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La distanza

di R. B.


L’attitudine maschile al distacco, la capacità spontanea di tenersi lontani dalla sfera dei sentimenti e dalla vita privata altrui (e perciò dal nucleo intimo dell'altrui esperienza) vengono dipinte come espressioni di disinteresse e freddezza e contrapposte alla celebrata empatia femminile la quale rappresenterebbe la forma canonica del rapporto con gli altri.

Ciò ad onta del fatto che ciascuno di noi sente pienamente tutto il valore della discrezione e del pudore altrui nei nostri confronti e la nobiltà di quel fermarsi sui confini della nostra sfera psicoemotiva.  Ognuno di noi apprezza la sensibilità di colui che non rende pubbliche (e non confida neppure ai suoi intimi amici) cose che sa di noi e che non vogliamo vengano diffuse. Più ancora quella di colui che mentre le vede non le guarda, mentre le sente non le ascolta. E non solo sul versante del male, anche su quello del bene.

La Distanza è una forma di tenerezza ed appartiene alla polarità maschile nel senso che la natura ha assegnato agli uomini il compito di manifestarla e renderla viva, operante e feconda nei rapporti sociali.

Quella Distanza, quel ritrarsi di fronte all'intimità altrui è la sensibilità del floricoltore che dissoda, concima ed interviene sul terreno attorno al fusto della pianta e diventa sempre più prudente man mano che si avvicina ai petali ed al cuore del fiore, finché si accosta a quella parte che non può e non deve essere toccata. Ed egli non la tocca. Sa che vi è una parte sacra nelle sue piantine dalla quale deve tenersi lontano.

Si sa che gli animali selvatici spesso abbandonano i loro nati quando avvertono (sentono) che sono stati toccati da un essere umano. Il significato di questo fatto è chiarissimo: vi è un nucleo intangibile nella sfera vitale di ogni essere vivente, violato il quale è contaminata la creatura. Non è esagerato vedere nella necessità di  questo rispetto l'affiorare di un’esigenza metafisica dal momento che tanto il Dio dei credenti quanto  il Caso dei dubitanti non si prendono cura degli umani contaminandoli, ma lasciando loro lo spazio nel quale gestiscono il loro destino e vivono la loro interiorità.

Nell’altro vi è qualcosa di inattingibile che e per me deve restare misterioso.

La Distanza, che può estremizzarsi e diventare indifferenza e gelo,  è però l’antidoto all'indiscrezione femminile che è in realtà la tracimazione (l'eccesso) di un'altra pulsione, positiva, quella della relazione empatica, della cura diretta e del contatto, attitudine a sua volta necessaria ed espressione di altra forma di tenerezza.

Ma la diversa natura di un male presuppone una diversità nella natura e nelle forme del bene.

La Distanza appartiene agli uomini che ne sono il veicolo della realizzazione storico-sociale.

La Distanza è necessaria.

 

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