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Presa di coscienza

 

Dichiarazione di presa di coscienza e d’intenti


 

 

Considerato:

 

  1. che nell’attuale assetto legislativo si registra:
    1. mancato potere del Padre di codecisione sulla gravidanza;
    2. mancato potere del Padre di codecisione per quanto riguarda l’unità familiare;
    3. mancato potere del Padre di autonoma decisione in materia di paternità consapevole;
  2. che per quanto riguarda separazioni e divorzi nel 94% dei casi  il domicilio e la custodia dei figli vengono assegnati alla donna con gravissimo detrimento del rapporto di questi col Padre ed inevitabili conseguenze psicologiche e sociali;
  3. che in nome delle cosiddette “pari opportunità” sono state progressivamente istituite, di diritto o di fatto, notevoli isole di privilegio non motivato per le donne relativamente ad assunzioni, carriere, previdenza;
  4. che è in atto un tentativo, che si considera assolutamente abominevole, di cancellare definitivamente dall’ordinamento il simbolo stresso (trasmissione paterna del cognome) del rapporto di appartenenza, lignaggio nonché trasmissione culturale e spirituale tra Padri e figli;
  5. che quotidianamente sui media avviene il sistematico linciaggio del maschile senza diritto di replica per opposte opinioni - secondo un modus operandi politicamente scorretto - che impedisce ai rappresentanti del genere maschile che non siano compiacenti con i punti di vista prevalenti di descrivere se stessi e rappresentare le proprie istanze;
  6. che sono in preparazione o già vigenti ulteriori atti legislativi discriminatori per quanto riguarda il genere maschile sull’esempio della normativa comunitaria in materia di molestie sessuali che sposta l’onere della prova sull’accusato;

 

si prende purtroppo atto

 

 

che,  nel pur giusto intento di conseguire la parità dei sessi, l’interesse di studiosi, opinion maker e legislatori si è focalizzato esclusivamente nei confronti della Questione Femminile, senza procedere secondo regole generali ed astratte ma semplicemente perseguendo la devalorizzazione (giuridica, sociale, psicologica) del genere maschile, con la conseguenza di generare:

 

  1. il più radicale ed esplicito  tentativo della Storia per la riduzione del genere maschile stesso in stato di disvalore e subordinazione;
  2. il più radicale ed esplicito tentativo della Storia di ridurre il concetto di Padre ad un mero connotato biologico;

 

si condivide pertanto

 

  1. l’appello per il Padre di Claudio Risè che costituisce parte integrante e irrinunciabile del presente documento;
  2. la presa di coscienza delle associazioni di genere italiane ed internazionali riguardo l’esistenza a questo punto di una Questione Maschile
  3. la conseguente necessità di affrontare la suddetta Questione Maschile, pur in spirito di giustizia e progresso sociale nonché nel rispetto anche delle istanze e dei diritti del genere femminile;

 

e si esprime la volontà di

 

1.       correggere le storture legislative e sociali di cui sopra;

2.       operare nel senso della valorizzazione della Paternità avendone riconosciuta la fondamentale importanza etica,  sociale, storica;

 

 

con le seguenti richieste: 

 

  1. pubblico riconoscimento  - da parte delle forze politiche  (tramite dichiarazioni pubbliche ed integrazioni dei rispettivi documenti programmatici) e da parte del Parlamento (tramite apposita risoluzione che impegni il governo) - del valore etico, sociale e storico della paternità e conseguente necessità di tutelarne l’esercizio;     
  2. proposta di legge per l’affidamento congiunto OBBLIGATORIO dei figli minori, in caso di separazione o divorzio dei genitori, salvo i casi di indegnità morale legislativamente previsti e giudizialmente accertati, con conseguente abolizione delle cosiddette prestazioni alimentari salvo i casi di accertata incapacità economica a provvedere di uno dei coniugi;
  3. proposta di legge che renda OBBLIGATORIO il consenso del Padre del nascituro ai fini dell’interruzione volontaria di gravidanza;
  4. proposta di legge che renda OBBLIGATORIO l’affido congiunto del nascituro con genitori non sposati e non conviventi;
  5. proposta di legge che renda OBBLIGATORIO E INCONDIZIONATO il consenso esplicito del Padre presunto ad essere sottoposto all’accertamento di paternità (cd esame del DNA) in modo da salvaguardare il Padre stesso dal doversi prendere responsabilità per gravidanze non desiderate, sul modello di quanto avviene già per le donne in materia di disconoscimento della Maternità;
  6. proposta di legge per l’equiparazione dell’età pensionabile per uomini e donne fatti salvi i regimi speciali per i lavori particolarmente usuranti (edilizia, agricoltura, etc.);
  7. proposta di legge tesa a salvaguardare la trasmissione in linea maschile del cognome integrandola tutt’al più con un analogo cognome che si trasmetta in linea femminile;
  8. abolizione dei Comitati per le pari opportunità, o loro ridenominazione in Comitati per gli interessi del genere femminile o loro integrazione con esponenti delle associazioni etiche maschili;
  9. riconoscimento esplicito dell’incostituzionalità di ogni sistema di quote o di regimi speciali di carriera distinti per genere e conseguente cancellazione delle relative norme vigenti;
  10. riconoscimento esplicito dell’incostituzionalità della normativa comunitaria in materia di molestie sessuali e sua immediata disapplicazione;
  11. riconoscimento esplicito dell’incostituzionalità delle cd. “azioni positive”;
  12. riconoscimento esplicito dell’esistenza di un diritto di replica sui media per quanto riguarda i punti di vista e le manifestazioni di pensiero sulle problematiche di genere,  problema riguardo il quale si chiede – al minimo –:
    1. estensione, previo adeguamento,  delle norme relative alla par condicio politica;
    2. intervento dei garanti competenti per quanto riguarda trasmissioni e pubblicità antimaschile.

 

 

 

 

C. Z.

 

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