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VECCHI (E NUOVI) PICCHIATORI

 


RISPONDE SABINO ACQUAVIVA

Le donne diventano più consapevoli del loro potere e della loro influenza, salgono nella scala sociale, nasce questa nuova civiltà anche al femminile, ma si continua a parlare e scrivere di uomini che picchiano le loro donne, che usano violenza, che non si accorgono che il mondo sta cambiando.

Il progetto del governo inglese che intende fare una lista degli uomini violenti e recidivi sembra essere giustificata dalla considerazione che in Gran Bretagna ogni settimana due donne vengono uccise.


E le donne italiane?

Subiscono, anche se il 4% dichiara di essere stato vittima di violenza.

In molti casi,dietro a questi comportamenti c'è l'alcol che toglie ogni inibizione e porta all'aggressività. In alcune occasioni ha lo stesso effetto sulla donna: si pensi a quel bambino cui la madre provocò circa 400 ferite con un paio di forbici. Ma teniamo presente anche la diffusione di droghe pesanti, che sconvolgono la personalità. Ma è nell'uomo che alcol e frustrazioni inducono più spesso a comportamenti violenti. Questo anche perché, quasi per natura abituato a comandare, ha la sensazione che il potere gli stia sfuggendo. La donna è per mentalità più tollerante, meno disposta a reazioni violente, spesso più determinata. Tempo fa, a Pisa, un famoso psichiatra italiano mi diceva: "Di fronte a figli con gravi patologie psicologiche, gli uomini si ribellano e presto si stufano di tentare di salvarli. Le donne non si stancano mai, continuano a lottare". In Italia, il rapporto uomo-donna si è logorato più profondamente di quanto faccia pensare la sporadica esplosione della violenza maschile. Una violenza che ha radici antiche, nel dominio primitivo dell'uomo sulla donna, oggi in gran parte dissolto, i cui tratti ancora sono presenti in molte società contadine. Il potere esime dal ruolo casalingo ed esalta quello di seduttore. Inoltre, si mescolano passato e futuro di una donna che vuole sì essere libera, ma che è ancora alla ricerca del grande uomo, ricco, affermato, e che spesso tiene in poca considerazione il modesto partner che si ritrova. L'uomo si ribella, si sente umiliato, tradito da una donna la cui vita, anche sessuale, è cambiata.

Non riesce più a controllare chi gli è superiore anche sul posto di lavoro.Vive la disperazione di un potere perduto. Poco importano le differenze fra Nord e Sud, dietro a ogni comportamento c'è sempre l'incapacità dell'uomo di esercitare quel suo antico e ingiusto potere.

E allora,che fare?

Bisogna cominciare dall'adolescenza: insegnare a maschi e femmine che il mondo è cambiato, che la quasi raggiunta parità fra uomo e donna ci deve far dimenticare quell'antico potere maschile.

RISPONDE SIDEREUS

Gli uomini cominciano ormai a diventare più consapevoli di essere stati dipinti dal Femminismo d’accatto e dai mass media come gli unici depositari del Male, ma nessuno comincia a parlare e scrivere di donne che si vendicano, che colpiscono gli affetti e la dignità di un uomo, che non si accorgono della loro perfidia.

Il progetto delle femmine inglesi che intendono fare una lista degli uomini violenti sembra iscriversi nel filone delle liste di proscrizione inaugurate da Silla e brillantemente imitate in ogni epoca di vendette sociali.


E gli uomini italiani?

Subiscono in silenzio, anche se qualcuno comincia a intravedere qualche conto che non torna.
In molti casi, dietro questa follia femminarda si cela l’abduzione, un modello mentale condiviso dal sociologo Acquaviva e qualche psichiatra di Pisa. E’ noto che la logica induttiva giunge a un’ipotesi generale partendo dal particolare, mentre quella deduttiva dimostra il particolare dall’ipotesi generale. L’abduzione invece è un ragionamento di questo tipo: 1. il signor X è maschio 2. tutti i violenti sono maschi 3. il signor X è violento La sequenza 2-3-1 è una deduzione, invece la sequenza 1-3-2 è un’induzione (da verificare, si intende): il guaio per gli uomini è che parlando di loro ci si scorda la logica. Altra infelice abduzione: 1. il signor X è maschio 2. tutti i dominatori erano maschi 3. il signor X era un dominatore Peccato se capita il poveraccio che non ha mai dominato nulla in vita sua; il potere riguarda esigue minoranze, infatti, di certo non un intero genere sessuale. La violenza non è mai fine a se stessa, né scatta senza motivo, a meno che non si parli di gente psicopatica. Le cronache, che riportano con dovizia di particolari storie di maschi gelosi incapaci di farsi una ragione dell’abbandono subito dalla moglie o dalla fidanzata, non dicono mai nulla dei retroscena: c’erano per caso figli allontanati dal padre senza alcun motivo? la signora trattava forse con sottile disprezzo e sufficienza il suo uomo? lo detestava? lo dileggiava? lo umiliava? lo ricattava? lo taglieggiava? lo insultava?




Non si tratta di giustificare la violenza brutale o addirittura l’assassinio; semplicemente, non crediamo a un mondo manicheo dove da una parte ci sono solo i buoni e dall’altra solo i cattivi.


E allora, che fare?

Cominciamo a insegnare a tutti che non si acquisisce nessun merito speciale solo per il fatto di essere nate femmine. E poi rimandiamo a scuola di logica qualche professore di sociologia.

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