Uomini 3000
Discussione: La donna vera... Cominciata da Paolo S.
Parte 1 di 1
Paolo S. 27/5/2005, 19:04
Da piu' parti non si fa che parlare della fine del "maschio italico", non si fa che mettere in evidenza la mollezza degli uomini di oggi e la mancanza di "uomini veri", alla Rise'... A parte il fatto che trovo semplicemente ridicolo di questi tempi riproporre l'antica cavalleria (i fessi si accomodino pure...), mi chiedo: E LE DONNE VERE? Dove sono le "vere donne" ?? E oggi cosa si intende per "vera donna" ? Forse quella che fa carriera? Che non fa figli? Che pratica kickboxing? Che impone al marito di stirare le camicie? Ma che allo stesso tempo pretende di essere corteggiata e "spesata" dai "tontoloni uomini" ?? Insomma, cosa e' e dove e' possibile ricercare, trovare la "VERA DONNA" ?
Grazie a tutti/e per le risposte che darete a questo povero "maschio in crisi".
Modificato da Paolo S. - 27/5/2005, 20:09 david_xy 27/5/2005, 19:13
Sui marciapiedi Paolo S. 28/5/2005, 18:46
http://www.poetilandia.it/poesia&vita/poes...sia&vita11.html
Chissa' cosa ne pensano certi "esperti" del sesso e delle donne... (come ad esempio certi imprenditori...) Paolo S. 28/5/2005, 18:56
Francamente mi chiedo come possano esserci degli uomini (parecchi) convinti che le donne abbiano maggiori bisogni sessuali degli uomini... mah... Questi soggetti affermano che e' cosi' perche' le femmine sarebbero tuttora molto piu' represse dei maschi... Represse?? Ma dove?? In Afghanistan forse?? L'esistenza, anzi l'aumento della prostituzione in tutto l'Occidente (scandinavia compresa) e nei paesi dell'est, la dice lunga su chi siano i VERI REPRESSI...
Modificato da Paolo S. - 28/5/2005, 20:01 ventiluglio 28/5/2005, 18:59
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http://www.poetilandia.it/poesia&vita/poes...sia&vita11.html
Chissa' cosa ne pensano certi "esperti" del sesso e delle donne... (come ad esempio certi imprenditori...)
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Sul sito U3000 c'è una recensione di Rino a un saggio di Sergio Bissoli ("Sesso e Amore").
Lorenzo david_xy 28/5/2005, 23:26
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Francamente mi chiedo come possano esserci degli uomini (parecchi) convinti che le donne abbiano maggiori bisogni sessuali degli uomini... mah... Questi soggetti affermano che e' cosi' perche' le femmine sarebbero tuttora molto piu' represse dei maschi... Represse?? Ma dove?? In Afghanistan forse?? L'esistenza, anzi l'aumento della prostituzione in tutto l'Occidente (scandinavia compresa) e nei paesi dell'est, la dice lunga su chi siano i VERI REPRESSI...
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Le donne fanno sesso solo x un tornacontro economico altro che amore. lelen 29/5/2005, 01:55
Sì ma ancora non avete detto come dev'essere secondo voi, la vera donna... Paolo S. 29/5/2005, 07:47
Come te, lelen: "emancipata". david_xy 29/5/2005, 12:26
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Sì ma ancora non avete detto come dev'essere secondo voi, la vera donna...
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La vera donna dev'essere una che non sceglie l'uomo xchè è lo stronzo di turno ma ricco, ma deve seguire il suo cuore (quello vero, quello che batte in petto) ma lo so che è utopia... Paolo S. 18/7/2005, 00:08
A proposito di "vere donne" e dei "salami" che le compiacciono... Oggi sono stato al mare con degli amici e delle amiche (a Tarquinia, provincia di Viterbo); a pranzo siamo andati al ristorante. Vicino a noi c'era un gruppo di 30-35enni di Roma, fidanzati e sposati (stando a quello che ho capito mentre parlavano fra di loro), che stavano discutendo (tanto per cambiare...) di corna e cazzatine varie. A un certo punto, una delle giovani donne nel rivolgersi al marito di un'altra, se ne e' uscita fuori con questa frase (a voce alta):<< Aoh, ma e' vero che ce l'hai piccolo, duri poco e lo fai poco? >>... Al che tutti si sono messi ridere (compresa la moglie di lui), e lei, evidentemente gasata e divertita, ha ripetuto al tonto la domanda... ...e' stato per me "terribile" non poterle rispondere... Sarebbe stato "bellissimo"...
Modificato da Paolo S. - 18/7/2005, 01:16 Purusha 18/7/2005, 11:46
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Insomma, cosa e' e dove e' possibile ricercare, trovare la "VERA DONNA" ?
Grazie a tutti/e per le risposte che darete a questo povero "maschio in crisi".
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Cade a fagiolo un antico proverbio cinese, che recita:
"Senza un buono specchio una donna non può conoscere il suo vero aspetto"..
