DELEGITTIMAZIONE degli organismi cosiddetti di "pari opportunità" __________________
SBUGIARDAMENTO DI UNA MISTIFICAZIONE
Come sappiamo, il femminismo ha ottenuto-imposto in tutto l’Occidente la creazione di diversi organismi che istituzionalizzano ed esercitano il potere femminile secondo i dettami dell' Etica Femminista. Si tratta dei "Ministeri per le pari opportunità", delle "Commissioni per le pari opportunità" e di altri uffici collettivi o monocratici quali ad. es. i "Consiglieri di parità" recentemente creati in Italia (Nota1). Vanno immediatamente notate tre caratteristiche comuni a queste istanze: 1- Non possiedono quasi alcun potere dispositivo, quello che esercitano è infatti del tutto immateriale, è il potere di giudicare, di decidere cosa sia bene e cosa sia male per le donne e cioè "per tutti". E’ il potere di giudicare le leggi, l’applicazione delle leggi, l’interpretazione delle leggi (le sentenze), gli atti pubblici ed i comportamenti privati. Esercitano quel potere attraverso il placet e/o la censura ed usando la denuncia pubblica (i media) e quella giudiziale. Si afferma – vittimisticamente - che essi sono "senza potere", nondimeno sono stati voluti ed imposti dal femminismo, il che indica che sono strumenti di potere (altrimenti perché volerli?) un potere che però è impalpabile, invisibile, immateriale, come ci si deve attendere dal momento che quella tra i sessi è una guerra morale, un conflitto etico. 2- Sono composti esclusivamente da donne, e cioè da una sola parte del mondo, che però assume di essere oggettiva, imparziale ed equa (principio dell’empatia femminile e dell’assenza di differenze naturali tra i sessi-generi: so cosa sia bene per me e quindi anche cosa sia bene per te). 3- Portano tutti (con poche variazioni espressive) la denominazione mistificatoria di "organi di parità". Si qualificano cioè come organismi imparziali, deputati al raggiungimento della vera equità e della parità universale. Tali si sentono le donne che ne sono membri e tale attesa – per quanto possa sembrare assurdo e ridicolo – è in parte condivisa dall’opinione pubblica media, compresa quella maschile. Intendiamoci, non nel senso che essi siano percepiti come imparziali di fatto, ma in quanto dovrebbero esser tali, tanto che ad essi dovrebbero rivolgersi i maschi stessi laddove e quando vengano discriminati (o meglio, laddove e quando "si sentano discriminati", come si usa dire in modo irridente) tutto ciò come se una parte del mondo (una qualsiasi parte) potesse mai essere oggettiva, potesse mai sentire e vedere le cose dal punto di vista altrui, punto di vista che non ha e che non può avere. Bassa mistificazione Non costituisce certo scandalo il fatto che una parte del mondo ottenga la costituzione di organismi che tutelino i suoi interessi e che cerchino di imporre i suoi valori, perciò l’esistenza di detti comitati non solo è legale, è del tutto legittima. Quel che è illegittimo, perché mistificatorio, è che portino un nome universalistico, è che si presentino come istanze imparziali, neutrali ed al di sopra delle (due) parti. Si tratta ovviamente di una maschera, una trappola banale nella quale però i maschi stessi tendono a cadere. E’ vero che nessuno è così tonto da credere che una campana possa suonare contemporaneamente due concerti, nondimeno la tentazione di "rivolgersi ai Comitati Pari Opportunità" per presentare le istanze maschili esiste, è forte ed è espressa in questo modo: "Se vi sono delle discriminazioni antimaschili, rivolgetevi al Ministro delle P.O., fatelo presente ai Comitati P.O., quelli sono là apposta!". Ingenuità maschile e dipendenza morale E’ anche vero che quel "rivolgersi ai Comitati P.O." è talvolta mosso da una volontà di sfida e mira – per così dire – a metterne alla prova la reale "imparzialità" e la vera "oggettività", a svelare l’inganno, a tradire la bugia. Ma questo tipo di approccio ha un suo senso solo se si è poi in grado di diffondere sui media (e nessuno oggi lo può fare) il nuovo esempio di sordità assoluta ad ogni ragione degli uomini, di cecità di fronte ad ogni questione sollevata dai maschi. Ma un risvolto negativo della cosa è che simili tentativi, che danno esiti scontati, sono sempre accompagnati e macchiati dalla vaga ed inconfessabile attesa che