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Violenze in ambiente domestico

Chi è il colpevole?

Chi è la vittima?

Qual è la soluzione

 

Un rapporto speciale di:
Revs. Sam e Bunny Sewell
Co-direttori della Best Self Clinic (testo originale in inglese)

 

Science, Politics and Domestic Violence


Perché vi è stato mandato questo rapporto?

Stiamo mandando questo rapporto ai media, e a quelle persone ed enti che si occupano di violenze in ambiente domestico, nella speranza di poter correggere un grave equivoco su tale tema.

Vogliamo rendere noto innanzitutto che lavoriamo contro le violenze in ambiente domestico da più di 10 anni. Uno di noi è tra i fondatori del dipartimento locale contro gli abusi. Siamo membri del "Century Club"; quelli che contribuiscono con più di 100 $ al centro di assistenza alle donne. Abbiamo sponsorizzato manifestazioni di beneficenza per il nostro centro di assistenza contro gli abusi. Appoggiamo i servizi che vengono forniti alle vittime. Purtroppo, la maggior parte delle associazioni di assistenza alle donne non conosce a fondo le cause e le caratteristiche del problema della violenza in ambiente domestico.

L’equivoco sul tema della violenze in ambiente domestico è così diffuso che le amministrazioni di città e contee, i tribunali, le forze della legge, i pubblici ministeri, le cliniche di igiene mentale, e altri enti finanziati dallo Stato stanno appoggiando programmi basati sulla propaganda femminista più che su responsabili studi scientifici. Tali studi scientifici rivelano una visione del problema sorprendentemente diversa. Presentiamo un estratto di una ricerca sulla violenza in ambiente domestico realizzata da noti esperti di scienze sociali. Vi preghiamo di aiutarci a fare in modo che questa importante ricerca sul tema della Violenza in ambiente domestico raggiunga il pubblico.


La visione femminista della violenza in ambiente domestico contro gli studi scientifici.

Uno dei miti diffusi nella nostra società è che la Violenza in ambiente domestico è qualcosa che gli uomini fanno alle donne. Solide ricerche scientifiche rivelano che la Violenza in ambiente domestico è qualcosa che le donne fanno agli uomini più frequentemente di quanto gli uomini non facciano alle donne. Mentre è vero che gli uomini sono responsabili della maggior parte delle violenze fuori casa, le donne istigano la maggior parte delle Violenze in ambiente domestico e aggrediscono gli uomini più spesso e in maniera più grave.. Il Laboratorio di Ricerca sulla Famiglia dell’Università del New Hamphshire, finanziato dall’Istituto Nazionale di Salute Mentale, ha steso gli ultimi 3 studi nazionali sulla violenza in ambiente domestico. I primi 2 studi (1975 e 1985) mostrano risultati simili all’ultimo. Il rapporto nazionale originario fu realizzato nel 1975.Varie ricerche furono pubblicate come risultato di esso. Nel 1980 i risultati dello studio furono resi accessibili al pubblico in un libro intitolato " Behind closed doors: violence in the american family" (Anchor Press, Garden City, NY). Nel 1985, Strauss e Gelles completarono e pubblicarono uno studio di riepilogo che fu pubblicato nel Journal of Marriage and the Family (agosto 1986). Nel 1992 un terzo studio di riepilogo fu completato da Murrey A. Strauss e Glenda Kaufman Kantor. Lo studio fu presentato al 13° Congresso mondiale di sociologia, (19 luglio 1994).

