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Bocciata la legge sulle quote rosa



Uomini 3000

Discussione: Bocciata la legge sulle quote rosa Cominciata da -Renato-
Parte 1 di 1   

-Renato- 14/10/2005, 11:18

Ieri alla Camera è stato bocciata la legge ( o emendamento non saprei come definirla)sulle quote rosa in Parlamento (30% fisso alle donne).
La bocciatura per quanto ho letto è stata trasversale agli schieramenti.


Dorian Yates82 14/10/2005, 11:39

bene.....e non ce l'ho con le donne ma imporre quote di un certo tipo di candidati non significa introdurre un elemento di diseguaglianza nell'ordinamento giuridico? Ma non sono le donne che volevano la parita'? La parita' non è avere privilegi.....



Comunque c'era gia' un post in dialoghi sulla qm su questo:
quote rossa in dialoghi sulla qm
davide_v 14/10/2005, 15:46

lastampa.it:

Posta e risposta
di Lucia Annunziata

Quote rosa, il timore degli uomini

Trovo del tutto fuori luogo questa forzatura sulle quote rosa, nessuno preclude l'accesso alla politica alle donne e se queste per scelta decidono di non entrare in politica una presa di posizione del genere mi pare eccessiva, quasi un obbligo. Fermo restando che non esiste alcuna legge o regolamento che impedisca o limiti il numero delle donne nelle liste elettorali, al punto che anche una società matriarcale come quella degli elefanti con un parlamento composto da sole donne sarebbe in teoria possibile, bisogna ammettere che nel caso un certo partito riuscisse magari faticosamente a raggiungere il sospirato 30% di quota rosa, nessun altro uomo potrebbe essere inserito in quelle liste, perché sbilancerebbe quel rapporto ideale faticosamente raggiunto. Se invece si aggiungesse una donna, questo sarebbe pienamente tollerato. In tal caso la stessa pari opportunità garantita sia dall'articolo 3 che dall'articolo 51 sarebbe messa in seria discussione. Questa discriminazione sessista già anni fa sinceramente non mi andava giù. Ricordo che alcuni locali da ballo inspiegabilmente non consentivano l'ingresso ai non accoppiati, negando l'accesso ai gruppi di scapoli per scelta o per causa di forza maggiore ma lasciando le porte apertissime ai gruppi di nubili anche se queste non erano accoppiate con nessun uomo.
Felice Carpusi Visombala

Sarà felice dunque, signor Carpusi Visombala, di come è andata a finire ieri la vicenda delle quote rosa - la sua lettera è arrivata un po' in ritardo sullo sviluppo degli eventi stessi. Ho letto e riletto il suo testo, perché a lungo non ne ho capito il ragionamento: poi ho afferrato che la sua missiva è una bella, ragionata, fotografia dei timori degli uomini. Il timore, come dice lei, di «essere discriminato» dalle donne. E' esattamente questo quello che muove oggi, sotterraneamente, la guerra dei sessi - non è lo sprezzo per le donne, come hanno detto a caldo molte parlamentari; è la paura delle donne - la certezza anzi che se non si elevano barriere legali, locali e planetarie, nessuno fermerà questa orda di Barbare, le Unne moderne. La sua lettera ha il pregio - ammettendo, sia pur non so quanto volontariamente, questo timore - di squarciare il velo della ipocrisia. Così come in un bell’editoriale ha fatto il direttore del Tempo Franco Bechis, ieri mattina, sostenendo con certa ironia: «Fate estinguere questi panda». I Panda sono, ovviamente, quelle poche donne che vengono ammesse come animali rari e delicati nel «pericoloso» (come lo chiama lei) ambiente della politica, e di qualsiasi altro ambiente. Personalmente sono stata contenta del voto del Parlamento ieri per le stesse vostre ragioni - anche se interpretate in senso opposto: preferisco sapere la verità (e rimanere libera nella foresta) piuttosto che fare il Panda in gabbia.


