Approfondimenti

Home   La realtà   Archivio forum biennio 2004-2005   Archivio 4   Maschilismo=Femminismo  

Maschilismo=Femminismo



Uomini 3000

Discussione: Maschilismo=Femminismo Cominciata da Abigor2
Parte 1 di 1   

Abigor2 29/1/2004, 06:05


Credo sarebbe il caso di trattare anche questo tema,considerato che, pure in questo , c'è chi è convinto che per debellare il femminismo occorra far ricorso all'altrettanto detestabile maschilismo,non rendendosi conto così di alimentare all'infinito ciò che noi combattiamo:il femminismo.






Joker 29/1/2004, 12:38

maschilismo = nazismo

femminismo = nazismo

Non ci sono vie di mezzo, non esiste un maschilismo intelligente e
tanto meno esiste un femminismo intelligente. E' già sbagliato il
nome, figuriamoci il resto.

Qualcuno ha scritto che le donne che scesero in piazza come "cittadine" erano
nel giusto, quelle scese in piazza come "donne" erano nel torto. Giustissimo.

Questa è la definizione di femminismo, non mi stancherò mai di ripeterlo :
un movimento che come nome porta un singolo lato della realtà (il femminile),
ma nel suo agire vuole imporre il suol volere all'intera realtà umana (maschile e
femminile) è un movimento di stampo nazista. Significa proclamare la "razza
ariana" e dire : se non state dalla nostra parte (il Bene) siete irrimediabilmente
dalla parte sbagliata (il Male).


L'ha scritto anche lelen in un suo post :
gli uomini dovrebbero dichiararsi femministi...

No, io non sono femmina e non appoggio un movimento che fa riferimento
solo alla realtà femminile. Un movimento simile lo combatto, e basta.


mi.ro 29/1/2004, 18:11

------------ QUOTE ----------
... In questo cui si ostina a riconoscere come femminista tutto ciò che é contro il maschile,azzerando in tal modo ogni conquista femminile dovuta secondo voi solo a circostanze storiche come l'industrializzazione...
-----------------------------

Il voto alle donne è stata una conquista civile delle donne e degli uomini (sì, anche loro), non è una conquista "femminile". L'aborto è una conquista "femminile", così come la presunzione di colpevolezza (anticostituzionale) nelle molestie, e gli infiniti privilegi legali e morali di cui la donna gode praticamente in ogni campo.

Ogni conquista solo "femminile" è un'usurpazione ai diritti di altri.

L'ho detto, lo ripeto e lo ripeterò all'infinito: quella dei generi iniziata dal femminismo è una GUERRA PER IL POTERE.

Roberto

PS.: comunque qui non ci puoi scrivere. Questa è l'area riservata.
silverback 29/1/2004, 22:59

A cosa è servita l'immensa opera maschile? Perché i faraoni hanno costruito le piramidi? Non bastavano le capanne di fango e paglia? Perché l'uomo ha fatto gli Stati? Sarebbero bastati i villaggi, no? Perché le strade? I treni? Gli aereoplani? Le navi? Per andare dove? Si sarebbe potuti restare eternamente e amorevolmente uniti, nelle "primordiali ed egualitarie" società matriarcali senza sentire né avere il bisogno di conoscere e vedere "altro", visto e considerato che tutto ciò che c'è e c'era da conoscere e da sapere è ed era "in se stessi"! E perché "abbiamo" inventato i vaccini? La penicillina? Gli anticoncezionali? E perché la Rivoluzione Industriale? L'Illuminismo? La pensione? L'istruzione obbligatoria? La ginecologia? (Praticamente "abbiamo" inventato quasi tutto..) Non sarebbe stato meglio vivere alla giornata, come nelle antiche, pacifiche ed egualitarie società matriarcali (se mai esistettero..) dove "niente cambiava e tutto ritornava"?.....

Eppoi c'erano loro: le donne. Che erano (e sono, naturalmente...) migliori, più brave, più intelligenti, più creative, più buone, più empatiche: perché non ci siamo lasciati guidare da loro? Perché non abbiamo "permesso" loro di farlo, noi stupidi e malvagi uomini?...

Pensiamoci un attimo: ma a che ci serve il mondo che "abbiamo" costruito se poi non siamo liberi? Se non abbiamo il rispetto di coloro che sono le beneficiarie del nostro lavoro? Se in ogni loro parola c'è soltanto rabbia,stizza e perenne rancore? A niente.

Ma allo stesso tempo trovo che non ci sia nulla di insopportabile a scoprire l'odio di tantissime femmine:è veleno che mitridatizza.
Sì, all'inizio si sta male ma poi si è finalmente liberi.
E' un vaccino che insegna a vivere e a sopportare molto meglio questa nostra breve esistenza.

