IL BRANCO NERO è tornato. A Leno e negli eros center Come si sta bene tra maschi al bar, alla partita, a prostitute... Vip o poveracci, l'importante è stare assieme, e partire per la grande caccia. Che può finire anche con uno stupro, con un assassinio, con una tragedia. Parola di donna che di queste cose se ne intende
Sono tornati i ragazzi del branco. Nel cuore dell'Italia che produce, a due passi dall'Italia che traina il sistema-Paese verso l'Europa, gli adolescenti di Leno si sono riuniti per uccidere.
Un progetto primitivo, inquietante, eppure... così familiare alla nostra specie. L'intesa fra maschi, la creazione del gruppo, l'esclusione dei più deboli, il rinforzo del coraggio inteso come impulso collettivo.
E poi la caccia, la vendetta, l'esaltazione, il sacrificio, lo stupro, la morte e la successiva, arrogante rivendicazione: tutti passaggi profondi e ripetitivi. Se i 200 mila anni di storia dell'umanità che abbiamo alle spalle non hanno mutato il nostro genoma il codice che governa i nostri organi e i nostri sentimenti - come ci ha insegnato lo scienziato Edoardo Boncinelli - possiamo legittimamente ascrivere quei rituali a qualcosa di terribilmente umano.
Noi, le femmine che hanno militato nella politica dell'emancipazione e dell'eguaglianza tra i sessi alla metà degli anni Settanta, dobbiamo prenderne atto.
La tregua è finita. Se per quasi trent'anni ci siamo impegnate - nel pubblico, nel privato, con le madri e con i padri per costruire una novità, la coppia paritaria, adesso dobbiamo subire i colpi che la cronaca ci infligge quotidianamente.
Non c'è soltanto il branco nero di Leno. Magari. Potremmo chiudere quell'episodio nelle pagine dell'orrore, infilarlo nel retrobottega degli archivi giornalistici, affidarlo alle sole cure degli psichiatri e dei criminologi.
E invece non possiamo farlo. Perché il branco nero è tornato ovunque e domina la società italiana. C'è un filo - apparentemente sottilissimo, ma sul piano del modello culturale solidissimo - che lega i fatti del Bresciano all'ennesima scoperta del giro di squillo a Roma Nord, guidato da una certa Mara, nome noto ad alberghi, ristoranti, Rai e società calcistiche.
Ma come si sta bene tra maschi, senza donne esigenti tra i piedi. Dopo una partita, alla fine di una stressante trasmissione, dopo una bella cenetta al maschile, perché non andare a prostitute, tutti assieme? Il branco dei calciatori, dei giornalisti, dei cosiddetti "vip" in grado di pagare fine a mille euro per notte, si riunisce e parte per la caccia... Torna il rituale antico.
Riunione, preparazione, esaltazione, incoraggiamento per l'indeciso, partenza e via. Se poi le ragazze non ci stanno - e quelle di Torino, del club ormai famoso, il Viva Lenin, per qualche euro in più ci stavano anche - si può andare in due, si possono anche picchiare, umiliare... Se invece preferiscono il sesso "soft", ci si può anche divertire al volo, con un massaggio e poi ritrovarsi tutti assieme, per dare i voti alle mani e alle bocche più abili.
Pagelle segrete e votazioni mascherate - sull'agenda di lavoro - da listini di Borsa e nomi di segretarie immaginarie Ma come si sta bene tra uomini. In tutti i campi, fra ragazzi e adulti, allo stadio come nella saletta riservata degli aeroporti, in palestra come nei grandi partiti - di destra e di sinistra - il genere maschile è tornato alle posizione di partenza. Saldi al comando, tutti i signori della Rai sono al potere senza che alcuna signora disturbi i manovratori.
Quirinale, Senato e Camera riconquistati! E l'ex presidente di Montecitorio Irene Pivetti alla posta del cuore (sembra uno scherzo, e invece è la verità, un pensiero grato alla memoria di Nilde Iotti che alla sola idea della posta del cuore avrebbe imbracciato uno schioppo...).
Il messaggio è chiaro, fin troppo. Le donne tornino a fare le donnine nei calendari e nelle rubriche dei giornali, che noi maschietti ci riprendiamo tutto. Al massimo possiamo farvi partecipare ai concorsi di bellezza.
Imprenditori e calciatori amano bellone, mica laureate... (che poi quelle a casa ad aspettarli non ci stanno). Fallita l'idea di creare un branco rosa - profetica l'intuizione, su questo giornale, di Francesco Alberoni, pessima la conclusione di un anno di discussioni - ha stravinto il branco nero. Fanno notizia - e diventano un libro, gustoso e divertente, firmato Emilio Fede - "le cene dei cretini", ovvero le riunioni mensili dei grandi direttori dei grandi giornali e dei grandi telegiornali che risiedono a Milano (quasi tutti con moglie lasciata a Roma).
Cene innocenti, pettegolezzi innocui, progetti editoriali e scenari futuribili sui nuovi assetti dei grandi gruppi dove i medesimi "cretini" lavorano con passione e successo. Una donna giornalista, ogni tanto, viene ammessa. E si sente gratificata dell'onere ricevuto, poi torna a casa molto preoccupata.
| LA SETTA ROSA prospera. Nei tribunali e nelle famiglie sfasciate. Come si sta bene tra femmine, nelle scuole, nei tribunali, dal parrucchiere… Professoresse o avvocate, l’importante è sminuire il valore maschile e ottenere sentenze unilaterali. Che possono finire anche con un licenziamento, con un omicidio, con un suicidio. Parola di uomo che non si rassegna a togliersi di mezzo.
