Un libro per una svolta

 

 

E' in libreria il più recente lavoro di Claudio Risé "Il padre - l'assente inaccettabile" delle Edizioni S. Paolo (€ 9,50) opera di agevole lettura nella quale il noto studioso-terapeuta si occupa direttamente della questione paterna, del padre e della sua assenza, immettendo nelle pagine un doppio contenuto su due piani diversi.

Il primo è l'insieme delle considerazioni che egli svolge sul tema, ripercorrendo i nodi essenziali della storia degli ultimi secoli, dall'emarginazione iniziale all'esilio finale del padre, alla distruzione del valore, dell'autorità morale, del significato simbolico della figura paterna e della paternità.

Riferimenti statistici e rimandi all'attualità fanno poi da contorno a considerazioni più ampie sugli effetti di tale assenza, buco nero che fagocita salute mentale ed equilibri affettivi, entusiasmo, fiducia e sicurezza di sé delle nuove (e delle non più nuove) generazioni maschili. Una devastazione che si riverbera su tutti i quadranti della vita collettiva ed individuale e di cui lentamente si sta prendendo coscienza.

Chi affronta per la prima volta la tematica trova qui un equilibrato compendio delle elaborazioni sviluppate da Risé e da altri addetti ai lavori negli ultimi anni.

L'altro aspetto invece è una novità e costituisce forse la maggior ricchezza del saggio, si tratta del tono generale che segna un cambio di rotta rispetto ai precedenti lavori italiani sul tema, tutti in bilico tra psicologia della colpa, pedagogia del pentimento e filosofia dell'espiazione.

Qui viene abbandonato il territorio della timida prudenza, degli imbarazzati distinguo, degli ammiccamenti e della condiscendenza verso il mondo dell'Altra, dalla cui sfera morale finalmente ci si emancipa.

Non si poteva davvero continuare a parlare del padre - e del Padre - cercando l'approvazione dell'altra parte del mondo, mutuando termini e prospettive dal pensiero femminista, assecondando quel "Voglio essere un buon padre come mia madre lo fu per me"(C. Ventimiglia) confessione della cui gravità non ci si vuole rendere conto.

In queste pagine si respira invece aria di autonomia etica.

Le dissonanze sui Massimi Sistemi non impediscono certo di augurare a questo lavoro il più grande successo nel segnare quella svolta che da tempo si attende.

R. B.

 

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