Dunque cari compagni uomini.. lelen 18/7/2005, 15:22
A proposito di antica Cina........................ http://www.didaweb.net/mediatori/articolo.....php?id_vol=360 Paolo S. 18/7/2005, 17:48
A proposito di maschilismo: http://www.landriscina.it/wiki/doku.php?id...erfidi_talebani Alessio_rm 12/8/2005, 18:13
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A un certo punto, una delle giovani donne nel rivolgersi al marito di un'altra, se ne e' uscita fuori con questa frase (a voce alta):<< Aoh, ma e' vero che ce l'hai piccolo, duri poco e lo fai poco? >>...
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Molto interessante. Vi immaginate se un uomo, con arroganza, dicesse a una donna davanti a tutti: "aho', ma è vero che nun te se bagna, sei friggida e sogni di prenderlo in culo dagli estranei?"
Pensate a costui. Verrebbe considerato una vera bestia. Mentre una donna che se ne esce in tal modo è "simpatica".
:--------: 62peppe 12/8/2005, 20:07
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A proposito di antica Cina........................ http://www.didaweb.net/mediatori/articolo.....php?id_vol=360
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"Le mie cognate mi disprezzano / Da mangiare ho solo un po' di crusca / Con dell'acqua per farne una minestra / Mi costringono a fare tutto il lavoro domestico / Ma il mio stomaco è vuoto".
L'arretratezza culturale e le ingiustizie che riguardano le donne non si leggono solo in chiave di discriminazione sessuale. Reduan 13/8/2005, 12:40
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L'arretratezza culturale e le ingiustizie che riguardano le donne non si leggono solo in chiave di discriminazione sessuale.
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E' vero. Probabilmente dipende dal contesto. Là dove conta di più la forza fisica quella discriminata è la donna. Là dove contano di più altri fattori il discriminato è l'uomo.
Per dirla tutta, Peppe, io poi non sono mai stato completamente convinto della bontà dell'affido condiviso. Penso che si stia prendendo una mezza cantonata. L'uomo deluderà le aspettative, La questione è un'altra, è più ampia.
Eresia, in questo ? Forse. Ma visto che siamo in vena di sincerità mi andava di dirla.
Un cordiale (sincero) saluto. heartandmind 25/9/2005, 20:50
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La vera donna dev'essere una che non sceglie l'uomo xchè è lo stronzo di turno ma ricco, ma deve seguire il suo cuore (quello vero, quello che batte in petto) ma lo so che è utopia...
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Sei così sfiduciato?
Mi piacerebbe davvero che qualcuno mi dicesse cosa intende per "donna vera" :) animus 26/9/2005, 19:22
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Mi piacerebbe davvero che qualcuno mi dicesse cosa intende per "donna vera" :)
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Ecchennesò, chi ne ha mai vista una! :huh: heartandmind 26/9/2005, 21:27
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Mi piacerebbe davvero che qualcuno mi dicesse cosa intende per "donna vera" :)
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Ecchennesò, chi ne ha mai vista una! :huh:
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(IMG: http://www.valentinasrl.com/Pinocchio.movimento.gif) Reduan 26/9/2005, 22:05
Se un giorno riusciremo a dare una definizione universalmente accettata di "donna vera" e di "uomo vero" potremo così appioppargli il marchio DOC. Come per i vini. heartandmind 26/9/2005, 22:10
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Se un giorno riusciremo a dare una definizione universalmente accettata di "donna vera" e di "uomo vero" potremo così appioppargli il marchio DOC. Come per i vini.
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Non credo sia possibile arrivare a definizioni del tipo che tu dici ed è proprio per questo che mi sembrava interessante conoscere anche singoli pareri. D'altra parte la mia domanda riprendeva quella postata nel primo messaggio che ha aperto questo thread:
Da piu' parti non si fa che parlare della fine del "maschio italico", non si fa che mettere in evidenza la mollezza degli uomini di oggi e la mancanza di "uomini veri", alla Rise'... A parte il fatto che trovo semplicemente ridicolo di questi tempi riproporre l'antica cavalleria (i fessi si accomodino pure...), mi chiedo: E LE DONNE VERE? Dove sono le "vere donne" ?? E oggi cosa si intende per "vera donna" ? Forse quella che fa carriera? Che non fa figli? Che pratica kickboxing? Che impone al marito di stirare le camicie? Ma che allo stesso tempo pretende di essere corteggiata e "spesata" dai "tontoloni uomini" ?? Insomma, cosa e' e dove e' possibile ricercare, trovare la "VERA DONNA" ?
Grazie a tutti/e per le risposte che darete a questo povero "maschio in crisi". Reduan 26/9/2005, 22:27
Mah...certamente ci sono determinati elementi che consentono di dare una idea di massima, purtuttavia abbastanza univoca, di cosa sia "un uomo" e "una donna". Ad esempio ci ha provato, secondo me con una certa attendibilità, tale Simon Baron Cohen (che per me è un intelligentissimo ricercatore) nel suo libro "Questione di cervello". http://www./?t=3045325
Però, cosa sia un uomo vero e una donna vera, per me dipende molto dalle epoche, dal contesto culturale, nonchè anche dai pareri soggettivi.
