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Lorena bobbit all'ennesima potenza in thailandia



Uomini 3000

Discussione: Lorena bobbit all'ennesima potenza in thailandia Cominciata da -Renato-
Parte 1 di 1   

-Renato- 6/10/2004, 20:03

Non è il caso dell'auoteviramento, ne di Lorena Bobbit, qua è qualcosa che a parte l'apparenza , mi sembra grave.Chi lo avrebbe detto che in Oriente succedessero queste cose da femminismo Occidentale?


Thailandia, record di peni evirati
Mogli tradite si accaniscono sui mariti
Tradire la moglie in Thailandia può essere molto pericoloso. Il Paese è il primo della lista alla voce: "peni evirati" e di conseguenza anche il primo per il numero di trapianti dell'organo maschile. E' infatti usanza sempre più comune per le donne thailandesi tradite ricorrere all'evirazione per punire i mariti. Dalla rabbia al sadismo il passo è breve: spesso il pene viene bollito e dato in pasto ai canarini.


Una pratica che farà certamente venire i brividi ai maschi e che per molti ha dell'incredibile. Eppure i dati parlano chiaro: la Thailandia è il primo Paese al mondo nella chirurgia ricostruttiva del pene, non è per caso: episodi di mutilazione sono molto frequenti nel regno. L'ultimo è accaduto nelle ultime ore, a un contadino ventinovenne.

Le mogli tradite dimostrano di possedere una notevole dose di fantasia e sadismo. Spesso il pene viene evirato e poi fatto bollire nell'acqua, poi legato ai palloncini e dato in pasto ai canarini. Altre volte, le mogli inferocite preferiscono gettare il pene nello scarico del bagno.

A quel punto la situazione per i mariti mutilati si fa davvero difficle. Per questo motivo la chirurgia in Thailandia nel campo della ricostruzione del pene è davvero all'avanguardia.

Secondo il dottor Wallop Piyamanotham, uno psicologo, l'amputazione del pene è legata all'abitudine dei thailandesi di avere un'amante. "La sola vendetta possibile per la moglie è quella di evirare il marito che la tradisce e la trascura. Pochi uomini infedeli fanno ancora l'amore con la propria moglie".


maschilista 6/10/2004, 21:18

Caro Renato,
quando scrivo che la donna va domata, lo faccio con cognizione di causa.
Nella mia vita ho conosciuto anche donne straniere che il femminismo non sapevano né sanno cosa sia; beh ti posso dire che se non ti fai rispettare, loro non ti rispetteranno mai.
Le donne non sono affatto questi esseri così buoni e pacifici.
In proposito parla con chi ha avuto la "fortuna" di conoscere donne dominicane...e fatti dire che razza di tipe sono...
Altro che "la parità" con queste qui...
Comunque ritengo che queste donnette che evirano i mariti lo facciano solo ed esclusivamente per un motivo, cioè questo: sanno di poterlo fare... (*)


(*)
PS:per quanto mi riguarda, ti posso dire che di fronte a un fatto del genere, neppure il Tibet sarebbe un posto sicuro per qualsiasi donna..

Modificato da maschilista - 6/10/2004, 22:33
alberto s.c. 6/10/2004, 22:57

Ma e' pazzesco, assurdo.
Non e' possibile che accadano cose del genere.

E le conseguenze?

Cosa succede alla donna , alla pazza, che fa' una pazzia del genere?
Cosa prevede la legge locale per quese criminali sangunarie?

...ancora non riesco a crederci, assurdo!
Joker 6/10/2004, 23:52

------------ QUOTE ---------- In proposito parla con chi ha avuto la "fortuna" di conoscere donne dominicane...e fatti dire che razza di tipe sono... -----------------------------

Come sono ? :huh:

------------ QUOTE ---------- Comunque ritengo che queste donnette che evirano i mariti lo facciano solo ed esclusivamente per un motivo, cioè questo: sanno di poterlo fare... (*) -----------------------------

Sante Parole, davvero oro colato. Sanno che "possono",
altrimenti non si azzarderebbero nemmeno per sogno.

Gli antichi, i saggi e gli uomini di un tempo erano MOOOOLTO piu' avanti di noi in questo senso, avevano capito gia' tutto, e ce l'hanno messo anche per iscritto (molto generosamente) in diversi tesi, ma quel sapere ovvio ed elementare si e' andato perduto con la modernita'. Le femmine fanno solo cio' che gli viene concesso di fare, su questo non c'e' dubbio e ci sono prove inoppugnabili in tutto il mondo, dai talebani all'occidente femminista.

Notte.


ps. ma se un uomo tradito va in stile Pacciani e taglia la passera alla moglie, qualche benpensante farebbe ugualmente un articoletto così spiritoso e spensierato come questo sugli evirati thailandesi ?



silverback 7/10/2004, 06:07

Maschilista
------------ QUOTE ---------- sanno di poterlo fare... -----------------------------

...questo è sicuro...caro maschilista.

