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Ragazzi stuprati



Uomini 3000

Discussione: Ragazzi stuprati Cominciata da animus
Parte 1 di 1   

animus 21/6/2005, 13:40

Ancora una ragazza stuprata, la 15enne di Bologna, ma questa volta, ache il suo ragazzo.

Quello che vorrei chiedervi è:
Sappiamo che esistono strutture per il recupero di lei, faranno a gare per offrire sedute psicologiche riabilitatrici.
Ma chi si occuperà di lui?

Dal momento che la vera violenza, è quella psicologica, non la fisica, non credete che il senso di impotenza che un ragazzo provi, nel vedere abusare della propria ragazza, sia comparabile, se non superiore al danno psicologico subito da lei.
Non credete che questa cosa che la porterà dietro per tutta la vita (la sua impotenza nel difendere la propria donna.)

Scrivo questo post, che può apparire cinico,perchè ricordo, che nell'infanticidio di Lecco, si parlò pubblicamente di due vittime, il bimbo e la madre.
Che anche il padre fosse una vittima, la parte lesa, non venne in mente a nessuno.
Sarà così anche in questo caso?



Modificato da animus - 21/6/2005, 15:53
animus 21/6/2005, 14:55

Quello che voglio dire, e dove voglio arrivare, è che se il padre del bambino non è vittima, ma anzi considerato in parte responsabile, quale senso comune di comprensione si può avere verso chi, seppure vittima, appartiene allo stesso genere, di coloro che hanno commesso il delitto?

Se pur non criminale, è colpevole anche lui solo per questo?
Se non si applicano per Lui le stesse misure di recupero che vengono applicate per Lei, e ripeto, per me il danno che lui subisce è ancora maggiore, in virtù di queste considerazioni impotenza/auto-colpa, vuol dire che così è come la società lo considera.
lorchi 21/6/2005, 16:25

per la società "civile" le persone deboli da difendere, assistere sono bambini, donne e anziani.

L'uomo adulto di razza bianca non rienta nei canoni di "debolezza"
(a meno che non sia omosessuale)
Barnart 21/6/2005, 16:54

------------ QUOTE ---------- Quello che voglio dire, e dove voglio arrivare, è che se il padre del bambino non è vittima, ma anzi considerato in parte responsabile, quale senso comune di comprensione si può avere verso chi, seppure vittima, appartiene allo stesso genere, di coloro che hanno commesso il delitto?

Se pur non criminale, è colpevole anche lui solo per questo?

-----------------------------
Secondo il canone femminista (cioè la valutazione corretta oggi - e sopratuttto domani) :

1 - ogni maschio ricava vantaggi da uno sturpo compiuto da qualsiasi altro maschio in qualsiasi luogo. Questo spiega perché lo stupro raramente sia stato punito dalla legge.

2- la difesa delle proprie donne dallo stupro non ha nulla a che vedere con il rispetto e la difesa della loro dignità e integrità psicologica ma esprime ed attua il principio della proprietà del marito (o dei familiari) sul corpo della donna. In altre parole è manifestazione del principio secondo cui "Le nostre le stupriamo noi!" Questo spiega perché lo stupro sia anche stato punito dalla legge.
(Questo era uno dei concetti confermati da Eva Cantarella nel progrm "Sesso nella polis" - rubrica "Alle 8 della sera" di qs.ta settimana.)

3- la violazione interiore che l'uomo legato ad una donna sente non è un dunque sentimento nobile di compartecipazione ma l'espressione di una posizione morale indegna: è il risentimento del padrone che vede altri impossessarsi delle sue prede;

4 lo stupro che un uomo può subire non è altro che l'esercizio della violenza tipica maschile che - una tantum - i maschi si infliggono direttamente che non incide nei rapporti intersessuali e perciò non ha significato diretto nel conflitto dei sessi;

5- l'asserita differenza/superiorità del danno patito dal maschio stuprato deriva dal fatto che il gesto lo femminilizzerebbe e perciò lo condurrebbe allo stato inferiore in cui egli stesso ha collocato la femmina in quanto sesso che subisce la penetrazione.