http://www.lastampa.it/redazione/LSThome/letdirTot.asp

animus 14/10/2005, 18:45

Grazie per il post davide, se "Felice", non e' ancora dei nostri, lo diventera' presto. ;)
davide_v 15/10/2005, 09:39

Sempre piu' numerosi saranno i "Felice" nell'Italia e nel mondo occidentali. E' la natura che cerca il suo equilibrio.
Scienziato apocrifo 12/12/2005, 01:48

Domenica 11 dicembre 2005 su Libero

«I ds ci chiesero: toglieteci dai piedi le donne»
di MATTEO PANDINI

«La sinistra non voleva le quote rosa». Peggio. Le ha boicottate. Parola del ministro alle Riforme, Roberto Calderoli. «In Senato - spiega il leghista - alcuni esponenti di spicco dell'Unione e dei Ds mi chiesero come ci saremmo comportati. Volevano essere sicuri che l'emendamento non passasse. Sono usciti dall'aula solo quando ho risposto che avremmo detto no, con 5 astenuti». È il 29 novembre. A Palazzo Madama si vota il disegno di legge di riforma elettorale. E un esponente della Margherita presenta un emendamento sulle quote rosa dicendo: (...) (...) «Usciamo per lasciare alla Cdl la responsabilità di rifiutare la proposta». Risultato: 143 no, 8 astenuti e 3 sì. Calderoli non ci sta: «Adesso vi racconto io quello che successe davvero ». Dica. «In Senato alcuni esponenti di spicco dell'Unione mi chiesero come avremmo votato» E lei? «Risposi che avremmo votato compatti tranne 5 che si sarebbero astenuti, e cioè le senatrici donne della Cdl». Con chi parlò esattamente? «Non faccio nomi. E poi tutti erano contro le quote rosa. Basti pensare alla Camera. Con voto segreto, sono state affossate con larghissima maggioranza ». Torniamo al Senato. Lei ha parlato di esponenti di spicco dell'Unione....


http://62.207.170.1/libero/LF_showArticle....ticolo=67919020

Forse qualcuno a sinistra si sta svegliando!?!

Modificato da Scienziato apocrifo - 12/12/2005, 01:51
ventiluglio 2/2/2006, 01:05

http://www.cartalibera.it/publish/article_159.shtml
Donne e politica, melassa mediatica
By Gianbattista Rosa
Nov 2, 2005, 15:07

I bresciani dicono: “che la piasa, la tasa, e la staga in casa” (che sia carina, silenziosa e domestica). Esagerano, d’accordo, per carità, ma il modello di “onorevole donna” che ci presentano i media con petulante frequenza è senz’altro peggio. Tutti a strapparsi i capelli sulle “quote rosa”. Ma chi l’ha detto che le donne governano meglio degli uomini? E perché mai dovrebbero essere tutelate con queste assurde quote? La questione si presta a qualunquistici sarcasmi, ma è invece molto seria, perché nella sua intima natura comprende quasi tutte le tare prodotte nel linguaggio comune dall’ egemonia della cultura progressista.

Innanzitutto, il dare per “verità” quella che è solamente una aleatoria affermazione ideologica: in questo caso il bislacco assioma secondo il quale “le donne governerebbero meglio”. Il ragionamento è “i politici sono quasi tutti maschi, e quasi tutti cialtroni, dunque il politico maschio è cialtrone, mentre il politico femmina no”. Potrebbe essere in effetti così, ma potrebbe anche essere vero il contrario. E’ possibile fare una verifica empirica? E’ possibile, considerato che comunque le donne hanno occupato tra il dieci ed il venti per cento di posti di potere in Italia, ed anche di più nel resto d’Europa o del mondo. Qualcuno ha nostalgia del ministro socialdemocratico (della Cultura !) Vincenza Bono Parrino? Del ministro della Sanità Rosi Bindi? Tra i sindaci italiani, svetta forse Rosa Russo Iervolino? La memoria per la verità ci suggerisce, in termini di sindaci donna, diversi nomi di grandi bidonesse (in particolare sindachesse poliste nel Veneto), e solo due da otto in pagella (la Poli Bortone a Lecce, ed una forzista a Taranto). Se uno pensa alla possibile sfida Iervolino-Mussolini, la mente vacilla.

