Giunge dall'Australia, e cioè ancora dall'Occidente, la buona novella, nuova sì, ma al tempo stesso scontatissima: le femmine posso riprodursi da sole. Lo sapevamo già e già da lungo tempo le nostre amiche, le nostre compagne non mancano di gridarcelo in faccia, o peggio, di sussurrarcelo all'orecchio, sperando che capiamo. Tranquille, capiamo. "Inutili, inutili, siete inutili!" Una nuova tappa verso quel grande obiettivo è stata superata e se ieri era vero, oggi lo è ancor di più: "Inutili, inutili, siete inutili!"
Inutili? Non ancora, purtroppo. Inutili? No, gli uomini non sono ancora diventati inutili del tutto. Là dove esistono rischi per la salute, pericoli per la vita, là i maschi ci sono, là tornano ancora utili. Là dove esistono rischi civili, possibili responsabilità penali, là c'è ancora posto per loro. Là dove i posti di lavoro da insegnante, impiegata, medico, avvocatessa, capitana, direttrice non sono ancora sufficienti a garantire l'automantenimento universale al genere femminile, là dove c'è ancora bisogno materiale di loro, sono ancora utili. Là dove assolvono ancora l'antica funzione di Macchine da Reddito, là sono ancora utili e perciò in qualche misura amati. Là dove la continuazione del mondo richiede ancora il loro seme, non è possibile insinuare, suggerire, ed infine gridare - con voce che viene dal profondo - la loro inutilità assoluta, l'avvento della nuova Era. Là dove assolvono ancora l'antica funzione di Fuchi, là sono ancora utili e - forse - persino amati. Laddove e quando ci sia da celebrare la bellezza e l'incanto, dove vi sia da corteggiare e venerare, quando è il momento di ammirare e lodare, là non sono inutili. Là dove assolvono ancora l'antica funzione di Paggi della Bellezza, là sono ancora utili e - chi lo sa? - forse persino amati. E' falso dunque che gli uomini siano diventati inutili. Nondimeno il pugnale della loro superfluità oggi è diventato una spada da conficcare il più profondamente possibile nella loro Anima, perché si vede bene che è solo questione di tempo ed il momento della loro inutilità totale verrà. E' là all'orizzonte, perciò è già presente, è l'avvento della nuova Era, l'alba della Nuova Razza. La zecca non l'ha ancora coniata, ma la moneta morale da spendere contro gli uomini è già in circolazione. Ha pieno corso legale perché ha piena dignità morale. Inutili a chi? Ecco dunque in cosa consista l'utilità, ossia il valore degli uomini secondo il canone femminista: una volta esaurita la loro funzione di Macchine da Reddito e di Fuchi non vi è ragione per la quale essi debbano stare al mondo se non per celebrare, lodare ed ammirare (guardare ma non toccare?) la gloriosa bellezza, la mirabile potenza e l'ineffabile innocenza delle creature della Nuova Razza, le Ariane. Il valore di ciò che esiste dipende dunque dall'utilità, dai benefici materiali, dalla funzione biologica, dalla gloria che il genere ben-nato può ricavarne, perciò, venuta meno l'utilità, deve venir meno anche il valore. E infatti. Così incominciamo a capirci qualcosa. Inutili dunque significa semplicemente inutili per Lei e si capisce che quando qualcosa è inutile per Lei diventa inutile in senso assoluto. Proprio come se l'assoluto fosse Lei, come se ogni valore si dovesse misurare sui vantaggi che Essa ne trae. E' l'Etica Femminista. E' ovvio che il reciproco non vale. Il Suo valore non dipende certo dall'utilità che da Lei traggono gli uomini. Ci mancherebbe. Lei vale per sé, è utile e deve essere utile a sé. Riprodur-si, in senso letterale, riprodurre se stessa da se stessa è la sua autosufficiente utilità. E' utile a se stessa e perciò lo è in senso assoluto. Così Lei si pensa, così