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Cosa vuole U3000

Porre fine al pestaggio morale antimaschile

Da decenni il genere maschile è sottoposto ad una campagna permanente di colpevolizzazione, denigrazione e dileggio. Sulla base di una storia e di una cronaca ricostruite a quel fine gli uomini nascono già colpevoli e debitori. Sono perciò chiamati a saldare questa colpa di Genere in tutti gli aspetti della vita e in tutte le forme. Alla colpa inventata si aggiungono la denigrazione, la derisione e la squalifica del loro modo di vivere, di sentire, di pensare e di agire. Dei loro sentimenti e delle loro passioni, delle loro creazioni e della loro sessualità. Dei loro successi e dei loro fallimenti, indifferentemente. A quella criminalizzazione e a questo dileggio deve essere posto termine sin d'ora e da subito va proclamato che anche gli uomini nascono innocenti.

Riaffermare le differenze naturali: contro la Grande Bugia

Il femminismo nega che esistano differenze naturali tra i Due, nega che esistano istinti e inclinazioni, aspirazioni, attitudini e talenti diversi per natura. Questa negazione - la Grande Bugia - ha lo scopo di rendere indifendibili le ragioni degli uomini: è stata inventata a quel fine. E' una fandonia che pervade l'intera cultura e che sta a fondamento delle politiche antimaschili. La verità deve venire ripristinata: esistono differenze naturali incoercibili che si riverberano in ogni ambito della vita pubblica e privata, che riguardano il modo di sentire, di pensare, di soffrire, di agire. I Generi sono due, sono profondamente diversi perché così ha voluto la natura. Diversi nel modo di stare al mondo, diversi nel modo di fare del bene come del male. La Grande Bugia che nega la Natura deve venire liquidata.

Riconoscere il valore degli uomini

Con frequenza sempre maggiore si annuncia che gli uomini sono diventati inutili perché le donne si mantengono e si riproducono da sole. Questo grido ha lo scopo di svuotare alla radice l'autostima maschile, di insinuare nelle nuove generazioni il sentimento di inutilità della vita, di ridicolizzare la loro proiezione verso le donne e di precipitarli in un angoscioso smarrimento. Deve dunque essere stabilito che il mondo non può esistere senza gli uomini e che il loro valore non si misura sull'utilità che le donne ne traggono. Va invece proclamata la dignità dei sentimenti degli uomini, la grandezza del loro generoso donare, la purezza delle loro passioni, il fascino del loro silenzio e della loro frugalità, lo stupore della loro energia, l'eminenza delle loro creazioni, l'eccellenza del loro genio. Va finalmente proclamata la bellezza di essere uomini.

Riconsacrare il maschile

Denunciati come covi di misoginia tutti gli spazi maschili sono stati invasi dalle donne e ne viene impedita la rinascita. Insieme allo smantellamento del sistema simbolico, avviatosi con la diffamazione del Fallo, quell'azione ha distrutto ogni sacralità del maschile. Deve perciò essere ricostituito l'ambito sacro della maschilità come nucleo inavvicinabile, intangibile ed escluso a priori alle donne tanto sul piano morale, psicologico e simbolico quanto nei luoghi, nei riti e nei gesti che lo materializzano.

Ripristinare il primato dei Codici

I reati di cui un uomo può macchiarsi nei confronti di una donna sono usciti dal Codice Penale, la loro definizione è stata demandata alla donna stessa che stabilisce a posteriori secondo il suo sentire (il c. d. "vissuto") cosa siano discriminazioni, maltrattamenti, molestie e abusi. Avvicinarsi ad una donna significa ormai camminare su un campo minato perché ogni oggettività è svanita mentre la buona fede e i reali intendimenti degli uomini non hanno più importanza. Deve dunque venir ripristinato il carattere oggettivo dei reati e la loro definizione deve rientrare nel Codice dal quale è uscita. Va cancellata ogni inversione dell'onere della prova e la buona fede deve avere il ruolo che ha sempre avuto negli ordinamenti civili.