La verità è che tra le donne che fanno ed hanno fatto politica ve ne sono alcune di grandissimo spessore, come Margaret Thatcher e Indira Gandhi (che non era peraltro uno stinco di santo), altre autorevoli e competenti, come Condi Rice e, per stare a casa nostra, il Ministro Moratti o Livia Turco dei DS, e moltissime altre irrilevanti, presuntuose e sciocche, o semplicemente , per quanto capaci, sopravvalutate, come l’ex-Ministrro Melandri o la nostra Ombretta Colli. Ve n’è di oneste e di disoneste, come l’attuale presidente delle Filippine che rischia l’impeachment; ve n’è di rigorose, come sembra essere la pur poco brillante Angela Merkel, e di terribilmente pasticcione e demagoghe come fu Evita Peron. Non si può dunque dire se le donne governano meglio o peggio degli uomini: servirebbe uno studio serio che nessuno ha avuto finora il coraggio di fare. Del resto, se dicessimo che le donne governano meglio, ciò significherebbe ammettere che esistono misurabili differenze di “performance” tra maschi e femmine in quanto tali, e questo è un tema che, una volta ammesso, diventa per le femministe molto scivoloso. A meno, infatti, che le donne siano superiori IN TUTTO agli uomini (e sarebbe il primo caso di esseri superiori e più numerosi che si lamentano di essere schiavizzati da una minoranza di minorati), questo vorrebbe dire che in qualche area possono essere inferiori. Ma questo non si può dire: non per cavalleria, ma perché si rischia la vita (professionale). Ne sa qualcosa il Preside di Harvard, Larry Sumners, massacrato mediaticamente e trattato come in Cina si trattavano i nemici del popolo, perché aveva osato affermare, dati alla mano, che le donne sono meno brave degli uomini in matematica

La realtà è che vi sono poche donne nei vertici della politica non perchè discriminate, ma perché ve ne sono poche alla base. Finchè c’è da far casino in manifestazione, le donne sono lì, ma quando c’è da perdere serate a frequentare le sedi di partito, a preparare mozioni, a leggere normative e piani regolatori, a fare iscritti da affiliare al proprio gruppo di appartenenza, molte donne (e dagli torto, penserà qualcuno) spariscono. Eppure questa è la gavetta della politica, e se su mille attivisti, come si vede in ogni filmato dedicato a manifestazioni politiche, ottocento sono maschi, su dieci leader otto saranno maschi e solo due femmine per una mera distribuzione statistica. E’ vero, dicono le femministe, ma questo perché il “fare politica” come si fa oggi respinge le donne. E chi impedisce loro di farlo in modo diverso? Avanti, ci provino, e lo dico senza ironia, e vinca il migliore. Anche a molti maschi piacerebbe occuparsi di cucina senza dover lavare i piatti, e crescere i bambini solo quando non strillano e non si è stanchi. Ma nessuno ha ancora trovato il modo.