Modificato da silverback - 12/1/2005, 02:11
Joker 30/1/2004, 00:36

------------ QUOTE ---------- Ma allo stesso tempo trovo che non ci sia nulla di insopportabile a scoprire l'odio di tantissime femmine:è veleno che mitridatizza. Sì,all'inizio si sta male ma poi si è finalmente liberi. E' un vaccino che insegna a vivere e a sopportare molto meglio questa nostra breve esistenza. -----------------------------

Proprio così, all'inizio si rimane un pò male, poi tutto passa e si diventa più forti, e poi come
hai detto tu "finalmente liberi". Davvero vorrei vedere un presidente americano donna, un
primo ministro donna, voglio proprio vederle al potere e io -maschio senza più nulla da dimostrare
perchè declassato a sesso debole- sdraiato amabilmente nell'amaca della libertà mentre sorseggio
beato e sereno il calice della libertà. Vogliono il potere ? se lo prendano, assieme alla depressione,
all'anoressia, allo stress e a tutte queste altre belle cosucce.
-Renato- 30/1/2004, 02:34

------------ QUOTE ---------- un movimento che come nome porta un singolo lato della realtà (il femminile),
ma nel suo agire vuole imporre il suol volere all'intera realtà umana (maschile e
femminile) è un movimento di stampo nazista. Significa proclamare la "razza
ariana" e dire : se non state dalla nostra parte (il Bene) siete irrimediabilmente
dalla parte sbagliata (il Male).
-----------------------------

E' nazista per due motivi:

1) prolcama in diversi modi la ilGenere Superiore : la donna

2)Odia l'uomo e lo ritiene Colpevole.

femminismo = maschilismo .L'odio versoladonna non porta anulla Propio anulla.
Il femminismo è odio ma più organizzato ,ha una ideologia dietro un programma.La misoginia non ha nulla ,solo il disprezzo per la donna.

Joker 30/1/2004, 03:31

Personalmente il maschilismo lo odio tanto quanto il femminismo, solo che raramente
lo vedo di questi tempi. Mi fa incazzare quando un ragazzo va con una tipa (se la tromba...)
e poi va in giro a dire che è una puttana e inizia a trattarla male - mi fa incazzare quando
vedo ragazzi che alla prima manifestazione di interesse della ragazza per qualsiasi cosa
(che so... uno scrittore, un film, una canzone) bollano quello che può essere l'inizio
di un interesse più ampio come una stupidata infantile - mi fa oltremodo incazzare quando
certi ragazzi vogliono imporre alle loro fidanzate la "prigione" dicendole "se non esci con
me non voglio che esci con nessun altro -amiche comprese-". Questi son casi estremi e
ormai poco frequenti ma esistono ancora, e quando li noto mi fanno incazzare tanto quanto
il femminismo e il male-bashing.

Forse però adesso sto andando fuori tema, qui si dovrebbe parlare della questione maschile,
non certo di quella femminile : siamo noi sotto regime non loro.
-Renato- 30/1/2004, 04:27

joker ma ci sono casi più gravi: in non rispetto versola moglie el'offesa verso di lei è cosa che c'è e capita anche se sono la minoranza..Nettamente più grave delle storie degli adolescenti.

La misoginia eil male bashing sono due campi opposti che si auto alimentano.Ad entrambi accomuna l'offesa e il non rispetto.
silverback 30/1/2004, 04:52

Per la gioia di lelen, farò un'eccezione...cioè "parlerò"(brevemente) di quel Passato che tanto la.."affascina"..e che ogni giorno ci rinfaccia (neanche avessimo duemila o tremila anni...). Per la precisione farò riferimento ad una vera società maschilista del passato: quella greca.
_____________________________________________________________________________________

La società greca era basata su una rigida divisione dei ruoli e sull'esclusione della femmina dalla vita della "polis", la città. Destinate unicamente alla funzione riproduttiva,le femmine non erano titolari di diritti:non potevano essere proprietarie di terre o ereditare (a meno che non fossero le uniche superstiti) e potevano essere scacciate da casa senza bisogno di alcuna formalità.

Il matrimonio, con cui la donna passava dalla tutela paterna a quella maritale, era un contratto tra due uomini (i padri), motivato da ragioni patrimoniali, sociali o politiche.
In genere le ragazze andavano spose attorno ai quattordici anni, con uomini assai più anziani di loro, ma la promessa veniva fatta quando i futuri sposi erano bambini.