Ricostituire e proteggere la sfera maschile

I reati di cui una donna può macchiarsi nei confronti di un uomo sono scomparsi e quella che volesse esplicitamente oltraggiare un uomo non saprebbe come fare. Ciò nasce dal fatto che ormai negli uomini non si riconosce più nulla di rispettabile, niente che debba venir rispettato e la cui violazione comporti una sanzione. I reati antimaschili non esistono più perché è stata frantumata la sfera che ne dovrebbe proteggere l'anima e l'interiorità, i sentimenti e la coscienza, l'opera e il pensiero. Deve perciò essere stabilito che anche attorno al maschile esiste un confine insuperabile la cui violazione deve essere adeguatamente sanzionata. Si deve tornar a riconoscere che esistono anche i reati antimaschili e che come tali vanno puniti.

Riconquistare la parità legale

I reati femminili sono sistematicamente derubricati e la donna ne esce assolta o colpita da pene risibili in quanto interpretati sempre come gesti reattivi o dovuti a stati patologici. Paga più un uomo per una manata sul fondoschiena che una madre infanticida. Di là si punisce la misoginia, di qua si assolve la depressione. A parità di reato deve esserci parità di punizione e alla donna che giustamente rivendica pienezza di coscienza deve essere del pari assegnata piena responsabilità. Non solo nel bene, anche nel male.

Riconquistare la parità civile ed economica

A titolo di dovuto risarcimento, di necessaria compensazione e sul fondamento della Grande Bugia che nega diversità di interessi e di vocazioni, è stata avviata la politica delle "azioni affermative" mentre vengono conservati ed incrementati storici privilegi economici e normativi per le donne. Quote elettorali ed assembleari, finanziamenti imprenditoriali, sconti negli acquisti di beni e servizi, priorità nei concorsi, borse di studio esclusive, corsi professionali riservati, campagne sanitarie unidirezionali si aggiungono alla conservazione delle eclatanti disparità pensionistiche, al diritto al mantenimento sine die della maritata, alle indennità di divorzio, al diritto alla cassa integrazione privata (dall'ex), a quello della conservazione del livello economico pre-divorzio. A tutto questo deve essere posto termine subito. Senza obiezioni.

Fondare i diritti riproduttivi maschili

In ambito riproduttivo la volontà maschile vale zero. La paternità può essere sia carpita con la frode che sottratta ad arbitrio. Con l'aborto e il parto anonimo la donna può liberarsi di maternità non volute mentre l'uomo subisce impotente la volontà altrui: non ha voce in capitolo sull'aborto e al tempo stesso può ritrovarsi padre a prescindere dalla sua volontà e dalla sua condizione. Se e fino quando la donna potrà decidere della maternità l'uomo dovrà poter decidere della paternità. Deve poter scegliere se diventare padre o meno tenendosi e allevando da solo il figlio che vuole o rifiutando la paternità che non vuole. La fisiologia della riproduzione non può più essere un pretesto per imporre ad una parte la volontà dell'altra.

Salvare il padre che muore

La figura paterna ha subìto, sotto ogni profilo, un attacco progressivo tale da svuotarla di ogni valore. Negati i fondamenti naturali della bigenitorialità - sotto il mantello della Grande Bugia - il principio paterno è ormai subordinato a quello materno e la funzione biologica, sociale e simbolica della paternità è relegata ad un ruolo subalterno e ancillare, quella del "mammo". Fatto esiziale gravido di rovinose conseguenze. Deve dunque essere proclamata una verità antica come le montagne: l'insostituibilità della figura paterna nelle dinamiche familiari, negli equilibri educativi, nella maturazione delle forze istintuali, nell'orientamento sessuale, nella formazione dell'identità, nella costituzione dell'autostima delle nuove generazioni. Deve venire riconsacrata la funzione paterna - non vicariabile dalla madre - nella crescita interiore e nella socializzazione dei figli.

Padri separati: per la bigenitorialità a vita

La condizione dei padri separati è diventata una tra le più laceranti che un uomo possa sperimentare e la probabilità di andarvi incontro è in crescita costante. Decaduti dal rango di genitori, esiliati negli affetti, oggetto di ricatti e di umiliazioni e alla fine estromessi dal rapporto con i figli, vengono riguardati esclusivamente come erogatori di denaro. Le loro disperazioni, che talvolta finiscono in tragedie, si sommano allo smarrimento dei figli privati di quella relazione primaria e fondamentale. Tutto ciò deriva dal fatto che la madre detiene il potere autocratico sull'intera relazione padri/figli. A questo potere assoluto e incontrollato deve essere posto termine. L'affido condiviso, conquistato dai padri separati, nelle forme attuali non basta: deve mutare la valutazione sociale della priorità educativa materna, deve nascere la sanzione legale e morale contro ogni abuso ed ogni ricatto materno. I figli devono essere restituiti ai padri e i padri ai figli, dalla nascita e per sempre.