© Copyright 2004 Cartalibera

WlaClioNokia 2/2/2006, 02:20

Rimane cmq che Indira Ghandi, Margaret Thaetcher, Golda Meir ed altre sono andate avanti *senza* quote o stupidaggini affini.....
La donna *capace* e *seriamente interessata* a fare politica va avanti e basta.
Le schiappe al femminile piagnucolano per le mancate "quote rosa"
Marco 2/2/2006, 09:24

Sì, ma Margaret Thatcher, Golda Meir, Indira Ghandi, ecc. sono più uomini che donne; intendo nel senso che la loro mente si è forgiata su modelli comportamentali e azioni prettamente maschili.
Ciao,
Dem
Scienziato apocrifo 3/2/2006, 00:00

Di Golda meyer non si può ancora dire nulla, lasciamola lavorare, ma di Indira Gandhi.... L'india è un paese molto influenzato dalle caste. Lì conta di più la genealogia che le proprie capacità.
Era una donna forse di grande spessore ma era arrivata su quella poltrona perchè figlia di Nehru, personalità illustre nonchè primo presidente indiano, quindi dire che ci è arrivata per meriti suoi è una baggianata. Basti vedere Sonia la moglie di Rajiv (figlio di Indira) che non si era mai interessata di politica ma è diventata presidente di partito (e quasi premier) sotto la spinta dell'entourage del defunto marito.
Della Thatcher poi ho un'opinione personale pessima. Una donna, ma soprattutto "un politico" di un'arroganza, maleducata, priva di scrupoli, ma questo non sarebbe niente se avesse fatto tanto bene al suo paese.
Tuttavia, se non ricordo male, quando era arrivata al governo, il regno unito era si.. in pessime condizioni, ma pur sempre il 5° in classifica nel G7, quando è andata via, si è fatto superare dall'italia ed è passato al 6° posto.
Ci sono volute 2 legislature di Blair per risalire la china.

Ma quello che penso io conta ben poco, gli operai ed i minatori inglesi di quegli anni ne hanno ancora adesso un ricordo molto vivido dell'incubo che gli ha fatto passare. Poi sulla onestà della persona, si leggano le cronache dell'epoca.

http://www.larivistadelmanifesto.it/archiv...8A20030403.html
Al culmine del suo potere, l'amministrazione Thatcher rimase coinvolta in un complesso groviglio di accordi sulle armi e di contratti per la difesa, che venne parzialmente alla luce quando lo stesso figlio della Thatcher, Mark, fu sorpreso a incassare commissioni su alcuni dei contratti negoziati....
.....
Gerald James, presidente di un'importante fabbrica d'armi, autore di un libro assai illuminante afferma che il governo Thatcher, mentre pubblicamente condannava il traffico illegale di armi, in realtà violava sistematicamente i suoi stessi divieti....
.......
La reputazione del governo Thatcher cominciò a incrinarsi negli anni delle prime parziali rivelazioni, quando fu evidente che gli standard di rettitudine fino ad allora considerati propri della tradizione politica britannica erano stati ampiamente e ripetutamente violati


http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761...egno_Unito.html
Margaret Thatcher fu la prima donna in Europa a ottenere la carica di capo del governo. La sua politica economica, di forte stampo neoliberista, incentrata sul ridimensionamento del welfare state e sul rinnovamento della struttura produttiva nazionale (che prevedeva un massiccio piano di privatizzazione delle imprese statali), diede i primi, modesti risultati fra il 1981 e il 1982, ma al prezzo del più alto tasso di disoccupazione registrato dagli anni Trenta......
Negli anni seguenti il governo Thatcher perseguì ostinatamente il suo programma; importanti aziende statali vennero privatizzate e fu introdotta una legislazione che limitava fortemente il potere dei sindacati, favorendo l’investimento di capitali stranieri. La politica del governo conservatore negli anni Ottanta ottenne degli indubbi risultati nel rivitalizzare l’economia nazionale, ma al costo di un deciso peggioramento delle condizioni dei settori più poveri della società e quindi di un diffuso disagio sociale. Alla fine degli anni Ottanta la popolarità della “Lady di ferro” era svanita; la ripresa dell’inflazione, il fallimento del tentativo di introdurre la Poll Tax (un’imposta che grava sui cittadini indipendentemente dal loro reddito) e i dissidi all’interno del suo stesso partito la costrinsero alle dimissioni nel novembre del 1990


Insomma, questa Lady di ferro era una Robin Hood all'incontrario. Toglieva ai poveri per dare ai ricchi.
Ha introdotto in GB una corruzione diffusa che prima di lei era sconosciuta.