------------ QUOTE ---------- per quanto mi riguarda, ti posso dire che di fronte a un fatto del genere, neppure il Tibet sarebbe un posto sicuro per qualsiasi donna.. -----------------------------

Non solo per quanto riguarda te..

Modificato da silverback - 7/10/2004, 07:10
Ganesha 7/10/2004, 07:41

------------ QUOTE ---------- MASCHILISTA
Quando scrivo che la donna va domata, lo faccio con cognizione di causa.
Nella mia vita ho conosciuto anche donne straniere che il femminismo non sapevano né sanno cosa sia; beh ti posso dire che se non ti fai rispettare, loro non ti rispetteranno mai. Le donne non sono affatto questi esseri così buoni e pacifici... In proposito parla con chi ha avuto la "fortuna" di conoscere donne dominicane...e fatti dire che razza di tipe sono... Altro che "la parità" con queste qui... Comunque ritengo che queste donnette che evirano i mariti lo facciano solo ed esclusivamente per un motivo, cioè questo: sanno di poterlo fare... -----------------------------

------------ QUOTE ---------- JOKER
Gli antichi, i saggi e gli uomini di un tempo erano MOOOOLTO più avanti di noi in questo senso, avevano capito già tutto, e ce l'hanno messo anche per iscritto (molto generosamente) in diversi testi, ma quel sapere ovvio ed elementare si è andato perduto con la modernità. Le femmine fanno solo ciò che viene loro concesso di fare, su questo non c'è dubbio alcuno e ci sono prove inoppugnabili in tutto il mondo… -----------------------------

Carissimi Maschilista e Joker,
parole sante: mi trovate perfettamente concorde con voi.
A Renato vorrei dire che bisogna stare attenti a non commettere queste due ingenuità:
1. Pensare che la donna sia “buona” per natura e che sia solo il femminismo che abbia corrotto la natura femminile. Non è affatto così: la natura femminile possiede un aspetto di tenebrosità e di infernalità che si estrinseca anche in quei luoghi dove il femminismo non è mai giunto.
2. Pensare che l’Oriente o i Paesi diversi dall’Occidente siano un “Paradiso in terra”.
L’ho già detto e lo torno a ripetere: la soluzione alla “questione maschile” non è affatto quella di rifugiarsi in un altro Paese o in un’altra religione o in un altro sistema di pensiero.
Oggi l’intero pianeta, in un modo o in un altro, è “femministizzato”, “matrizzato” e “femminilizzato”: in tutta sincerità, anche perché ho conoscenza diretta di certe realtà, vi consiglio di non farvi illusione di sorta né sull’Islam, né sulle donne thailandesi né sulle donne caraibiche né su quant’altro.
Le uniche soluzioni al problema sono le seguenti:
1. Prendere coscienza e autoconsapevolezza della “questione maschile” e agire di conseguenza;
2. Riscoprire i fondamenti perenni del SANATANA DHARMA o della FITRA o della NATURA PRIMIGENIA del maschile e del femminile;
3. Cercare, per quanto possibile, pur con tutti i nostri difetti e i nostri limiti di uomini occidentali moderni decaduti, di ritrovare in noi la “VIRILITÀ SPIRITUALE”.
Anch’io sono infatti d’accordo con quanto detto da Maschilista e ribadito da Joker e Silverback: le donne compiono solo ciò che gli uomini consentono loro di compiere…

Modificato da Ganesha - 7/10/2004, 08:44
Paolo S. 7/10/2004, 19:13

Anch'io non ho mai pensato che la donna sia "buona", per carita'.., ma e' pure vero che tu, Ganesha, qualche tempo fa hai sostenuto di avere trovato in alcune zone interne del Marocco, delle donne che ancora possono definirsi tali. Questo significa che in quei luoghi il femminismo non ha ancora provocato danni.
Ossia, e' vero che le donne in genere non sono affatto cosi' "buone e amorevoli", ma e' pure vero che l'ideologia femminista ha contribuito molto a incattivire il genere femminile.

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Cmq questo fatto e' realmente gravissimo. Mi chiedo anche io cosa accadrebbe se un uomo tradito tagliasse, alla propria moglie, il clitoride o i seni.
Joker 7/10/2004, 20:46

------------ QUOTE ---------- Ossia, e' vero che le donne in genere non sono affatto cosi' "buone e amorevoli", ma e' pure vero che l'ideologia femminista ha contribuito molto a incattivire il genere femminile.
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Messaggio perfetto, ed e' proprio per questo motivo che si combatte il "femminismo" e non le donne o il genere femminile... sembra talmente banale ed elementare come cosa ma ogni tanto va ricordato.