Il diritto di parola

Il "monologo della vagina" imperversa da quarant'anni su tutti i media, in tutti i consessi, le istituzioni e le agenzie educative e culturali, senza alcun contraddittorio. Solo da poco si è potuta udire, qua e là, la flebile voce dei primi temerari che raccontano la verità dell'altra metà del mondo. Deve perciò essere stabilito che nessun organo di informazione e nessuna articolazione del sistema culturale possono raccontare le verità femminili senza che sia dato pari spazio e visibilità a quelle maschili. Deve venire garantita la par-condicio sui media e nei luoghi di formazione delle nuove generazioni con il diritto di parola nelle istituzioni educative pubbliche e private agli uomini della Rinascenza.

Un esercito al maschile

Le donne hanno ottenuto di poter entrare nelle file dell'esercito correndo subito ad occuparvi posizioni direttive, anche qui, come altrove, in forza della Grande Bugia che nega attitudini e disposizioni naturali diverse. Ma la natura ha stabilito che le donne possano sacrificarsi, tutt'al più, per salvare i bambini e mai per proteggere gli adulti, maschi o femmine che siano, né per difendere la collettività - la Polis - nel suo insieme. Le donne non muoiono per gli uomini: non è mai accaduto e non accadrà mai. E' bello e giusto che sia così e questa è la ragione per la quale deve essere bandita dall'esercito ogni presenza femminile la cui vera funzione consiste nel disarticolare un altro ambito maschile e nel beneficiare di carriere elevate senza però pagare - in basso - il prezzo del rischio. Conformemente all'imperativo naturale le FFAA devono tornare ad essere un'istituzione esclusivamente maschile.

Abolire i Comitati "Pari Opportunità"

Comitati, Commissioni e Ministeri delle c.d. "Pari Opportunità" portano un nome mistificatorio che ne nasconde natura e scopi. Pur composti di sole donne, sulla base di un'impossibile oggettività pretendono di farsi tutori delle prerogative e dei diritti universali. Deve essere posto termine a questo inganno attraverso l'immediata modifica della loro ingannevole denominazione. Deve essere assegnato loro il nome di "Comitati degli interessi e dei poteri femminili" premessa alla costituzione di pari organismi maschili e quindi alla pronta abolizione di ogni istituzione creata per la guerra di un Genere contro l'altro.

Abbattere il Mito del XXI Secolo: denuncia dell'ideologia femminista

Per decenni si è creduto che gli obiettivi del femminismo fossero uguaglianza dei poteri e delle responsabilità, pari dignità e pari valore, libertà nelle relazioni e gioia nei rapporti. Si è creduto che fosse un progetto animato dalla benevolenza nei confronti degli uomini, dal rispetto delle verità naturali, dal desiderio di un mondo più libero e più giusto. Non si è voluto vedere che si trattava di un'ideologia nata dal risentimento e dalla volontà di rivalsa che ha operato la fusione, inverosimile ma vera, di un perfetto razzismo di Genere - la superiorità morale femminile - con un neobolscevismo rosa che nega la natura ed espropria gli uomini dei frutti della loro vitalità, del loro coraggio, dei loro sacrifici. Caduto ogni ingannevole velo, è giunta l'ora di denunciare questo Mito del XXI Secolo come nuova ideologia dell'odio generato dallo spirito di vendetta, dall'invidia e dal rancore.

Stipulare una Nuova Alleanza

C'è chi afferma che la lacerazione tra i Due è diventata irreversibile e che ciascuno deve ormai esser lasciato andare per la sua strada. Strada che ha però come unica destinazione la rovina di entrambi. Noi non gettiamo la spugna perché la stagione del rancore non può durare per sempre. Noi vogliamo che si stipuli una Nuova Alleanza rispondente alle condizioni collettive del nuovo millennio, fondata sulle verità naturali e arricchita dalle esperienze storiche e dalle acquisizioni della cultura universale. La relazione tra uomini e donne sarà sempre complessa e difficile nondimeno può e deve tornare ad essere la pagina più affascinante della vita. E' questo che vogliamo e per questo siamo in azione.

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