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Negri & Maski

 

Una comparazione che suona folle e provocatoria, un tragico contrappunto, una conclusione necessaria.

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Negri & maschi,

un destino comune

di Marcello Menna

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" Il negro qui in America è stato trattato come un bambino, che sta nel ventre della madre fino al momento della nascita e che quando giunge quel momento dev'esserne separato, altrimenti distruggerà se stesso e la madre. Questa non può tenerlo dentro di sé dopo che è finita la gestazione: il bambino piange e vuole una vita sua! "

 

Malcolm X, Autobiografia, 1964, Rizzoli editore

 

La condizione dei neri in America è, ed è stata, assai simile alla condizione che i maschi occidentali stanno vivendo, da quarant'anni, in questo deserto che è la società femminilizzata, antimaschile e antipaterna.

In questo senso è illuminante l'analisi che Malcolm X (Usa, 1925-1965) ha fatto, nella sua Autobiografia , del perfetto ritratto dell'uomo di colore medio: un individuo completamente "rieducato" per mezzo di un abile lavaggio del cervello e dell'anima, privato in questo modo di qualsiasi dignità, incapace di difendersi dai feroci attacchi subiti, che disprezza sé e i suoi fratelli neri. Ed è privo di consapevolezza del proprio essere "uomo nero", non sa cosa vuol dire "identità", appartenenza.

Malcolm Little, uomo di colore originario del Nebraska, nel Nord degli Stati uniti, vide, all'età di sei anni, il proprio padre assassinato da un'organizzazione razzista, poiché proclamava il ritorno dei neri in Africa, la loro terra d'origine. In seguito: pochi anni di scuola in un ambiente ostile, umili e precari lavori, l'approdo, da giovanissimo, nel ghetto di Harlem, a New York, dove c'è solo chi soccombe e chi sopravvive. Lavorò nella malavita, si drogò pesantemente e rapinò, finché non finì in carcere. In prigione scoprì una ragione di vita trovando un'organizzazione, la Nazione dell'Islam, e nei suoi aderenti, i Black Muslims, una strada per la liberazione della popolazione nera. Vi aderì senza riserve, con l'entusiasmo che caratterizzò sempre la sua vita.

Si fece chiamare da allora in poi "X", indicando orgogliosamente lo sconosciuto nome dei suoi antenati africani, deportati secoli prima come schiavi. Scontata la pena, divenne rapidamente un leader carismatico, raggiungendo prestigio e notorietà internazionali. Riuscì a collegare la lotta degli Afroamericani a quella più generale che contrappone il Sud e il Nord del mondo.

Fu assassinato il 21 febbraio 1965 nel cuore di Harlem, in circostanze mai del tutto chiarite.

Dice il fratello Malcolm: "L'uomo bianco vi ha inculcato da sempre il terrore di sé, sin da quando eravate bambini, e così siete sopraffatti dal più grande nemico che l'uomo possa avere, dalla paura";

"Voi siete, unico al mondo, il solo gruppo di gente che non conosce se stessa, i propri fratelli, la sua vera storia e il suo nemico! Sapete soltanto ciò che il vostro padrone bianco decide di dirvi e lui, da parte sua, vi ha sempre detto solo quel che faceva comodo a lui e alla sua specie. Vi ha insegnato, nel suo esclusivo interesse, che voi siete il cosiddetto "negro" indifferente, inetto, impotente."

Tale analisi è estremamente simile alla situazione complessiva cui gli uomini occidentali (bianchi, neri e di ogni etnia) hanno deciso spontaneamente di sottostare, senza che nessuna donna li abbia obbligati.

Non accade, infatti, che assemblee composte da uomini al 90% approvino e facciano applicare leggi contro il maschio e i suoi diritti?

La nostra situazione attuale è di essere dei "neri" che hanno deciso di auto-schiavizzarsi e auto-denigrare il proprio genere di appartenenza, quello maschile, predicando con orgoglio il disprezzo e l'odio di sé, inneggiando alla misandria.

Malcolm X: "Avete coltivato i suoi campi, gli avete cucinato il cibo, gli avete lavato la roba, avete avuto cura di sua moglie e dei suoi figli quando lui non c'era e, in molti casi, lo avete persino allattato.(…)

Avete sudato sangue per aiutarlo a costruire un paese così ricco che oggi si può permettere di distribuire milioni di dollari persino ai suoi nemici, e quando questi hanno ricevuto abbastanza da essere in grado di attaccarlo voi lo avete difeso coraggiosamente e siete morti per esso.".

La stessa identica sorte si è abbattuta sui nostri padri, sui nostri figli, sui nostri fratelli, sui nostri guerrieri: hanno servito con dedizione e con amore, si sono sacrificati, hanno donato se stessi per la collettività, il bene comune, la giustizia, per la famiglia, per la patria, per la libertà e le grandi conquiste sociali.