-Renato- 7/10/2004, 20:51

------------ QUOTE ---------- Caro Renato,
quando scrivo che la donna va domata, lo faccio con cognizione di causa.
Nella mia vita ho conosciuto anche donne straniere che il femminismo non sapevano né sanno cosa sia; beh ti posso dire che se non ti fai rispettare, loro non ti rispetteranno mai.
Le donne non sono affatto questi esseri così buoni e pacifici.
In proposito parla con chi ha avuto la "fortuna" di conoscere donne dominicane...e fatti dire che razza di tipe sono...
Altro che "la parità" con queste qui...
Comunque ritengo che queste donnette che evirano i mariti lo facciano solo ed esclusivamente per un motivo, cioè questo: sanno di poterlo fare... (*)


(*)
PS:per quanto mi riguarda, ti posso dire che di fronte a un fatto del genere, neppure il Tibet sarebbe un posto sicuro per qualsiasi donna.. -----------------------------
Condivido ciò che dici.Essere rispettati.oggi non siamo rispettati.

Non sono affatto le dolci donzelle dai capelli lunghi e gli sguardi docili.Questo è l'idea che il femminismo egli srovveduti hanno delle donne.
L'uomo rispetta la donna molto più di quanto questa rispetti l'uomo.
E' cosa triste realtà ma oggi è così.
Ganesha 8/10/2004, 08:12

------------ QUOTE ---------- PAOLO S.
Anch'io non ho mai pensato che la donna sia "buona", per carità.., ma è pure vero che tu, Ganesha, qualche tempo fa hai sostenuto di avere trovato in alcune zone interne del Marocco, delle donne che ancora possono definirsi tali. Questo significa che in quei luoghi il femminismo non ha ancora provocato danni. -----------------------------

È vero quello che dici Paolo, però bisogna stare attenti a non generalizzare e ti spiego subito il perché:
1. Le donne di cui ho parlato io si trovavano appunto in “alcune zone interne del Marocco”, se vai invece nelle grandi e medie città marocchine trovi una situazione che è in gran parte simile a quella nostra. Io non vorrei assolutamente che dalle nostre affermazioni (cioè mie e di Purusha) di aver trovato delle donne autenticamente femminili in “alcune zone interne del Marocco”, qualcuno potesse generalizzare ed illudersi che l’intero mondo musulmano o l’intero Oriente (intendendo con questa espressione l’Oriente geografico e non l’“Oriente spirituale”) siano un “Paradiso in terra” dove le differenze di genere siano rispettate e salvaguardate.
2. In secondo luogo vorrei farti notare il punto fondamentale della questione: secondo te, perché le donne di cui abbiamo parlato noi (Purusha e il sottoscritto) sono ancora autenticamente femminili? Ti rispondo: senza dubbio non “per bontà loro” e neanche “per virtù dello Spirito Santo”, ma semplicemente perché sono state educate ad esprimere al meglio la loro femminilità. E come è stato possibile che queste donne siano state educate in tal senso? Semplicissimo: esse sono cresciute in un ambiente in cui esistono ancora dei veri uomini (autenticamente virili) e soprattutto vivono in una zawya in cui si irraggia l’AZIONE DI PRESENZA di un Wali Allah (= un Santo), vale a dire il mio Maestro Spirituale (che Dio Lo benedica e Gli riservi il Paradiso).
Conseguentemente dunque, come hai visto, siamo tornati al punto di partenza:
1. Le donne sono autenticamente tali solo laddove esistono ancora dei veri uomini.
2. Esistono dei veri uomini e delle vere donne solo laddove esistono ancora dei Maestri spirituali, dei sapienti, dei saggi e dei santi.
Ergo la questione fondamentale è – repetita iuvant – quella della VIRILITÀ SPIRITUALE!
La natura virile è attiva e quella femminile è ricettiva: che le donne debbano essere sottomesse agli uomini significa che nulla di buono potrà venire da loro se esse non imperniano la loro vita attorno all’ASSE DI STABILITÀ rappresentato dall’autentica virilità.
Le relazioni fra i sessi sono POLARI e non possono essere mai né neutre né neutrali: non esiste una parità fra i sessi; o l’uomo sottomette la donna o la donna finirà inevitabilmente per sottomettere l’uomo. Ce l’avete davanti agli occhi questa situazione e ancora non volete riconoscerla… ma – come dice la Sacra Bibbia - “a chi vuol vivere nell’errore, sarà data abbondanza di errore”!
Le donne autenticamente femminili di cui ho parlato non sono tali per virtù propria, ma perché sono state rettamente educate. Ed è l’uomo l’educatore e il maestro della donna perché a lui e a lui solo è stata affidata la SIGNATURA CELESTE E SACERDOTALE.
Il grosso problema è però che io mi muovo in un contesto sacrale che ai più, inevitabilmente, resterà sempre completamente sconosciuto e ignoto.
Odi profanum vulgus et arceo”…

Modificato da Ganesha - 8/10/2004, 09:14
maschilista 8/10/2004, 12:44

Caro Ganesha,
quando affermi che non bisogna farsi illusioni di sorta sull'Islam, cosa intendi di preciso?
Forse che anche "lì" è in atto un graduale e inarrestabile processo di "femminilizzazione" ?
In proposito vorrei rivolgerti un'altra domanda: cosa ne pensi dell'ultimo libro scritto da Oriana Fallaci,
La FORZA della RAGIONE?
(Io l'ho letto recentemente).

