Uomini 3000
Discussione: Mio Dio Santo Benedetto... Cominciata da Joker
Parte 1 di 1
Joker 2/8/2004, 18:16
tratto da : http://www.unionesarda.it/unione/2004/NZ08...PRIMA/A01A.html
Più maschi tra gli arpisti di Marco Bertoncini Assistendo, qualche sera addietro, a un concerto mozartiano nel fascinoso cortile romano di Sant’Ivo alla Sapienza, riflettevo sulla pervicacia con la quale gruppi di pressione sono riusciti ad imporre un’obbligatoria ed elevata (un terzo) percentuale di presenze femminili nelle liste elettorali europee. I risultati sono sotto gli occhi: sono state elette solo quelle donne che già avevano un proprio seguito consolidato e quindi non necessitavano di alcuna riserva rosa, ovvero quelle che sono state volutamente sostenute (essenzialmente da formazioni del centro-sinistra) per dimostrare che i partiti di appartenenza avrebbero avuto donne europarlamentari; talvolta, come nel caso della Gruber, mercé la consolidata attrezzatura elettorale della vecchia base del Pci. Moltissime fra le candidate hanno rastrellato poche preferenze, siccome prive di reale seguito: a conferma dell’essere state inserite in lista per il rispetto della quota minima obbligatoria, per far numero, e basta. Perché mai, di fronte al brillio fosforescente delle note di Mozart che sfidavano in ardita altezza le bizzarrie geniali della lanterna del Borromini, andare a riflettere su eventi così distanti dalla sublime bellezza del luogo? L’occasione era semplice: l’orchestra che sonava aveva in organico una sola arpista. Arpista donna. Come due arpiste, donne, sono in organico nell’orchestra di Santa Cecilia. Come arpiste sono quelle del teatro dell’Opera. E via di questo passo. Anche nei concerti di Mahler, quando al direttore si accosta un vigile urbano per sbrigare il traffico degli strumentisti, mai che si veda un arpista maschio. Sembra che oggi in Italia vi siano arpiste, senza arpisti. E’ mai possibile che simili discriminazioni femminilistiche continuino a perpetuarsi? Allora, si rimedi: si applichi agli arpisti il principio delle quote rosa, o meglio delle quote azzurre, nella fattispecie. Si riservino posti, nei conservatorii, nelle orchestre, nei concorsi, in percentuale, poniamo, di due terzi agli arpisti maschi. Percentuale esagerata? Non diremmo, stante l’insussistenza di maschi sonatori dello specifico strumento. Occorre, seguendo la logica sedicentemente antidiscriminatoria e in realtà profondamente illiberale dei sostenitori di riserve e quote, riequilibrare il settore. Come si vogliono più donne elette (curioso assunto, atteso che la larga maggioranza del corpo elettorale è di sesso femminile), così si dovrebbero volere più maschi fra gli arpisti. Quindi, bisogna limitare l’accesso femminile (oggi favorito) alla carriera di arpista e ampliare la base maschile. Solo così si potrà avere, fra un po’ d’anni, una robusta presenza di uomini che suonino l’arpa, superando l’odierna discriminazione di fatto. Si dirà: sono gli uomini a non voler fare gli arpisti. Che c’entra? So-no pure le donne a non voler fare la carriera politica o amministrativa, eppure si pretende di fissare per legge quote loro riservate. Come le femminucce debbono essere messe in grado di superare le presunte difficoltà per farsi eleggere, così anche i maschietti dovrebbero poter superare le presunte difficoltà che si frappongono alla loro carriera musicale. Vivaddio: se Nerone sonava la cetra all’incendio di Roma - come tramanda una vieta leggenda metropolitana che mette insieme pettegolezzi di Svetonio con ostilità faziose di Tacito, reminiscenze di letture infantili del Quo vadis? con vivide battute di Petrolini - si potrà pur consentire a un ampio stuolo di giovinotti italiani del terzo millennio di sonare l’arpa. La musica, si chiederà, sarebbe più gradevole con arpisti uomini? Senz’altro no. Ma anche la politica non trae né giovamento né danno dalla presenza di più donne. Se, dunque, si vogliono più donne in Parlamento, per converso si favoriscano più uomini alle arpe.
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alberto s.c. 3/8/2004, 15:45
Piu donne al parlamento e piu' uomini alle arpe. questa si che 'e bella.
Noi c'e' la suoniamo e loro ci dettano legge! Barnart 3/8/2004, 15:48
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Piu donne al parlamento e piu' uomini alle arpe. questa si che 'e bella.
Noi c'e' la suoniamo e loro ci dettano legge!
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Non escluderei però che costui voglia insinuare qualcosa che non si sente di denunciare direttamente. Fa il sornione, il semiironico e rovescia il tema per denunciare la politica delle quote. E' un antiquotista criptico.
Forse...
Rino U3
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