Questa è la verità femminista, ossia quella inattaccabile. Quella che nessuno osa contrastare.

Dati e visti i presupposti è facile trarre le conseguenze ed applicarle al caso particolare.

Rino


tyrtix 21/6/2005, 19:49

In altre parole: siccome l'uomo stupra solo le donne, nei rari casi in cui avviene il contrario, gli sta anche bene allo stuprato, così si sente come una donna violentata!
Paolo S. 22/6/2005, 00:33

Cmq, io continuo sempre a farmi questa domanda: come si fa a violentare una donna?
Mi spiego meglio.
Come si puo' avere un'erezione di fronte a una donna che non ti vuole, che urla, che e' impaurita', che e' costretta?
Dico soltanto che a me, basta una sola parola, oppure certe espressioni del viso per "smontarmi".
Mah...

Modificato da Paolo S. - 22/6/2005, 01:34
Barnart 22/6/2005, 22:24

------------ QUOTE ---------- 2- la difesa delle proprie donne dallo stupro non ha nulla a che vedere con il rispetto e la difesa della loro dignità e integrità psicologica ma esprime ed attua il principio della proprietà del marito (o dei familiari) sul corpo della donna. In altre parole è manifestazione del principio secondo cui "Le nostre le stupriamo noi!" -----------------------------
Qs.ta volta mi sono autoquotato.

Oggi su "Repubblica" a pag. 8, a corrdo degli artt. sullo stupro della ragazza bolognese da parte di due stranieri, la vignetta di Ellekappa (che è una donna):

- "Questi che vengono qui a stuprare non meritano che la castrazione"

- "Così imparano a rubare il lavoro agli italiani".

Scriveva Animus (all'incirca): "Non si vorrebbe credere alle affermazioni di U3. Ma poi ... ci si deve rassegnare".

Rino

P. S. Una femminista americana, il cui nome la stanchezza di questa sera mi impedisce di ricordare, ha scritto un libro dal titolo: "Stupro: il crimine di tutti gli americani."
In America, si capisce.


Di tutti i francesi in Francia.


Di tutti gli italiani in Italia.

Di tutti i XXX in XXXlandia.















Paolo S. 4/7/2005, 17:26

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronach...04/londra.shtml

Fatemi capire, se a un ragazzo minorenne viene comminato l'ergastolo per uno stupro, quale dovrebbe essere la pena per chi uccide e soprattutto per UNA MADRE CHE UCCIDE I PROPRI FIGLI??
COSMOS1 4/7/2005, 17:43

in sè questa notizia è davvero sconvolgente.
spero che ci sia qualche spiegazione seria dietro questa condanna perchè faccio sempre fatica a liquidare i membri di un tribunale come "alienati". :alienff:
silverback 4/7/2005, 23:07

------------ QUOTE ---------- ... e soprattutto per UNA MADRE CHE UCCIDE I PROPRI FIGLI?? -----------------------------
Nessuna.
Perché le femmine uccidono solo per problemi psichici.
Dunque il delitto al femminile è sintomo di un disagio psichico e l'omicida femmina è in realtà una malata da curare.
Solo l'uomo è cattivo e uccide in piena consapevolezza.
La femmina no.
Le femmine se uccidono, non uccidono.
Infatti c'è sempre una buona ragione.
Come per tutte le razze superiori.


[...]
silverback 4/7/2005, 23:18

http://www.tmcrew.org/sessismo/macchiarossa.html
animus 5/7/2005, 13:49

Capisco le donne, ma ai "maschi" che appoggiano simili affermazioni, personalmente, li castrerei, se non altro per far si che possano aderire il più fedelmente possibile alla loro "grandiosa " ideologia.

Riprendo i punti principali.

Con questo documento vogliamo esprimere il nostro punto di vista sulla questione della violenza sessuale.

Su questo diciamo subito che il pensiero femminista ha espresso un livello qualitativo altissimo e da esso possiamo non solo prendere spunto ma trarre strumenti, metodi, analisi, e soprattutto esperienza reale.

Perché stiamo ragionando fortemente sulle questioni di genere. E sulla violenza compiuta dal genere maschile. Di cui facciamo parte, e non ce ne chiamiamo fuori.