In altre parole, mentre si può definire cosa sia un uomo e cosa sia una donna, è quell'aggettivo "vero", che può avere un significato un pò ballerino.
Il mio parere soggettivo ? Per me la donna vera è quella che trova la sua realizzazione nel rapporto onesto e sincero con l'altro sesso, che non disprezza, non rifiuta, non odia e non teme. Una donna non femminista.
...Ovvero, di donne vere per me oggi non è che ce ne siano poi molte, almeno nel nord Italia.
Modificato da Reduan - 27/9/2005, 00:16 lelen 26/9/2005, 23:08
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Mi piacerebbe davvero che qualcuno mi dicesse cosa intende per "donna vera" :)
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Ecchennesò, chi ne ha mai vista una! :huh:
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La donna vera è quella capace di essere se stessa fino in fondo. Una donna che sa rispettare e farsi rispettare (dall'uomo e dalle altre donne). Non è perfetta così come nessuno può esserlo a questo mondo. Ma ha un fascino tutto particolare, perchè va avanti per la propria strada. Combatte, ma con dolcezza. Sbaglia e impara. Non è mai brutta, anche se non assomiglia necessariamente ad una bambola di porcellana. Di sicuro non è una marionetta, né un manichino. Prova forti emozioni e sa farne provare. È genererosa, forte, vulnerabile, spiritosa e soprattutto viva! Di donne coi non c ene sono molte, è vero. Ma basta aprire un po' gli occhi (e gli orizzonti) anziché limitarsi e vedere solo megere. Non si può vedere quello in cui non si crede, vi pare? P.s. Vi darei il mio indirizzo, ma sono occupata. ;) Comunque... chi cerca trova ( del resto anche di Uomini non è che sia pieno zeppo!)
Modificato da lelen - 27/9/2005, 00:08 Reduan 26/9/2005, 23:12
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P.s. Vi darei il mio indirizzo, ma sono occupata. ;)
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Vade retro! :D
(scherzo, mi consentirai, spero, una battuta)
:P 62peppe 27/9/2005, 09:48
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L'arretratezza culturale e le ingiustizie che riguardano le donne non si leggono solo in chiave di discriminazione sessuale.
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E' vero. Probabilmente dipende dal contesto. Là dove conta di più la forza fisica quella discriminata è la donna. Là dove contano di più altri fattori il discriminato è l'uomo.
Per dirla tutta, Peppe, io poi non sono mai stato completamente convinto della bontà dell'affido condiviso. Penso che si stia prendendo una mezza cantonata. L'uomo deluderà le aspettative, La questione è un'altra, è più ampia.
Eresia, in questo ? Forse. Ma visto che siamo in vena di sincerità mi andava di dirla.
Un cordiale (sincero) saluto.
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L'articolo 30 della Costituzione stabilisce che è dovere e diritto dei genitori mantenere istruire ed educare i figli. Tale dovere e diritto dei genitori rimane tale anche con al separazione. Nè uno dei genitori può rifiutarlo , ne può negarlo all'altro. L'attuale legislazione e prassi dei tribunali invece consente questo abuso.
Se tu , individualmente, non ti senti in grado di di essere coinvolto in maniera piena e continuativa nell'educazione e nell'istruzione dei tuoi figli in caso di separazione o divorzio, nulla ti impedisce di trovare un accordo in tal senso con la madre (purchè sia d'accordo anche lei: non si può imporre ad un genitore, padre o madre, di sobbarcarsi da solo i compiti di cura ed educazione dei figli) . Non puoi però pretendere di impedire ad altri uomini di condividerre in maniera paritaria la genitorialità con le madri se , in qualità di padri legalmente idonei, se la sentono. Reduan 27/9/2005, 12:55
Beppe, qui siamo abbondantemente off topic. Ti ho risposto in quel modo perchè non ho ben capito cosa volevi dire. Se tu avessi tempo e voglia potresti chiarire meglio cosa intendevi con "L'arretratezza culturale e le ingiustizie che riguardano le donne non si leggono solo in chiave di discriminazione sessuale."
Inoltre, sempre se avrai tempo e voglia, penso che faresti un'ottima cosa aprendo un thread in cui esponi per sommi capi e in maniera semplice la questione dei padri separati e dell'affido condiviso. Penso che un thread del genere sarebbe utilissimo , come e forse più di 6-7 post in cui rendi noti gli "sviluppi " della proposta di legge.
Io continuo peraltro a pensare che la questione sia da affrontare forse un pò più a monte. Io, pur noon essendo credente, penso una persona dovrebbe ricevere lo stesso rispetto sia che decida di sposarsi che di non sposarsi. Ma se decide per il il gran passo, poi non dovrebbe divorziare non appena l'altro dimentica alzata l'asse del water oppure non chiude il tubetto di dentifricio.
Comunque, ripeto, sarebbe un argomento interessantissimo su cui discutere su queste pagine.
