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"NON TOCCATE QUELLE NATICHE!"



Uomini 3000

Discussione: "NON TOCCATE QUELLE NATICHE!" Cominciata da Ganesha
Parte 1 di 1   

Ganesha 26/9/2004, 12:23

Non sappiamo se ridere o piangere di fronte allo stato in cui si è oggi ridotta la giurisprudenza.
In ogni caso confessiamo di aver riso a lungo quando abbiamo appreso la notizia che riportiamo sotto, soprattutto leggendo il responso, superbamente comico, con cui la Cassazione ha motivato la sua condanna.
Dopo una buona mezz’ora però, quando il nostro riso si è alfine placato, è subentrata la fase riflessiva ed allora abbiamo trovato meno motivi per sganasciarci dalle risate.
In ogni caso constatiamo che neanche un magistrato, pur con tutta la sua perizia e la sua sottigliezza da leguleio, è riuscito a scampare alla condanna che il sistema femminista impone a chi osa PROFANARE l’idolo che la massa adora e che è diventato intoccabile: il CORPO FEMMINILE.
Ma da cosa sono costituiti dei glutei femminili? Da una semplice impalcatura ossea su cui si avvolgono delle misere carni destinate al disfacimento, alla consunzione, alla corruzione e alla necrosi.
E per questa misere carni destinate alla consunzione voi emanate sentenze del genere?
Ma se in quest’epoca tutto è stato profanizzato, da dove vi salta in mente di profferire una simile condanna?
In nome di quale giustizia vi è lecito giudicare in simile modo?
In nome della giustizia di Dio? o forse della giustizia del re? o di quella del popolo?… o non piuttosto in nome della… “giustizia delle chiappe”?
In realtà quando un popolo smette di adorare lo Spirito, si prende sempre un idolo come surrogato.
L’idolo di questa società è… il culo femminile: osannato, vezzeggiato, protetto, esaltato, intoccabile, sacro, assolutamente non profanabile…

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TOCCAVA IL SEDERE ALLE IMPIEGATE, CONDANNATO GIUDICE
La Cassazione ha confermato che il reato in specie rientra nella nozione di violenza sessuale

Roma – La Cassazione ha confermato la condanna per violenza sessuale a 11 mesi e 10 giorni di reclusione – pena sospesa con la condizionale – inflitta a un magistrato di legittimità, Michele Annunziata, colpevole di… aver toccato, nel 2000, con… “MOSSE IMPROVVISE E REPENTINE” il sedere di una dirigente della Suprema Corte e quello di altre due impiegate.
Invano l’imputato ha tentato di difendersi, davanti ai suoi stessi colleghi, sostenendo che quelle pacche sul sedere “se mai ci sono state, altro non erano che comportamenti volgari, ma non incidenti sulla libertà di determinazione sessuale dei soggetti passivi”.
La Terza sezione penale che lo ha giudicato – il processo era nato dopo la denuncia della dirigente e le deposizioni delle altre due ragazze – gli ha risposto che rientra nella nozione di violenza sessuale “qualsiasi atto che, risolvendosi in un contatto corporeo tra soggetto attivo e soggetto passivo, ANCORCHÉ FUGACE ED ESTEMPORANEO, sia finalizzato e normalmente idoneo a porre in pericolo la libertà di autodeterminazione del soggetto passivo nella sua sfera sessuale”.
In particolare, Annunziata, è stato condannato per aver compiuto sulle tre donne… “il TOCCAMENTO LASCIVO DEI GLUTEI, con violenza, consistita nell’aggredirle… DA TERGO E PRODITORIAMENTE, ELUDENDONE LA VIGILANZA, con abuso di relazioni di ufficio in quanto magistrato della stessa Corte Suprema di Cassazione”. Il giudice agiva con… la modalità della pacca sul sedere…APPROFITTANDO DI TUTTI I MOMENTI PROPIZI: come quando le sue vittime uscivano da una porta o rispondevano al telefono.
Per quanto riguarda, invece, la condanna a venti giorni di reclusione inflitta al GIUDICE MOLESTATORE per il DELITTO di “atti osceni”, la Cassazione ha eliminato questa parte della pena sostenendo che “chi avesse assistito agli atti compiuti dall’imputato non avrebbe provato alcuna eccitazione erotica e, quel che più conta, li avrebbe valutati sotto il profilo della correttezza del contegno, ma non avrebbe potuto immediatamente ricondurli a quei comportamenti sessuali che… PER ANCESTRALE ISTINTIVITÀ, CONTINUITÀ PEDAGOGICA [?!?], STRATIFICAZIONE DI COSTUMI ED ESIGENZE MORALI, tendono a svolgersi nell’intimità e nel riserbo”.