E dopo tutto questo cosa ne è rimasto? Si è deciso di distruggere, senza alcuna pietà, la maschilità, l'intero universo maschile, designandolo come un dis-valore o, peggio ancora, come un Tabù.

Malcolm X : "La storia era stata distorta, "sbiancata", perché quelli che avevano scritto i libri di storia erano bianchi e il negro era stato lasciato completamente fuori (…) E' molto difficile trovare un adulto americano, sia negro che bianco, che abbia imparato dai libri di storia una valutazione veritiera circa il ruolo svolto dai negri".

La medesima operazione culturale perpetrata dalla storiografia femminista, che accusa gli uomini di essersi macchiati, nella storia di colpe orribili e imperdonabili. Secondo queste concezioni gli uomini, per ottenere la tolleranza, devono solo vergognarsi, pentirsi e rinnegare il loro sesso.

Malcolm afferma inoltre che la società cristiana ci ha mentito vergognosamente, facendoci immaginare Gesù Cristo come un perfetto ariano, un uomo dalla pelle bianca, dai capelli biondi e gli occhi azzurri: ora invece sappiamo con certezza che Egli era un ebreo dalla pelle scura.

Anche qui ed ora si professano innumerevoli menzogne e bestemmie riguardo al Dio dei cristiani: si grida in ogni cielo e in ogni terra che Dio non è Padre, ma è Madre, che non è paterno, ma materno. E si fa tutto ciò in nome della Verità, della Parola di Dio.

Hanno tentato in tutti i modi di "sbiancare" Dio: adesso stanno, vigliaccamente e violentemente, cercando di matrizzarlo e femminilizzarlo, cioè di renderlo politicamente corretto.

Malcolm X: "Che il bianco chieda al negro se è vero che questi lo odia è come se lo stupratore chiedesse alla vittima o il lupo all'agnello: "Mi odi?". L'uomo bianco non è nella posizione morale di accusare nessun altro!".

Anche le donne, nella nostra società, non sono nella posizione morale di accusare i maschi!

Malcolm X: "Quando si riconosce il proprio nemico questi non può più farci il lavaggio del cervello, non può più bendarvi gli occhi perché non vediate che, mentre lui su questa terra vive in paradiso, voi siete all'inferno!" .

Anche il maschio occidentale dovrebbe riconoscere il suo nemico, ovvero tutti coloro che lo hanno eliminato, che gli hanno tolto dignità e autorità e che lo hanno infine incatenato in quest'inferno.

Il nero americano era mentalmente malato, per quella sua accettazione supina e acritica, totalmente passiva, della cultura bianca. Spiritualmente malato, economicamente malato, politicamente malato. Non aveva più nessuna dignità e nessun potere all'interno di un Paese costruito con le sue mani e col suo sangue. E' forse molto differente la condizione maschile odierna?

La soluzione che Malcolm X propone per rovesciare le terribili ingiustizie e sopraffazioni è la seguente: "Vogliamo la separazione, che non è la segregazione.(…) C'è segregazione quando la nostra vita e libertà sono controllate e regolate da qualcun altro. Segregare vuol dire controllare e la segregazione è un principio imposto dai superiori agli inferiori. Ma la separazione è compiuta volontariamente, tra eguali, per il bene di tutti e due!".

L'autonomia e l'indipendenza sono armi per poter finalmente riprendersi ciò che ci è stato tolto, sia che i conflitti siano razziali (tra bianchi e neri) sia che siano tra generi (femminile e maschile).

Afferma infine: "Noi negri qui in America non siamo mai stati liberi di scoprire cosa realmente siamo in grado di fare. Abbiamo conoscenze ed esperienze da mettere insieme per potercela cavare da soli.(…) Possiamo rifiutare il lavaggio del cervello, liberarci dall'odio verso noi stessi e vivere insieme come fratelli.".

Prima di essere di destra o di sinistra, atei o credenti, cristiani o musulmani, noi siamo maschi; prima di diventare ricchi o poveri, liberali o socialisti, democratici o conservatori, siamo stati prima di tutto uomini, maschi; prima che nascessero le nazioni, le società e le civiltà, noi eravamo maschi.

La questione maschile ci appartiene a prescindere dal resto, da tutto ciò che ne consegue, le nostre azioni e convinzioni. Ci appartiene in quanto maschi, cioè membri, per nascita, del genere maschile.

L'autonomia maschile, similmente a quella nera, è una forma di separazione, intesa come efficace mezzo di riappropriazione del Valore, come auto-determinazione e auto-valorizzazione di una parte della collettività, pur nel rispetto dell'altra parte.

Solo grazie a ciò si potrà ristabilire, successivamente, una nuova alleanza ed una nuova integrazione, si potrà quindi vivere in solidarietà e sincera fratellanza gli uni verso gli altri.

Grazie, fratello Malcolm X

 

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