Passo e chiudo (ovvero fine OT)
lelen 27/9/2005, 23:27
Consento, consento... heartandmind 30/9/2005, 18:52
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Da piu' parti non si fa che parlare della fine del "maschio italico", non si fa che mettere in evidenza la mollezza degli uomini di oggi e la mancanza di "uomini veri", alla Rise'... A parte il fatto che trovo semplicemente ridicolo di questi tempi riproporre l'antica cavalleria (i fessi si accomodino pure...), mi chiedo: E LE DONNE VERE? Dove sono le "vere donne" ?? E oggi cosa si intende per "vera donna" ? Forse quella che fa carriera? Che non fa figli? Che pratica kickboxing? Che impone al marito di stirare le camicie? Ma che allo stesso tempo pretende di essere corteggiata e "spesata" dai "tontoloni uomini" ?? Insomma, cosa e' e dove e' possibile ricercare, trovare la "VERA DONNA" ?
Grazie a tutti/e per le risposte che darete a questo povero "maschio in crisi".
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Il discorso su cosa sia una donna vera lo trovo troppo stimolante per non tentare almeno di dare una mia personale risposta.
Mi risulta difficile pensare al concetto di donna senza che mi vengano alla mente i diversi ruoli che caratterizzano i vari momenti della vita se non quasi tutta la vita stessa. E così penso alla vera-donna per antonomasia: la madre. Da lei ciascuno di noi è stato generato, in lei i nostri primi mesi di vita, con lei un primo legame di dipendenza e scambio reciproco di affetto e tenerezza. A lei il compito di lasciar spazio alla figura paterna, di renderla protagonista e partecipe della nostra crescita e ad essi la responsabilità di farci sentire voluti e amati con tutto ciò che ne consegue. E parlare di madre non posso che pensare al senso di rinuncia e di sacrificio che ogni madre che ami un figlio e il marito sia disposta a fare. Senza spingermi a scelte apocalittiche potrei parlare anche delle piccole rinunce e dei piccoli sacrifici che vengono compiuti giorno dopo giorno e più spesso di quanto si pensi nel silenzio. Roba d’altri tempi, mi sembra già di sentire. Ma si sta parlando di donna vera e di quali aspetti possano renderla tale.
Una donna vera è una donna di buoni sentimenti, non aggressiva, arrogante, prevaricatrice e dispotica. È una donna che accoglie, disponibile all’ascolto, premurosa, determinata ma mai eccessiva, una donna che sa rapportarsi agli altri, a tutti nessuno escluso, in modo pacato, con sensibilità e rispetto, che non cerca né ha bisogno di vedere nell’uomo il suo nemico ma anzi vede e vuol vedere in lui la sua parte complementare, quella che la natura stessa ha destinato essere tale. Una donna desiderosa di sapere, di conoscere, che mette le sue capacità al servizio degli altri, che porta in ogni ambiente ed ambito la ricchezza dell’esser femminilità. E’ una donna che non si vende all’uomo, ai comportamenti massificati cui da più parti la si vorrebbe costringere ed omologare, che non è schiava della moda, delle diete, dell’apparire ad ogni costo ma che privilegia rispetto ad esso l’essere.
È una donna che vive la sessualità come privilegiata ed irrinunciabile forma di comunicazione e conoscenza che cementa il rapporto e che si realizza appieno attraverso l’appartenenza e l’esclusività non vissuti come capestro ma piuttosto come amplificazione del piacere e dell’unione col suo uomo. Una donna che ama farsi portare, che vive la sessualità senza finte inibizioni, non assillante né assillata dall’ansia di prestazione, ma piuttosto desiderosa che, come quando si esce dall’acqua del mare, il suo uomo e lei si sentano poi appagati e rigenerati, mai stanchi o delusi.
La donna vera è la ragazza educata e cresciuta sin da bambina coi veri valori, che ha avuto l’opportunità e la fortuna di avere genitori o persone che l’hanno aiutata a formarsi nel vero senso della parola, che hanno visto in lei la persona e le sue svariate potenzialità di sviluppo e che ad accrescerle e a migliorarsi l’hanno aiutata. È una donna che sa riflettere ed agire, che sa consigliare, che considera tutti i punti di vista e mai col pregiudizio, dotata di mentalità aperta ma capacità analitica e giudizio critico. Una donna fantasiosa, creativa, allegra, che sa donare serenità e che mantiene sempre almeno un pizzico di umiltà.
Donne così esistono? Io ne conosco diverse. Magari sì, per la maggior parte tra persone più che adulte, alcune mie zie per esempio, una in particolare. Non vi nascondo che sono da sempre i miei modelli: persone che hanno saputo anche tenere unite le famiglie tra mille difficoltà e che non hanno gettato la spugna alla prima avversità. Donne che sono lì, vere e anzi più vere di quelle decantate dai poeti nel corso dei millenni in versi che pur toccano il cuore e lasciano segno.