I PRECEDENTI

Anno Domini (o Anno Glutei?…) 2001: “UNA SOLA VOLTA IL CAPO PUÒ PALPEGGIARE”
Via libera in ufficio a chi vuole allungare le mani sul fondoschiena delle colleghe: infatti la Suprema Corte afferma che a condizione che il gesto sia “isolato e repentino” non costituisce “offesa alla sfera sessuale della donna”.

Anno Domini (o Anno Glutei?…) 2003, DIETROFRONT: “IL PALPEGGIAMENTO È REATO ANCHE SE FUGACE”
Per quanto veloce e non atta a soddisfare pienamente l’“istinto sessuale”, la pacca sul sedere è reato “in quanto violenza sessuale” che integra una “aggressione alla sfera sessuale della vittima”.

Anno Domini (o Anno Glutei?…) 2004: “LA PACCA È REATO, MA NON SEMPRE IMPUDICO”
Altro passo avanti della Suprema Corte nella definizione di questo DELITTO [addirittura “delitto”!…]SESSUALE. La pacca sul sedere è una violenza sessuale, ma non integra il reato di atti osceni.
In pratica le pacche che non istigano l’istinto sessuale dell’uomo di media moralità, sono da considerarsi atti “relativamente osceni” che non offendono il comune senso del pudore.
Confermata dunque la condanna per violenza sessuale nei confronti del furtivo “palpeggiatore”, cancellata invece quella per “atti osceni” perché le sue pacche suscitavano solo indignazione e non eccitazione erotica.

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E così giustizia è fatta, il progresso morale dei popoli è garantito e la civiltà è salvaguardata.
Una civiltà in cui le donne sono libere di andare anche nude per le strade e in cui regna un’assoluta e incontrastata promiscuità sessuale in tutti i luoghi della vita pubblica e in cui però al “maschio porco che abusa della autodeterminantesi [qualcuno ci spieghi cosa vuol dire] sfera sessuale femminile” è fatto assoluto divieto di toccare, palpeggiare, forse anche sfiorare inavvertitamente.
Prima si trasforma la vita pubblica in un bordello e poi si pretende che in questo bordello i “maschi” controllino la loro “libido”! E no, signori miei, noi non ci stiamo al fatto che il “maschio”, attraverso un processo di castrazione volontaria o imposta, diventi il “capro espiatorio” per il pandemonio che voi, ipocriti “civilizzatori”, avete creato!
Quando a quello che i magistrati compiono nella aule della “Suprema Corte”, adesso finalmente comprendiamo perché la giustizia italiana non funzioni o abbia tempi così lunghi: alcuni suoi membri (come ha già fatto notare qualcuno: potenza delle parole!) sono troppo impegnati a passare il loro tempo cercando di approfittare di tutti i… “momenti propizi” per toccare il sedere delle loro colleghe, le quali a loro volta sono troppo impegnate a:
1. mostrare che possono vestirsi – o svestirsi – come vogliono,
2. mostrare che possono atteggiarsi e provocare come meglio credono,
3. denunciare gli eventuali stupidi, sprovveduti e beceri molestatori, che inevitabilmente - data l’asinità che regna sovrana presso alcuni esponenti che del tutto indegnamente appartengono al genere maschile – cadranno nella trappola loro tesa.
I saggi riferiscono che il modo in cui una società si rapporta all’erotismo costituisce il metodo più corretto per verificare della sua integrità etica e spirituale: se una società non sa esprimere da parte maschile un erotismo più elevato di quello consistente in una fuggevole, furtiva, inconcludente e volgare pacca sui glutei femminili e da parte femminile un erotismo più sincero di quello consistente nel gusto sadico e volgare di vestirsi (o svestirsi) come meglio si crede, di atteggiarsi a sgualdrine, di pretendere l’assoluta promiscuità sessuale, salvo poi denunciare i “delitti sessuali” compiuti dal solito “maschio porco e abusatore”, ciò è indice che una simile società è già giunta alla frutta…
Faremo infine notare una cosa: una pacca sul sedere di una donna costituisce “aggressione alla sfera sessuale della vittima”?… Molto bene: che cosa dovremo allora dire noi di una recente pubblicità di un cellulare telefonico, dove un’emerita sgualdrina infilava un gelato nel costume di un emerito babbeo.
Non è anche questa forse un’“aggressione alla sfera sessuale intima della vittima” o simili leggi valgono solo per il corpo femminile?
È possibile, in base ad una simile legge, condannare o perlomeno multare, quelle società, quelle agenzie pubblicitarie o quei registi cinematografici che introducono nei loro film o nei loro spot pubblicitari scene in cui si incita all’“aggressione della sfera sessuale maschile”?…


