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DESTRA, SINISTRA E QUESTIONE MASCHILE

LA DESTRA

Non si può negare che la questione maschile (QM) appaia a tutta prima come una questione di Destra, naturalmente di Destra, inevitabilmente di Destra.
Confermano questa convinzione molti elementi. Il più banale è la reciprocità  con il femminismo, nato come costola di quella Sinistra che ne è stata poi (dopo il Muro) interamente fagocitata. Se dunque la questione femminile era di Sinistra quella maschile sarà di Destra. Questa è la conclusione più ovvia e perciò più diffusa e più “vera”. Ma vi sono altri fondati motivi.

Nell’ampio ventaglio di posizioni, di ragioni e di  temi, già elaborati e fatti propri dal movimento maschile internazionale (e da quello italiano) ve ne sono molti che rimandano direttamente o indirettamente, del tutto o in parte, alla Destra, alle sue prospettive, ai suoi valori. A ciò si aggiunge il fatto che opinioni velatamente o apertamente critiche del femminismo trovano spazio esclusivamente sui media di Centro-destra (o, per esser più precisi, di Destra). Le prime timide iniziative di valorizzazione della figura maschile, segnatamente nella sua veste paterna (qui non ci dilunghiamo, ma il particolare non sfugga...) provengono da amministrazioni di Centro-destra.

Simmetricamente, a conferma e riprova dell'assunto, la Sinistra rifiuta ogni e qualsiasi avvicinamento al problema maschile che non sia in termini liquidatori e punitivi, partendo dalla convinzione che il potere ed i privilegi femminili non sono ancora abbastanza grandi, profondi e diffusi e che “la strada da fare per raggiungere la parità” è ancora ripida e lunga. Coerentemente con questa prospettiva ogni posizione non pro-feminist è subito ‘ricacciata’ a Destra e la stessa esistenza di un movimento maschile è letta (e condannata a priori) come riflusso momentaneo avente la sua fonte nella volontà maschile di revanche (la misoginia che ritorna). La Sinistra non sta nemmeno ad ascoltare: sa già, conosce già e perciò condanna a priori e radicalmente ogni parola maschile che non sia peana del femminile e condanna degli uomini.

Tutto dunque converge nella stessa direzione: vista da Destra o da Sinistra la questione appare organica alla Destra. Punto e basta.

Basta?

UNA QUESTIONE TRANS-POLITICA

Se le cose stessero così ogni problema sarebbe risolto radicalmente nel senso che la QM non potrebbe nemmeno porsi, non esisterebbe in quanto tale. Si tratterebbe infatti solamente di un sintomo dei tanti guasti prodotti dalla democraticizzazione, dalla modernizzazione, dalla americanizzazione, dalla secolarizzazione,  etc.  (a seconda dei tagli di lettura) che stanno distruggendo l’Occidente.  Sradicata quella pianta (già un bel po’ rinsecchita) anche questo tassello ritornerebbe al suo posto ed i maschi ritroverebbero i loro antichi ruoli e ricostituirebbero la loro perduta identità.

In questo quadro, ignari di quel che fanno, volenti o nolenti, gli uomini in azione (noi) starebbero lavorando per la Destra e si tratterebbe perciò di catturarli, di appropriarsi delle loro ragioni, delle loro parole, della loro elaborazione intellettuale, trasformando la QM in una bandiera di quella parte politica.

Simmetricamente, visto da Sinistra,  il Movimento Maschile non sarebbe altro, nella migliore delle ipotesi,  che un insieme di nuovi “utili idioti” questa volta al servizio delle “magnifiche sorti e regressive” anziché del Dio  Progresso.

Aboliti aborto e divorzio, ricondotte le donne ai fornelli ed alla riproduzione (nei limiti del possibile),  risolti d’un tratto il problema demografico, quello educativo  e quello del ruolo paterno, ripristinati gli antichi valori, tutto tornerebbe allo statu quo ante. Allo stato naturale. Questo è il  (peraltro legittimo) progetto della Destra.

Non interessa  sapere se un simile programma sia realizzabile, quel che conta per noi è che questa posizione coincide esattamente con la negazione dell’esistenza di una questione maschile autonoma, originaria,  autofondata, irriducibile ed irreversibile e afferma l’impossibilità stessa che possa mai esisterne una. Essa nega per gli uomini quel che invece è già realtà per le donne: nega la trasversalità radicale, la transpoliticità  della QM simmetrica e speculare alla questione femminile. Nega come possibile quel che già è attuale. Ma non è tutto.
 

LA DESTRA NEL CONFLITTO DEI SESSI - Armadi pieni di scheletri

Pur in questo quadro, che le appare tanto favorevole, anche la Destra ha i suoi bei problemi di fronte alla QM. Si manifestano in una sorta di ritegno, di pudore, di prudenza. Da dove verranno questi riguardi? Da dove quell’imbarazzato silenzio? Dalla sua storia, ovviamente, così carica di responsabilità sulla condizione femminile che la Destra  non può aprire l’anta di un armadio sulla questione dei sessi senza che ne escano i teschi e le ossa degli scheletri che alla rinfusa vi ha collocato, scientemente, sistematicamente, (“l’angelo del focolare”, “le attività muliebri”, “la donna rurale”, "figli alla Patria"...) storia che ha rivendicato a sé e di cui è andata fiera  sin quando il femminismo non l’ha impugnata e usata come flagello, come strumento di liquidazione della maschilità in Occidente.