Modificato da maschilista - 8/10/2004, 13:51
maschilista 8/10/2004, 12:50

Ah, dimenticavo!
Naturalmente condivido tutto ciò che hai scritto nel tuo ultimo msg, in risposta a Paolo.
Diciamo che in proposito non ho la tua cultura, la tua preparazione, caro Ganesha; le mie considerazioni nascono soprattutto dall'esperienza personale.
Cioè dal fatto di aver girato mezzo mondo (sia per lavoro che per piacere), di aver conosciuto numerose donne di varie nazionalità e dal fatto di essere stato sposato...
Diciamo pure che ci sono esperienze che aprono la mente e che insegnano molto di più di qualsiasi lettura e di qualunque laurea... ;)

Modificato da maschilista - 8/10/2004, 23:19
Ganesha 8/10/2004, 21:12

Carissimo Maschilista, è veramente molto interessante sia ciò che affermi sia ciò che chiedi. Risponderò alle giuste ed appropriate domande che tu poni non appena possibile (probabilmente lunedì o martedì), dal momento che ora non ho più la lucidità mentale per farlo e che domani e dopodomani, come ho già annunziato, ho degli impegni abbastanza importanti che mi porteranno via l’intera giornata.
A presto dunque
Ganesha


-Renato- 10/10/2004, 14:08

ganesha:


------------ QUOTE ---------- Renato vorrei dire che bisogna stare attenti a non commettere queste due ingenuità:
1. Pensare che la donna sia “buona” per natura e che sia solo il femminismo che abbia corrotto la natura femminile. Non è affatto così: la natura femminile possiede un aspetto di tenebrosità e di infernalità che si estrinseca anche in quei luoghi dove il femminismo non è mai giunto. -----------------------------


Il male è ovunque, assolutamente vero nell'uomo e nella donna.Il femminismoteorizzato e dato giustificazioni alla malvagità femminile





------------ QUOTE ---------- Le uniche soluzioni al problema sono le seguenti:
1. Prendere coscienza e autoconsapevolezza della “questione maschile” e agire di conseguenza;
2. Riscoprire i fondamenti perenni del SANATANA DHARMA o della FITRA o della NATURA PRIMIGENIA del maschile e del femminile;
3. Cercare, per quanto possibile, pur con tutti i nostri difetti e i nostri limiti di uomini occidentali moderni decaduti, di ritrovare in noi la “VIRILITÀ SPIRITUALE”. -----------------------------


Senza offesa ganesha ma la cultura che tu proponi mi completamente stranea.La mia cutura rimane quella occidentale quella non corrotta da ideologie tra le quali anche il femminismo.Cosa intendi per "virilità spirituale"
Ganesha 12/10/2004, 18:13

Carissimo Maschilista, nei prossimi giorni mi sarà molto difficile partecipare alle attività del , conseguentemente oggi compio quest’ultimo sforzo per rispondere al tuo messaggio lasciato senza replica.

------------ QUOTE ---------- MASCHILISTA
Caro Ganesha, quando affermi che non bisogna farsi illusioni di sorta sull'Islam, cosa intendi di preciso? Forse che anche "lì" è in atto un graduale e inarrestabile processo di "femminilizzazione"? -----------------------------

Carissimo Maschilista, la questione dell’Islam è molto complessa, giacché il mondo musulmano non è un “blocco monolitico”, ma un “continente” variegato e frastagliato, in cui si agitano le più disparate e spesso contrapposte forze.
Io ho avuto la fortuna di trovare un ambiente in cui le differenze di genere sono ancora rispettate e salvaguardate nel modo più corretto, ma – per dovere di cronaca e per onestà intellettuale – devo sinceramente dire che ciò costituisce ormai, anche nello stesso mondo islamico, più un’eccezione che la norma.
Infatti anche la umma musulmana, perlomeno dal punto di vista della “questione maschile”, è allo sbando ed in essa è facile notare l’avanzare di pericolosi processi di “femminilizzazione”.
A proposito di relazione fra i sessi, ecco un ventaglio di posizioni errate che si possono trovare nella umma:

1. LA POSIZIONE FEMMINISTA: I fautori di tale tendenza credono fortemente nell’emancipazione della donna e nella riforma della shariya in senso femministico ed egualitario. Essi tendono a glissare o a edulcorare tutti quei passaggi del Corano e della Sunna in cui si parla della sottomissione della donna all’uomo e della superiorità cosmica dell’uomo sulla donna ed affermano che l’uomo e la donna sono eguali in tutto e per tutto e che dunque le donne possono fare qualunque cosa possa fare un uomo (ad esempio fare l’imam nella preghiera o dirigere una comunità). Un esempio di tale tendenza sono le idee propagate da Fatima Mernissi, che in futuro – quando avremo più tempo a disposizione – ci soffermeremo a commentare e a confutare nel dettaglio.
2. LA POSIZIONE MATRISTA: Tale tendenza è sentimentalmente legata alla figura della madre e conseguentemente propaganda una mentalità ed una sensibilità tipicamente “matrista-matriarcale”. Essa fraintende alcune affermazioni del Profeta (s.A.’a.w.s.) (ad esempio: “Il Paradiso è ai piedi delle madri”), le isola dal loro contesto e dà loro un senso assolutamente scorretto. Il tutto per dare un’importanza sproporzionata e deleteria alla figura della madre, che finisce per diventare la figura fondamentale e dominante della famiglia islamica, che ha potere su tutti: sul marito (ridotto ad essere una sua ridicola appendice e un passivo strumento nelle sue mani) e ancor di più sui figli, della cui vita ella decide e amministra ogni cosa (dal matrimonio al lavoro e al luogo di residenza).
3. LA POSIZIONE FONDAMENTALISTA: Questa è la posizione dei cosiddetti “talebani” e degli altri vari gruppi fondamentalisti o integralisti (salafiti, wahhabiti, etc.), i quali non sanno opporre al femminismo altro che una reazione stupida, violenta, becera, oppressiva ed opprimente basata su uno sterile, inefficace e controproducente letteralismo e rigorismo. D’altro canto la pretesa “integrità” di questa gente è molto ipocrita perché la legge islamica viene spesso da loro usata a convenienza: invocata quando conviene, lasciata in non cale quando diventerebbe scomodo invocarla.
4. LA POSIZIONE INDIFFERENTISTA: Questa è la posizione di gran parte dei musulmani (compresi molti di quelli che praticano il Tasawwuf), i quali credono che la “questione maschile” non sia in definitiva una questione così fondamentale e importante. Costoro pensano che, in definitiva, non ha molta importanza che tipo di rapporto uomini e donne instaurino fra loro; la cosa importante è invece solo il tipo di rapporto che l’uomo instaura con Dio. Costoro hanno un concetto molto astratto dell’essere umano ed hanno perduto la dottrina tradizionale secondo la quale la relazione che l’uomo instaura con la donna è invece importantissima, essendo l’intera manifestazione imperniata sull’equilibrio fra lo Yang e lo Yin.
5. LA POSIZIONE NEOSPIRITUALISTA: Questa è una posizione che sta prendendo sempre più piede in un tipo di Tasawwuf occidentalizzato, femministizzato e neospiritualizzato, che sta divenendo sempre più di moda, specie fra gli occidentali “convertiti” all’Islam. Costoro, fraintendendo certi passaggi di Rumi, di Ibn ‘Arabi o di altri sufi in cui si fa riferimento ad una spiritualità di tipo “bhaktico” o “shaktico”, sono arrivati a credere che mentre all’uomo spetta la supremazia sull’esteriore, alla donna spetterebbe la supremazia sull’interiore. In altre parole costoro credono che i passaggi coranici e della Sunna in cui si afferma la supremazia dell’uomo sulla donna sono veri, ma essi si riferirebbero solo all’ambito della Legge esteriore; nell’ambito della Verità interiore invece questa relazione si ribalterebbe e la donna diventerebbe preminente sull’uomo. Ora, dal momento che l’interiore è superiore all’esteriore ne conseguirebbe che… la donna sarebbe ontologicamente superiore all’uomo!…

Come vedi dunque, non c’è molto da sperare da un ambiente simile, dove le posizioni sono molte, ma tutte concordi nel camuffare la Verità, presentandola in modo del tutto distorto.

------------ QUOTE ---------- In proposito vorrei rivolgerti un'altra domanda: cosa ne pensi dell'ultimo libro scritto da Oriana Fallaci, La FORZA della RAGIONE? (Io l'ho letto recentemente). -----------------------------

Non ho letto il libro della Fallaci, ma ne conosco abbastanza bene il contenuto, perlomeno nelle linee generali.
Perciò mi sento di poter condividere il parere di una persona molto intelligente che conosco, la quale ha invece scandagliato questo libro abbastanza analiticamente e me ne ha fornito il seguente giudizio: “A me sembra che il libro della Fallaci si intitoli LA FORZA DELLA RAGIONE solo in maniera ironica, perché esso testimonia più della DEBOLEZZA della ragione che della sua forza. Esso è più un sottoprodotto umorale partorito dall’isteria di questa donna, che un prodotto razionale, perché manca di conoscenza: è infatti un concentrato di luoghi comuni e testimonia di come l’Occidente ormai conosca poco non solo l’Islam, ma anche la sua stessa storia. Tale libro è pericoloso perché unisce una crassa stupidità alla presunzione di sapere…”.

