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Fondatori perché fondati in Altro


di C. Brivio

Siamo qui per parlare di Altro come sempre quando si è tra maschi: per parlare dei maschi i maschi parlano di Altro. Parlano di america, parlano di materia, parlano di spirito, parlano di inconscio, parlano di vita, parlano di scienza, parlano di arte, parlano di Dio, parlano di amore, parlano di donne. Ma parlano di Altro

Siamo qui per fare Altro come sempre hanno fatto e fanno i maschi quando sono insieme: per fare  la caccia, per fare città, per fare intere civiltà, per fare  la storia, per fare la scienza, per fare la tecnica, per fare la strada delle stelle, per fare figli numerosi come le stelle del cielo, per fare patti con Dio. Ma fanno sempre Altro.

Parliamo di niente, facciamo niente, le donne dicono di noi quando parlano di noi. Ma non possono parlare di noi. Se parlano di noi ci perdono: parlano di se stesse. Infatti noi parliamo di Altro, facciamo Altro, perché siamo Altro.

Non abbiamo potuto tornare sull’identificazione primaria, come le fortunatissime femmine: abbiamo abbandonato la Terra madre per la paternità dello Spazio profondo, inquietante, ma affascinante, infinitamente ospitale ma anche ostile, luminosissimo a chi intercetta la luce ma anche assolutamente oscuro, implacabile nell’esigere il rispetto delle regole di sopravvivenza ma senza limiti nel donare libertà, dignità e senso. E per chi accetta la fatica e il dolore del viaggio nell’ignoto, amore paterno, senza limiti, illimitata intimità d’amore e sostegno.
Dalla madre al padre, dall’Identico a se all’Altro.

Gli uomini devono diventare Altro per diventare se stessi. Le donne devono tornare a se stesse, all’Identico, per essere donne.
Non ci capiranno mai, ci desidereranno sempre e ci ameranno in maniera struggente. O ci odieranno di un odio senza limiti e senza fondo se le possiederà l’invidia. Non hanno che una strada: accoglierci o perderanno i maschi e si perderanno.
Siamo Altro, esperti di Altro, facitori di Altro.

Siamo qui per amore di Altro: come sempre i maschi quando amano, amano l’Altro, ciò che è diverso da sé, ciò che ancora non hanno, ciò che è mistero, ciò che si fa raggiungere ma è nascosto, ciò che è lontanissimo o vicinissimo, come una galassia lontana, come Dio, come la donna, come il proprio Altro. Ma amano sempre Altro.

Sempre di Altro si tratta quando si tratta di maschi. Che ci buttiamo nelle profondità dello spazio, che sprofondiamo nel mistero della nostra mente, nell’infinito della nostra anima, è Altro che ci attende, è Altro che cerchiamo.
Altro: il più profondo di noi stessi.

Non possiamo che indicarci l’ Altro, oggi, con pochissime parole, con un modestissimo fare come la semplice nostra presenza a questa riunione di cui non possiamo non esserci reciprocamente grati. Indicare quello che possiamo raggiungere e non ha limiti e che dobbiamo raggiungere e che ancora non conosciamo, ma è il futuro della vita di tutti, delle donne per prime.
Ce lo dobbiamo dire, per non perderci, perché senza Altro non consistiamo. E l’Identico o ci accoglie o ci perde.

Non temiamo dunque, perché l’Altro ci fonda e, quando camminiamo da soli, ricordiamoci del racconto sapienziale che svela come le impronte che vediamo alle nostre spalle,  non sono le nostre ma di un Altro che ci porta sulle braccia.

 

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