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Nel cognome del padre
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Padre deve mantenere figlio illegittimo
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Nel cognome del padre
La I sezione civile della Cassazione con l’ordinanza 13298/04 - depositata il 17 luglio ha dichiarato non infondata la questione di legittimità costituzionale «degli articoli 143bis, 236, 237, comma 2, 262, 299 comma 3 Cc, 33 e 34 del Dpr 396/00, nella parte in cui prevedono che il figlio legittimo acquisti automaticamente il cognome del padre anche quando vi sia in proposito una diversa volontà dei coniugi, legittimamente manifestata, per contrasto con gli articoli 2, 3 e 29, comma 2, della Costituzione».
Al padre spetta mantenere figlio illegittimo ed ex moglie.
I mariti che hanno la certezza di essere stati traditi da mogli che avevano rapporti con loro e con l’amante devono intraprendere subito - al momento della nascita del figlio - l’azione di disconoscimento di paternità senza aspettare l'esito degli esami del Dna.
Se poi le analisi dimostrano che il figlio è il loro, nessuno gli rimprovererà nulla.
Qualora - invece - gli esami provino la fondatezza dei dubbi e sia passato un anno dal parto,
il marito tradito dovrà, comunque, accollarsi tutti gli onere economici ed educativi relativi al bambino non suo, a
nche nel caso in cui la moglie lo abbia piantato e sia andata a vivere con il padre naturale del neonato.
E' ora di abolire il cognome del padre
ROMA
- Ai figli legittimi resta il cognome del padre, almeno fino a quando la legge non sarà cambiata. E' quanto deciso dalla Corte costituzionale che pur affermando che "l'attuale sistema di attribuzione del cognome è retaggio di una concezione patriarcale della famiglia" e di una "tramontata potestà maritale, non più coerente con i principi dell'ordinamento e con il valore costituzionale dell'uguaglianza tra uomo e donna", non hanno potuto dichiarare l'illegittimità delle norme in vigore. Cioè non hanno potuto dare ragione a una coppia che chiedeva il riconoscimento per il figlio del cognome materno.
Femministe: voglia di negare il padre
Lia Cigarini è molto chiara in proposito: «Le donne si comportano come se avessero di fronte un nemico da distruggere». Nei processi di divorzio e di separazione le donne sembrano tese soprattutto a disconoscere le capacità paterne del compagno e a rivendicare l'assoluta competenza materna sui figli. La battaglia non è tanto sui soldi - questione che pongono soprattutto gli uomini - ma nel conflitto in se stesso: «L'obiettivo vero è negare il partner come padre, come marito».
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