------------ QUOTE ---------- Diciamo che in proposito non ho la tua cultura, la tua preparazione, caro Ganesha; le mie considerazioni nascono soprattutto dall'esperienza personale. Cioè dal fatto di aver girato mezzo mondo (sia per lavoro che per piacere), di aver conosciuto numerose donne di varie nazionalità e dal fatto di essere stato sposato... Diciamo pure che ci sono esperienze che aprono la mente e che insegnano molto di più di qualsiasi lettura e di qualunque laurea... -----------------------------

Sono perfettamente d’accordo con te, carissimo Maschilista, nel senso che è vero che ci sono “esperienze che aprono la mente e che insegnano molto di più di qualsiasi lettura e di qualunque laurea”.
Io infatti ho avuto una prestigiosa carriera scolastica ed accademica, ma le mie reali conoscenze non derivano affatto da lì. Esse non derivano neanche dalla lettura di libri (anche se questi ultimi hanno certo avuto il loro peso nella mia formazione). Esse derivano soprattutto dall’aver potuto beneficiare del contatto prolungato e salutare con un vero Maestro, attualmente vivente ed operante.
Questo messaggio è però ora diventato troppo lungo e sono costretto a salutarti.
Spero però che i nostri contatti continuino e si rafforzino.
Come ho già annunciato in apertura di messaggio, sarò costretto per alcuni giorni a interrompere (o perlomeno a ridurre drasticamente nel numero e nel contenuto) il flusso dei miei messaggi al , ma mi farebbe piacere se, in futuro, trovassimo il modo di proseguire questa importante discussione.
Se vuoi, potremo anche parlare più appropriatamente di certe cose attraverso lo strumento dei messaggi privati o delle e-mail, ma lascio a te una decisione in tal senso.
Un cordiale saluto
Ganesha

Ganesha 13/10/2004, 09:52

Per Renato

Mi sono accorto che fra le varie risposte di cui ero debitore verso membri di questo (Maschilista, Larocque, etc.) vi era anche un intervento di Renato che avevo lasciato senza replica. Rimedio adesso a questa mia mancanza.

------------ QUOTE ---------- RENATO
Il femminismo ha solo teorizzato e fornito giustificazioni alla naturale malvagità femminile. -----------------------------

Carissimo Renato, sono perfettamente d’accordo con te. Infatti la manifestazione della “tenebrosità” e della “caoticità” connaturate all’animo femminile ha ovviamente preceduto la comparsa storica del Femminismo. Il Femminismo non ha fatto altro che IDEOLOGIZZARE tale naturale “tenebrosità”, come tu stesso ammetti.

------------ QUOTE ---------- Senza offesa Ganesha, ma la cultura che tu proponi mi è completamente estranea. La mia cultura rimane quella occidentale non corrotta da ideologie, tra le quali anche il femminismo. -----------------------------

Siamo d’accordo, Renato, però mi sembra che io qui non ti stia proponendo di accettare e di condividere integralmente tutto ciò che io affermo, ma solo di delineare una “piattaforma comune d’intesa” basata su dei principi essenziali che in questo è bene che tutti condividiamo.
Fra questi principi io includo:

1. PRIMO PRINCIPIO: La presa di coscienza dell’esistenza di una “questione maschile” e della sua basilarità nella vita di ogni uomo (molti uomini non sanno neanche cosa sia la “questione maschile” e molti di quelli cui abbiamo provato a spiegarlo ci hanno risposto che essa non è essenziale. Quando abbiamo fatto notare che, dati i tempi, se non ci si occupa di “questione maschile” si arriverà al momento in cui agli uomini non sarà neanche più possibile trovare un mestiere decente, fondare una famiglia e realizzarsi come esseri umani, alcuni ci hanno risposto che siamo dei paranoici, degli esaltati o dei “maschilisti” (e ti pareva!…), altri ci hanno risposto che la cosa non li toccava né li impressionava minimamente e che tutti i nostri discorsi avevano un’importanza che si può ritenere prossima allo zero ed altri ancora hanno avuto addirittura l’“ardire” di replicare che ciò è anzi un bene, perché le donne sono migliori degli uomini ed un eventuale loro potere, foss’anche tirannico e assoluto, sarebbe comunque sempre maggiormente auspicabile dei danni che i “maschi” hanno apportato già a sufficienza e a profusione al pianeta Terra!…). Ora, io penso che la CENTRALITÀ della “questione maschile” nella nostra vita sia qualcosa che, nonostante le innegabili e a volte anche profonde differenze che esistono fra i membri di questo , ci accomuna tutti e che invece ci differenzia dagli altri uomini che sono o indifferenti a tale questione (quasi come se essi fossero ciechi e non riescano a vedere il male-bashing montante che c’è nella nostra società o quasi come se essi, pur percependo in maniera più o meno nitida e più o meno chiara tale denigrazione del maschile, non abbiano il fegato per affrontare il problema e di conseguenza lo rimuovano dalla loro coscienza) oppure appartengono alla famigerata schiera dei “maschi pentiti”, i quali sono spesso ancora più “sfegatati” delle più esaltate delle femministe (sono più realisti del Re, anzi della regina!…) nel sostenere la superiorità del genere femminile come “razza pura ed eletta” (o non sarebbe meglio dire come “sesso puro, innocente ed eletto”) ed il conseguente sterminio del genere maschile (o perlomeno la sua riduzione in schiavitù).