La fedeltà coniugale era un dovere solo per le donne; in caso di adulterio, la legge dava facoltà ai mariti di uccidere l'uomo scoperto in flagrante; la donna veniva invece punita in privato, secondo le norme della consuetudine sociale, che in questi casi prevedeva il ripudio, l'esclusione estrema. Il marito poteva avere una o più concubine e intrattenere relazioni con altre femmine (schiave di guerra o serve). I figli nati da questi legami vivevano spesso nella casa paterna e godevano di una certa parità di diritti ereditari con i figli legittimi. Il padre poteva a suo insindacabile giudizio, decidere di esporre uno o più figli, tanto maschi che femmine. L'esposizione delle bimbe era però più frequente, in quanto le donne venivano considerate una fonte di perdite costante: si doveva spendere per allevarle e fornirle di una dote. Le neonate venivano messe in una pentola di coccio e abbandonate per strada. Poteva accadere che venissero raccolte da un gestore di un bordello, per il quale una futura prostituta poteva rappresentare un buon investimento. Il padre poteva inoltre vendere come schiava la figlia che rischiava di diventare un'inutile "vergine canuta". Riguardo alla sorte riservata all'ereditiera, se non vi era discendenza maschile, i beni dovevano necessariamente passare alla figlia, la quale non poteva gestire in proprio il patrimonio e doveva quindi sposarsi. Per evitare che la ricchezza uscisse dalla famiglia, la figlia ereditiera veniva maritata a uno zio o al parente più stretto,qualunque fosse la sua età. Nella società greca si potevano distinguere quattro categorie di donne: la moglie, la concubina, l'etèra e la prostituta. La donna sposata era completamente esclusa dalla vita sociale e dall'istruzione. Mentre l'uomo trascorreva la maggior parte del tempo fuori casa, nell'"agorà"(la piazza in cui avevano luogo gli scambi sociali), nelle palestre, nei teatri o nei luoghi in cui curava i propri affari, le mogli e le ragazze da marito si dedicavano alla filatura e alla tessitura. L'educazione della prole non spettava alla madre, ma ad una schiava e successivamente a un precettore.

Le concubine erano destinate alla "cura del corpo" dell'uomo a cui offrivano relazioni sessuali stabili: la loro condizione era simile a quella delle mogli, con le quali condividevano l'obbligo alla fedeltà e la segregazione domestica.
Assai più emancipata era la situazione dell'etèra (letteralmente "compagna"), una vera e propria professionista, spesso colta e raffinata, destinata al piacere dell'uomo, che poteva accompagnare nei luoghi interdetti alle mogli e alle concubine, come i banchetti e le rappresentazioni teatrali.

Anche la prostituta era considerata una professionista, ma di livello più basso: la legge ne fissava le tariffe ed esigeva da lei tasse. Una categoria a parte era rappresentata dalle prostitute sacre, giovani femmine votate a una divinità, che in genere si vendevano ai passanti e ai pellegrini diretti ai luoghi di culto.
Erano obbligate a vivere nei templi, ma godevano di maggiore libertà, ricchezza e prestigio rispetto alle altre meretrici.

La femmina greca non poteva quindi contare su un rapporto esclusivo con il marito, anche perché accadeva molto spesso che avesse come rivale un uomo.
L'omsessualità infatti non era condannata né dalla legge, né dalla coscienza sociale:al contrario, il rapporto tra un uomo adulto e un adolescente era visto con estremo favore, poiché lo si riteneva nobile e molto educativo.

Meno accettata era invece la relazione tra due adulti, che però era assai diffusa.
Che i Greci considerassero normali questi rapporti è confermato anche dal fatto che vi erano molti amori mitologici omosessuali (quello di Zeus per Ganimede,di Poseidone per Pelope,di Apollo per Giacinto o per Ciparisso e quello di Achille per Patroclo), in cui in genere un dio (o un semi-dio) amava un giovanetto; inoltre, tanto le tragedie quanto le commedie facevano riferimento a questi amori come a fatti del tutto usuali, il che attesta che questa pratica fosse una consuetudine nella Grecia classica.
Fra le testimonianze che fanno riferimento all'amore e all'affetto tra gli uomini, la più significativa è sicuramente contenuta nel "Simposio" di Platone, un testo sull'amore e sul suo significato.

Si tratta di una conversazione tra amici filosofi, che a turno esprimono la propria idea sulla natura e sul potere di Eros.
Approfondendo i diversi aspetti della relazione amorosa e del desiderio, alcuni convitati si trovano concordi nel considerare l'amore tra uomini più nobile e sublime.

________________________________________________________________________________

Così si narra.

Modificato da silverback - 12/1/2005, 02:20
Joker 30/1/2004, 15:01

hmmm...

la prima si Perdona,
la seconda si Ragiona,
la terza si Bastona...

