

R. "Stiamo diventando stucchevoli...  è cento volte ovvio..."

D: "Posto dunque che nel legame coniugale odierno le donne hanno il diritto di imporre la continenza sine die al marito e che una notevole percentuale la impone di fatto, lei concorda che questo stato di cose deve essere fatto conoscere ai ragazzi sin dall'adolescenza, debba essere incluso nella formazione dei giovani e debba figurare tra gli insegnamenti dei corsi prematrimoniali?"

R: "Certamente. Abbiamo appena detto che le potenziali vittime devono essere adeguatamente informate. Altrettanto coerentemente a quanto sostenuto innanzi deve essere riconsiderata la liceità stessa di questa istituzione che legalizza - in addizione ad altre - anche questa forma di reato"

D: "Intende dire che il matrimonio odierno, in quanto istituzione che sanziona il diritto della donna all'esercizio di quella tortura, dovrebbe essere  abolito? Non sarebbe più sensato modificare le cose nel matrimonio stesso piuttosto che abolirlo?"

R. "Sarebbe più sensato, certo, ma oggi e per molte generazioni a venire ciò è e resterà impossibile. Perciò è giunto il momento di pensare all'abolizione del matrimonio. Questo è ormai improcrastinabile ed è  in linea con l'insegnamento della Chiesa. Infatti nessuna istituzione destinata a finalità delittuose, fondata sul diritto di una parte di nuocere all'altra, può riceverne la benedizione e men che mai il suggello sacramentale"

D. "Ma allora bisognerebbe dare una valutazione diversa anche dell'autoerotismo adulto, dell'omosessualità di ripiego e del ricorso al sesso a pagamento, non crede?"

R. "Si capisce. Si tratta certo di vie secondarie che gli  uomini però sempre più sono costretti a percorrere giacché quella principale è sbarrata.  Ma proprio per questo sia l'una che la altre devono essere riscattate dalla condanna estetica e morale che oggi le colpisce"

D.  "In certi paesi la legge punisce i Paganti mentre assolve e soccorre le prostitute. Come la giudica?"

R.  "Allo stesso modo in cui tutti noi giudicheremmo una legge che punisca i tossicodipendenti e nello stesso tempo protegga gli spacciatori. Una barbarie".

D. "Non crede che a causa di simili affermazioni avrà forse dei problemi con la gerarchia?"

R. "Tutti sono capaci di dire la verità quando non costa nulla. Ma un uomo di Dio è chiamato a farlo sempre e ancor più quando è pericoloso perché solo allora egli rende testimonianza alla verità stessa, come Cristo gli ha insegnato a fare".

 

R. B.

____________________________________________________
*La legge di Weber-Fechner è espressa in realtà da una
funzione logaritmica mediata da una costante.

  Home | L'associazione | I principi | Collabora | La Mailig List | Il Forum | Contattaci ©2005 Uomini3000 - Marchio registrato - All right reserved