Se sono queste le donne di governo che ci aspettano negli anni a venire... siamo messi proprio male!!!!

Modificato da Scienziato apocrifo - 3/2/2006, 00:03
ventiluglio 7/2/2006, 17:31

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politic...uote_rosa.shtml
07 febbraio 2006

A sorpresa passa una norma per la parità dei sessi nelle liste
Senato: sì a emendamento per le quote rosa
Ma la norma del comma 1 sembra in contrasto con un'altra del comma 2. La Margherita: «È una presa in giro elettorale»

ROMA - Il Senato ha approvato a sorpresa un emendamento che fissa in metà la presenza per sesso nelle liste nelle due elezioni successive all'approvazione della legge sulle quote rosa. Il testo è stato approvato con il parere sfavorevole del ministro per le Pari opportunità Stefania Prestigiacono, nel cui testo si parlava di due-terzi. Lo stesso ministro ha detto comunque il testo non diventerà legge perché dovrebbe essere approvato anche dalla Camera e mancano sia i tempi che la volontà politica: «Questo testo alla Camera non andrà per due motivi: non ci sono i tempi tecnici e non c'è la certezza politica di un'approvazione a scrutinio palese».

DUBBI E CONTRASTI - «Ogni sesso non può essere rappresentato in misura superiore alla metà dei candidati della lista medesima», afferma il primo comma dell'articolo 1. Nel comma 2 però c'è una norma che appare contraddittoria con il testo approvato e cioè che «ogni sesso non può essere rappresentato in una successione superiore a tre» il che renderebbe complicato il raggiungimento del quorum del 50%. L'aula ha lavorato con grande confusione e alla fine gli stessi senatori si sono interrogati sul senso da dare alla norma approvata. Dall'opposizione si è parlato di «schizofrenia normativa», infatti il testo afferma che per la prima elezione della Camera e del Senato successiva alla entrata in vigore della legge, ogni sesso non può essere rappresentato in una successione superiore a tre; per la seconda elezione la successione dello stesso sesso in lista non può essere superiore a due.

SANZIONI - Ai partiti che non rispetteranno la proporzione alle prossime elezioni politiche verrà ridotto il rimborso per le spese elettorali da un minimo del 10% a un massimo del 50%. Per le successive elezioni politiche invece le liste che non rispetteranno la proporzione prevista dalla legge non saranno ammesse.

ELEZIONI LOCALI - Il Senato ha approvato anche un emendamento in cui si stabiliscono regole di rappresentanza femminile anche per le elezioni degli enti locali: nelle liste collegate al candidato sindaco il numero dei candidati dello stesso sesso non può superare i due terzi del numero dei consiglieri da eleggere.

«EMENDAMENTI "PRESA IN GIRO"» - «Mi auguro che il Senato vorrà dare parere fortemente negativo agli emendamenti ’presa in giro’ presentati dalla maggioranza», aveva detto in fase di discussione la senatrice Cinzia Dato (Margherita). «Non si può all’ultimo momento illudere l’elettorato con un ulteriore e indecoroso spot elettorale».

«DONNE IN FONDO» - «La vera volontà del governo e della Casa delle libertà l’ha espressa chiaramente il senatore Malan di Forza Italia», hanno spiegato le senatrici della Margherita Baio Dossi, Dato, Magistrelli e Soliani. «Le donne avranno garantite la metà delle candidature, ma saranno sempre lasciate in fondo a ogni lista. Questo significa che, con l’attuale legge elettorale proporzionale e senza voto di preferenza, è impossibile che vengano elette».


http://www.repubblica.it/2006/b/sezioni/po...ter/quoter.html
Emendamento di un senatore di Fi approvato da Palazzo Madama
Previste quote di un terzo anche negli enti locali
Quote rosa, passa a sorpresa l'emendamento sul 50% delle liste
Prestigiacomo: "Voto non inutile ma di grande significato
politico. Anche se la Camera non lo approverà"

