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Il SI, il coito, lo stupro

E' stata lanciata in Gran Bretagna la campagna governativa per il SI esplicito. Manifesti, gigantografie e pagine sui media di tutto il paese sotto l'immancabile obiettivo della "lotta alle violenze sessuali" e in armonia con le recenti riforme legislative. Due amanti si baciano sopra la didascalia che minaccia. "Questo non è un invito a stuprarmi!".

Il vice-ministro degli Interni Fiona Mactaggart, promotrice dell'iniziativa, ci istruisce: "L'obiettivo è spiegare che il consenso femminile a un rapporto è attivo, non passivo e finché le donne non dicono chiaramente di sì, gli uomini devono presupporre un rifiuto. Se invece proseguono, facendo finta di niente, devono preoccuparsi delle conseguenze legali di un simile comportamento".

14 Marzo 2006

 

Cosa significa la necessità del SI

Cosa significa la necessità del SI esplicito? Significa che l'insieme dei gesti con i quali in tutta la storia dell'umanità la femmina ha acconsentito al coito non hanno valore, non provano nulla, non hanno alcun significato. Ora, se non ce l'hanno oggi in questo Occidente della donna emancipata, colta e libera, meno che mai l'avranno avuto in altri luoghi e in altri tempi. Come qualificheremo dunque tutti quei rapporti? Come rubricheremo il gesto di cui siamo figli?

 

Chi lo deve chiedere

Il SI lo devono chiedere tutti? Certamente. Perché mai infatti qualcuno dovrebbe esserne esentato? E chi sarebbe questo qualcuno? Lo deve chiedere il fidanzato al pari dell'amico di un week-end, il marito dopo trent'anni di matrimonio al pari del bagnino, il collega dello stage aziendale al pari dello sposo la prima notte di nozze. Avete sentito parlare di eccezioni? No, e giustamente: perché mai lo sposo dovrebbe esserne esentato quella prima sognata notte? Perché dovrebbe essere e sentirsi libero? Ha forse egli dei diritti sul corpo della donna?

 

Cosa significa chiedere

Cosa c'è di male nel chiedere? Cosa c'è di umiliante? Cosa di castrante? Chiedere è lecito, ci mancherebbe. Ma poi ci ricordiamo che, giustamente, le donne hanno posto fine all'era nella quale dovevano chiedere. Come se chiedere fosse umiliante, come se presupponesse e manifestasse una subalternità, una diminuzione del proprio stato, un abbassamento che non si può tollerare. Ed è davvero così.

Quella soggezione, quel riconoscersi inferiori e dipendenti che le donne rifiutano è stato finalmente posto in carico agli uomini. E proprio là, nell'ambito, nel momento in cui vorrebbero sentirsi fieri del proprio corpo, in sintonia con le loro passioni, in armonia con i loro istinti. Quando vorrebbero sentirsi liberi, amati, desiderati. Quando finalmente vorrebbero lasciarsi andare, abbandonando quel controllo, quel freno posto ai sentimenti che sempre viene loro rimproverato.

 

Il SI esplicito è sufficiente?

No, non è sufficiente. L'assenso esplicito non è sufficiente perché quel SI può essere stato strappato in molti, troppi modi. Perché la donna poteva essere alterata, in condizioni particolari o brilla. Il SI di una brilla è un NO, come se una donna sobria si opponesse al sesso. Come se il NO fosse scontato ed il SI sempre sospetto. Il SI esplicito non è sufficiente perché la donna ha tanto il diritto di ritirare l'assenso durante il coito quanto quello di ricostruire a posteriori la sua volontà. Se ha il diritto al NO dopo l'incontro a maggior ragione lo avrà durante. Diritti proclamati dagli uomini stessi e stabiliti dalla magistratura occidentale.

 

Chi lo chiederà?

Nessuno lo chiederà. Nessun uomo si piegherà a questa umiliazione, nessuno tradirà se stesso e la sua anima né castrerà le sue passioni abbassandosi a simile volgarità. Nessuno uscirà dall'alveo della natura che parla a suo modo da milioni di anni. Non lo faranno gli uomini e meno ancora lo esigeranno le donne. No, esse non accetteranno di insinuare un cuneo di ghiaccio nell'incantesimo di quei momenti. Non porranno proprio in quel frangente la vergogna sul capo di un uomo che attendono fiero, assertivo e felice nel loro letto. Se vi è una cosa che gli amanti non hanno mai fatto e non faranno mai, perché non possono farla, è interrompere il gioco, distruggere un sogno per ubbidire a un ukase.

 

E chi non lo chiederà...

Chi non lo chiederà lo farà a suo rischio e pericolo. Giocherà una fetta del suo destino consegnandolo nella mani della donna. Il destino delle donne non deve essere nelle mani degli uomini, ma quello degli uomini deve stare finalmente in mani femminili. Chi non lo chiederà dovrà fingere di non sapere cosa lo può aspettare, dovrà negare dentro di sé la verità che sta nel mondo, impedire che filtri nelle sue ghiandole a prostrarlo. A evirarlo.  Dovrà oscurare la sua coscienza, altrimenti non potrà essere un amante. Non si fa l'amore con la paura nelle vene, con l'angoscia nel cuore. Non c'è abbandono, non c'è voluttà, non c'è sesso nel terrore.

R. B.

 

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