Uomini 3000
Discussione: la donna si sente forse disgiunta dalla specie? Cominciata da Alessio_rm
Parte 1 di 1
Alessio_rm 27/5/2005, 10:33
Cari amici,
discutendo e ascoltando molto le argomentazioni e i dibattiti in vista del referendum del 12 e 13 giugno, mi appare sempre più evidente che un certo pensiero femminista (non voglio accusarlo nella sua totalità perché sarebbe errato) ha portato alcune donne a perdere contatto con la realtà biologica e culturale.
Mi spiego. Quando si parla del "diritto della donna", si tende a disgiungere la donna non solo dal maschio -- che almeno è biologicamente ormai separato da lei e formato -- ma dall'embrione stesso che porta in seno. Ed emotivamente vi è un atteggiamento di separazione, di distacco; il diritto della donna viene concepito come un diritto individuale (per non dire "capriccioso"), non collettivo -- cioè che si riconnetta all'interezza della specie umana.
La domanda è: queste signore hanno o no la razionalità sufficiente per comprendere il *senso* della vita, del concepimento, della riproduzione biologica stessa? A me non pare. Quando si sentono discorsi per cui la donna come *individuo* ha il 100% dei diritti sul concepito, arrivando al grottesco ("la vita inizia quando lo decide la donna"), si dubita se nn si sia ormai in presenza di una schizofrenia di genere.
Alex tyrtix 27/5/2005, 18:07
Qualche giorno fa mi è arrivato un sms che diceva riguardo al referendum: Sì AL LIBERO ARBITRIO. Quale? quello che permette di avere figlia ad una donna di 70 anni? O quello che lo permette alle lesbiche? Ricordo che due uomini gay non possono avere un bambino, perchè è necessario un'utero per lo sviluppo del feto, che non è possibile avere in nessuno modo, se questo è esterno alla coppia. Ma di questo nessuno ne ha parlato, sebbene non "sembri" appartenere alla QM... -Renato- 28/5/2005, 08:25
Alessio:
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il diritto della donna viene concepito come un diritto individuale (per non dire "capriccioso"), non collettivo -- cioè che si riconnetta all'interezza della specie umana.
La domanda è: queste signore hanno o no la razionalità sufficiente per comprendere il *senso* della vita, del concepimento, della riproduzione biologica stessa? A me non pare. Quando si sentono discorsi per cui la donna come *individuo* ha il 100% dei diritti sul concepito, arrivando al grottesco ("la vita inizia quando lo decide la donna"), si dubita se nn si sia ormai in presenza di una schizofrenia di genere.
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Le liberate devono capire che nonostante il figlio cresca nel loro corpo, il figlio NON è DI LORO PROPRIETà. il figlio è stato concepito con lo sperma dell'uomo.Quindi al 50 % è anche amaschile. Quindi tu donna non hai nessun diritto, a meno che non sia per motivi di salute, di decidere esclusivamente sul loro avvenire . La donna non ha nessun dirittto di decidere esclusivamente su che tipo di fecondazione fare o su un eventuale modificazione genetica del nascituro.La donna non ha nessun esclusivo diritto di decidere su un eventuale aborto.( ameno che non sia per motivi di salute). Inoltre un figlio è un essere a se stante con diritti propri non legati alle volontà materne del momento. david_xy 28/5/2005, 23:32
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Alessio:
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il diritto della donna viene concepito come un diritto individuale (per non dire "capriccioso"), non collettivo -- cioè che si riconnetta all'interezza della specie umana.
La domanda è: queste signore hanno o no la razionalità sufficiente per comprendere il *senso* della vita, del concepimento, della riproduzione biologica stessa? A me non pare. Quando si sentono discorsi per cui la donna come *individuo* ha il 100% dei diritti sul concepito, arrivando al grottesco ("la vita inizia quando lo decide la donna"), si dubita se nn si sia ormai in presenza di una schizofrenia di genere.