Ecco i dati comparati per i tre studi espressi come percentuale su mille coppie:

A. ATTI DI VIOLENZA MENO GRAVIB. ATTI DI VIOLENZA GRAVI
  • 1. Tirare oggetti

    2. Spinte

    3. Schiaffi o colpi

  • 1. Calci, morsi, pugni

    2. Colpire o tentare di colpire con qualcosa

    3. Picchiare

    4. Minacciare con pistole o coltelli

    5. Usare pistole o coltelli

  •  

    Aggressioni lievi:

    da parte del marito

    da parte della moglie

    Studio dell’anno:

     

    98

    77

    1975

     

    82

    75

    1985

     

    92

    94

    1992

    Aggressioni gravi:

    38

    47

    1975

     

    30

    43

    1985

     

    19

    44

    1992

    Migliaia di coppie sono state coinvolte in questi studi. Le conclusioni si basano su più di 20 anni di ricerca. Per la media di rapporti da parte sia di uomini che di donne: gravi aggressioni da parte dei mariti alle mogli si verificavano ad una percentuale del 2,0% mentre gravi aggressioni da parte delle mogli ai mariti si verificavano per il 4,6%, e aggressioni leggere da parte dei mariti si verificavano per il 9,9%, mentre le aggressioni da parte delle mogli per il 9,5%. I risultati medi di tutti e tre gli studi nella categoria delle "aggressioni gravi" sono riportate di seguito:

    Mogli che dichiarano di essere state gravemente aggredite dal marito 22 per 1000
    Mogli che dichiarano di aver gravemente aggredito il marito 59 per 1000
    Mariti che dichiarano di essere state gravemente aggrediti dalle mogli 32 per 1000
    Mariti che dichiarano di aver gravemente aggredito le mogli 18 per 1000
    Mariti e mogli che dichiarano che la moglie è stata aggredita 20 per 1000
    Mariti e mogli che dichiarano che il marito è stato aggredito 44 per 1000

    Esistono dozzine di altri studi che rivelano risultati simili. Per esempio: le donne usano le armi nella Violenza in ambiente domestico con una frequenza tre volte maggiore rispetto agli uomini. Le donne provocano la maggior parte degli episodi di violenza in ambiente domestico. Le donne commettono la maggior parte degli abusi su minori e su anziani. Le donne picchiano più frequentemente e più gravemente i loro figli maschi che non le femmine. Le donne commettono la maggior parte degli infanticidi e il 64% delle loro vittime sono bambini di sesso maschile. Quando le donne uccidono degli adulti la maggior parte delle loro vittime sono uomini. Le donne commettono il 50% degli omicidi coniugali. L’82% delle persone hanno la loro prima esperienza di violenza per mano di una donna.

     

    Le statistiche a sostegno della legge non definiscono il problema

    C’è molta confusione riguardo a chi bisogna credere nel dibattito sulla violenza in ambiente domestico. Da una parte ci sono gli sostenitori e le femministe dei centri di assistenza alle donne che si basano sulle statistiche. Dall’altra ci sono gli scienziati sociali che si basano su studi scientificamente strutturati. Sfortunatamente, i risultati di studi scientifici non ricevono l’attenzione dei media. La stampa americana è apparentemente più interessata alla correttezza politica che all’accuratezza scientifica. Perciò, la percezione del pubblico, e la percezione di molti ben intenzionati attivisti contro la violenza in ambiente domestico, è radicalmente deviata dalla più bilanciata percezione degli scienziati sociali.

    Molti addetti ai centri contro gli abusi non sono a conoscenza degli studi scientifici sebbene si dichiarino "esperti di violenza in ambiente domestico" e spesso conducano sessioni di formazione per agenzie governative. Come è possibile essere un esperto senza essere al corrente degli studi scientifici nel loro campo? Ci sono città nel nostro paese in cui l’intero establishment legale; le forze della legge gli avvocati del diritto di famiglia, i giudici stanno prendendo decisioni sulla violenza in ambiente domestico basate sulla propaganda politica più che su ricerche scientifiche.

    La tipica risposta delle femministe dei centri contro gli abusi quando sentono i risultati degli studi scientifici è quella di "sparare al messaggero". Si possono quasi sentire le loro menti chiudersi. D’altro canto alcuni addetti ai centri contro gli abusi non hanno accettato la linea femminista. Essi sono ansiosi di avere informazioni accurate sulle quali pianificare e implementare programmi razionali di prevenzione, intervento e trattamento per chi abusa e le sue vittime. Gli "esperti" di violenza in ambiente domestico della tua comunità sono a conoscenza degli studi scientifici? Cosa sta accadendo nei centri contro gli abusi della tua comunità?