<_<
Barnart 30/1/2004, 19:57

------------ QUOTE ---------- Mi fa incazzare quando un ragazzo va con una tipa (se la tromba...) e poi va in giro a dire che è una puttana e inizia a trattarla male -----------------------------
Concordo.
Questo atteggiamento è un insulto alle donne e un doppio boomerang per gli uomini.
Come si fa a parlar male di quelle che te la danno?
Bisogna essere pazzi e cattivi. Ma anche profondamente stupidi.
Eppure di uomini cos' ce ne sono. Non so quanti ma ce ne sono.

Che altre donne se la prendano con quelle che la danno via facile è comprensibile (l'inflazione erode il valore) ma che i beneficiari ritorcano il regalo contro quella che glielo ha dato è una follia.

Rino U3

-Renato- 3/2/2004, 23:59

------------ QUOTE ---------- maschilismo = nazismo

femminismo = nazismo

Non ci sono vie di mezzo, non esiste un maschilismo intelligente e
tanto meno esiste un femminismo intelligente. E' già sbagliato il
nome, figuriamoci il resto.

Qualcuno ha scritto che le donne che scesero in piazza come "cittadine" erano
nel giusto, quelle scese in piazza come "donne" erano nel torto. Giustissimo.

Questa è la definizione di femminismo, non mi stancherò mai di ripeterlo :
un movimento che come nome porta un singolo lato della realtà (il femminile),
ma nel suo agire vuole imporre il suol volere all'intera realtà umana (maschile e
femminile) è un movimento di stampo nazista. Significa proclamare la "razza
ariana" e dire : se non state dalla nostra parte (il Bene) siete irrimediabilmente
dalla parte sbagliata (il Male).


L'ha scritto anche lelen in un suo post :
gli uomini dovrebbero dichiararsi femministi...

No, io non sono femmina e non appoggio un movimento che fa riferimento
solo alla realtà femminile. Un movimento simile lo combatto, e basta. -----------------------------
SE il maschilismo la misoginia c'è sempre stato, il femminismo è la prima ideologia nata e diffusa tra le donne che esiste.Il femminismo ha le stesse connotazione del nazismo riportato al sesso femminile.

Una idologia che proclama: il Genere Superiore femminile.
il Nuovo bene femminile
L'odio e il disprezzo verso il genere maschile

Quest'ultimo oggi è attuato dalle singole nel rapporto quotidiano di coppia enel pensiero dominate.
Marco P. 14/3/2004, 14:05

