Uomini 3000
Discussione: eliminate quote nel reclutamento sottoufficiali Cominciata da -Renato-
Parte 1 di 1
-Renato- 3/6/2005, 21:42
Ieri alla parata militare su raiuno a Roma in occasione della Festa della Repubblica, ho avuto questa (brutta) notizia: sono state eliminate le quote minoritarie alle donne nel reclutamento per le scuole sottoufficiali dell'esercito( finora al 10% senon sbaglio).Ossia entrambi i sessi avranno il 50% delle possibilità di entrar af far parte delle accademie per sottoufficiali.
:------: :-------: :--------: :( silverback 4/6/2005, 04:55
Bene, anzi benissimo. Auguriamoci pure che in futuro mettano delle nuove quote "rovesciate", che prevedano un 90% di femmine e soltanto un 10% di uomini. Dirò di più: cacciamo via tutti gli uomini e formiamo un esercito di sole femminucce (alle quali sia imposto l'obbligo del taglio dei capelli, però...), visto e considerato che secondo "qualcuno", esse "non avrebbero niente da invidiare ai colleghi maschi"; anzi, sarebbero anche "più determinate". Perfetto. Meraviglioso Un buonissimo motivo per spedirle a crepare in prima linea al posto degli uomini. O no? silverback 4/6/2005, 08:04
D la repubblica delle Donne, 4 giugno 2005 _______________________________________________________
Hotel America di Vittorio Zucconi
Soldatessa, UN PASSO INDIETRO I generali hanno deciso: niente donne in prima linea. Peccato che nelle retrovie resti in vigore la pari opportunità di restare uccisi
Torna a portarsi molto la guerra. Sui giornali, nei settimanali, in televisione, la pubblicità alla guerra dilaga, e gli stilisti ce la propongono in ricchi assortimenti e vari coloratissimi modelli, guerra al terrore, guerra per esportare la democrazia, guerra di liberazione, guerra per non fare più guerre (questo è un classico che si porta sempre, come il filo di perle e la polo). Sembrava passata di moda e invece torna e va forte. Chi non la può portare, perché è troppo vecchio, troppo ricco e troppo furbo, invita gli altri a indossarla, purché non siano i loro figli e soprattutto le loro figlie a rischiare. Infatti quei cattivoni dei generali americani vogliono proibire alle ragazze di indossarla. "No alle donne in prima linea", "no alle donne in combattimento", dicono al Pentagono che vuole tenere le nostre tenere mamme, le care figliolette, le dolci sorelle lontane dalle trincee. L'idea che le donne possano essere soldati come gli uomini sembrava ormai accettata, dopo che l'America, sempre l'America, affamata di reclute per il proprio esercito di volontari, le aveva sedotte con promesse di avventura, carriera, escursioni nei luoghi più esotici del mondo, sontuose paghe comparabili a quella di una cassiera in un supermercato o di una postina e assistenza malattia alla loro famiglia per tutta la vita, cosa che negli Stati Uniti è un lusso. Le soldatesse ce l'avevano messa tutta per dimostrare che anche loro, nonostante la statura media inferiore, i tempi di corsa sul miglio abbassati rispetto agli ometti e quella famosa seccatura mensile che costringe la Us Army a spedire in Iraq più assorbenti igienici che fucili, potevano fare il lavoro degli uomini, in guerre dove non si combatte più a sciabolate, ma schiacciando un pulsante o ticchettando su una tastiera. Erano morte esattamente come i loro commilitoni maschi. Si erano comportate male esattamente come i loro compagni, anche per far vedere che non erano donnette come Lindy, quella poveraccia alta un metro e 50 centimetri che si era fatta fotografare mentre puntava una rivoltella simbolica sul pisello di un carcerato iracheno e poi si era pure fatta mettere incinta da un collega già sposato, per far vedere che dopotutto era ancora una donna. L'esercito provvede agli assorbenti, ma non ai profilattici. Ma adesso basta. I generali vogliono proibire alle femmine i ruoli combattenti. Devono tornare, le donne, a compiti di "supporto", come gli angeli del ciclostile, le centraliniste, le ausiliarie, le infermiere, le bollitrici di caffè (cattivo), le cuoche, le conduttrici di automezzi e aerei da carico. Nella nostra società, ha detto un generale, "il ruolo della donna ha un significato simbolico speciale, che non è quello di uccidere". Che tenerezza, generale, che premura. Le mamme non ammazzano (vabbè, qualche volta sì, ma soltanto per andare in talk show a dire che è colpa del magistrato), la nonna non imbraccia lo schioppo, le zie non maneggiano panzer, le figlie alleviano il dolore dei pazienti, non li sforacchiano con raffiche di calibro 7.65. Le stesse donne soldato, avverte un sondaggio, sono contrarie a essere impiegate in combattimento, quattro contro una sola, la solita maschiaccia, dunque riportiamole nelle retrovie. La guerra è un mestiere da uomini. Bambine astenersi. C'è soltanto un problemino. Che si dovrebbero avvertire anche gli altri, anche il nemico. Non dovendo ammazzare, non possono essere ammazzate e qui sta il problema. Essere donne non combattenti non le esenta dall'essere donne morenti. Nell'elenco dei caduti e dei feriti in queste guerre oggi tornate tanto di moda, le faccette giovani e fresche di ragazze in uniforme sono centinaia, Jessica morta saltando su una mina, Kelly precipitata con il suo eliccotero. Rachel ammazzata da un colpo di mortaio, Analaura raggiunta da un razzo anticarro, Katrina stritolata da un veicolo pesante in manovra, la più bellina e vanitosa, che nella foto sulla tomba sorriderà per sempre tutta ordinata e messa bene, rossetto e mascara, perché in questo hanno ragione i generali, una donna è una donna, anche in tuta mimetica e sotto la pentola di kevlar in testa. Le pari opportunità rimangono, ma soltanto come bersagli. Una donna al fronte, soprattutto ora che il "fronte" non esiste più e le ordinate guerre con le trincee, tu stai di là che io sto di qua, sono finite, può essere ammazzata, ma non può ammazzare. Una vera signora può farsi uccidere, ma una lady non uccide. Pazienza se, non potendo partecipare al combattimento, resteranno un po' indietro nella carriera e nella paga. C'è posto comunque anche per loro, nella sfilata della collezione guerra 2005. Mi porti il caffè prima di farsi ammazzare, generalessa.
Vittorio Zucconi, appartenente al genere maschile...
"E pensare che ce l'avevano messa tutta, per dimostrare che sapevano comportarsi male come gli uomini"
Modificato da silverback - 4/6/2005, 09:07 Parte 1 di 1
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