si sente, così si vuole. Utilità maschile? Figuriamoci. Proprio oggi quando finalmente ha imparato a "farsi bella per sé". Amore, amore di sé: Auto-amore, finalmente cosciente, confessato, conclamato. Ha valore ciò che è utile a Lei. Chi potrebbe darle torto? Esistono forse altri valori? Qualcosa di diverso per cui valga la pena vivere e morire? Una qualche Entità che le stia sopra? L'Anima in ostaggio Sembra dunque che ci sia qualcosa da imparare qui, qualcosa di veramente importante, e - chi lo sa? - forse di decisivo. L'Altra è diventata il giudice del bene e del male e perciò del valore degli uomini. Ma perché gli uomini le hanno assegnato quel ruolo, chi l'ha collocata sul trono dei valori tanto che da lì essa possa determinare quanto valga e quanto non valga ogni cosa del mondo? Come stupirsi che di lassù decreti l'irrilevanza degli uomini, la loro insignificanza misurata sul solo valore-che-vale ai suoi occhi, cioè sulle utilità, sui vantaggi che Lei ottiene? Se il Suo proclama "Inutili, inutili, siete inutili!" ferisce così profondamente gli uomini ciò può dipendere solo da una ragione, e questa risiede nel fatto che gli uomini stessi si fanno giudicare da Lei. Gli uomini stessi pensano di valere se sono utili e nella misura in cui sono utili a Lei. Oggi si scoprono inutili, e poiché Lei, con quella Cavalleria di cui va famosa e fiera, glielo grida in faccia, sono presi dal morso dell'angoscia Non si potrebbe trovare miglior prova della dipendenza morale radicale maschile (una dipendenza mortale) che quest'angoscia causata dal giudizio di condanna, di esclusione, di superfluità che viene da un altro, da Lei, giacché esso è la prova provata dell' incapacità maschile di stabilirsi come centro autonomo di valore, fonte titolata del proprio bene e del proprio male. Come stupirsi allora che di lassù essa sbeffeggi quegli inani che le hanno consegnato l'Anima in cambio di un po' di elemosina? (Sì, quell'elemosina). Come potrebbe non provare disprezzo per coloro che, avendo rinunciato a valutarsi da sé, le si sono consegnati in ostaggio, sperando così di essere salvati nel loro valore, attendendo vanamente di sentirsi dire da Lei che sono importanti e tutto ciò perché incapaci di sentirsi fonte creativa del loro valore? Come non potrebbe (e perché non dovrebbe?) affondare la spada del disvalore assoluto contro coloro che ama? Perché mai dovrebbe dare valore all'Altro, forse per toglierlo a se stessa? La balzana idea, la folle ipotesi che gli uomini siano utili a se stessi, che valgano per se stessi non ha ancora fatto capolino nelle teste dei maschi. Ma, come si vede, i tempi cambiano e di estate in estate, di anno in anno, la coscienza maschile lentamente cresce e matura. Purtroppo essi non sono ancora inutili del tutto e quel residuo di utilità che permane li tiene vincolati all'attesa di quel "Bravo!" che però tarda sempre più a venire ed è bene che non venga. Quando saranno inutili del tutto - e per fortuna non manca molto - allora, e finalmente si sganceranno definitivamente da quella schiavitù morale che li tiene incatenati. La piena coscienza dell'inutilità totale per Lei libererà gli uomini dal giudizio di condanna, dall'irrisione e dalla denigrazione con cui sono tenuti incatenati: li libererà dall'angoscia. Per ora ci basti aver capito che la svalorizzazione totale, l'azzeramento degli uomini è la quarta arma della loro distruzione. E' l'arma dell'Insenso. Con la Colpa, la vergogna, l'Insenso e la paura, verso la distruzione degli uomini e dei loro figli. Sin qui è stata un'autostrada (e in discesa). Adesso incominciano i problemi. La nuova coscienza maschile è il problema. R. B. - 18.7.01 |