Dove trovarle? Credo ce ne siano e di diverse. Bisogna forse avere occhi e cuore capace di vederle, di andar oltre ciò che si vede, bisogna provare a fidarsi e a camminare, passo dopo passo, insieme consapevoli che la strada non sempre è in discesa e che in due l’uno può aiutare l’altro a fare passi più sicuri o a rialzarsi nel caso uno dei due inciampasse e cadesse. Un po’ di fortuna. Ci vuole anche quella. Ma la volontà e la voglia di crederci, quella la si deve sentire dentro. E nessuno può sostituirsi a noi.
Quanto agli uomini, perché da un uomo è partita la domanda, e quindi per par conditio ritengo possa azzardare domanda inversa, non mi dilungherò nel dire come dovrebbe essere, secondo me, un vero uomo. Quel che ho scritto facilmente lo rende intuibile.
Modificato da heartandmind - 1/10/2005, 10:34 Maurizio@ 30/9/2005, 19:29
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non mi dilungherò nel dire come dovrebbe essere, secondo me, un vero uomo.
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heart, credo che quanto scritto da Rino Barnart 4 anni fa, sia interessante... http://www.uomini3000.it/01_sieteimpazziti.html Scorri fino a "Sa cosa desideriamo?" "Cosa cerchiamo?" "Un UOMO". animus 1/10/2005, 08:44
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Scorri fino a "Sa cosa desideriamo?" "Cosa cerchiamo?" "Un UOMO".
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Sa cosa desideriamo? Cosa cerchiamo? Un UOMO. Un uomo forte, sicuro di sé, virile, un uomo che ci faccia sentire al sicuro quando ci stringe al suo petto, un uomo che sia un punto di riferimento.
Secondo l'opinione universale il Femminismo avrebbe distrutto la prepotenza, la superbia e lo sciovinismo maschili ma non il valore degli uomini, non la sicurezza in se stessi perché questo non era nelle sue intenzioni. Avrebbe buttato l'acqua sporca ma salvato il bambino. La sicurezza in se stessi (che si ritiene una buona cosa) gli uomini l'avrebbero perduta per colpa loro, perché era fondata su quel dominio che ora è venuto meno. Ma, stranamente, il Femminismo si è riservato il diritto di stabilire dove finisse la prepotenza e cominciasse la legittima difesa, dove finisse la superbia e cominciasse l'autostima, dove finisse lo sciovinismo e cominciasse la giusta manifestazione del proprio valore e delle proprie qualità (comprese quelle fisiche ) che sono diventate da motivo di ammirazione, quali erano, fonti di invidia e di accusa: "Anch'io saprei e potrei fare quel che sai fare tu se non fosse per la società maschilista!".
In verità quel confine doveva essere segnato dagli uomini, perché essi sono i titolari del loro territorio ed è esattamente ciò che il Femminismo ha impedito agli uomini di fare. Essi hanno dovuto spostare indietro, sempre più indietro quel confine perché ogniqualvolta piantavano i paletti quelli erano i paletti "della prepotenza e dello sciovinismo". Così di fatto non è mai esistito e non esiste alcun confine, nessuno ne ha mai sentito parlare né mai il Femminismo ha detto quale sia, ed è appunto per poterne negare l'esistenza che si è arrogato il diritto di stabilire dove dovrebbe essere tracciato.
Il Femminismo ha dichiarato falso il racconto maschile affinché gli uomini non possano mai difendersi: "Ci mancherebbe che ci fermassimo solo perché dite di soffrire!". Rendere falso il raccondo maschile (operazione suggerita dalla de Beauvoir nel '49) e risibili le sofferenze degli uomini significa rimuovere ogni paletto che l'Altro voglia collocare a sua difesa in modo tale che resti completamente senza difesa. Adesso tu vai alla ricerca di un uomo forte, sicuro di sé, virile, un uomo che ti faccia sentire al sicuro. Sai tu dirmi dove finisca la forza e cominci la tracotanza violenta, dove finisca la sicurezza di sé e comincino lo sciovinismo e la protervia? In una parola, sai tu dirmi dove sia il confine sul quale gli uomini si devono fermare e soprattutto chi abbia il diritto di tracciarlo? Le donne o gli uomini? Hanno forse gli uomini il diritto di porre paletti al comportamento femminile?
Dove sia il confine nessuno lo sa, gli uomini non hanno il diritto di segnarlo e le donne hanno imparato a scardinare ogni difesa attraverso la falsificazione di ogni parola maschile con la quale si tenti di fermare l'invasione. La misura, il confine è dato solo da quel che piace alla donna di momento in momento, e gli uomini lo devono sapere sempre dopo e soltanto dopo, quella è oggi la misura del bene e del male, ossia di ciò che gli uomini devono o non devono fare, dire, sentire e pensare.