Prospera la setta rosa. Dappertutto in Italia, dalla Lombardia alla Sicilia, un Paese intero è alla mercé di uno stormo di avvoltoie che hanno deciso di annullare il diritto di essere padre. Un progetto razionale, evidente, eppure… così inconcepibile in uno stato di diritto. L’intesa tra femmine, la creazione di una legislazione unilaterale, l’esclusione dei padri, il rinforzo della vendetta intesa come vittoria sul piano legale.
E poi l’attacco sui mass media, il male bashing, la prova di innocenza al posto di quella di colpevolezza: tutti passaggi profondi e ripetitivi.
Se i 200 mila anni di storia dell'umanità che abbiamo alle spalle non hanno mutato il nostro genoma, il codice che governa i nostri organi e i nostri sentimenti - come ci ha insegnato lo scienziato Edoardo Boncinelli - possiamo legittimamente ascrivere quei rituali a qualcosa di terribilmente perverso.
Noi, i maschi che hanno inventato l’arte, la letteratura, la scienza, la filosofia, lo stato di diritto e la democrazia, dobbiamo prenderne atto.
La guerra continua. Se per tutta la vita ci siamo impegnati con gran sacrificio di tempo e salute nel lavoro, per costruire un futuro per le nostre famiglie e rifornirle delle risorse necessarie alla vita quotidiana, adesso dobbiamo subire i colpi che i tribunali ci infliggono quotidianamente.
Non c’è soltanto un Ministero delle Pari Opportunità. Magari. Potremmo chiudere quella mistificazione nelle pagine della storia di serie B, infilarlo nel retrobottega della politica da barzelletta, affidarlo alle sole cure dei comici.
E invece non possiamo farlo. Perché la setta rosa prospera ovunque e domina la società italiana, e non solo. C'è un filo - apparentemente sottilissimo, ma sul piano del modello culturale solidissimo - che lega l'ennesima sentenza di espropriazione del diritto alla paternità alla scoperta del giro di squillo a Roma Nord, guidato da una certa Mara, nome noto ad alberghi, ristoranti, Rai e società calcistiche.
Ma come si sta bene tra femmine, dopo aver spennato il merlo maschio. Dopo una sentenza di divorzio, alla fine di un processo che ha privato il colpevole di figli, casa e stipendio, perché non fare un bell’articolo pesta-maschi? Il branco dei calciatori, dei giornalisti, dei cosiddetti "polli" in grado di pagare fine a mille euro per notte, una miniera d’oro... Torna il rituale antico.
Minigonna, stivali, calze a rete, trucco, chi resisterebbe? partenza e via. Se poi gli uomini superano il “confine” - e proprio non vogliono capire che dov’è il confine lo decidono loro, le donne, dopo - si possono anche denunciare, mandare in galera… Se invece preferiscono il matrimonio, ci si può anche divertire a selezionare il miglior partito e poi ritrovarsi tutte assieme, per dare i voti alle proprietà immobiliari e ai conti correnti più cospicui.
Pagelle segrete e votazioni mascherate – sui diari e le agende di lavoro- da cuoricini e romanticherie immaginarie. Ma come si sta bene tra donne. In tutti i campi, fra signore e signorine, nelle scuole come all’università, in tribunale come nelle alcove - lecite e illecite - il genere femminile prevarica, travalica e piega la legge a proprio piacimento. Senza che un dubbio affiori, tutte le signore in Parlamento propongono leggi ad uso e consumo delle femmine senza che nessun uomo osi disturbarle.
Paternità, diritto di vedere i propri figli, casa e stipendio espropriati! E l’onorevole Alessandra Mussolini a urlare becere contumelie da Vespa in compagnia di suor Livia Turco (sembra uno scherzo e invece è la verità, un pensiero grato alla memoria di Pio XII, che al solo pensiero del cattocomunismo avrebbe incoccato un obice…)
Il messaggio è chiaro, fin troppo. Gli uomini ci diano il loro sperma, che a fare i genitori ci pensiamo noi femminucce. Al massimo, ci servono i vostri soldi.
Superstar e onorevoli amano i ricconi, mica i poveri cristi (ché poi quando divorzi non puoi togliergli nulla). Realizzata l’idea di annullare il valore maschile –profetica l’intuizione, su questo sito, di Rino Barnart - ha stravinto la setta rosa. Fanno notizia i dibattiti televisivi da Costanzo e da Vespa, le Ecclesiazuse serali con piagnisteo femminile, con la psicologa, la presidente del Tribunale dei Minori e l’onorevole femminista (quasi tutte con marito divorziato che sgancia milioni) e poi dài con quanto sono cattivi, quanto sono vanitosi, quanto non sanno capire, quanto non sanno amare, quanto non sanno fare sesso. Chiacchiere a ruota libera, statistiche da pollo di Trilussa, malcelata volontà di trasformare i maschi in qualcos’altro, perché dovrebbero vergognarsi di come sono. Un uomo ogni tanto comincia a chiedersi che cosa sta succedendo. E la risposta non è piacevole per niente.
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