2. SECONDO PRINCIPIO: La riscoperta dei fondamenti perenni della NATURA PRIMIGENIA del maschile e del femminile. Infatti, quando un edificio crolla è necessario, per ricostruirlo, contattare qualcuno che abbia conoscenza delle leggi della statica e che si intenda di SCIENZA DELLE COSTRUZIONI, vale a dire un architetto o un ingegnere; diversamente, quand’anche si dovesse pervenire a ricostruire l’edificio, questo crollerà nuovamente in breve tempo, perché non sarà stato rifondato su basi più solide. Fuor di metafora, quel che voglio dire è che, dopo il crollo dell’”impalcatura” abbastanza fragile su cui si fondava nel recente passato la distinzione dei generi, bisogna rifondare questo edificio su basi più solide e più stabili di quelle che l’Occidente moderno possedeva per distinguere fra loro la natura e i compiti differenti dei due generi. Per far sì che ciò avvenga bisogna contattare degli architetti o degli ingegneri che si intendano veramente di SCIENZA DELLE COSTRUZIONI e che sappiano progettare ed edificare edifici solidi e stabili (è il discorso evangelico della casa che deve essere fondata sulla roccia e non sulla sabbia, altrimenti essa viene spazzata vai al primo soffio di tempesta. Per questo il Cristo – ‘a.s. – invita fortemente a “COSTRUIRE SULLA ROCCIA”). Questi architetti e questi ingegneri sono i SAPIENTI e i SAGGI (del passato e del presente) che conoscono realmente la NATURA UMANA (sono essi i veri ANTROPOLOGI e i veri FILANTROPI: sono solo loro che conoscono ed amano sul serio l’essere umano) e che sanno veramente su quali basi metafisiche, simboliche e cosmologiche essa si fonda.

3. TERZO PRINCIPIO: Il tentativo di recuperare, per quanto possibile e pur con tutti i nostri difetti e i nostri limiti di uomini occidentali moderni decaduti, una vita interiore che ci permetta di analizzare in maniera critica i fenomeni che avvengono nella nostra società e di evitare di essere dei passivi strumenti che inconsciamente compiono ciò che l’infernale circuito psicologico, sociale, culturale e mediatico in cui siamo immersi vuole che noi compiamo.

Ritengo che anche se la tua cultura “rimane quella occidentale non corrotta da ideologie”, questa sia una “PIATTAFORMA D’INTESA” a cui tu non puoi rinunciare, altrimenti non vedo proprio di cosa dobbiamo discutere in questo , se non ci dovessimo intendere neanche sui questi punti fondamentali. E cos’altro è “la cultura occidentale purificata dalle ideologie” se non il recupero dell’autentica natura dell’essere umano e dei generi?

------------ QUOTE ---------- Cosa intendi per "virilità spirituale"? -----------------------------

Per “virilità spirituale”, oltre alle tante altre cose che ho delineato in altri post e che qui non ho il tempo di ripetere, io intendo l’attitudine dell’uomo che si sveglia dal torpore e che di fronte agli eventi della vita e alle azioni e reazioni sfavorevoli dell’ambiente in cui si trova immerso, delle donne con cui egli entra in contatto e di tutti gli altri esseri umani con cui egli dovrà relazionarsi lungo tutto l’arco della sua esistenza terrena, non rimane inerte e passivo, subendo gli eventi e mai intervenendo criticamente, ma si pone in maniera attiva, virile ed “eroica” (volendo anche “eroica in senso tragico”) contro tutto il male che ogni uomo è destinato a subire nella “vile” esistenza che ci è toccato in sorte (“moira”) di condurre su questa Terra.
Un saluto
Ganesha

Modificato da Ganesha - 13/10/2004, 10:56
Barnart 13/10/2004, 10:17

------------ QUOTE ----------
1. PRIMO PRINCIPIO: La presa di coscienza dell’esistenza di una “questione maschile” e della sua basilarità nella vita di ogni uomo (molti uomini non sanno neanche cosa sia la “questione maschile” e molti di quelli cui abbiamo provato a spiegarlo ci hanno risposto che essa non è essenziale.