La sconfitta pressoché totale degli uomini ha la sua origine in quello schianto morale di cui la Destra è la massima responsabile. Il femminismo non sarebbe mai potuto giungere dove è giunto se  la storia da esso raccontata fosse totalmente falsa e proprio quella parte di verità che contiene, per quanto minima,  è la causa dello svuotamento morale maschile, quella è la ragione per la quale ai maschi viene tappata la bocca, quelli sono i capi di imputazione di una colpa,  cioè di un debito, che sono chiamati a pagare illimitatamente rendendosi esecutori della volontà femminil-femminista.

Questo svuotamento interiore, questa impossibilità di difendere senza imbarazzi e vergogna le proprie ragioni, questa perdita totale di fiducia in ciò che gli uomini provano, sentono e vogliono, ha la sua causa fondamentale in quel passato, ogni giorno ricordato, che - a proprio danno - la Destra ha celebrato e verso cui – per quanto possibile -  intenderebbe ricondurre la società.

E questa è la causa dell’imbarazzo e della prudenza della Destra sulla questione dei sessi, questa è finalmente la ragione per la quale quando si tratta di conservare e incrementare privilegi e prebende al genere femminile immancabilmente essa vota a favore. In questo paese anche i leghisti celoduristi  hanno votato come un sol uomo l’apertura costituzionale alle quote legali. Non vi è legge, non vi è scelta amministrativa woman-friendly che la Destra non approvi compatta. Vero è che dietro tanto neopaternalismo si cela la questione demografica, preoccupazione che sta alla base anche della timida e recentissima rivalutazione della paternità, un fatto del tutto strumentale, come già segnalato e che qui tralasciamo.

Il servizio storico che la Destra ha reso alla maschilità (ed alla virilità, altro termine da essa reso pressoché impronunciabile)  è stato quello di una esaltazione teatrale a copertura di una degradazione sostanziale. Ne ha fatto una caricatura, l’ha celebrata di fronte e pugnalata alle spalle, trasformandola al tempo stesso in alcunché di brutale e di ridicolo, di pietoso e di abietto.

Quello dei sessi è un conflitto etico che la Destra non può combattere perché priva del necessario titolo morale perduto per aver deturpato l’immagine e pervertito i fondamenti di tutto ciò che al maschile appartiene.

Su questo scempio della maschilità si è gettato avido e feroce il femminismo.
 

LA SINISTRA

Qui le cose sono chiare e senza ambiguità. La Sinistra sarebbe il luogo dei diritti e dell’uguaglianza, della protezione dei deboli, del bene collettivo, dell’abbraccio universale. Tale si pensa e tale viene creduta essere.

Benché il femminismo ne abbia sconfessato la pretesa, la Sinistra si è sempre schierata dalla parte delle donne, dapprima fingendo che ciò non comporti il collocarsi contro gli uomini, successivamente identificando direttamente il genere maschile con la parte sfruttatrice, prevaricatrice e sopraffattrice dell’umanità, quella che deve essere combattuta e vinta, quella il cui potere deve essere distrutto in quanto ad essa vanno imputati tutti gli umani misfatti. Una volta identificato come sfruttatore, non esistono più limiti alla demolizione del potere e del valore del genere maschile. Le richieste degli uomini diventano pretese, i loro diritti privilegi, le loro rivendicazioni cupidigie. Le loro sofferenze lamentazioni del dominatore che sta perdendo il potere.

Ben vengano dunque questi lamenti, benvenuta la “patetica crisi di identità maschile”, benvenuta la “rieducazione degli uomini”. L’avanzata del proletariato femminile richiede la rovina del padronato maschile. Così è e così deve essere.

Nondimeno, dal momento che è schierata (per definizione) contro ogni discriminazione, ogni ingiustizia, ogni  sopruso, vi è chi ritiene che essa e solo essa possa difendere le ragioni, i diritti, il prestigio, le prerogative e la volontà maschili nel quadro di una “vera parità” e di una “reale eguaglianza”. Si tratterebbe tutt’al più di svegliarla dal sonno in cui è caduta, di correggere lo strabismo di Genere dal quale è afflitta.

La verità è che la posizione della Sinistra non può cambiare perché per essa l’atteso risanamento del mondo si fonda sempre su una partizione sociale, su un qualche gruppo umano incarnazione del Bene e del Vero, portatore della fiaccola della Giustizia che si realizza sempre nella trasformazione del mondo secondo gli interessi di quella parte dell’umanità propagandati ed imposti però come interessi universali.  Ieri il proletariato oggi le femmine. L’ostracismo nei confronti delle ragioni maschili (“asserite ragioni”) è perciò totale, la censura assoluta, la condanna garantita. A consolidare la Sinistra sulla bontà di questa posizione sta il fatto (già visto) che la Destra corteggia il movimento maschile e che molte denunce e rivendicazioni maschili si sovrappongono (o sembrano sovrapporsi) a quelle  della parte politica avversa.