Modificato da Ganesha - 26/9/2004, 13:25
Joker 26/9/2004, 13:01

------------ QUOTE ---------- Ma da cosa sono costituiti dei glutei femminili? Da una semplice impalcatura ossea su cui si avvolgono delle misere carni destinate al disfacimento, alla consunzione, alla corruzione e alla necrosi. -----------------------------

:lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

questa andrebbe messa nel sito a caratteri cubitali :D

(ovviamente concordo in pieno :))


Ganesha 26/9/2004, 17:12

Molto bene Joker, mi fa enormemente piacere constatare che ci troviamo d'accordo.
Un saluto e a presto
Ganesha
Barnart 27/9/2004, 16:28

------------ QUOTE ---------- ...a scampare alla condanna che il sistema femminista impone a chi osa PROFANARE l’idolo che la massa adora e che è diventato intoccabile: il CORPO FEMMINILE.

....

Ma se in quest’epoca tutto è stato profanizzato, da dove vi salta in mente di profferire una simile condanna?

In nome di quale giustizia vi è lecito giudicare in simile modo?



L’idolo di questa società è… il culo femminile: -----------------------------

1- ...a scampare alla condanna che il sistema femminista impone a chi osa PROFANARE l’idolo che la massa adora e che è diventato intoccabile: il CORPO FEMMINILE.

Bravo Ganesha, il termine esatto è profanazione. Ma si può profanare soltanto ciò che è sacro e ricordo che la sacralità include distanza e intangibilità. Il corpo femminile è diventato sacro e si trova in esso la sacralità della donna? Bene, ma esso è sacro in una sola direzione, nell'altra, nel suo uso maramaldesco contro gli ormoni maschili la sua sacralità scompare. E' una sacralità unidirezionale. Che si tratti di un escamotage volto a fini inconfessabili?
E' da cattivi pensarlo?

Un luogo sacro è un luogo inavvicinabile se non agli iniziati. Solo chi si sottomette a determinate discipline ci si può avvicinare. Bene, ma qual è la distanza dal Tempio che non deve essere superata? Le adiacenze, le vicinanze? L'intera provincia, l'intera regione, o tutto il continente che porta il suo nome o forse l'intero pianeta? Quando l'intero pianeta è diventato sacro a qc.no significa che per qc. altro non vi è più posto.

Nelle donne è sacro il corpo. Bene.
E negli uomini cosa vi è di sacro, cosa vi è la cui violazione venga sanzionata con la prigione? La cui violazione costituisca un delitto?
Amici, ditemi cosa vi è oggi di sacro in un maschio, di profanabile in un uomo.


2- ...Ma se in quest’epoca tutto è stato profanizzato, da dove vi salta in mente di profferire una simile condanna?...

"Lesa maestà" si tratta di Lesa Maestà.
Quando non vi è più proporzione tra l'illecito e la pena è allora che si entra nella dimensione del vilipendio ad una Superiore Entità. La "tolleranza zero" è la parola d'ordine che porta a quella condizione. Essa significa che un piccolo torto, un fastidio irrilevante deve essere punito con la pena prevista per i massimi delitti. Esattamente quel che accade nella Lesa Maestà dove una parolina, un gesto minuto, ...un voltoreato, portano legittimamente il reo sul capestro. Legittimamente.


Così oggi stanno le cose.


3- In nome di quale giustizia vi è lecito giudicare in simile modo?

Se la sete di vendetta esistesse avremmo in mano una risposta.
Perché escludere che esista?


4- L’idolo di questa società è… il culo femminile:

Come si fa a negarlo?

Rino U3







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