    Potremmo non trovare studi che comparino l’efficacia di programmi scientificamente basati a programmi basati sulla politica.

    In ogni caso noi vogliamo scommettere che programmi scientificamente basati sono più efficaci dei programmi guidati dalla propaganda femminista.

     

    La violenza domestica in altri paesi

    Riteniamo sia importante notare che è stato fatto lo stesso tipi di studi in molti paesi. Esiste la verifica transculturale del fatto che le donne sono più violente degli uomini in ambiente domestico. Quando il comportamento ha delle verifiche transculturali significa che esso è parte della natura umana piuttosto che un risultato di condizionamenti culturali. Le donne sono più spesso quelle che infliggono violenza in ambiente domestico in tutte le culture studiate finora. Ciò porta molti studiosi a concludere che ci sia qualcosa di biologico nelle donne violente in ambiente familiare. I ricercatori stanno esaminando ora il ruolo del "potere territoriale" come fattore nella violenza delle donne contro gli uomini. Le donne vedono la casa come il loro territorio. Come molte altre specie del pianeta, noi umani ignoriamo quando ci troviamo di fronte ad un conflitto sul nostro territorio. Così i risultati scientifici che dimostrano che la violenza delle donne americane non fanno parte della nostra cultura, e non indicano una speciale patologia tra le donne americane. In tutto il mondo, le donne sono più violente degli uomini in ambiente domestico.

    Una delle maggiori ricercatrici in questo campo è la dottoressa Susan Steinmetz.. Ecco la lista degli studi su altre culture realizzati dalla Steinmetz.: A cross cultural comparison of marital abuse. Journal of Sociology, and Social Welfare, 8, 404 414.Coppie maritate di nove culture diverse: 1 Finlandia, n. 44; 2 Puerto Rico, n. 82; 3 British Honduras, n. 231; 4 B. H. Spanish speaking, n.103; 5 B. H. Carib, n. 37; 7 U.S A, n. 94; 8 Canada, n. 52; 9 Israele, n..127; 10 Isreal Kibbutz, n. 63, city, n. 64.

    Sotto c’è un sommario dei più recenti e significativi studi che abbiamo potuto trovare sulla violenza in ambiente domestico in Canada. Ci sono state due ondate di reperimento dati. La prima nel 1990 la seconda fu terminata nel 1992.Questo studio fu realizzato dalla" dottoressa" Reena Sommer, una ricercatrice associata del Manitoba Center for Health Policy and Evaluation.

    Enfatizziamo il "dottoressa" per richiamare l’attenzione sul fatto che gli studi scientifici sulle violenze in ambiente domestico includono scienziati sociali donna. E è stato argomentato che gli studi scientifici contengono un pregiudizio di genere contro le donne, come se tutti gli scienziati fossero uomini. In questo campo molti dei maggiori esperti sono donne.

    Violenza perpetrata da donne e uomini in percentuale degli intervistati:

    Violenze minori %di donne %di uomini

    gettare un oggetto (non al partner) 23,6 15,8
    minacciare di gettare un oggetto 14,9 7,3
    gettare un oggetto al partner 16,2 4,6
    spingere 19,8 17,2

    Violenze gravi %di donne %di uomini

    schiaffi pugni calci 15,8 7,3
    uso di armi 3,1 0,9
    Violenza per autodifesa 9,9 14,8
    Fattori legati all’alcol 8,0 16,0
    Il partner ha avuto bisogno di cure mediche 14,3 21,4

    Violenza in totale 39,1 26,3

    In un rapporto sulle coppie di Calgary, Canada, si è riscontrato che la percentuale di violenze gravi da parte del marito alla moglie era del 4,8%, mentre le violenze gravi da parte della moglie al marito era del 10%. Brinkerhoff &Lupri, Canadian Journal of Sociology,(1989).

