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Fabrizio Rondolino - Gentil Sesso

da CAPITAL, maggio 2004 - (abstract)

Difficile discorrere di sessualità maschile: prima di tutto,perché gli uomini di sessualità capiscono assai poco. Nessuno si offenda: siamo vittime inconsapevoli di una cultura plurimillenaria - quella, per capirci, che mette le donne intorno al focolare a preparare il cibo e gli uomini in giro per la savana a cacciarlo.

Questa ancestrale divisione dei ruoli, se lì per lì sembrerebbe premiare il maschio offrendogli una libertà (anche sessuale) che alle donne è invece negata, in realtà può considerarsi la catastrofe inaugurale del genere umano maschile. Il terremoto, che sulle ali del femminismo d'antan ha messo in discussione, ridicolizzato, esorcizzato e in parte trasformato la divisione dei ruoli fra uomo e donna, può forse aver fatto bene alle signore: di certo ha confuso i signori.

I quali, abituati a cacciare e cioè a seguire l'istinto, sono decisamente impacciati e tristemente inadeguati quando incontrano non una gazzella in fuga, ma una donna. Mettiamola così: il cacciatore è veloce, ha poco tempo a disposizione e s'affida all'istinto; la cuoca ha invece molto tempo per sé, intorno al focolare e per ingannare l'attesa sogna, progetta, ascolta. In una parola, usa il cervello. E proprio qui sta il punto: nell'ineguale sviluppo, attraverso i millenni, dell'organo sessuale più importante. Che è, come ognuno sa, il cervello.

E' frase comune, al bar come negli uffici, allo stadio o nelle aule universitarie, quello che confessa, vuoi con ironia vuoi con disperazione, che le donne non si riescono proprio a capire. Vero. Non però perché siano incomprensibili, bensì perché gli uomini sono scemi: noi non capiamo le donne perché, letteralmente, siamo deficienti. Ci manca cioè una quantità sufficiente di cervello per essere all'altezza del cervello femminile (allenatosi, come abbiamo visto, attraverso secoli e millenni di "schiavitù domestica"). Quando dalle chiacchiere si passa al sesso, la débacle diventa davvero imbarazzante. Perché mentre con le chiacchiere si può anche imbrogliare (persino un idiota può apparire, se non intelligente, almeno gradevole o addirittura spiritoso), con il sesso la mancanza di cervello si fa sentire e può rivelarsi decisiva. La famigerata "ansia da prestazione", che condanna all'impotenza interi battaglioni di dongiovanni, è l'eco della nostra stupidità: voglio dire che il poco cervello che abbiamo è tuttavia abbastanza efficiente per farci comprendere che con le donne non c'è match: di conseguenza ci invia preoccupanti segnali d'allarme, che si trasformano poi in timore, paura, imbarazzo, ansia.

Da prestazione, dunque: ma da prestazione intellettuale. Facciamo bene a provare quest'ansia: perché è proprio così, siamo inadeguati; e perché essere coscienti della propria inadeguatezza è forse il solo modo per fare qualche piccolo passo in avanti.

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