Nei rapporti fra i generi l’elemento sessuale è costantemente presente. Puo’ essere latente, puo’ essere radicato nei comportamenti, puo’ essere represso. Ma è sempre presente. Qualcuna ci ha chiesto perché parliamo sempre di sesso e non di potere. Ecco. Perché crediamo che i rapporti di potere e subordinazione e controllo tra gli uomini e le donne sono comunque e sempre regolati dall’elemento sessuale e non semplicemente sessuato.
La violenza sessuale compiuta dal genere maschile non è l’eccezione, non lo è purtroppo neanche la penetrazione violenta. Anzi, è la regola generale dei rapporti uomo-donna, in tutti i suoi aspetti, livelli, sfumature.



Quando un uomo picchia una donna in seguito a un rifiuto commette una violenza di tipo sessuale e non semplicemente sessuata.


Quando un uomo subordina le azioni , i desideri, i pensieri, di una donna ai propri interessi sessuali commette una violenza sessuale.

Quando un uomo non lascia esplicitare il libero e consapevole desiderio sessuale di una donna commette una violenza sessuale.


Quando un uomo quantifica il proprio potere riuscendo a sottacere, velare, far si che sia latente l’elemento sessuale costringe la donna a una condizione psicologica di paura, terrore e assenza di consapevolezza del livello di sfruttamento e di subordinazione imposto e sostanzialmente non fa altro che ribadirle: " NON CREDERE DI AVERE DEI DIRITTI ".
"Lo stupro è un atto di violenza contro il corpo diverso della donna, contro l’elemento non cancellabile della sua differenza.
La causa dello stupro è nel fatto che gli uomini considerano il corpo femminile disponibile per noi, alle sole condizioni poste dallo stato dei rapporti fra noi uomini". Questo passo citato dal libro "Non credere di avere dei diritti" ( Libreria delle Donne di Milano, 1987 ) ci sembra che colga in assoluto il punto della questione. Su questo aggiungiamo che oggi non sappiamo compiere un’esatta distinzione fra i termini-concetto della violenza sessuata – sessuale e non perché non conosciamo il significato ma perché crediamo che il confine sia troppo sottile. Forse non esiste. Non lo sappiamo, ancora.

E di conseguenza riconduciamo in linea di massima la violenza di un uomo verso una donna al sessuale e non al sessuato.

Quindi. partiamo da lì. Partiamo dal distruggere i ruoli.

Niente da dire, pensiero davvero di livello elevatissimo....

Modificato da animus - 5/7/2005, 14:52
silverback 5/7/2005, 17:04

Caro animus,
non a caso sostengo da anni che, in questo preciso momento storico, il reale problema degli uomini sono gli uomini (soprattutto quelli "che contano").
Se il Femminismo ha potuto penetrare così profondamente nella società occidentale, è stato solo perché i nostri simili non hanno opposto alcuna resistenza.
Viceversa non sarebbe mai potuto accadere, perché contrariamente a quanto oggi si vuol far credere, le femmine sesso debole erano, sesso debole sono e sesso debole resteranno.
Esse fanno semplicemente ciò che viene permesso loro di fare.

Modificato da silverback - 5/7/2005, 18:36
*Goblin* 6/7/2005, 01:13

In paesi come il Giappone, dove i ruoli legati al genere sono molto più rigidi che (per esempio) negli Stati Uniti, gli stupri sono percentualmente molto meno numerosi, e negli Stati Uniti i sessisti anni Cinquanta erano molto più sicuri per le donne degli emancipati Settanta e Ottanta.
Ovvero, nella misura in cui le donne, rendendosi indipendenti dagli uomini, conquistano maggiore libertà di movimento, si trovano più spesso in situazioni pericolose.
Ci sono stati studiosi come Thornhill e Palmer (autori del contestatissimo libro A Natural History of Rape), che hanno suggerito di obbligare gli adolescenti maschi a seguire un corso di prevenzione dello stupro per ottenere la patente di guida e di ricordare alle donne che un abbigliamento sexy può aumentare il rischio di venire violentate.
Al che, Mary Moss, definita un'autorità in materia di vi