     

    Il problema della propaganda e la soluzione scientifica

    I sostenitori e le femministe dei centri contro gli abusi hanno gravemente distorto l’immagine delle violenze in ambiente domestico e deliberatamente producono statistiche fraudolente insieme a disinformazione. Anche quando adducono statistiche ben fondate, fanno un cattivo uso dell’informazione. Eccone un esempio: una delle statistiche preferite addotte dagli sostenitori dei centri contro gli abusi è che ogni 15 secondi una donna è vittima di violenza in ambiente domestico. Questa statistica viene dedotta da un estratto di una ricerca ben condotta che fu pubblicata nel Journal of Marriage and Family, una rispettabile rivista professionale per i terapeuti del matrimonio e della famiglia. I sostenitori dei centri contro gli abusi arrivarono a questo dato usando una delle conclusioni dello studio, e cioè che 1,8 milioni di donne all’anno subiscono una aggressione dal marito o dal fidanzato. Ciò che i sostenitori dei centri contro gli abusi ignorano sempre è un altro dato emerso dallo stesso studio: che 2milioni di uomini vengono aggrediti dalla moglie dalla fidanzata ogni anno., che in altre parole significa che un uomo è vittima di violenza in ambiente domestico ogni 14 secondi. Ciò è tipico delle frodi largamente praticate dai sostenitori dei centri contro gli abusi. L’establishment della stampa americana è complice di questa frode è condivide della colpa di stare esacerbando il problema della violenza in ambiente domestico attraverso il proponimento continuo di false diagnosi.

     

    Sapere che le donne sono colpevoli degli abusi porta a soluzioni migliori per la violenza in famiglia.

    Le donne in genere provocano episodi di violenza in ambiente domestico (colpiscono per prime), e le donne colpiscono con più frequenza, anche usando armi tre volte più spesso degli uomini. Questa combinazione di azioni violente significa che gli sforzi di trovare soluzioni al problema della violenza in ambiente domestico devono essere focalizzati sugli attori donna. Dobbiamo riconoscere che le donne sono violente e che abbiamo bisogno di programmi educativi nazionali che enfatizzano il ruolo delle donne come autrici di abusi. Altri studi mostrano che gli uomini stanno diventando meno violenti e che allo stesso tempo le donne stanno diventando più violente. Sembra che funzioni l’educazione rivolta agli uomini educare le donne a essere meno violente dovrebbe essere ora l’obbiettivo principale dei programmi educativi pubblici.

    Ogni programma sulla violenza in ambiente domestico che accetti il paradigma "l’uomo abusa - la donna è vittima" è basato su una falsa premessa. Questo tipo di programmi sulla violenza in ambiente domestico attualmente non fanno che perpetuare il problema degli abusi domestici e non meritano di essere supportati da privati cittadini o da agenzie governative. Molte agenzie governative, e enti di beneficenza hanno finanziato la causa politica femminista piuttosto che programmi di prevenzione della violenza in ambiente domestico razionali è finalizzati alla soluzione. Che tipo di programma di prevenzione della violenza in ambiente domestico esiste nella tua comunità? I programmi locali incoraggiano la ricostituzione delle famiglie o adottano l’approccio "divorzista"? Il programma di prevenzione della tua comunità presta eguale attenzione alle donne e agli uomini violenti? Se no, perché?

    Citiamo da un libro sul tema di McNeely, R.L. e Robinson Simpson, G. "The Truth about Domestic Violence: A Falsely Framed Issue": "ancora, mentre continue ricerche attestano che gli uomini sono vittime di violenze in ambiente domestico almeno quanto le donne, sia il pubblico profano che molti esperti trovano che il fatto che non ci siano differenze di sesso nelle percentuali di aggressioni fisiche tra compagni sorprendente, se non inattendibile, basandosi sullo stereotipo che gli uomini sono aggressori e le donne esclusivamente vittime." La visione femminista della violenza in ambiente domestico è parte del problema. Il boicottaggio dei media di notizie sulla ricerca scientifica è parte del problema. La visione scientifica ci da speranza per una soluzione. Fai anche tu la tua parte per condividere questi importante informazione con la tua comunità.

    Grazie per la tua attenzione. Ti preghiamo di fare e distribuire delle copie di questo rapporto.