Quando abbiamo fatto notare che, dati i tempi, se non ci si occupa di “questione maschile” si arriverà al momento in cui agli uomini non sarà neanche più possibile trovare un mestiere decente, fondare una famiglia e realizzarsi come esseri umani, alcuni ci hanno risposto che siamo dei paranoici, degli esaltati o dei “maschilisti” (e ti pareva!…), altri ci hanno risposto che la cosa non li toccava né li impressionava minimamente e che tutti i nostri discorsi avevano un’importanza che si può ritenere prossima allo zero ed altri ancora hanno avuto addirittura l’“ardire” di replicare che ciò è anzi un bene, perché le donne sono migliori degli uomini ed un eventuale loro potere, foss’anche tirannico e assoluto, sarebbe comunque sempre maggiormente auspicabile dei danni che i “maschi” hanno apportato già a sufficienza e a profusione al pianeta Terra!…).

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Bene Ganesha,
con quanto sopra hai praticamente chiuso il cerchio delle "obiezioni" che vengono mosse dalla quasi totalità degli uomini a coloro che tentano di sollevare davanti ai loro occhi la QM, dimostrando di avere attentamente seguito il percorso della loro ...autodifesa (cioè dell'automenzogna):

Non sanno ...xché non vedono,
non vedono ...xché "il fatto non sussiste"
se sussiste ...non è importante
se è importante ...è giusto che le cose vadano così.

("Gli uomini devono espiare!" mi diceva infine il prof. Pittarello Uni-PD argomentando precisamente in quella successione circolare e letale).

Così il ciclo ricomincia ma questo girare irrazionale ha la sua causa nel cuore:
paura, vergogna, colpa, autodisprezzo, perdita di Senso e di simboli, soggezione emotiva davanti alla madre (il Grande Nido) ed alla partner (la Porta Celeste) due poteri tremendi - qs.ti ultimi - a compensazione/freno dei quali non vi è più nulla.

Rino

Ganesha 13/10/2004, 10:44

Molto bene, Rino, come sempre ci intendiamo alla perfezione.
I "maschi pentiti" e le femministe non hanno però fatto ancora i conti con gente agguerrita come noi.
Le femministe sono delle sciocche: finora hanno avuto a che fare con mezze cartucce e per questo hanno creduto di poter vincere la guerra, vedremo cosa saranno in grado di compiere adesso che sono scesi sull'arena i veri FIGLI DI MARTE (a quell'utente di sesso femminile che ironicamente si firmava qualche tempo fa con il nickname di “Is there life on Mars?” io, virilmente e regalmente, rispondo: “Yes, of course: there is life on Mars, what I wonder is whether there is life on Venus!”…).
La vera “guerra fra i sessi” è iniziata solo ora e vi assicuro che l’esito non sarà affatto quello auspicato dalle femministe: nonostante i segni esterni dicano tutto il contrario, per il femminismo noi abbiamo già iniziato da tempo a salmodiare il requiem.
Di conseguenza invito Devilchry a non disperarsi: l’esito di una guerra non è mai determinato fino a quando non si combatte l’ultima battaglia.
E di battaglie da combattere ce ne sono ancora tante: LA GUERRA NON È ANCORA FINITA, AL CONTRARIO: ESSA È APPENA INIZIATA!
Ganesha

Modificato da Ganesha - 13/10/2004, 11:48
-Renato- 13/10/2004, 20:57

Ganesha:

------------ QUOTE ---------- Siamo d’accordo, Renato, però mi sembra che io qui non ti stia proponendo di accettare e di condividere integralmente tutto ciò che io affermo, ma solo di delineare una “piattaforma comune d’intesa” basata su dei principi essenziali che in questo è bene che tutti condividiamo. -----------------------------

Ganesha, questo è un aperto a tutti.Anche a chi non la pensa come me o te o come U3000.Chi scrive qui da tanto tempo o meno, di solito è perchè percepisce qualcosa che non va.Questo non vuol dire che sia d'accordo con l'associazione che gestisce questo .I miei principi sono quelli di U3000 più qualche mia variante personale su alcuni punti, ma diciamo che il 95% e piùdi quello che Barnart dice e scrive e ha scritto sul libro lo condivido pienamente.Oltre a quello che c'è scritto sul sito da altri "tremillisti"
questo è una punto di incontro su un malessere diffuso,non vuole imporre dei principi per partecipare al .Anche perchè sarebbe cosa ardua.I principi ci sono e sono nella associazione di U3000 se uno vuole partecipare., Comunque chi rimane aderisce a certe idee da dei suoi contributi e modifica il suopensiero laddove lo crede meglio.Diciamo che parlando si arriva a definire qualcosa di comune.


Riguardo ai principi che hai scritto, sono d'accordo sul primo e secondo.Il terzo non lo ho capito.
Il primo obiettivo per me rimane far conoscere a l'ideologia femminista di cosa tratta e come si manifesta.



Modificato da -Renato- - 14/10/2004, 21:03
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