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Le liberate devono capire che nonostante il figlio cresca nel loro corpo, il figlio NON è DI LORO PROPRIETà. il figlio è stato concepito con lo sperma dell'uomo.Quindi al 50 % è anche amaschile. Quindi tu donna non hai nessun diritto, a meno che non sia per motivi di salute, di decidere esclusivamente sul loro avvenire . La donna non ha nessun dirittto di decidere esclusivamente su che tipo di fecondazione fare o su un eventuale modificazione genetica del nascituro.La donna non ha nessun esclusivo diritto di decidere su un eventuale aborto.( ameno che non sia per motivi di salute). Inoltre un figlio è un essere a se stante con diritti propri non legati alle volontà materne del momento.
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Ti quoto ma vallo a dire a questa società nazi-femminista Per il legislatore il figlio è SOLO DELLA DONNA. lei ha l'ultima parola se abortire. La parola del padre non vale un caxxo. Ma è lo spermatozoo che da una cosa in più: DECIDE IL SESSO. l'ovulo è solo X lo spermatozoo che penetra l'ovulo può essere X o Y
xx = femmina xy = maschio
ma ciònonostante non vale un caxxo WlaClioNokia 28/5/2005, 23:42
Scusate ragazzi, ma voterò tre SI ai referendum relativi alla ricerca scientifica ed alla personalità giuridica dell'embrione. NO assoluto in quello sulla fecondazione eterologa, questo d'accordissimo. Ma i primi tre, scheda arancio, azzurro e grigio sono battaglie di civiltà, non centrano le nazi-femministe. Se boicottiamo tutti i referendum facciamo il gioco delle femmi-nazi. Dobbiamo distinguere *caso per caso* evitando sia il MedioEvo che le femmi-nazi. animus 29/5/2005, 10:05
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Scusate ragazzi, ma voterò tre SI ai referendum relativi alla ricerca scientifica ed alla personalità giuridica dell'embrione. NO assoluto in quello sulla fecondazione eterologa, questo d'accordissimo. Ma i primi tre, scheda arancio, azzurro e grigio sono battaglie di civiltà, non centrano le nazi-femministe. Se boicottiamo tutti i referendum facciamo il gioco delle femmi-nazi. Dobbiamo distinguere *caso per caso* evitando sia il MedioEvo che le femmi-nazi.
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Vedi WlaClioNokia,
Ti sei chiesto perche tutte le associazioni filofemministe votano 4 si? A me è capitato di chiere ad alune amiche, e mi hanno risposto:Mah, il quarto non è proprio importante, però certo...non voto no!
I primi tre sono in realtà una copertura, mentre il bersaglio delle femministe è proprio il quarto.
Come ha detto la prestigiacomo: i cittadini non hanno idea del risvolto sociale che causerebbe l'abrogazione della legge.
Renato Zero cantava:Gli spermatozoi, l'unica forza , tutto ciò che hai..... Noi lo sappiamo benissimo, qual'è il risvolto sociale.
Motivo per cui, vista la faziosità di queste signore, io per bilanciare, mi astengo. Votare si, per gli altri tre, vuol dire comunque, appoggiare coloro che vogliono privarti del diritto naturale alla procreazione. Vedi tu.......se ti va bene, fai pure, secondo me, la guerra, va combattuta con gli stessi mezzi.
Modificato da animus - 29/5/2005, 17:26 Alessio_rm 30/5/2005, 09:12
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Dobbiamo distinguere *caso per caso* evitando sia il MedioEvo che le femmi-nazi.
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Giustissima affermazione. Distinguere caso per caso, soprattutto in politica, è l'unico modo, nella vita, per non restar vittime di demagoghi e ideologie estremiste varie. Quel che volevo dire, in ogni caso, è che la convinzione femminile di essere le assolute padrone del processo riproduttivo --al di là del fatto che esso sia relazionale o tecno-scientifico-- è da attaccare con ogni mezzo finché non si muterà la mentalità e il costume sociale in senso più equilibrato, egalitario e razionale.
Ciao Barnart 31/5/2005, 11:07
"La donna si sente forse disgiunta dalla specie?"