Nessun resoconto dei rapporti umani potrebbe essere completo se non parlasse della guerra.
La guerra non è universale,ma i membri di tutte le culture sentono di essere membri di un gruppo (una banda,una tribù,un clan o una nazione) e provano animosità verso altri gruppi.
E il conflitto armato in sé è un aspetto fondamentale della vita delle tribù di cacciatori-raccoglitori.
Molti intellettuali credono che gli atti bellici tra i primitivi siano rari,moderati e ritualizzati,o perlomeno che fossero così finché queste popolazioni non sono state contaminate dal contatto con gli occidentali;ma in realtà si tratta di un'insensatezza romantica.
Ad esempio,i villaggi yanomamo non fanno che assaltarsi a vicenda.
Il 70% degli adulti oltre i quarant'anni ha perso un familiare in uno scontro violento.
Il 30% degli uomini viene ucciso da altri uomini.
Il 44% degli uomini ha ucciso almeno una persona.
Gli yanomamo si autodefiniscono "il popolo feroce",ma in altre tribù primitive le percentuali sono analoghe.
L'archeologo Lawrence Keeley ha documentato che gli arborigeni della Nuova Guinea e dell'Australia sono stati devastati dalle guerre,soprattutto nei secoli precedenti alla Pax Britannica,che mise fine in gran parte del mondo a quella che per gli amministratori coloniali era una vera e propria seccatura.
Nella guerra primitiva la mobilitazione era più totale,le battaglie più frequenti,le vittime più numerose e i prigionieri più scarsi.
La guerra risponde,a dir poco,a una FORTE PRESSIONE DELLA SELEZIONE,e poiché sembra sia stata un elemento ricorrente nella nostra storia evoluzionistica,deve aver contribuito a plasmare la psiche umana.
Perché qualcuno è così "pazzo" da dare inizio a una guerra?
I popoli tribali possono combattere per qualsiasi cosa abbia un valore,e le cause delle guerre tribali sono difficili da sceverare quanto quelle della prima guerra mondiale.
Ma c'è un movente che compare ripetutamente e che appare "sorprendente" a occhi occidentali:nelle società di cacciatori-raccoglitori gli uomini vanno in guerra per conquistare o tenersi le donne...
Non che questo sia necessariamente lo scopo cosciente dei guerrieri (comunque spesso lo è),ma è la remunerazione ultima che ha assecondato l'evoluzione della propensione a combattere.
L'accesso alle donne è il fattore limitante del successo riproduttivo maschile.
Avere due mogli può raddoppiare il numero di fìigli di un uomo,averne tre può triplicarlo e così via.
Per un uomo che non stia per morire,nessun'altra risorsa ha un impatto paragonabile sulla "fitness" evoluzionistica.
Le femmine sono il bottino più comune nelle guerre tribali.
Gli incursori uccidono gli uomini,rapiscono le donne giovani e se le distribuiscono come mogli.
Si sa per certo che gli uomini yanomamo che avevano ucciso un nemico avevano tre volte più mogli e tre volte più figli di quelli che non ne avevano mai ucciso uno.
La maggior parte dei giovani che avevano ucciso erano sposati;la maggior parte di quelli che non lo avevano mai fatto non lo era.
Tale differenza non è una conseguenza fortuita di altre differenze tra uccisori e non uccisori,per esempio di taglia,forza o numero di parenti.
Coloro che avevano ucciso erano tenuti in alta considerazione nei villaggi yanomamo,attraevano ed era più facile che venissero concesse loro più mogli.
I popoli moderni faticano a credere che le tribù primitive facciano la guerra per le donne.
Un antropologo (Chagnon) ha scritto:"Donne?Combattere per le donne?Oro e diamanti posso capirlo,ma le donne?Mai!".
Altri antropolpgi hanno ipotizzato che gli yanomamo soffrissero di un deficit proteico e combattessero per la selvaggina,ma il loro fabbisogno proteico,quando è stato misurato,si è rivelato più che soddisfatto.
Da un capo all'altro del mondo i popoli cacciatori-raccoglitori meglio nutriti sono quelli più guerrafondai.
Quando Chagnon ha citato ai suoi informatori yanomamo l'ipotesi della carenza di carne,essi hanno riso increduli e hanno risposto:"Anche se la carne ci piace,le donne ci piacciono MOLTO di più".
E in questo,sottolina Chagnon,non sono diversi da noi occidentali:"Provate,un sabato sera,a entrare in qualche bar malfamato dove le risse sono frequenti. Per che cosa scoppiano di solito? Per la qualità della carne dell'hamburger? No,per le donne...,scrive Chagnon". (alias,la figa...ovvero "la cosa" che nel mio post pubblicato sul sito,ho definito "la Vera Rovina dell'uomo").
Le analogie sono più profonde.
La guerra tra i popoli occidentali è diversa da quella primitiva sotto molti aspetti,ma è simile sotto almeno un punto di vista:gli invasori rapiscono e (purtroppo) spesso stuprano le donne.
A codificarlo è stata la Bibbia:
"Marciarono dunque contro Madian come il Signore aveva ordinato a Mosé,e uccisero tutti i maschi. Gli Israeliti fecero prigioniere le donne di Madian e i loro fanciulli e depredarono tutto il bestiame,tutti i loro greggi e ogni loro bene. Mosé disse loro:"Avete lasciato in vita tutte le femmine? Ora uccidete ogni maschio tra i fanciulli e uccidete ogni donna che si è unita con un uomo;ma tutte le fanciulle che non si sono unite con uomini,conservatele in vita per voi". (Numeri 31)
"Quando ti avvicinerai a una città per attaccarla,le offrirai prima la pace. Ma se non vuol far pace con te e vorrà la guerra,allora l'assedierai. Quando il Signore tuo Dio l'avrà data nelle tue mani,ne colpirai a fil di spada tutti i maschi;ma le donne,i bambini,il bestiame e quanto sarà nella città,tutto il suo bottino,li prenderai come tua preda". (Deuteronomio 20)
"Se andrai in guerra contro i tuoi nemici e il Signore tuo Dio te li avrà messi nelle mani e tu avrai fatto prigionieri,se vedrai tra i prigionieri una donna bella d'aspetto e ti sentirai legato a lei tanto da volerla prendere in moglie,te la condurrai a casa. Essa si raderà il capo,si taglierà le unghie,si leverà la veste che portava quando fu presa,dimorerà in casa tua e piangerà suo padre e sua madre per un mese intero;dopo,potrai accostarti a lei e comportarti da marito verso di lei e sarà tua moglie".(Deuteronomio 21)