quegli organismi prima o poi, in un modo o nell’altro, per amore o per forza, prendano finalmente in considerazione anche le ragioni degli uomini. Un simile atteggiamento ‘positivo’ porta con sé inevitabilmente un legame emotivo (in realtà lo presuppone), una relazione morale di dipendenza, che nasconde un inconfessabile e letale rapporto di subordinazione psicologica nei confronti dell’altro sesso (per farla breve, si tratta ancora una volta del bambino che va dalla mamma a chiedere perdono e comprensione). Nessun autoingannno e nessuna illusione Tutti gli organismi voluti ed imposti dal femminismo sono espressione di una parte, sono organi di potere di una parte e sono perciò rivolti contro l’altra, contro gli uomini. Il minimo grado di senso comune ci dice che il milanista non può vedere la ragioni dell’interista, il palestinese quelle dell’israeliano e così via reciprocamente. Banale e decisivo al tempo stesso: ognuno sta dalla sua parte perché non può stare da nessun'altra. LA POSIZIONE DI UOMINI3000 La posizione di Uomini3000 è chiara e radicale: ogni rapporto con detti organismi sarà sviluppato in termini di opposizione, contrasto, conflitto, e perciò solo ed esclusivamente in termini negativi. Ogni contatto avrà per scopo la denuncia della parzialità (inevitabile) e lo sbugiardamento della proditoria, disonesta e sleale pretesa di oggettività di organi che non possono che essere lo strumento di una parte contro l’altra. Strumenti della guerra contro gli uomini. DELEGITTIMARE Il bisogno di legittimazione. Uomini3000 stabilisce dunque relazioni in ottica ‘negativa’. L’approccio ‘positivo’ infatti si fonda, conferma e mantiene quella relazione di dipendenza emotiva (cioè morale) che è appunto la causa della rovina degli uomini, ma esso comporta anche un diverso tipo di danno che consiste precisamente nella legittimazione dei comitati stessi i quali non si aspettano altro e non mirano ad altro che ad accreditarsi quali giudici imparziali, qualità questa su cui per fortuna grava ancora un certo sospetto, nonostante 35 anni di mistificazione (perché anche gli uomini non sono tonti del tutto). Per fugare il sospetto di parzialità detti organismi hanno appunto bisogno di provare che sono veramente paritari, obiettivi, equanimi, hanno bisogno di dare prova che non portano solo il nome di "equi e paritari", ma che lo sono veramente. Poiché essi sono là per promuovere la pari parità, l’equa equità, l’uguale uguaglianza, ben vengano denunce e lamentele da parte maschile così si potrà dimostrare che in effetti essi difendono i diritti di tutti, anche le ragioni degli uomini, a riprova della superiorità morale femminile e della capacità dell’empatia femminile di tener conto di tutto, di inglobare tutto e di garantire imparzialità di giudizio. Ben vengano dunque occasioni con le quali provare che mentre i maschi giudicano secondo il loro punto di vista, secondo i loro interessi, le donne invece (in quanto tali, ossia per natura) sanno tenere conto dei diritti di tutti e possono parlare a nome di tutti. E’ perciò possibile che talvolta i comitati stessi denuncino qualche fatto eclatante a danno degli uomini, qualche enormità e che denunciandola suonino la grancassa sui media annunciando urbi et orbi: "Vedete voi dubbiosi, voi criptomisogini, quanto siamo eque e paritarie. Quanto siamo imparziali. Rivolgetevi a noi, noi difendiamo anche i vostri diritti!" Ecco dunque un secondo motivo, decisivo e conclusivo per rifiutare ogni tipo di approccio ‘positivo’ con qualsiasi organo, qualsiasi istituzione che sia emanazione del potere femminista e che si fregi del titolo di "paritario". Ho segnalato sopra che la cecità verso le ragioni degli uomini è assoluta e ciò rimane vero anche quando qualche loro segnalazione, qualche loro denuncia vengano accolte. Si tratta infatti di adesioni strumentali alla necessità che quegli organismi hanno di accreditarsi, finalizzate alla rimozione di quel dubbio che per fortuna sussiste circa la loro obiettività. Si tratta - quando capita - e non può trattarsi d’altro, che di questioni di poco conto, o di pure banalità, perché è inconcepibile che organi del potere femminista lavorino per gli uomini. Si tratta di un belletto, un maskara che serve ad abbellire la maschera, un nuovo strumento di mistificazione. Un caso esemplare