La posizione antimaschile della Sinistra non è però né casuale né contingente (ha radici  molto profonde) e non vi è alcuna possibilità che essa faccia mai sue le ragioni della maschilità anche perché ciò comporterebbe lo sviluppo di un conflitto interno insanabile, il manifestarsi della lotta tra interessi e valori diversi (e spesso opposti) nel suo stesso seno, impossibile da concepire prima ancora che da tollerare e gestire.
 

TRA AMICIZIA INTERESSATA  E OSTILITA’ DICHIARATA

In questo quadro non è difficile prevedere cosa accadrà. E’ chiaro che da Sinistra non verranno profferte o lusinghe, ma censura e silenzio alternati da ingiurie e condanne. Qui vi è chiarezza.

Non è così per la Destra, perché è inevitabile che, come la Sinistra negò, sino a 30 anni fa, l’esistenza di una autonoma questione femminile (intendendo che essa avrebbe trovato soluzione nel Socialismo) così la Destra neghi l’autonomia di quella maschile. Come la Sinistra negò la trasversalità della questione femminile così la Destra negherà la transpoliticità di quella maschile. Come la Sinistra vide nella questione femminile un territorio di caccia, così la Destra intende quella maschile come strumentale ai suoi progetti. Come la Sinistra cercò di catturare e di far sue le ragioni delle femmine, così la Destra cercherà di appropriarsi di quelle degli uomini.
 

Ma, e questo è il punto, il movimento maschile sa prima, sa già oggi quel che il femminismo imparò dopo, col tempo, e cioè che il conflitto tra i sessi supera, travolge e disarticola la partizione Destra/Sinistra. Il movimento maschile sa e dichiara sin d’ora che quello tra i sessi è il conflitto fondante del XXI Secolo in Occidente. Al di fuori di questa prospettiva esso si renderà ingenuo strumento di fini altrui. Uomini3000 fa sua totalmente ed esplicitamente questa radicale prospettiva. Tutto il resto viene di conseguenza.
 

PER CHI  Uomini3000 ?

Uomini3000 è dunque l’associazione degli uomini di Destra e di Sinistra, degli atei e dei credenti, degli sciupafemmine e dei casti, dei priapisti e degli impotenti, degli etero e degli omo, degli abortisti e degli  antiabortisti.

Di tutti coloro per i quali quello tra i sessi è il conflitto decisivo in Occidente per i decenni a venire, nell’ambito del quale – e solamente là – si può agire per la rigenerazione della maschilità, la ricostituzione del prestigio degli uomini, la fondazione della loro autodeterminazione morale, esistenziale e biografica,  e, come mera conseguenza (ben venga se viene) un contributo - non utopistico – al risanamento della comunità Occidentale.
 

COERENZA RADICALE

In quanto collocata al tempo stesso al di fuori, al di là e contro la Destra e la Sinistra, la posizione di Uomini3000 può risultare incomprensibile, contraddittoria, pretenziosa ed ingenua ad un tempo. Al momento non può che apparire così. Le cose stanno però in ben diverso modo.

Ecco un caso esemplare: la “Campagna per il padre” di Claudio Risé.

Uomini3000 sostiene la campagna lanciata da Claudio Risé per il coinvolgimento-reintegro del padre nella decisione (monopolio femminile) sull’aborto da lui promossa nel quadro della rifondazione del ruolo paterno.  Presa da sola una simile adesione induce a credere che Uomini3000 sia antiabortista. Falso.

Quando Uomini3000 sarà abbastanza grande e forte (ci vorrà del tempo ma accadrà) lancerà  una simmetrica campagna per il diritto maschile all’altra scelta, ossia  al disconoscimento della paternità, in una parola:  il diritto al rifiuto di paternità non volute. La contraddizione è solo apparente perché qui la questione non è aborto sì / aborto no.

La posta in gioco è la volontà maschile, l’autodeterminazione sulla decisione più importante della vita, la sottrazione alle femmine del potere di decidere della vita degli uomini (oggi praticabile persino con la frode) con l’esproprio dell’intera  (o di grossa parte) dell’esistenza maschile. La fine di una dipendenza radicale e di un ricatto intollerabile (per noi, si capisce).

Come ad un abortista risulta indigesto l’appoggio alla campagna di Risé, così ad un antiabortista risulta indigeribile questa seconda posizione. La battaglia per il diritto al rifiuto della paternità sarà avversata tanto da Destra quanto da Sinistra e questa è la prova che l’autoaffermazione del genere maschile è una questione trans-politica.

Non vi è dunque alcuna contraddizione, perché ciò per cui ci si batte è in ogni caso e sempre  IL POTERE DEGLI UOMINI SULLA PROPRIA VITA. Che questa posizione non sia né di Destra né di Sinistra risulta del tutto naturale, coerente e scontato per chi sa, come noi sappiamo, che...

"L’evoluzione futura dell’umanità è affidata al conflitto tra i sessi"
F. Nietzsche

E chi non ci crede...ripassi tra 50 anni.

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