Una mia amica, femminista praticante, mi confessava: "Mi sono separata perché non mi sentivo valorizzata. Io sono fatta così, ho bisogno che l'uomo si faccia avanti, che non abbia paura di superare quei miei finti dinieghi che per me sono un gioco, un gioco che mi serve per sentirmi valorizzata e per capire se lui mi capisce. Invece era sufficiente che io titubassi su una qualche scelta e subito lui si adeguava o si ritirava. Non c'era mai confronto, era una vita morta. Non faceva mai più di un passettino e poi si fermava. Ma un uomo deve capire quel che una donna vuole". Le risposi che io al suo posto avrei fatto lo stesso perché gli uomini hanno bisogno di sapere prima di agire dove sia il confine in quanto essi e solo essi subiscono le conseguenze morali (e penali) dei gesti compiuti nella relazione con l'altro sesso. E quali siano i bisogni degli uomini (d'ora in avanti) lo stabiliscono gli uomini.
"Gli uomini sanno benissimo quando si devono fermare!", ecco uno degli escamotage, uno dei mezzi di combattimento fondati sulla negazione del racconto maschile e sulla pretesa criminosa di descrivere l'esperienza dell'Altro. Cosa significa dire "Gli uomini sanno..."? Significa che io descrivo quel che invece l'Altro e solo l'Altro può descrivere, significa sostituirsi all'Altro nella descrizione di ciò che egli prova e sente. Ancora una volta e come sempre. A queste battute gli uomini non sanno cosa opporre perché qualsiasi cosa dicano viene distrutta dal sorrisino di scherno e dichiarata falsa. Il loro auto-racconto non ha alcun valore.
Dove trovare un uomo forte in queste condizioni? Solo tra gli ingenui, tra coloro che, rimasti ai margini della pressione esercitata contro di loro e privi di coscienza sul quel che sta avvenendo, credono di essere valutati per quel che sono e sentono, credono di avere il diritto di manifestare la loro volontà, i loro desideri, la loro passione e la loro vitalità senza esserne sanzionati. Sono quelli che ogni tanto si prendono una tegola sulla testa e non sanno da dove cada. Noi lo sappiamo.
Mi è accaduto di far da testimone ad una coppia in municipio e di sentire lei accusare lui di maschilismo davanti ai banconi dello stato civile. Cosa aveva fatto? Aveva fatto una parodia di quel che stavano facendo, aveva recitato se stesso ...mentre andava a registrarsi per il matrimonio. Si tratta di un uomo che di professione fa l'attore. Uno spasso, ma così facendo si era "messo in mostra", di qui la stilettata. Quando si bolla come "maschilista" l'uomo che si sta per sposare ci vuol poco a capire come stiano le cose. Ha detto che non si iscriverà mai a Uomini3000 in quanto "...non ce n'è bisogno". Te ne stupisci?
Un uomo virile? Questa espressione è tabù ed appare tanto sui giornali femminili (di cui sono buon lettore) come anche nella letteratura femminista solo tra virgolette: "Quelli hanno l'ossessione della ' virilità ' " lasciando indeterminato se ci si riferisca a quella fisica o al tono morale o ad entrambi. Virili - cioè ' virili ' - oggi sono gli uomini che non si pongono problemi, gli altri sanno che quella non è più considerata una virtù.
Un uomo che ti faccia sentire al sicuro? Non sento una simile espressione da 30 anni. Le donne hanno dunque bisogno degli uomini? Il Femminismo ha insegnato che l'affermazione "Le donne hanno bisogno di sicurezza" è di fonte maschilista, un modo obliquo per irridere alla (presunta) debolezza femminile, un sinomino della famigerata espressione "Sesso debole" con la quale si voleva indicare che le donne hanno bisogno degli uomini. E' esattamente l'opposto di quel che viene trasmesso alle nuove generazioni: le donne non hanno più bisogno degli uomini, questo è ciò che viene insegnato a mio nipote di 11 anni (il quale segue corsi di cucito mentre non so di ragazze che seguano corsi di meccanica o di falegnameria). "Meglio sole, solissime" sentenziava con orgoglio la Palombelli su Repubblica un paio di anni fa.
RINO BARNART
Modificato da animus - 1/10/2005, 09:45 animus 1/10/2005, 08:51
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Dove sono le "vere donne" ?? E oggi cosa si intende per "vera donna" ? etc.
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E' bello leggere le tue parole heartandmind, sembri davvero una donna dotata sia di cuore che di cervello, ossia una donna d'altri tempi.
Una donna come oramai non ce ne sono piu' molte, soprattutto nelle grandi citta' del nord.
Modificato da animus - 1/10/2005, 09:52 heartandmind 4/10/2005, 14:26
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Dove sono le "vere donne" ?? E oggi cosa si intende per "vera donna" ? etc.
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E' bello leggere le tue parole heartandmind, sembri davvero una donna dotata sia di cuore che di cervello, ossia una donna d'altri tempi.
Una donna come oramai non ce ne sono piu' molte, soprattutto nelle grandi citta' del nord.
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Grazie del complimento animus. Donne come d'altri tempi, come dici tu, ce ne sono, ce ne sono.. e tu guardati bene intorno, cerca... e.. buona fortuna! :) *STRIDER* 4/10/2005, 18:29
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Dove sono le "vere donne" ?? E oggi cosa si intende per "vera donna" ? etc.