silverback 14/3/2004, 20:14

Nella società egizia non era insolito che una donna facesse carriera.
C'erano le regine, come Hatshepsut e Cleopatra, ma anche - più numerose - sacerdotesse e funzionarie, che ricevevano un'istruzione superiore.
La donna era infatti emancipata e godeva degli stessi diritti dell'uomo, anche fra la gente comune.
Marito e moglie erano su un piano di parità: gestivano indipendentemente i propri beni e la moglie non era sottoposta alla tutela del coniuge.
I matrimoni, raramente combinati, erano un patto reciproco di convivenza e non venivano accompagnati da atti religiosi o civili.
Avere una concubina non era scandaloso, ma solo ricchi e nobili potevano permettersi un vero harem e anche nel loro caso la sposa ufficiale restava una sola.
Se poi il matrimonio proprio non funzionava, si poteva divorziare.
In tal caso, era al marito che spettavano gli obblighi più pesanti: l'ex moglie tornava semplicemente alla famiglia di origine.
Se la richiesta di divorzio era basata su un'accusa di adulterio della moglie, questa poteva scagionarsi giurando la propria innocenza..
E riceveva anche un indennizzo..
Mentre alla donna ripudiata per sterilità spettava una sorta di "buonuscita".
Riguardo a Hatshepsut, secondo alcuni esperti fu la prima imperatrice della storia.
Ella governò a tutti gli effetti l'Egitto per 22 anni,dal 1479 al 1457 a.C. e,contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non era l'influente consorte del re (perché non dimentichiamo che le donne hanno avuto un loro importante ruolo negli eventi della storia; un potere "invisibile" di cui non si parla quasi mai..), ma una sovrana assoluta.
Ci furono altre donne faraone, ma i loro regni o corregenze furono brevi e coincisero con periodi turbolenti della storia egiziana.
Hatshepsut dominò invece un'epoca prospera.
L'iconografia ufficiale la ritrae mentre riceve le insegne regali dal padre, Thutmosi I, ma la realtà è un'altra.
Alla morte del marito e fratellastro Thutmosi II, la sovrana usurpò il trono destinato al giovane figliastro Thutmosi III.
Invece di limitarsi a una reggenza, cominciò a occuparsi attivamente dello Stato, come dimostra un'imponente spedizione commerciale da lei voluta.
Destinazione: la terra di Punt (identificata oggi con la Somalia o l'Eritrea), dalla quale furono riportati in gran quantità incenso, mirra, ebano, avorio, animali esotici.
La sua immagine,inizialmente rappresentata con caratteri femminili, fu poi resa simile a quella dei faraoni uomini,con tanto di barba posticcia, attributo regale.
Il poco che si sa di Hatshepsut,compresi i dettagli della spedizione a Punt, lo si deve alle iscrizioni e decorazioni del tempio di Der el-Bahari (Tebe ovest).
Progettato da Senenmut, architetto personale della sovrana, è il simbolo del potere raggiunto da questa donna 3.500 anni fa.
Intorno al 1457 a.C., Hatshepsut sparisce improvvisamente dalla storia e la sua fine resta sconosciuta.
Forse morì di vecchiaia, come non è da ecludere che ella sia stata vittima di una congiura.


Modificato da silverback - 12/1/2005, 02:25
Marco P. 15/3/2004, 21:56

E' vero ciò che scrivi.
Quella egizia era una società su base patriarcale,ma le donne godevano di un'ampia libertà.
Tra l'altro questo smentisce anche le tesi del Femminismo secondo cui "il Patriarcato equivarrebbe sempre ad oppressione delle donne".

silverback 17/3/2004, 22:06

Austeri.Proiettati verso l'aldilà. Impegnati nel culto dei morti più che dei vivi. E' stata questa, per secoli, l'immagine che ci è stata tramandata degli Egizi.
Ma recenti studi dell'eros degli Egizi rivelano un lato inedito della loro società.
Di tutt'altro tenore.
A dimostrarlo è un documento eccezionale, conservato al Museo Egizio di Torino.
Un lungo papiro illustrato del XII secolo a.C., da poco esposto al pubblico, probabilmente commissionato da un militare d'alto rango appassionato di "fumetti pornografici".
Il papiro mostra, senza alcun imbarazzo, alcune situazioni erotiche.

Una di queste è l'incontro tra una cortigiana e un contadino in una casa di piacere dell'antico Egitto.
Lei indossa solo una parrucca e un fiore di loto tra i capelli, lui è calvo, in là con gli anni, completamente nudo.
Le loro acrobazie sessuali sono degne del kamasutra e lasciano pensare che il sesso non fosse proprio un tabù: anzi.
"Per gli Egizi il sesso era l'atto più naturale del mondo" conferma l'egittologo Francesco Tiradritti, dell'istituto universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli.
Era un popolo pragmatico, realista e amante della vita.

