
I conti col passato non finiscono mai. Qualche volta sono tormenti intimi, qualche altra pacate riflessioni, ma in certi casi esplosioni di aggressività. Come è successo a una rinomata signora, conosciuta in tutto il mondo: Doris Lessing, una delle grandi dame della letteratura inglese. A ottant’anni compiuti, appena beatificata da un nuovo prestigioso premio letterario in patria.
Lessing ha voluto dire la sua sulle ragazze degli anni Sessanta, in particolare su quelle fra loro che hanno considerato il libro che l’ha lanciata nel 1962, IL TACCUINO D’ORO, un testo sacro del nascente movimento delle donne, un inno all’indipendenza e autodeterminazione femminile. "Le femministe degli anni Sessanta hanno buttato via il loro tempo in chiacchiere e gruppetti", ha detto la scrittrice. Per loro nessuna comprensione o giustificazione, sono ree di avere creato una nuova generazione, quella attuale, di donne arroganti e dalla mentalità ristretta, di aver devastato il potenziale femminile, e soprattutto di avere stupidamente e rovinosamente denigrato gli uomini. Quanto ai progressi nella condizione femminile, il merito non è dell’ideologia (femminista), ma della tecnologia, dai contraccettivi alla lavastoviglie. Lessing si è fatta questa idea soprattutto guardando in tv il modo in cui le giovani donne di oggi parlano di se stesse, del sesso e dei maschi, un modo da lei definito "rivoltante". Da: SETTE, Uomini e Donne, del 5/4/01, pag. 208 |