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E' bello leggere le tue parole heartandmind, sembri davvero una donna dotata sia di cuore che di cervello, ossia una donna d'altri tempi.
Una donna come oramai non ce ne sono piu' molte, soprattutto nelle grandi citta' del nord.
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Grazie del complimento animus. Donne come d'altri tempi, come dici tu, ce ne sono, ce ne sono.. e tu guardati bene intorno, cerca... e.. buona fortuna! :)
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Dite tutte le stesse cose.... -_- lelen 4/10/2005, 23:21
Allora magari qualcosa di vero c'è..... heartandmind 4/10/2005, 23:29
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Dite tutte le stesse cose.... -_-
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Classico luogo comune..
interessante! :B): Maurizio@ 5/10/2005, 05:34
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Allora magari qualcosa di vero c'è.....
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Già, ma questo significa che "qualcosa di vero" c'è pure in quello che scriviamo noi...
Modificato da Maurizio@ - 5/10/2005, 06:35 lelen 5/10/2005, 18:22
MAI detto il contrario. Se pensassi che dite solo stronzate non credi che me ne sarei andata da un pezzo? -Renato- 5/10/2005, 18:50
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La vera donna dev'essere una che non sceglie l'uomo xchè è lo stronzo di turno ma ricco, ma deve seguire il suo cuore (quello vero, quello che batte in petto) ma lo so che è utopia...
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Sei così sfiduciato?
Mi piacerebbe davvero che qualcuno mi dicesse cosa intende per "donna vera" :)
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La donna giusta è la donna leale.Oggi le donne non sono leali, ,raccontano verità utili non verità vere.Fossero stronze , ma almeno leali.No, sono stronze e anche bugiarde(mi riferisco alle molte menzogne femministe).Peggio di così...
Una donna giusta e attraente sarebbe quella che accettasse la diversità maschile, ascoltasse i suoi racconti ele sue verità , rispettasse i suoi sentimenti (almeno li riconoscesse come esistenti), che accettasse i suoi bisogni fisiologici.
Ma...io mi domando ... queste cose che ho scritto dove sono oggi? Io direi che la donna vera è quella esistente e purtroppo ce la dobbiamo tenere . E' tuttaltra cosa, l'esatto contrario di quello che ho scritto.
P.S. Le femministe diranno ; Ah già..... allora volete le serve....
heartandmind 5/10/2005, 20:38
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La donna giusta è la donna leale.Oggi le donne non sono leali, ,raccontano verità utili non verità vere.Fossero stronze , ma almeno leali.No, sono stronze e anche bugiarde(mi riferisco alle molte menzogne femministe).Peggio di così...
Una donna giusta e attraente sarebbe quella che accettasse la diversità maschile, ascoltasse i suoi racconti ele sue verità , rispettasse i suoi sentimenti (almeno li riconoscesse come esistenti), che accettasse i suoi bisogni fisiologici.
Ma...io mi domando ... queste cose che ho scritto dove sono oggi? Io direi che la donna vera è quella esistente e purtroppo ce la dobbiamo tenere . E' tuttaltra cosa, l'esatto contrario di quello che ho scritto.
P.S. Le femministe diranno ; Ah già..... allora volete le serve....
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La donna giusta è la donna leale. Una donna giusta e attraente sarebbe quella che accettasse la diversità maschile, ascoltasse i suoi racconti ele sue verità , rispettasse i suoi sentimenti (almeno li riconoscesse come esistenti), che accettasse i suoi bisogni fisiologici.
Così sarebbe stato perfetto! Ho notato che spesso quando voi maschi vi esprimete riguardo alle donne tendete a generalizzare ed a fare asserzioni, anche abbastanza pesanti. Pensi induca al confronto dire: Oggi le donne non sono leali, ,raccontano verità utili non verità vere.Fossero stronze , ma almeno leali.No, sono stronze e anche bugiarde(mi riferisco alle molte menzogne femministe).Peggio di così... Io non mi sento nè stronza nè bugiarda, ma sembra che in quanto donna debba essere vista per forza di cose così. Mi viene in mente il film con Sordi "Il marchese del grillo" dove lui si rifiuta di pagare Aronne Piperno, (troppo bello questo film!) l'onesto restauratore adducendo scuse, lultima della quale: tu sei ebreo e gli ebrei hanno messo Gesù cristo sulla croce: potrò essere ancora un po' inc******! Oltretutto mi pare di aver capito che chi si lamenta di ricevere continue accuse, immotivate, e continue siate proprio voi maschi.