Le donne dell'epoca erano libere, potevano gestire eredità e divorziare, avevano garanzie, diritti e un sereno rapporto con l'eros.
La prova migliore?
L'espressione comunemente impiegata per pronunciare inviti d'amore:"Vieni, passiamo un'ora felice".
Da dove nasce allora l'equivoco?
"Sono state trovate più tombe che insediamenti" - chiarisce Tiradritti - "e le rare immagini esplicite di atti sessuali, che si limitano ad alcuni "ostraka" (cocci incisi) e statuette a carattere "osceno", non sono state esposte, per pudore, al pubblico dei musei".

Ma il papiro di Torino è più realistico di quanto si pensi.
La donna egizia si preparava agli incontri erotici non spogliandosi, come avviene oggi, ma indossando una parrucca elaborata e cospargendosi i capelli e le parti intime di unguenti e grassi profumati.
Ignorata e censurata per anni, la componente erotica degli Egizi si rivela - secondo i moderni egittologi - un formidabile campo d'indagine.
E riserva continue sorprese.

Come l'ipotesi, recente, secondo cui all'epoca dei faraoni fosse già diffuso lo "striptease": la prima immagine sarebbe stata trovata all'interno della tomba di uno scriba vissuto al tempo di Thutmosi IV (1397-1387 a.C.), poi nelle tombe private tebane e persino nel tempio di Luxor.
Secondo gli egittologi, non esisteva alcun tabù verso la nudità e, spesso, le donne erano nude o indossavano abiti trasparenti.
Da Deir el-Medina, dove è stato scoperto il papiro satirico-erotico, provengono "ostraka" con figure sensuali di femmine nude, musiciste distese sul letto con grandi parrucche, ballerine vestite soltanto di tatuaggi.

Ed è il papiro Chester Beatty I a rivelare il tipo erotico femminile degli Egizi: pelle perfetta e luminosa,occhi seducenti quando guarda,labbra dolci quando parla. Collo sottile,corpo splendente,capelli color lapislazzuli.
Altri graffiti pornografici, a Deir el-Bahari, nei pressi della Valle dei Re e a Uadi Hammamat, si sono spinti oltre e rivelano aspetti "a luci rosse".
Come la posizione sessuale preferita dagli Egizi: quella da tergo.

Strabiliante, sempre secondo gli egittologi, la portata delle conoscenze degli Egizi in fatto di contraccezione.
Preservativi, spermicidi, diaframmi non erano un segreto neanche all'ombra delle piramidi.
Se a Creta, ai tempi del mitico re Minosse (intorno al 3000 a.C.), ci si proteggeva già dalle malattie veneree indossando vesciche di pesce prima del rapporto sessuale, gli Egizi utilizzavano anche intestini di animali, oliati e profumati e "cappucci" di lino ricamato. Ma non solo.

Il papiro medico Ebers (del 1550 a.C. circa) descrive il primo spermicida della storia associato a un contraccetivo femminile a "barriera": un tampone di lana imbevuto di miele, succo di dattero e petali di acacia. Il segreto? La fermentazione dell'acacia, che producendo acido lattico creava un ambiente sfavorevole alla mobilità degli spermatozoi. Dalle rovine del tempio di Karnak, per molti secoli sede di una famosa scuola medica, è emerso un reperto ancora più prezioso: un oggetto di pietra bianca e tondeggiante, per forma e dimensioni molto simile ai moderni diaframmi.

Per piacere a ogni costo, rivelano gli studi, non si disdegnavano neanche pozioni a base di erbe ritenute stimolanti sessuali.
Valeva soprattutto per la lattuga, la pianta sacra del dio della fertilità Min e la cipolla, talmente "potente" da essere vietata a quei sacerdoti che avevano fatto voto di castità, perché non fossero indotti in tentazione. Effetti largamente attribuiti anche al finocchio, allo zenzero, al melograno e al giglio d'acqua, all'occorrenza anche narcotico.
Mentre le ricette "afrodisiache" più comuni erano a base di vino al coriandolo e ravanelli mischiati al miele.

La sfrenata sensualità degli Egizi si estendeva persino "nell'aldilà".
Trascorrere la vita in allegria con donne, danze e musica era considerato, nel mondo egizio, un bisogno talmente importante ed essenziale da non potere essere negato neppure ai morti.
Per questo si depositavano nelle tombe addirittura "concubine del defunto", figurine femminili di terracotta, scambiate erroneamente per bambole, con grandi parrucche, tatuaggi nelle zone sessuali e, spesso, accompagnamento di liuti e tamburi.