    Sam & Bunny Sewell

     

    Ecco alcune rare eccezioni al consueto silenzio dei media sulle storie di violenze in ambiente domestico con fondamenti scientifici.

    USA Today - 29 giugno 1994

    Abusi coniugali reciproci - di Warren Farrell, Ph. D.

    Il più grande mito che il caso O.J. Simpson può rafforzare è quello che la violenza in ambiente domestico è una strada a senso unico (uomo-a-donna), e il suo corollario, che la violenza maschile contro le donne è un risultato della mascolinità.

    Quando cominciai i 7 anni di ricerca su questi temi in preparazione di "Il mito del potere maschile", iniziai con queste due assunzioni essendo l’unico uomo in USA ad essere stato eletto 3 volte all’ufficio di direttore dell’Organizzazione Nazionale delle Donne di New York City e tali assunzioni erano indiscusse nei circoli femministi.

    La mia prima scoperta - che in USA e Canada più del 90% delle denunce di violenze in ambiente domestico alla polizia erano da parte di donne, e non di uomini - sembrava confermare queste assunzioni. Ma in seguito il quadro divenne più complesso.

    Circa una dozzina di studi in USA e Canada chiedevano ad entrambi i sessi con che frequenza picchiavano l’altro, tutti scoprivano che le donne picchiavano gli uomini o più frequentemente o tanto spesso quanto gli uomini le donne.

    Due degli studi principali - di Suzanne Steinmetz, Murrey Strauss e Richard Gelles - davano per assunto che gli uomini picchiassero le donne in maniera più grave, così divisero la violenza in ambiente domestico in sette diversi livelli di gravità. Essi furono sorpresi dallo scoprire che i livelli più gravi di violenza erano perpetrati da donne ad uomini.

    Tuttavia c’è un caveat. Gli uomini che picchiavano le donne procuravano lesioni maggiori del caso contrario. In ogni caso, questo caveat aveva il suo proprio caveat: era proprio perché i colpi degli uomini facevano più male, che le donne ricorrevano a metodi più drastici (es.: versare dell’acqua bollente addosso al marito o scagliare una padella sulla sua faccia). Queste scoperte furono supportate dal rapporto del Census Bureau:

    Nel 1977, il Census Bureau americano condusse la Ricerca Nazionale sul Crimine, monitorando 60.000 famiglie ogni 6 mesi per tre anni e mezzo. Venne rilevato che le donne usavano armi contro gli uomini nell’82% dei casi; gli uomini usavano armi contro le donne nel 25% dei casi. Soprattutto si notò che persino le donne riconoscevano di picchiare gli uomini più di quanto gli uomini picchiassero le donne.

    L’elemento chiave, quindi, è chi innesca questo ciclo di violenza. Steinmetz, Strauss e Gelles scoprirono che spesso sono le donne ad iniziare. Perché? In parte, quando credono che gli uomini possano prendere l’iniziativa - e per paura quindi di diventare un punching ball e di non poter contrattaccare.

    Ero ancora un pò incredulo. Chiesi a migliaia di uomini e donne nei miei workshop di numerare tutte le relazioni in cui avevano picchiato il partner prima che questi avesse fatto mai il contrario, e viceversa.

    Circa il 60% delle donne riconosceva di essere stata più spesso la prima a colpire; tra gli uomini circa il 90% dichiarava che il partner femminile era stato il primo a colpire.

    Ancora sentivo che la violenza era un risultato della mascolinità. Avevo ragione a metà. Gli uomini sono responsabili per la maggior parte della violenza manifestata fuori casa. Ma, quando scoprii che il 54% delle donne lesbiche ammette la presenza della violenza nella sua attuale relazione, mentre solo l’11% delle coppie eterosessuali registra atti di violenza, io mi resi conto che la violenza in ambiente domestico non è un prodotto della biologia maschile.

    Perché denunciamo con forza la violenza domestica contro le donne e non siamo neppure a conoscenza della violenza contro gli uomini in ambiente domestico?