Non so Renato, non prendertela. :) Nulla di personale. Ma davvero sono convinta che se non si recupera serenità e buon senso da entrambe le parti non si potrà mai trovare un punto d'inizio e d'incontro. Giusto è che ciascuno riesca a parlare serenamente del male che vissuto, subìto, dei suoi desideri e aspettative, e giusto è che sia ascoltato e compreso con adeguata consapevolezza e rispetto per ciò che si ascolta. Restare arroccati sulle proprie posizioni, generalizzare, ed in senso negativo, continuare a buttarsi addosso recriminazioni che partono dalla notte dei tempi, non servirà a niente e a nessuno. Così qui, così nella vita. E se qui restassero anche solo uomini a confrontarsi tra loro ( ottima opportunità, bisogna riconoscerlo! dal confronto e dal capire che i miei problemi sono anche di altri può nascere la forza, la volontà e la progettualità per il loro superamento e soluzione) perfettamente concordi su tutto, resterebbe poi il problema di rapportarsi e del vivere con l'altra metà del cielo, quella almeno capace ancora di sorridervi e darvi la mano. -Renato- 8/10/2005, 10:58
No heart , non me la sono presa, assolutamente. Fatta sta che oggi le donne non ci ascoltano.SE ci ascoltassero molti problemi si potrebbero risolvere, ma siccome non ci ascoltano e sta tutto nel loro interesse a non ascoltarci, allora io credo che nel torto stiano più loro (donne) che noi uomini.
PS scusa se ti ho cancellato ho fatto dei pastici nell'amministrazione.Riiscriviti. lelen 9/10/2005, 14:19
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Fatta sta che oggi le donne non ci ascoltano.SE ci ascoltassero molti problemi si potrebbero risolvere, ma siccome non ci ascoltano e sta tutto nel loro interesse a non ascoltarci, allora io credo che nel torto stiano più loro (donne) che noi uomini.
PS scusa se ti ho cancellato ho fatto dei pastici nell'amministrazione.Riiscriviti.
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No, non credo che le donne ascoltino meno di quanto gli uomini ascoltino le donne. Ascoltare non è solo sentire, per l'appunto. Significa considerare l'altro, prendere sul serio il suo profondo malessere, fare il possibile per mettersi nei suoi panni e se del caso, ammettere evitando di colpevolizzarsi edi copevolizzare sia stupidi ( entrambi atteggiamenti distruttivi). Significa semplicemente riconoscere ciò che è. E non credo che sia nell'interesse di un genere non ascoltare le rivendicazioni dell'altro. Assolutamente no. Vero è che molti uomini e molte donne fanno fatica ad affrontare i problemi ossia la realtà e preferiscono nascondersi dietro mille scuse pur di non vedere. Ma a lungo andare questo atteggiamento non paga! Chi ha un minimo di intelligenza, di onestà e di desiderio di costruire(proprio quello che più manca oggi, in uomini e donne!) non può certo chiudere gli occhi, per quanto male possa fare ascoltare vedere come stanno le cose. Ma forse, in fondo, chi non riesce a mettersi in atteggiamento di ascolto verso l'altro non sa farlo veramente neppure con se stesso. Maurizio@ 9/10/2005, 14:45
No, non è così! Tante, tantissime donne di oggi non ascoltano né vogliono ascoltare quello che gli uomini di oggi*hanno da dire! Smettiamola di raccontare fesserie! Finiamola di voler far credere che anche in questo vi è "una parità", perché così non è! L'unica cosa che la maggior parte di voi ha da dire (quando un uomo si mette a trattare certi argomenti), è che chi parla in questo modo è soltanto "un maschilista frustrato che teme di perdere o che ha/avrebbe perso il suo potere"! Caxxx, dico io, ma quale potere? visto e considerato che l'unico potere che un uomo medio (quello che io sono, al pari di tanti altri) ha è sulla propria vita? Quello che io sento e vedo ogni giorno è un profondo rancore da parte femminile. Ti dico soltanto che la prima persona ad aprirmi gli occhi di fronte a tutto ciò è stata mia madre (diversi anni fa) e i suoi continui lamenti, certe sue frasi del tipo "io sono la vostra schiava", "tuo padre non mi ha permesso di fare questo e quello", "nascere femmine è una disgrazia", ecc. ecc.
* A me di quelli "di ieri" non importa proprio nulla, perché io vivo oggi, non ieri.
Modificato da Maurizio@ - 9/10/2005, 17:10 okkiblu79 12/10/2005, 01:05
Io sono qui per ascoltare. Siccome l'uomo mi interessa ascolto quanto ha da dire. Però non mi piace chi si piange addosso, nè uomini nè donne. Le donne non vi ascoltano? Non perdete tempo dietro a donne così. Non generalizzate, non mettetevi al livello delle femministe. Apritevi al confronto con chi vuole ascoltare e le altre peggio per loro. Non capiranno mai nulla degli uomini, ci perdono, credete. Maurizio@ 12/10/2005, 01:33
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Però non mi piace chi si piange addosso...
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Non è questione di piangersi addosso né di perdere dietro a donne così (da tempo ho smesso di farlo), ma semplicemente di portare alla luce una realtà occultata. okkiblu79 12/10/2005, 01:37
Come portare alla luce le piramidi occultate dalla sabbia... ci vuole tenacia, energia, e pazienza. Parte 1 di 1
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