L'espressione del migliore augurio possibile: svegliarsi dopo la morte e dimostrarsi ancora fertile.
Un'interpretazione non contraddetta dalla presenza di figurine di bambini.
Per gli Egizi, la maternità era proprio questo: la fase conclusiva dell'amore.
Nel campo dei comportamenti sessuali, nell'antico Egitto erano pochi i divieti, i peccati capitali.
L'idea che si praticassero perversioni come la pedofilia, l'attrazione sessuale per i cadaveri e per gli animali è frutto di interpretazioni errate di storie mitologiche o non sufficientemente dimostrate.

Mentre l'adulterio e il fornicare con persone sposate erano puniti severamente, come dimostrano alcuni documenti giuridici che risalgono al Nuovo Regno (1543-1078 a.C.).
Per le donne (se venivano colte in "flagrante"; altrimenti potevano scagionarsi da tale accusa giurando la propria innocenza..) l'adulterio significava perdere tutti i diritti patrimoniali acquisiti con il matrimonio e pene severe,dai lavori forzati al taglio del naso e delle orecchie.
La loro libertà sessuale terminava lì.

Ma anche l'adulterio maschile era punito: la moglie tradita poteva chiedere il divorzio e ottenere un indennizzo dal marito infedele, il quale - secondo lo storico Diodoro Siculo - rischiava addirittura l'evirazione.
Aggiungo che a quel tempo le femmine si sposavano verso i 13 anni, i maschi intorno ai 15.

L'altro tabù, come risulta dal capitolo 125 del "Libro dei morti", era l'omosessualità.
Ma al riguardo vi erano "cattivi" esempi anche ai massimi livelli: il faraone Pepi II (VI dinastia) pare avesse una tresca con il suo generale Sisene.

Modificato da silverback - 12/1/2005, 02:34
Marco P. 21/3/2004, 03:41

http://cmparita.governo.it/commissione/att...000/scheda1.asp
Pippo Caciotta 26/3/2004, 17:42

Hey!
Marco P. 26/3/2004, 19:09

------------ QUOTE ---------- Hey! -----------------------------
Grazie,Pippo.
Ma riguardo al tema "maschilismo=femminismo",non hai nulla da dire?..
silverback 26/3/2004, 20:24

No, Marco, costui non ha alcunché da dire.
Basta visitare il sito che egli ci ha "segnalato"...
Tradotto,significa:"Scopate di più, chiacchierate di meno e fatevi meno seghe, sia mentali che non"...

Una storia vecchia...I peggiori nemici degli uomini sono gli stessi uomini: anch'io lo sostengo da tempo...Quegli uomini che hanno come metro di valutazione del proprio valore (e degli altri uomini) il criterio secondo il quale un uomo è tale solo in base a quante donne riesce a "conquistare" ed a "soddisfare".
Una logica da schiavi: da schiavi delle femmine e del loro potere sessuale.
Una logica che genera violenza negli stessi uomini, perché li trasforma in "galli da combattimento" sempre pronti a scannarsi per una femmina.

Modificato da silverback - 12/1/2005, 02:35
Marco P. 29/3/2004, 14:34

------------ QUOTE ---------- Hey! -----------------------------
Grazie di nuovo,Pippo.
Ma sapresti spiegarmi perché al posto del sito porno ora ci segnali questo?
No sai,sarebbe interessante conoscere la tua opinione in merito alle tematiche trattate nel ...
Sennò,che ci stai a fare qui?
-Renato- 29/3/2004, 20:38

------------ QUOTE ---------- No Marco,costui non ha alcunché da dire.
Basta visitare il sito che egli ci ha "segnalato"...
Tradotto,significa:"Scopate di più,chiacchierate di meno e fatevi meno seghe,sia mentali che non"...

Una storia vecchia...I peggiori nemici degli uomini sono gli stessi uomini:anch'io lo sostengo da tempo...Quegli uomini che hanno come metro di valutazione del proprio valore (e degli altri uomini) il criterio secondo il quale un uomo è tale solo in base a quante donne riesce a "conquistare" ed a "soddisfare".
Una logica da schiavi:da schiavi delle femmine e del loro potere sessuale.
Una logica che genera violenza negli stessi uomini,perché li trasforma in "galli da combattimento" sempre pronti a scannarsi per una femmina. -----------------------------
Concordo Silver, ed io aggiungo che non spesso non ricevono quel che vogliono.
nonostante vengano snobbati strisciano per terra pur di avere uno sguardo o un sorriso che li valorizzi.
il dramma di oggi degli uomini è quella di credere che il valor proprio dipende da un un sorriso o uno sguardo di una donna.
Reduan 3/9/2004, 18:41

...
Parte 1 di 1   

  Home | L'associazione | I principi | Collabora | La Mailig List | Il Forum | Contattaci ©2005 Uomini3000 - Marchio registrato - All right reserved