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QUOTE BOCCIATE TRA VILTA' E MISOGINIA

 

1- L'autogoal dei fifoni - di R. B.

 

A conclusione di un memorabile scambio Sinistra-Destra-Centro, i nostri baldi delegati hanno siglato un inaspettato goal che, mentre spiazzava tutti, gettava nel panico le avanguardie dell'armata femminista. Per la prima volta - che si sappia - un'assemblea occidentale bocciava seccamente ed esplicitamente le quote rosa. Uno storico exploit.

Resipiscenza di quegli stessi che poco tempo prima avevano approvato in massa le quote nella Costituzione? Una nuova Era è dunque alle porte? La stagione del "caliamo le brache" volge finalmente al termine? E' già l'ora della rinascita?

Calma e gesso, perché sembrava un golden-goal ma era solo una sporca autorete.

Le agenzie non avevano ancora battuto la notizia che già il Capo del Governo correva a garantire che nelle sue liste darà senz'altro "largo spazio" alle donne. Il leader della Destra storica lanciava invettive contro la cecità autolesionista maschile e la redazione de La Padania si apprestava a rigettare a Sinistra la colpa del Grande Misfatto. Dall'altra parte, Rossi di vergogna, un immediato, concitato e imbarazzatissimo chiamarsi fuori. Un precipitarsi a giurare che mai quell'esito era stato lo scopo dell'assist procedurale, a garantire pronto e generoso risarcimento (che - unanime - non mancherà).

Su tutti e su tutto la battuta volgare ("Le donne non ci devono scassare la …!") di un uomo che fa la cosa giusta senza però sapere cosa stia facendo e così la imbratta e la distrugge. Lui, al pari di tutti gli altri. Una Armata Brancaleone di uomini senza coscienza e senza coraggio, dove nessuno osa prendere la pubblica parola per difendere finalmente le ragioni sue e quelle del suo Genere. Sotterfugi, bassi espedienti, meschini stratagemmi agiti vilmente nella cripta del voto segreto a tutela di una causa che pure è quella di mezzo Occidente. E perciò dell'Occidente intero.

Sarebbe facile andar giù pesanti con questi maschi, incapaci di fornire agli altri (e prima ancora a se stessi) le ragioni di quel sacrosanto: basta! Questi sonnambuli della coscienza che intuiscono ma non comprendono, che fiutano ma non vedono.

A causa di questa cecità l'autore di quella frase si è poi dovuto umiliare sulla piazza mediatica per essere stato incapace di capire la grandezza di ciò che pure stava facendo. Costui è il simbolo di un intero Genere che non sa difendere se stesso e quando ci prova si castra con le sue stesse mani e si incatena ancora più con quei gesti da troglodita che pretende liberatori.

Così, mentre gli intellettuali tacciono, gli altri, parlamentari in testa, eruttano insulti contro le donne. Se sono questi i tribuni della maschilità umiliata e ferita ci restano ancora speranze?

Certamente, perché le vie del Signore sono infinite.

 

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2- Falso coraggio e volgarità misogina - di A. E.

 

A margine della notizia secondo cui il gesto provocatorio e volgare di Daniela Santanché non era altro che una reazione stizzita al coro misogino di esponenti della Sinistra: "Daniela e Letizia, zoccole a prima vista!".

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Alla Camera, mi sembra un anno fa, furono i deputati di Destra a urlare "Puttane! Puttane!", ad un gruppo di donne deputate e senatrici che protestavano con vistosi cartelli contro la legge sulla fecondazione assistita. Allora fu la stampa di Sinistra ad accusare di misoginia la parte avversa.

La questione, dunque, è trasversale e unisce politici e cittadini comuni.

L'accusa reciproca di misoginia è ridicola e paradossale per come viene intesa comunemente, ma ha un fondo di verità.

Ridicola e paradossale perché si tratta di maschi senza attributi, che si sono fatti castrare e si genuflettono alla Grande Madre. Hanno votato per cambiare la costituzione, sono favorevoli al servizio militare femminile, ufficialmente sono a favore delle quote rosa ovunque, non perdono occasione per dichiarare che le donne sono "più" (o rock, il che è lo stesso), in tutto. Avvertono però una profonda frustrazione per questa loro vigliaccheria, che sfogano contro le donne nel peggiore dei modi, col voto segreto o con gli epiteti puttana, zoccola etc. etc.

L'accusa di misoginia ha però un fondo di verità perché la genuflessione ipocrita è davvero misogina; nel momento in cui si affanna a dar ragione in tutto alle donne e si rifiuta di dire loro la verità, le si tratta come handicappate e si alimenta in loro la falsa coscienza, esattamente come è profondamente ostile all'infanzia un padre che cede sempre ai capricci del bambino appunto perché è un bambino.

Questi maschi che profferiscono offese da trivio, coperti dall'anonimato, o votano in segreto ciò che non hanno il coraggio di dichiarare in pubblico, fanno un doppio danno al maschile.

Degradano la sua immagine e offrono concreti appigli alla propaganda femminil/femminista.

Finché non si capiranno queste elementari verità e ci si attarderà ad usare strumentalmente queste cose per ridicole questioni fra politicanti o aspiranti tali, faremo davvero poca strada.

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