
Ma credi che quello che hai scritto sia così autobiografico da poter dare un’immagine della tua vita? Buk: Sì, e molto vicino a quello che e accaduto. Sì, e il novantacinque per cento vera e il cinque per cento narrazione. E’ solo un po' levigato, intorno ai bordi. Sicché, sì, ma vedi, specialmente un mucchio di donne mi detestano, perché hanno sentito che faccio tutte queste brutte cose alle femmine, capisci? Ma molte di loro non hanno mai letto i miei libri, e solo un passaparola che sono questa persona terribile che mutila le donne, le picchia, ci piscia sopra e così via. Ma pochissime di loro hanno letto le mie cose. Se lo facessero si renderebbero conto che spesso sono stato io quello che e stato mutilato o pisciato addosso dalle femmine. Sicché... Quando dici femmine vuoi dire femministe o soltanto femmine? Buk: Soltanto femmine. Non vado a letto con le femministe. E spesso nei miei lavori faccio la parte dello stupido più spesso della donna. Ma anche quelli che leggono i miei lavori, le femmine che li leggono, non hanno l'aria di cogliere questo genere di cose, si accorgono soltanto quando la donna sta male, i loro occhi non riescono a vedere altra, le loro menti non colgono altro. Ma quando sto male io lo trascurano. Così, credo che esista un'opinione sleale su di me; ma a me non importa perché aiuta a vendere i libri, capisci. E un'idea esagerata di ciò che sono. Mi fa risaltare più sensazionale di quello che sono, più bastardo di quello che sono. Il che tutto insieme aiuta a vendere i libri perché quelli che tendono a detestarti sono anche buoni lettori. Sono molto curiosi quando detestano. Così questa falsa immagine aiuta le vendite. (...) Che cosa pensi del personaggio macho, maschilista, che fai di te stesso nei tuoi libri, non quello che fanno i media? Sei davvero così macho come vuoi far parere nei tuoi libri? Buk: Beh, non faccio parere niente che non sia accaduto. Sicché se vuoi chiamare macho quello che leggi, allora sono macho, perché tutto quello che ho scritto direi che e vero per il novantacinque per cento. Sicché se quello che e scritto pare macho, allora sono macho, mi dichiaro colpevole. E che cosa vuol dire macho per te? Buk: Per te che cosa vuol dire? Sei tu quella che... No, voglio sapere che cosa vuol dire per te, per sapere se la mia domanda ha un senso. Buk: Beh, se da quello che hai letto di me e dai miei libri ritieni che sono macho, che quello che ho scritto e macho, allora sono macho. In altre parole, è un circolo chiuso. Hai mai litigato con le femministe? Lo so che non vai a letto con loro. Così ricominciamo da capo. Buk: Beh, non andiamo a letto insieme. Ma hai mai avuto discussioni con le femministe? Buk: Beh, non ci hanno picchettato in Germania da qualche parte? Lo sono sempre ubriaco, capisci. Dicono che era una ragazza. Io ero molto eccitato. Ero uscito ubriaco, credevo che ce ne fossero cinque o sei, coi cartelli: "Bukowski è un porco macho"… Non riesco a capire che cosa le fa infuriare tanto. Non riesco a capire. Mi fa soltanto sorridere. Ho scritto un bel numero di storie d'amore che sono semplicemente storie totalmente d'amore, nient'altro. Credo che queste non le leggano. Poi, ogni tanto, mi attaccano. Vedo soltanto la bocca che si muove e l'odio. Non so che cosa... Ogni tanto compaiono e hanno proprio l'aria di detestarmi. Beh, le femministe hanno qualche ragione di detestarti. Buk: Davvero? Estratto di un'untervista di Fernanda Pivano a Charles Bukowski tratta da "Quello che importa è grattarmi sotto le ascelle" http://digilander.libero.it/confratchianti/libri_bukowski-intervista.htm |