Mesi fa due maschi, assistenti presso un asilo nido torinese ed addetti alla cura fisica diretta dei piccoli ospiti, furono assegnati dalla direttrice ai servizi di pulizia come misura preventiva contro possibili abusi stante il "dilagare della pedofilia" a ‘tutela della struttura’ e ‘per la tranquillità delle famiglie’. Costoro si rivolsero tra l’altro al locale Comitato Pari Opportunità che – come prevedibile - non diede alcuna risposta e non presentò denuncia alcuna. Fu poi Rifondazione Comunista a denunciare pubblicamente la cosa ed a trarne un immeritato guadagno (Nota 2). Smascheramento Il fatto che detti organismi abbiano bisogno di accreditarsi come imparziali mette nelle mani degli uomini la possibilità di negare loro ogni forma di legittimazione diretta e indiretta. Il dubbio sulla loro neutralità, che già esiste, deve venire trasformato in certezza assoluta per tutti. Il sospetto che sin qui essi siano stati e siano di parte deve essere trasformato nella sconfessione radicale del loro ruolo e deve essere stabilito che come non sono mai stati paritari non lo saranno mai per il semplice fatto che non possono esserlo. Ognuna delle due parti può stare solo dalla propria parte e perciò deve essere negata anche la sola ipotesi che Lei possa stare da entrambe. La pace tra i sessi sarà un confine tra le esigenze, le possibilità e i bisogni di una parte e quelli dell’altra. Perciò è inevitabile, è bene, è necessario che ognuno stia dalla sua parte.
LA POSIZIONE DI UOMINI3000 Uomini3000 lavora dunque per sbugiardare radicalmente ogni mistificazione e per smascherare sino al denudamento totale la reale funzione di tutti quei comitati e, prima di tutto, per denunciare l’impostura manipolatrice che risiede nella loro stessa denominazione. Questo non significa che Uomini3000 non interagisca con detti comitati, al contrario, lo fa ogniqualvolta ne abbia occasione ma solo e sempre in termini oppositivi, di contrasto e di conflitto. Vale semmai il contrario, sono e saranno i comitati stessi a non voler interagire con questa Associazione e questa è la miglior garanzia del fatto che la strada intrapresa è quella giusta. A tale riguardo Uomini3000 lancia una campagna nazionale permanente per il cambiamento delle denominazione dei organismi di c.d. "parità". ________________________
R. B. - 28.8.01
_________________________________ Nota 1 - Il Dlgs. n. 196/2000 del 23 maggio 2000 ha istituito la figura e l'ufficio delle "Consigliere e dei consiglieri di parità" a livello nazionale (presso il Ministero del Lavoro) regionale (presso le sedi delle Regioni) e provinciale (presso le Amministrazioni provinciali). Godono dello stato giuridico di "pubblici ufficiali" (art. 1). Cosa debbano e possano fare è ovvio: ricercare, trovare e denunciare alla magistratura tutte le "discriminazioni" possibili ed immaginabili con la potenza fornita dall'inversione dell'onere della prova (il denunciato deve provare la propria innocenza, art. 8 - comma 6). Promuovere le c.d. "azioni positive", avviare corsi di rieducazione maschile e di istruzione femminile alla delazione: c.d. "formazione" (art.3). A queste funzioni devono essere chiamate persone competenti, con esperienza pluriennale nella guerra dei sessi (art. 2). Va subito notata la denominazione ancora una volta duplicemente mistificatoria: la "parità" promossa da una sola parte e "l'apertura" di detti incarichi (remunerati, art. 6) anche ai maschi (cioè ai pentito-convertiti). Non manca la chicca: mentre i consiglieri sono F.li e M.li ("Consigliere e consiglieri") gli autori delle malefatte sono solo maschi: "...l'autore della discriminazione..." (art. 8 - comma 7). Nota 2 - In assenza di una qualsiasi associazione maschile cui rivolgersi, i due hanno finito con il presentarsi presso coloro che, pur non avendo alcun titolo per difendere le ragioni degli uomini, credono però di averlo e da questa difesa hanno tratto vantaggio politico e legittimazione, in questo caso Rifondazione Comunista. Sulla questione "Destra e Sinistra" saranno in linea alcune pagine entro breve. Inutile fare gli struzzi, la questione politica si pone e su di essa U3000 farà chiarezza: una botta a Sinistra ed una a Destra
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