     

    Le donne abusano degli uomini: è più diffuso di quanto non si pensi

    Estratto da un supplemento speciale del Washington Post, 28 dic. 1993

    di Armin A. Brott

    "Malgrado l’evidenza circa la violenza femminile sugli uomini, molti gruppi cercano attivamente di impedire che si affronti questo tema. La Steinmetz ricevette minacce verbali e telefonate anonime da parte di gruppi femminili radicali che minacciavano di nuocere ai suoi figli dopo che ebbe pubblicato "The Battered Husband Syndrome" nel 1978. Lei dichiara di trovare ironico che le stesse persone che dicono che la violenza iniziata dalle donne è esclusivamente autodifesa facciano così in fretta a minacciare violenza contro persone che non fanno altro che pubblicare uno studio scientifico.

    La storia della Steinmetz non è la sola. Dieci anni dopo questo studio, R.L. McNeely, un professore della School of Social Welfare dell’Università del Wisconsin, e Gloria Robinson-Simpson pubblicarono "The Truth about Domestic Violence: A Falsely Framed Issue". L’articolo esaminava vari studi sulla violenza in ambiente domestico e concludeva che la società deve riconoscere che gli uomini sono vittime "o si starà considerando solo parte del fenomeno".

    Poco tempo dopo, McNeely ricevette delle lettere da un’organizzazione femminile della Pennsylvania che minacciava di usare la propria influenza a Washington per bloccare i fondi per la ricerca. Robinson-Simpson, che scoprì alcuni dei dati più importanti, fu lasciata a lungo a sé stessa. Secondo McNeely, "lei, una giovane assistente, fu creduta "raggirata"" dal professore maschio."(fine della citazione)

     

    La ricerca ritiene che i sostenitori dei centri contro gli abusi peggiorano il problema

    Washington Times, 31 gennaio 1994

    Sezione A, Joyce Price

    Murray A. Strauss, un sociologo e co-direttore del Laboratorio di Ricerca sulla Famiglia dell’Università del New Hampshire, accusa "le donne dei movimenti contro gli abusi" di negare che le donne abusino fisicamente dei mariti, degli ex mariti e dei fidanzati, di dare poca importanza a tali abusi. "Esiste questa finzione nei movimenti contro gli abusi, che in ogni caso è lui, non lei" il responsabile delle aggressioni in ambito familiare", ha dichiarato il dott. Strauss in una recente intervista.

    Il dott. Strauss ha dichiarato che almeno 30 studi sulla violenza in ambiente domestico - compresi alcuni da lui condotti - hanno dimostrato che i due sessi sono ugualmente imputabili. Ma ha aggiunto che alcune ricerche, come un recente rapporto nazionale canadese, "hanno omesso i dati sulle donne che abusano degli uomini...perché politicamente imbarazzanti." Donne e uomini "sono quasi identici" in termini di frequenza di aggressioni come schiaffi, spinte e calci, ha dichiarato il dott. Strauss.

    Usando le informazioni sulle coppie sposate avute da 2994 donne nel Rapporto Nazionale sulla Violenza in Famiglia del 1985, il dott. Strauss ha detto di aver riscontrato una percentuale di aggressioni da parte delle mogli del 124 per mille coppie, contro il 122 per mille di aggressioni da parte del marito.

    La percentuale di aggressioni lievi da parte delle mogli era del 78 per mille coppie, e la percentuale di aggressioni lievi da parte dei mariti era del 72 per mille. Per la categoria delle aggressioni gravi, percentuale era del 46 per mille coppie per le aggressioni da parte delle mogli e 50 per mille per le aggressioni da parte dei mariti. "Né la differenza è statisticamente diversa", ha scritto Strauss sulla rivista Issues in Definition and Measurement. "Dato che queste percentuali sono basate esclusivamente su informazioni fornite da intervistati donna, la quasi equivalenza nelle percentuali di aggressioni non può essere attribuita a pregiudizi di genere nel raccontare." (fine della citazione)

    L’articolo che segue è stato scritto da Judith Sherven e James Sniechowski di Los Angeles. Lei è una psicologa e lui ha anche un dottorato.

