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Slavoj ŽiŽek

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Nella sua rivisitazione critica – molto franca e combattiva – delle forme più recenti assunte dalla sinistra (a partire dagli anni Sessanta), lei non risparmia neppure certo femminismo…

Già. Non sono affatto convinto, come si sente spesso dire dalle teoriche dei gender studies, che la "soggettività" maschile sia tout court fallocentrica, imperialista, guerrafondaia, a differenza di quella femminile necessariamente ecologica, armoniosa, olistica, pacifista e cooperativa. Se il cogito cartesiano della razionalità pura possiede un sesso, direi che è femminile… Io ho profonda paura di un falso femminismo che descrive il femminile come "ontologicamente" bello e buono, a fronte di un maschile selvaggio, bestiale e oppressore.
Il femminismo Usa, poi, risulta, sotto un profilo sociologico, tipicamente upper class; trovo, pertanto, inaccettabile e assai poco elegante la critica spietata e il dileggio mostrati da quelle che sono, di fatto, null’altro che delle signore bene radical nei confronti delle donne che, a loro giudizio, si farebbero opprimere così, senza la minima consapevolezza. Lo trovo un atteggiamento di completa ignoranza dei contesti socio-culturali in cui vivono le altre donne.

 

Da un'intervista su "Caffé Europa" del 14.10.2005

http://www.caffeeuropa.it/cultura/286zizek.html


"E questa è la realtà vera: noi stranieri non veniamo piú considerati ed accettatti come esseri umani: si ha solo bisogno di noi e ci si usa solo per colmare le lacune demografiche causate sia dalle guerre imperialiste scatenate dalla Germania nel secolo scorso, sia dalle cosiddette conquiste moderne (egoismo, individualismo, femminismo, distruzione della famiglia patriarcale, controllo delle nascite)."

 

http://www.pane-rose.it/pagina_art.php?id_art=3253

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