E' difficile congetturare sul quel che la donna, specie quella moderna (liberata) sente e prova nei confronti del mondo. Lo dovrebbe dire lei stessa. E infatti lo dice: amore per tutte le creature, responsabilità, empatia etc. etc. Un racconto autocelebrativo al quale non si può credere.
Essere sinceri con se stessi è dura anche per gli uomini, ma per le donne che significato potrebbe avere questa sincerità? Cosa se ne guadagna?
Non resta allora che chiedersi, come sempre, quale sia l'ipotesi che spiega il maggior numero di avvenimenti.
Ora, il maggior numero di avvenimenti è spiegato da questa congettura: la donna stabilisce il bene ed il male assoluti in relazione ai suoi interessi, ai suoi bisogni, alle sue voglie, ai suoi capricci. L'interesse prioritario è essa stessa qui ed ora. Non è concepibile, nè concepito, alcun valore al quale interessi e desideri femminili debbano essere sottoposti, o rispetto a cui possano essere anche solo procrastinati.
Se così fosse quello sarebbe sopruso e violenza (maschili, beninteso).
Ogni valore è al servizio del primo valore: essa stessa.
Perciò le conseguenze dei suoi comportamenti non importano, non contano. Ne vadano di mezzo Dio, la specie, i maschi, i figli, la natura, la civiltà e quel che si vuole, non importa nulla. Lei ha un solo bene: se stessa qui ed ora.
Questo la rende cieca persino di fronte alle conseguenze dannose su se stessa domani (ed i prodromi si vedono già oggi). Ma anche questo non importa.
Lei è il solo valore del mondo. I suoi desideri, le sue voglie, il suo tornaconto. Qui ed ora.
Questo spiega quasi tutto.
L'ipotesi che ci siano di mezzo amore, empatia, responsabilità ecc. non spiega nulla.
Chi è la donna liberata?
"....ell'è Semiramis di cui si legge...
...che libito fe' licito in sua legge*..."
(* Semiramide, che proclamò buono e legittimo tutto ciò che le piaceva).
Inferno - Canto v
Rino
-Renato- 1/6/2005, 00:54
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Scusate ragazzi, ma voterò tre SI ai referendum relativi alla ricerca scientifica ed alla personalità giuridica dell'embrione. NO assoluto in quello sulla fecondazione eterologa, questo d'accordissimo. Ma i primi tre, scheda arancio, azzurro e grigio sono battaglie di civiltà, non centrano le nazi-femministe. Se boicottiamo tutti i referendum facciamo il gioco delle femmi-nazi. Dobbiamo distinguere *caso per caso* evitando sia il MedioEvo che le femmi-nazi.
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se ci fosse un referendum SOLO sull'uso delle cellule embrionali stanimali( io poi non capisco nulla di ste cose) e se fossi sicuro che servissero realmente a curare malattie genetiche, andrei a votare si. Questo per dire che non ho pre-concetti.
la cosa meno peggio da fare è quella di non andare avotare.Perchè chi va avotare va per il si cioè va anche per l'approvazione della fecondazione eterologa . I si stravinceranno perchè chi è contro non andrà avotare, sceglierà l'astensione. E' andando avotare che si favoriranno le varie marina terragni...prestigiacomo...alessandra mussolini....ecc.
E non lo dico perchè l'embrione è una persona....ecc . Io dico solo che qualsiasi cosa deve essere fattacol consenso dell'uomo.SE passassero i si quale sarebbe il diritto di veto maschile sulle eventuali decisioni femminili?
Oggi non so quanto conta l'opinione maschile nella coppia sulla modalità di fecondazione ma almeno so che non può essere fatto nulla al difuori della coppia. Almeno un uomo sa che sono vietate certe cose e concesse altre.
SE passassero i sì...temo che l'uomo sarebbein balia delle decisioni della partner che direbbe faccio questo( con il suo sperma)...faccio quello senza che lui sappia e abbia la possibilità di approvare. Un pò come avviene per l'aborto. Quello che conta sarebbe la volontà di lei.
Modificato da -Renato- - 1/6/2005, 02:08 Parte 1 di 1
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