    Donne e uomini ugualmente colpevoli di abusi domestici

    "Ancora una volta, il mito del malvagio maschio assalitore e della perfetta, innocente donna vittima viene diffuso come vangelo. La discussione è nazionale. La collera e il dolore, palpabili. Solo quando verremo a patti con il fatto che la violenza in ambiente domestico è responsabilità sia di uomini che di donne, potremo mettere fine a questo orribile incubo.

    La violenza in ambiente domestico non è una questione di alternative. Non è colpa dell’uomo o della donna. E’ un problema di condivisione. Sia l’uomo che la donna sono lanciati nella loro danza di distruzione reciproca, nella loro incapacità di intimità e apprezzamento delle differenze. Essi hanno bisogno l’uno dell’altro per perpetuare i drammi personali e collettivi di inganni e tradimenti, e così, deplorevolmente, non possono nemmeno lasciarsi.

    Questa è un’idea molto strana per chi è cresciuto con i film in cui "l’eroe" trionfa sul "malvagio" e salva la dama dal pericolo. Ma per arrestare la piaga della violenza in ambiente domestico, dobbiamo alterare la nostra prospettiva. Fatti:

    · La metà degli omicidi coniugali viene commessa da donne.

    · Il Rapporto Nazionale sulla Violenza in Famiglia del 1985, finanziato dall’Istituto Nazionale di Igiene Mentale e supportato da molti altri rapporti, rivelò che donne e uomini abusano gli uni degli altri quasi in numero approssimativamente uguale.

    · Le mogli hanno dichiarato di essere più spesso gli aggressori. L’uso di armi per superare lo svantaggio fisico, non rientrava solo nel bisogno di difendersi.

    · Mentre attualmente 1,8 milioni di donne hanno subito una o più aggressioni da parte del marito o del fidanzato, 2 milioni di uomini sono stati aggrediti dalla moglie o dalla fidanzata, secondo uno studio sulla violenza nelle famiglie americane pubblicato nel Journal of Marriage and Family. Questo studio ha rivelato anche che il 54% delle violenze definite "gravi" sono attribuite a donne.

    · Il Journal for the National Association for Social Workers rilevò nel 1986 che tra i teenager che escono assieme, le ragazze erano violente più di frequente dei ragazzi.

    · Le madri abusano dei loro figli in una percentuale che è circa il doppio rispetto ai padri, secondo le agenzie statali di protezione dell’infanzia monitorate dalla Children’s Rights Coalition.

    · A causa dei pregiudizi sugli uomini che si lasciano picchiare dalle donne, le donne che denunciano gli abusi subiti alle autorità sono 9 volte più degli uomini.

    Nel 1988, R.L.McNeely, un professore della School of Social Welfare dell’Università del Wisconsin, pubblicò ""The Truth about Domestic Violence: A Falsely Framed Issue" rivelando ancora una volta il livello di violenza contro gli uomini da parte delle donne. Tali fatti, comunque, sono "politicamente scorretti". Anche 10 anni prima, Susan Steinmetz, direttrice del Family Research Institute all’Università dell’Indiana ricevette minacce di danni ai propri figli da parte di gruppi femminili radicali dopo aver pubblicato "The Battered Husband Syndrome".

    Perché noi, come cultura, siamo restii a svelare la responsabilità delle donne nelle violenze in ambiente domestico? Perché ci aggrappiamo all’immagine pura e verginale della "damigella in pericolo"? Se fossimo sinceri riguardo al cambiamento, dovremmo riconoscere la verità: le donne sono parte integrante della violenza in ambiente domestico. Il movimento femminista reclama eguali diritti per le donne. Se è così, allora le donne dovrebbero assumersi la responsabilità per il loro comportamento e il loro contributo alla violenza in ambiente domestico. Altrimenti resteremmo in una situazione distorta che annebbia la verità. Solo la verità ci mostrerà la via d’uscita dall’epidemia di violenza che sta distruggendo le nostre famiglie e la nostra nazione." (fine della citazione)

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