ROMA - A sorpresa, oggi l'aula del Senato ha approvato un emendamento di Guglielmo Castagnetti (Fi) sulle cosiddette "quote rosa": la norma stabilisce che metà delle presenze nelle liste elettorali devono essere femminili, nelle due elezioni successive all'approvazione della legge. Adesso, alla ripresa dei lavori nel pomerigigo, l'assemblea di Palazzo Madama dovrebbe approvare l'intero disegno di legge: si comincia con le dichiarazioni di voto.

Ma veniamo alla novità approvata oggi. "Ogni sesso non può essere rappresentato in misura superiore alla metà dei candidati della lista medesima", afferma ora il testo della legge nel primo comma dell'articolo 1.

L'emendamento prevede anche che "il presidente del Consiglio riferisca alle Camere in ordine all'applicazione della legge ed alle misure necessarie per promuovere ulteriormente le pari opportunità nell'accesso, oltre alle cariche elettive parlamentari, anche alle nomine nel Csm, nella Consulta, nelle Autorità e in tutte le cariche che comportano grandi responsabilità e nelle quali è tuttora assai poco rappresentata la presenza femminile". Prevista anche una riserva di un terzo nelle elezioni per gli enti locali.

Soddisfatto il promotore Castagnetti: "Se si fossero voltate le spalle a questo emendamento - ha dichiarato - le quote rosa sarebbero state una parità da salotto ed una disparità nei poteri veri". E anche il ministro delle Pari opportunità, Stefania Prestigiacomo, ha commentato positivamente la "svolta" del Senato: "Se il testo verrà approvato, sarà comunque una grande vittoria. E non un voto inutile: altrimenti non ci sarebbe stata tanta tensione intorno alla legge, con tanti tentativi di affossarla".

Quanto al fatto che la Camera non farà in tempo a votare il provvedimento, questo dipende - secondo il ministro - da due fattori: "Non ci sono i tempi tecnici, e non c'è la certezza politica per un'approvazione a scrutinio palese. Con il voto segreto, si creano maggioranze eterogenee. Ma il voto di oggi del Senato avrà un grande significato politico. Il problema è moto sentito dall'opinione pubblica e con questo voto ci sarà una presa d'atto del riequilibrio della rappresentanza".

(7 febbraio 2006)


Modificato da ventiluglio - 7/2/2006, 17:37
WlaClioNokia 8/2/2006, 03:45

Ho citato la Thatcher non a caso....
Prima di tutto perchè è venuta fuori in un ambito, quello conservatore, poco incline a concessioni al femminismo....
Eppure, una donna, è riuscita ad essere laeder senza lacrimette infantili stile Prestigiacomo, e senza "quote rosa".
Capacità e basta.
In secondo luogo, visto che "le donne sono più sensibili degli uomini", e che "gli uomini sono la rovina dell'umanità", ricordare le "imprese" della "Lady di Ferro" giova a fare capire l'idiozia di queste dicerie che i media ci propinano in continuazione.
La Ghandi è diventata premier in India dove, caste a prescindere, non mi sembra che ci sia stato molto spazio per le idee femministe.
Anzi.....
Se poi aggiungiamo come le "Spice Girls", alla fine degli anni 90 abbiano indicato la Thatcher come "modello" di politico donna.....
Per chiudere e riassumere:
-Le donne capaci vanno avanti e basta, senza bisogno di idiozie come "le quote rosa"
-Completamente falso è pensare che, rispetto agli uomini, rappresentino la "santità oppressa del genere umano", visto cosa sono state la Thatcher in politica sotto tutti i profili e, chissà perchè, sono esistite donne kamikaze, donne terroriste, donne boss-mafioso......

Parte 1 di 1   

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